Buona nova, mala nova…

Sono più che convinto che nessuno dei due poli si immaginava uscissero questi numeri dal calcolatore.
La situazione italiana, in termini economici, possiamo dire sia migliorata, ma certo non cambiata: abbiamo ancora il debito pubblico tra i primi tre più alti d’Europa e non passa giorno senza che qualche istituzione internazionale non ci rimproveri qualcosa o ci metta in guardia da ulteriori degenerazioni.

Questo per amor di verità.
Allo stesso tempo, però, sono  arcisicuro che tra i due, tra Unione e CdL, quelli che maggiormente credevano nella ripresa, credevano nella possiblità di uscire dalla crisi attraverso una precisa politica economica/fiscale e finanziaria sono stati senza ombra di dubbio gli esponenti del centrodestra. Era, in parte, nelle loro previsioni; avevano prospettato giorni migliori; avevano impostato l’azione di governo in modo da ottenere i risultati di cui oggi un po’tutti fanno a gara per accaparrarsene il merito!
Merito che, per favore, non venitemi a dire sia attribuibile al semplice “effetto annuncio” (come giustamente dice Monica!) degli spaventapasseri Visco e Prodi (che saranno brutti, ma non così tanto da spaventare gli evasori) o, peggio, a presunti maggiori controlli (già previsti nella scorsa finanziaria Tremonti) sulla spesa pubblica (ricordate le tante critiche degli ulivisti ai tagli e ai tetti di spesa – il cosiddetto “metodo Brown”?)!
Diciamo piuttosto che chi veramente sta realizzando queste buone cose sono i consumatori, gli industriali e i contribuenti che, facilitati dalle misure dello scorso esecutivo, hanno prodotto questo aumento di ricchezza!
Peccato che chi in questi giorni vorrebbe salire su quel carro che fino a ieri aveva disprezzato, già dai primi giorni di governo abbia puntato il dito proprio contro quelle classi sociali e quelle categorie di lavoratori cui dovrebbe andare tutta la loro gratitudine.
Sarà una mia impressione, ma pagare le tasse non significa aver paura di essere scoperti a non farlo, bensì prender coscienza del fatto che più se ne pagano, meno se ne pagano…e se c’è qualcuno come Berlusconi che non te ne mette di nuove (come hanno invece fatto Prodi e compagni) pare logico che, semmai, il cosiddetto “effetto annuncio” (assieme a tutti i nuovi provvedimenti presi da giugno ad oggi) tutto poteva meno che spronare la gente ad avvicinarsi alle istituzioni!

Spiace, comunque, che, messe da parte le chiacchiere, non si riesca a sentire nessuna voce che consigli di far tesoro di queste ottime novità, ma che ottusamente ci si intestardisca nel perseguire l’esatta contraria politica economica che ha prodotto questi buoni risultati!

Al contrario…c’è chi si è sentito costretto a prender le distanze dai partiti di maggioranza, proprio in forza di una loro mancanza di spirito riformista!
E da questo mese avremo tutte le risposte alle nostre preoccupazioni: più tasse, meno soldi, tutti più infelici!
Anche Prodi…che più in basso di così, nel gradimento popolare, non potrebbe andare…

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