Gioco al martirio.

E’ morto un dittatore e forse non tutti hanno ben presente cosa, o meglio, chi sia stato Saddam Hussein.
Meritava di morire, di vivere?! Troppo tardi per fare di questi discorsi: ormai è passato il suo tempo sulla terra.
Al momento, però, abbiamo due certezze: la prima è che non meritavano di fare la fine che hanno fatto le migliaia di curdi e civili dissidenti uccisi dal satrapo iracheno senza che nessuno si scandalizzasse con tanta protervia; l’altra è che, ad oggi, si sta facendo di un carnefice una vittima, addirittura un martire da piangere in nome di un principio di civiltà che per quanto onorevole ed onorabile finisce, in questo modo, per diventare una presa di giro per tutte quelle persone strappate alla Vita senza troppi pensieri nè pietà!
Sembra brutto e cinico da dire, ma chi in questi giorni si è battuto per salvare la vita di Saddam è come se avesse dimenticato il dolore di un popolo oppresso dalle barbarie di quel criminale e, sopprattutto, come se ipocritamente avesse chiuso gli occhi di fronte alla Storia, a cominciare dalla nostra più recente, quando Mussolini fu giustiziato senza processo e messo al ludibrio pubblico senza più alcuna dignità.

Così, in poche parole, si fa solo, magari ingenuamente, ma decisamente pericolosamente, il gioco di chi è andato al patibolo erigendosi a martire, a simbolo per i nemici del nuovo Iraq, quello democratico e alla ricerca della libertà finora sconosciuta!

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Comments
3 Responses to “Gioco al martirio.”
  1. ilpensatore ha detto:

    sinceramente, Monica, perplessità ne nutro anch’io…ma il mio ragionamento vuol solo mettere in risalto un’ambiguità che tutto fa meno che aiutare un popolo in affanno come quello iracheno!
    spendersi in difesa di Hussein e non di tutti gli altri poveri cristi mandati al patibolo ogni giorno (come fatto dallo stesso Saddam in passato) mi sembra pura ipocrisia.

    la pena di morte è terribile come minaccia da parte di uno Stato, ma che allora la si affronti in ogni momento e in ogni dove…no che in Cina ci si guarda bene dal parlarne e poi si vanno a fare le moratorie all’ONU col culo parato…

  2. monica ha detto:

    Non sono tra coloro che si sono inorriditi di fronte all’esecuzione di Hussein, ma sono tra coloro che non approvano la pena di morte qualunque siano i crimini commessi.
    Diverso sarebbe stato, dal mio modesto punto di vista, se l’ex rais fosse caduto sotto il fuoco nemico nel momento della sua cattura…

    E’ comunque un tema che mi lascia a disagio, e sul quale, caro Marco, non riesco ad avere una idea chiara.
    E’ un mio limite e ne prendo atto.
    Perchè è pur vero che in Iraq vige la pena capitale.
    Pertanto, resto con le mie perplessità…Spero ancora per poco.

    Ciao

  3. raser ha detto:

    e noi che credevamo la vita fosse inviolabile, dal concepimento alla fine naturale…

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