Il governo recupera, il Paese no.

Dev’essere stata una vera soddisfazione per Prodi e compagni sapere che la fiducia nel governo da loro presieduto è salita di sei punti percentuali: peccato che partissero dal 34% e che, quindi, si ritrovino tuttora ben al di sotto della “linea di tolleranza” di almeno la metà dei cittadini (son pure riusciti a fare peggio che nel 96!).
Son sondaggi, si sa, contano quel contano (cioè poco), ma sono comunque indicativi di un certo malumore.
Malumore del quale si fa portavoce (e che voce) in particolare Confindustria che, con Montezemolo e il centro studi economici dell’associazione degli industriali, ha sentenziato una fortissima contrazione del PIL, del quale si sanno tre semplici dati: quest’anno crescerà minimo dell’1,7% (alla faccia della recessione berlusconiana); il governo (quello attuale) ha previsto però, per l’anno prossimo, una crescita dell’1,4% (alla faccia dello sviluppo…qui si regredisce!); ma per Confindustria sarà ancora peggio: dell’1,1% in virtù di uno 0,3% di erosione a causa proprio della manovra appena licenziata dal Senato.
Motivi di insoddisfazione ve ne sono a josa e si è davvero in imbarazzo nella scelta dei punti deboli di questa finanziaria, ma certo i numeri di cui veniamo a conoscenza, anche per grandi sommi, non ci fanno stare troppo tranquilli e sono il segno di quanto possa essere pericolosa una politica economica fondata sulla menzogna e la demagogia.
Bisogna chiedersi innanzitutto, che fine faranno quei 37 miliardi di euro che sono spuntati da sotto l’albero di Natale delle casse dell’erario e che, in teoria, potrebbero coprire l’intero peso della manovra senza vedere mani altrui nelle nostre tasche; poi si dovrebbe passare a cercare spiegazioni relative alla composizione stessa della legge di bilancio, la quale prevede: 8 miliardi per lo sviluppo (di cui 3 per coprire i buchi di FS e ANAS) e una serie di interventi a pioggia del tutto insufficienti in diversi settori economici del Paese, compresa quella ricerca tanto tenuta sulla bocca in precedenza ed ora finita nel dimenticatoio, tra le maledizioni generali dei ricercatori che si sentono ora (se non coglioni…) trascurati dal governo che doveva essere il loro migliore amico; il resto dei 26 miliardi saranno tutte nuove imposte o aumenti di tasse cui eravamo già in precedenza sottoposti o, ancora, tagli alla spesa pubblica…ma quella che non andrebbe tagliata: sanità, difesa, scuola; nessun abbattimento di sprechi, anzi: una pletora di impiegati pubblici invaderà gli enti disseminati sul territorio provocando un notevole aumento della spesa pubblica.
Nel totale, insomma, poche risorse per lo sviluppo e molto “recupero”, con la pressione fiscale che schizzerà ben oltre il 42% (dati del ministero – letti ieri sera a Porta a Porta). Solo una speranza: quella nella lotta all’evasione, della quale non possiamo che condividere la portata di fondo, ma certo non i modi con la quale si vorrebbe venisse portata avanti (con palesi violazioni delle nostre libertà personali e, paradossalmente, tutta una serie di provvedimenti atti soltanto a favorirla, facendo diventare molto più conveniente evadere).

Insomma: forse il governo, prima delle feste vorrebbe godersi i regali del Corriere circa la propria ascesa (ok, ma è come un fiore in mezzo alla cacca – si dice, no?!), ma proprio non vuol esser più buono con noi, poveri cristi, cui toccherà sopportare tutto il peso dei maggiori costi a carico di questa sciagurata politica economica. E il brutto deve ancora venire sulle pensioni. Su questo però, Prodi non ha tutti i torti: si respira la stessa aria del 98…quando lo fischiarono con un calcio in culo in mezzo alla strada a Bruxelles (pur di non vederselo tra i piedi)…proprio per via della riforma delle pensioni!
Aspettiamoci quindi, un regalo…di Pasqua da Bertinotti e compagni (quelli veri, duri e puri)!

Al momento…loro crescono nei sondaggi, ma restano al 40% in soddisfazione: il Paese invece, ci va solo a perdere!

Annunci
Comments
One Response to “Il governo recupera, il Paese no.”
  1. monica ha detto:

    …ma come tu già affermi si tratta di un recupero minimo rispetto al precedente crollo, unitamente al fatto che a salire sono le percentuali di Rifondazione e un po’ de La Margherita.
    Non credo sia un segnale tranquillizzante per Prodi…

    Baci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Tieniti aggiornato: ISCRIVITI!


  • SOSTIENI IL BLOG!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: