Matrimoni di serie B.

A sentire d’Alema si ha la sensazione di averci da sempre visto giusto.
Il centro sinistra sta cercando di istituire una sorta di matrimonio di serie B.
Lo dico perchè, leggendo le risposte del ministro diessino si capiscono tante cose e si fugano parecchi dubbi (alcuni peraltro nuovi e per certi aspetti sorprendenti).
Ecco le parole di “baffetto” : “Noi vogliamo semplicemente riconoscere i diritti di italiani, donne e uomini, che vivono insieme e hanno dei figli e che devono vedere riconosciuti i loro diritti anche se non intendono unirsi in matrimonio; Si tratta di riconoscere diritti che sono negati a molte centinaia di migliaia di nostri connazionali. Questo non mette affatto in discussione la famiglia” .

Traduciamo: innanzitutto sottolineamo il fatto che questa forma di unione è riservata ai soli italiani (quindi continuino pure a strapparsi le vesti quelli che speravano in un’apertura per gli extracomunitari in grado di ricongiungersi più facilmente coi loro cari ancora all’estero); secondo di poi, è impossibile non notare l’incomprensibilità del dover creare un nuovo istituto volto a tutelare donne e uomini che vivono insieme ed hanno dei figli (e qui le cose son due: o si negano tali diritti agli omosessuali o si da anche ad essi la possibilità di averne – e questo mi sembra ancora più grave) quando questi sono già ampiamente (forse di più…anzi, sicuramente di più) garantiti dal matrimonio civile.

Conclusione?
La sinistra mira a depotenziare la famiglia fondata sul matrimonio, affiancandole altre figure di unione che allo Stato non garantiscono praticamente niente: la scelta tra matrimonio civile e matrimonio religioso, infatti, è prettamente confessionale; ma quella tra matrimonio e convivenza è una scelta di vita, nel senso che viene privilegiata la libertà alla giustificazione di una certa stabilità.
Non entro nel merito delle questioni tecniche, ma dire che i Pacs che hanno in mente a sinistra son quelli di cui parla anche d’Alema, significa riconoscere diritti a quelle coppie che non possono garantire alcuna affidabilità nei confronti delle istituzioni e della società.

Rimane, infine, l’inspiegato quesito: se questi Pacs serviranno “agli italiani e alle italiane che vivono insieme ed hanno figli”, ma che fino ad ora non hanno voluto sposarsi pur prospettandosi per essi le medesime tutele e ai gay, che però ne resteranno esclusi in virtù sempre di ciò che dice il ministro deg

li esteri, questa legge…a chi diamine è diretta?

In caso venissero eluse tali domande e si dessero le solite risposte già trite e ritrite, verrebbe proprio da dire che, si, ha ragione il Vaticano nel diramare un allarme tutt’altro che infondato: se vengono riconosciuti diritti a chiunque, senza poter godere delle stesse garanzie da parte di chi ne godrà, mi sembra consequenziale poter dire che…ci saranno meno diritti per quelli che fino ad oggi sono stati riconosciuti come privilegiati, perchè meritevoli di maggiore tutela.
La torta da spartire si ridurrà…e verrà così compromessa la Famiglia tradizionale.

Altrimenti…signori miei, a sinistra c’è una gran confusione e non tutti sanno dove andare…

Annunci
Comments
51 Responses to “Matrimoni di serie B.”
  1. Salo ha detto:

    no! i motivi non esistono. Apparte uno: che è quello di non volere i doveri. E allora mi dispiace, ma niente doveri niente diritti!
    Altrimenti che si sposino.
    Ma pretendere i diritti senza i doveri è quantomeno arrogante.

  2. Marco ha detto:

    ilpensatore, rileggiti i miei commenti: non ho voglia di scrivere per la terza volta la stessa cosa

    salo, idem come sopra, i motivi possono essere mille e cambiano da situazione a situazione; la vera domanda dovrebbe essere: in uno stato democratico è meglio avere un’unica forma di tutela o la possibilità di scegliere tra una gamma? è meglio essere tutelati in quattro o in dieci?

  3. Salo ha detto:

    “tu parti dal presupposto (sbagliato) che i conviventi non vogliono impegnarsi”
    Ribadisco la domanda: se davvero volessero impegnarsi, allora perchè non si sposano?

  4. ilpensatore ha detto:

    allora dimmi un solo motivo per cui una coppia eterosessuale dovrebbe decidere di stipulare un pacs (o qualcosa di molto meno a quanto si apprende) invece che sposarsi in comune ed avere ancora più garanzie…!?

  5. Marco ha detto:

    non è assolutamente vero che riguardi solo i gay

  6. ilpensatore ha detto:

    senti Marco, facciamo così: parliamone onestamente: la questione riguarda solo ed esclusivamente i gay!
    le altre coppie eterosessuali non sposate non hanno alcun interesse nell’argomento!

    ora, il nostro assunto è che due omosessuali che stanno insieme non possono essere paragonati alla famiglia naturale.
    questo comporta una conseguenza necessaria: che non possano avere gli stessi diritti! e che quindi non possano essere equiparati di fronte allo Stato alle coppie con figli sposate con atto pubblico!

    adesso: vogliamo estendere dei diritti anche ai gay?
    certo, ma non nelle forme proprie delle coppie!
    lavoriamo sui diritti individuali…ma lasciamo perdere il resto della storia…

  7. Marco ha detto:

    neanche che tu sia sposato o no è fondamentale per l’ordine delle generazioni. tu parti dal presupposto (sbagliato) che i conviventi non vogliono impegnarsi. non è mai successo che un marito abbia abbandonato moglie e figli? eppure quel marito aveva preso degli obblighi nei confronti della moglie e dei figli (e anche nei confronti della società, se vuoi vederla così) dei quali se ne è altamente fregato. il matrimonio non dà garanzie dal punto di vista sociale-familiare, ma da quello legale.
    non trovo arrogante due persone che cercano di tutelare gli interessi dell’altro/a, trovo arrogante che sia lo stato ad imporre dei modelli di vita.
    non è un pezzo di carta che obbliga due persone ad impegnarsi, ma la loro onestà e correttezza che, a prescindere da qualsiasi istituzione, conta

  8. Salo ha detto:

    Il mio taglio di capelli non è fondamentale per l’ordine delle generazioni, cioè non svolge alcun compito sociale. La famiglia invece sì.
    Ti ho già spiegato che se due persone vogliono stare insieme senza vincolo alcuno, senza obblighi, senza doveri, senza impegni, sono liberissime di farlo. Ma non possono poi pretendere dalla comunità gli stessi diritti, le stesse garanzie e gli stessi vantaggi di chi invece svolge una funzione importantissima e se ne assume la responsabilità civile, con tutti i doveri che seguono verso il coniuge e i figli eventuali.
    Non mi piace la mentalità dell’“io credo che sia giusto e allora faccio come mi pare”, perchè non si preoccupa dei risultati delle azioni e perchè, come in questo caso, pretende arrogantemente diritti senza nemmeno parlare di doveri.

    E non venirmi a dire che i conviventi sono pronti ad assumersi impegni, perchè ho già risposto anche a questo, così: allora possono sposarsi e non c’è bisogno di creare un altra istituzione!

  9. Marco ha detto:

    continuo a non capire perché se una coppia non si riconosce nel valore matrimonio debba sposarsi per forza – e allo stato attuale, il matrimonio è una scelta obbligata in quanto è l’unico modo per garantire eredità, pensione e tutto il resto – in che modo recherebbe danno alla società? perché lo stato deve impormi un modello di vita? perché è stato deciso a priori che il matrimonio fosse l’unica scelta bella, onesta e giusta?
    su cose così personali, approvo il modello “io credo che sia giusto e allora faccio come mi pare”: lo stato ha deciso il tuo taglio di capelli? lo stato ha deciso la scuola che hai ferequentato? lo stato ha deciso il tuo lavoro? lo stato ha deciso la tua religione?

  10. Salo ha detto:

    Questa come altre particolari esigenze possono essere discusse, studiate e risolte giuridicamente, ma senza creare un inutile e dannoso pallido doppione della famiglia.

  11. Marco ha detto:

    ieri ti ho fatto l’esempio di una persona che proviene da un matrimonio fallito, non ancora divorziata

  12. Salo ha detto:

    Perchè se è una cosa sbagliata, che reca danno alla società non si può permetterla. Insomma, qui ognuno vuol fare quello che gli pare, ma se è così allora non può far parte di un Stato, perchè ogni stato si basa su regole ben precise, non su: “io credo che sia giusto e allora faccio come mi pare.”

    Riguardo alla tua obiezione, se davvero i conviventi sono pronti ad assumersi lo stesso “impegno nel costruire qualcosa insieme”, allora perchè non si sposano? così da certificarlo, questo benedetto impegno, e, contemporaneamente, così da avere le garanzie e i diritti che richiedono!

  13. Marco ha detto:

    Quello che io non riesco a capire, ripeto, è perché i conviventi dovrebbero avere meno impegno nel costruire qualcosa insieme rispetto a chi si sposa.
    Altra domanda: se tu sei contrario alle unioni civili, perché impedirlo a chi è favorevole?

  14. Salo ha detto:

    E che senso avrebbe, siccome non si crede più nel matrimonio, crearne una pallida copia di serie inferiore?
    Continuo a non capire la necessità di regalare diritti, vantaggi e garanzie a chi, come hai detto tu, non si sposa perchè non vuole.
    Così si prenderebbe in giro chi nella famiglia ancora ci crede ed è disposto ad assumersene i doveri civili, l’impegno sociale ed il ruolo educativo.

  15. Carlo ha detto:

    pubblicizzo il sito della sinistra giovanile di faenza, se volete commentare e leggere i post. Libero accesso e libero commento ovviamente. Mio pseudonimo Syd.
    La veste grafica è da modificare… non è delle migliori ancora, ma non ho un’idea di come si faccia!

  16. Carlo ha detto:

    perchè nel matrimonio non si crede più… dei miei amici lo fuggono tutti come la peste… perchè rivedono i loro genitori, rivedono la tristezza, anche se così non è e, a torto o a ragione, non ne vogliono sapere!

  17. Salo ha detto:

    E’ proprio qui il punto della questione: se si è assunto un impegno, allora perchè non sposarsi, così da ufficializzarlo ed avere in cambio le tutele e i vantaggi disponibili?

    Mentre, viceversa, se non lo si è assunto, non si può pretendere di esser trattati come chi lo ha fatto!

  18. Carlo ha detto:

    sì, ma uno starà insieme ad un altro anche perchè si è assunto degli impegni credo io…

  19. Salo ha detto:

    Ancora una volta Carlo, non sono io che decido. Sei tu che non capisci. Non ho mai detto che i matrimoni durano più delle convivenze: e non perchè non sia così, ma perchè, appunto, non ho i dati per affermare una cosa del genere. Quello che ho detto, invece, è che la famiglia fondata sul matrimonio ha un valore sociale inestimabile, fondamentale. Valore che le convivenze non hanno. Perchè? Non perchè durino di meno (cosa che, lo ripeto, io non ho mai sostenuto), ma piuttosto perchè non comportano formalmente, istituzionalmente, nessun dovere verso il compagno o la compagna e nessun impegno sociale rispetto alla prole. Doveri ed impegni che invece il matrimonio comporta. Tanto che divorziare non è affatto semplice, mentre terminare una convivenza è un atto istantaneo, che non comporta nessun atto civile, giuridico.

  20. Carlo ha detto:

    Salo le tue sono verità apodittiche: TU decidi che l’una è più stabile dell’altra effettivamente. Guardiamo al numero di divorzi nel nostro paese e quanto durano le convivenze, c’è qualcuno che ha dei dati? Io prima di parlare di certe cose vorrei avere in mano ricerche serie, fatte da istituti indipendenti… purtroppo spesso chi si sposa non lo fa perchè è certo della scelta, ma perchè si fa così: fino ad arrivare ai paradossi di un tipo che si è sposato e la moglie lo ha lasciato il giorno dopo! Ma non è questo il fatto, il fatto è che sì, Andrea voleva dire l’opposto, ma partite dalla provocazione dell’utilità del matrimonio oggi e riflettete se ha ancora un senso parlarne come si faceva una volta. Le provocazioni servono a questo.
    Guardatevi attorno, i vostri amici, le vostre famiglie, i vostri parenti, i vostri conoscenti e ditemi se è ancora così come una volta…

  21. Salo ha detto:

    Marco, mi sa che il passaggio te lo sei perso per davvero! Le coppie etero conviventi scelgono di non sposarsi proprio perchè non vogliono vincoli, cioè perchè pretendono di essere liberi, incarnano la vuota mentalità del “finchè mi va”. Bene, liberissimi di farlo, ma che non vengano a chiedermi i diritti e le tutele di chi invece dà al suo rapporto una istituzionalizzazione che è densa di impegni sociali e di doveri coniugali!

    La tua analisi del perchè ci si sposa poi, ribalta la realtà: infatti chi si sposa lo fa perchè è sicuro, non perchè è insicuro! Tanto che ci si pensa un bel po’ (forse oggi troppo) prima di sposarsi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Tieniti aggiornato: ISCRIVITI!


  • SOSTIENI IL BLOG!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: