I gay strumento della ideologia radical-libertaria.

Dopo quelle economiche (ma dipende dai punti di vista) gli spunti di maggiore riflessione politica vengono dalle questioni morali.
Oggi, delle ultime, quasi di pari passo camminano quelle su eutanasia e riconoscimento delle coppie omosessuali al pari di quelle fondate sul matrimonio.
Mentre sulla prima, però, mi son già soffermato abbastanza e, credo, lo farò ancora in futuro, preferisco virare un secondo sulla seconda (consigliandovi comunque, a proposito di “dolce morte” o “morte di Stato” di leggere l’articolo che l’ “elefantino” – Ferrara – ha pubblicato oggi sul Foglio).

Arriviamo al dunque (la notizia è ancora fresca e fa discutere, quindi è inutile ripercorrerla qui): servono questi registri per le unioni civili?
Non sono Pacs, non sono matrimoni, non sono niente e a niente servono, se non ad una cosa: mettere in lista qualche nome (e vedrete saranno in maggioranza di omosessuali) da sbandierare in modo strumentale nelle discussioni relative alle coppie di fatto ed al riconoscimento per loro di diritti pari a quelli di qualsiasi altra coppia fondata sul matrimonio (religioso o civile), senza dire però che nel frattempo per queste persone non cabierà assolutamente nulla!
Questi registri infatti, (dei quali non riesco a stupirmi visto che in Italia ve ne sono già dagli anni 90) sono davvero soltanto simbolici; degli elenchi in cui chiunque può dichiarare di esser legato ad un’altra donna o ad un altro uomo da un vincolo affettivo. Potrei anche andare io in comune per dire che voglio tanto bene a tutta una serie di amici (coi quali abito insieme)…e per quell’ufficio non ci sarebbero problemi ad aggiungermi nella lista!
Esultare, insomma, mi pare eccessivo.
In realtà è un po’pochino per chi si batte per nuove forme di parificazione e riconoscimento.
Soprattutto, e mi ripeto, perchè non è una vera novità, questa.

Il ritorno mediatico di simili iniziative, invece, è l’ennesimo “colpo” al tradizionale modello di famiglia naturale, legata non solo dai sentimenti, ma anche da una presa di responsabilità che la rende agli occhi dello Stato, in quanto cellula fondante la società, degna di essere privilegiata e avvantaggiata rispetto a tutte le altre forme di convivenza.
Certamente non si può essere struzzi ed è impossibile non vedere che divorzi e separazioni sono all’ordine del giorno, ma per lo meno queste forme di disgregazione famigliare richiedono un certo iter, una prassi che permette alle istituzioni di prendere atto che quella coppia di cui prima si fidava perchè ritenuta stabile, è diventata inaffidabile al pari di tutte le altre.

Ed è proprio la tendenziale stabilità del vincolo a fare di certe coppie una risorsa da premiare; al contrario, l’impossibilità di affermare con serietà quel legame rende le convivenze di fatto qualcosa di marginale per lo Stato.
Ora, questi registri sono l’apoteosi della instabilità: chiunque può iscrivervisi (inutilmente) senza dover dar conto di niente, se non del fatto che abita con la persona con cui si accoppia nell’elenco.
E questo, sinceramente, lo trovo deleterio: è un riconoscimento, si…ma non certo una conquista di civiltà; semmai il suo fallimento!

E non venitemi a dire che è proprio per questo che sono necessari i matrimoni tra omosessuali: per istituzionalizzare un legame anche tra persone dello stesso sesso.
Sarò ancora più diretto al proposito: due persone che si amano sono libere di farlo, ma non credo ci possa essere una parificazione sostanziale tra coppie “etero” e coppie “omo”, a causa della loro intrinseca diversità non solo antropologica, ma proprio, appunto, sostanziale in termini di possibilità di creare una famiglia!
Due persone che invece decidono di non sposarsi, etero od omo che siano, non hanno bisogno nè di PACS nè di altro, volendo queste rimanere libere e senza vincoli di alcun tipo (e qui sta tutta la strumentalizzazione di ciò che in realtà potrebbe essere ben risolto con piccole modifiche alle leggi già oggi esistenti!)
Insomma, non si può accettare che la pretesa di diritti non venga accompagnata da correlativi doveri: il problema è che questi doveri sono impossibili da collegare alle unioni omosessuali.
Accudire e crescere un figlio, infatti, non è nella Natura delle cose per due persone dello stesso sesso.
Ovviamente Famiglia non è solo quella in cui vi sono dei bambini, ma lo Stato ha il dovere di privilegiare, ricollegandovi vantaggi e diritti ESCLUSIVI, quelle unioni che contribuiscono al perseguimento di un interesse generale superiore a qualunque altro: la prosecuzione della specie!

Ricorrere alle tecniche mediche di inseminazione artificiale o alle più civili forme di adozione non è (e non può essere) una soluzione: è pacifico, infatti, che un bambino ha bisogno di crescere in condizioni di “normalità”, di poter identificare, per affidarvisi, le figure del Padre e della Madre; ha bisogno oltretutto di una stabilità, ovvero di ciò che coppie di fatto omosessuali non garantiscono!

Sarebbe significativo, in qualche modo, anche provare ad uscire dai canoni ideologici sottesi alla concezione laica o morale della società: una contrapposizione di questo tipo non giova a nessuno.
Quindi, premesso che qui si parla di contenuti che possono benissimo star fuori da ogni sorta di principio confessionale, mi piacerebbe che non ci si attaccasse subito a “perseguitare” la Chiesa e i suoi fedeli.
Concretiziamo e sintetiziamo il ragionamento: i registri servono? NO; i Pacs servono? NO [ di sicuro non alle coppie eterosessuali (sono facilmente sostituibili da modifiche o aggiunte di norme di diritto privato)]; i matrimoni tra omosessuali sono da equiparare a quelli tra eterosessuali? NO, per la loro Natura e per le conseguenze esplicite ed implicite che vi si ricollegano!

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Comments
38 Responses to “I gay strumento della ideologia radical-libertaria.”
  1. Salo ha detto:

    Carlo, non è che io lo decido. Sono i dati di fatto a deciderlo. E mi pare di averne esposti parecchi.

  2. Luca ha detto:

    Andrea, non ho capito a quale ironia ti riferisci. Comunque il fatto che solo una coppia eterosessuale possa procreare non delegittima la rivendicazione del matrimonio omosessuale, almeno dal mio punto di vista. Altrimenti delegittimerebbe tutti i matrimoni in cui è impossibile procreare a meno di un miracolo.

    Salo, la costituzione parla di doveri dei genitori nei confronti dei figli (anche quelli nati fuori dal matrimonio, quindi fuori dalla famiglia).
    Di doveri della famiglia nei confronti della società, nella costituzione non c’è traccia.
    Formare una famiglia significa assumersi dei doveri l’uno/una nei confronti dell’altro/altra e degli eventuali figli.
    Questo è il compito sociale della famiglia, non quello di assicurare la sopravvivenza della specie umana.

    Fino ad ora ho letto quasi solo pareri favorevoli alla possibilità per un bambino di crescere con due genitori dello stesso sesso. Parlare di “stragrandi maggioranze” mi sembra un po’ azzardato.

    Non intervengo più sull’argomento, credo di avere abusato fin troppo di questo spazio. Vi ringrazio comunque per i toni civili con cui si è discusso, vi assicuro che è una cosa molto rara.

  3. Carlo ha detto:

    Salo, il discorso è che sono argomenti molto capricciosi quelli portati avanti da chi non vuole riconoscere il palese diritto degli omosessuali a costituire famiglia. E’ lo stesso concetto: curare un male non è naturale, perchè allo stato di natura una persona morirebbe, e curare i virus crea ceppi più resistenti, accelerando la natuale evoluzione del male. Eppure esiste la penicillina. Niente è più naturale nella società, tutto si costruisce e sono bizze quelle di dire “naturale o non naturale” semplicemente perchè nessuno può arrogarsi il diritto di deciderlo.
    ma mi sono rotto le balle di discutere…

  4. Salo ha detto:

    Luca, hai scritto: “Sì, qualcuno è andato a vederlo. Sono andati a vedere come sono cresciuti i bambini adottati da una coppia omosessuale (o semi adottati, nel senso che uno dei due è il genitore biologico). Risultato: niente di rilevabile. Nulla di nulla.”
    Questo è clamorosamente falso, perchè la stragrande maggioranza degli psicologi è convinta dei devastanti effetti che ha sui bambini la presenza di un sinistro doppione di padre o di madre al posto della coppia di genitori eterosessuali. Tutti gli psicologi sostengono che la figura del padre e la figura della madre sono fondamentali nella crescita e nell’educazione.
    E ancora hai scritto: “La Costituzione non dice nulla al riguardo, si limita a riconoscere i diritti della famiglia senza stabilire cosa sia e cosa debba fare per la società.”
    Altra clamorosa falsità: vatti a leggere l’articolo 29 della Costituzione e soprattutto cosa comporta, a livello di diritti e di DOVERI, il matrimonio civile! Scoprirai che per la società esso conta eccome!

    X Carlo. I miei argomenti non sono affatto rovesciabili. Infatti i rapporti omosessuali sono COSTITUTIVAMENTE sterili; anche una coppia etero può essere sterile o può decidere di non procreare, ma resta comunque potenzialmente in grado di svolgere una funzione sociale fondamentale; i rapporti omosessuali sono invece di per sè sterili, e dunque non rilevanti socialmente, e dunque non rilevanti giuridicamente, e dunque non accostabili alla famiglia. Altro che rovesciabili…qui siamo di fronte a dati oggettivi!

  5. Andrea ha detto:

    Nessuno contesta il vincolo affettivo e nessuno lo sminuisce, anzi! Ripeto, il concetto naturale di famiglia si basa sulla potenzialità procreativa (sottolineo potenzialità), perchè lo scopo della famiglia come cellula della società è creare e formare nuovi individui. L’amore in sè non ha bisogno nè della famiglia nè del matrinomio, e per la tutela dei diritti rivendicati non servirebbe il matronio, basterebbe il diritto privato (come lo sono i pacs). Il matrimonio è solo una via, fallace ed instabile, certo, ma la migliore che ci sia, per fornire stabilità al bambino, potendo godere della presenza dei due genitori. Poi certo, ci sono bambini che crescono e diventano degli adulti eccezionali anche con famiglie disastrate o con genitori assenti, morti, divorziati etc., come il contrario. Ma ripeto la domanda: perchè solo l’unione tra un uomo ed una donna può creare una nuova vita? E’ questo che pone la famiglia come un qualcosa di non estendibile agli omosessuali e basta. Paradossalmente, se fossimo tutti gay non sarebbe necessaria alcuna istituzione come il matrimonio o la famiglia, oltre al fatto che probabilemtne non ci sarebbero neanche più figli, essendo azzerato il potenziale procreativo. Non si tratta, infine, di emarginazione, in quanto così come ci sono tante omosessuali che la pensano come te ce ne sono altrettanti che la vedono dal mio punto di vista, emerso e condiviso da tanti miei amici omosessuali. Anche in questo sta la libertà delle idee, nel pensarla diversamente, senza credere che tutti ci vogliano emarginare o non rispettare. Io rispetto la tua idea, posso non condividerla e possono essermi risparmiati le facili ironie come all’inizio del tuo posto?
    Grazie, con cordialità.

  6. Luca ha detto:

    Sì, qualcuno è andato a vederlo. Sono andati a vedere come sono cresciuti i bambini adottati da una coppia omosessuale (o semi adottati, nel senso che uno dei due è il genitore biologico). Risultato: niente di rilevabile. Nulla di nulla.
    E stiamo parlando di bambini che in realtà sarebbero adulti, siccome nei paesi scandinavi e in Germania non è una novità degli ultimi anni che due genitori dello stesso sesso crescano un bambino. O credevi che da una coppia gay venisse su un bell’ometto gay?
    Riguardo alla famiglia, sono un po’ stanco di sentirmi ripetere che due persone si sposano per una sorta di “dovere” nei confronti della società. La Costituzione non dice nulla al riguardo, si limita a riconoscere i diritti della famiglia senza stabilire cosa sia e cosa debba fare per la società.
    Di tutto questo, comunque, abbiamo trascurato l’aspetto più importante: il matrimonio gay è rivendicato anche come simbolo di emancipazione da qualsiasi emarginazione e pregiudizio, come riconoscimento del fatto che un vincolo affettivo di una coppia non passa in subordine per il solo fatto che la coppia è dello stesso sesso. Finchè non emerge definitivamente questo concetto, si ha ciò che io definisco emarginazione.

  7. Andrea ha detto:

    Pongo un’altra domanda (e ancora una volta chiedo scusa a Marco per quest’uso del suo blog): perchè solo dall’unione tra un uomo ed una donna possono nascere dei figli? E perchè solo dall’unione tra un uomo e una donna, non solo da uno dei due soggetti (per partenogenesi o gemmazione, per esempio, o per mitosi)? Ed inoltre: un bambino per crescere nel modo migliore (o per concedergli almeno questa possibilità, fatti salvi tutte le migliaia di errori che in quanto uomini commettiamo) ha bisogno o no di un padre e di una madre? Qualcuno è mai andato a vedere se i figli che crescono in un ambiente sano ed amati dai genitori, uniti, hanno più o meno problemi di bambini nati in condizioni di abbandono da parte di uno dei due genitori, di divorzio o ambienti notevolemtne deteriorati? Ci sono molti studi interessanti in merito…qualcuno si è mai chiesto se un bambino ha bisogno di un padre e di una madre?

  8. Carlo ha detto:

    tutti i tuoi argomenti sono rovesciabili salo, il primo è: un uomo e una donna prendono impegni di fronte alla società e si sposano. una donna e una donna prendono impegni davanti alla società quindi si sposano. non possono avere figli? e le coppie sterili mi spieghi che diritto hanno a sposarsi allora? le pretese di questi qua… sentili, non possono avere figli e vogliono pure sposarsi!…. non è la stessa cosa? no, non lo è. amen, cosa vuoi che ti dica: hai ragione te. La risposta da dare agli omosessuali è: andate in qualsiasi altro paese europeo e siate felici e tranquilli. in italia è pressochè inutile se le posizioni sono quelle. alle volte mi sembra di stare in iran per certe cose…

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