Gli elettori possono dar vita al partito dei moderati anche senza i politici.

Se è vero che, come ha detto sabato Berlusconi, è il popolo a farsi un partito e non il partito a sciegliersi il popolo, allora la strada verso il partito unico è segnata.
Ma, poichè le resistenze maggiori certo non s’incontrano tra la gente comune, semplice, ingenua ed emotiva, bensì proprio tra i politici (di professione e non) che sono al contrario calcolatori ed avidamente attaccati ai loro privilegi, nonchè persone ambiziose (quindi un po’egoiste), la soluzione migliore, per evitare futuri imbarazzi od eccessivi rallentamenti al progetto, sarebbe il caso che dal Parlamento venisse restituita agli elettori la possibilità di scegliere la persona, oltre che il partito di riferimento, alle prossime elezioni.
Di modo che sia il popolo stesso a scegliersi non solo Il partito, ma anche da chi questo debba essere composto.

Sic et simpliciter!

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Comments
3 Responses to “Gli elettori possono dar vita al partito dei moderati anche senza i politici.”
  1. Andrea ha detto:

    la preferenza di lista è vitale…così come cambiare l’attuale legge elettorale, ritornando ad un bel maggioritario, a turno unico o doppio (forse è meglio il doppio, ma ci sto riflettendo, quindi sospendo il mio giudizio in merito…)oppure un proporzionale fortemente riduttivo (diminuisce, in teoria, il numero di partitini in competizione), con una soglia di sbarramento molto alta (sopra il 10%, direi intorno al 12%), ma si perderebbe il senso stesso del proporzionale (per questo preferisco il maggioritario). ma figuriamoci se con tutte le udc, i mastella e i diliberto che ci sono in parlamento si riesce a fare una simile legge elettorale…qualsiasi governo cadrebbe il giorno dopo e non vedo cuor di leone a montecitorio o palazzo madama…

  2. ilpensatore ha detto:

    ovvio, ma se un partito non ti mette gente con un progetto condiviso finisce che quel partito muore perchè l’elettore va a cercarne un altro che meglio lo rappresenti!
    non c’è molto da fare comunque: la preferenza sarebbe l’ideale per decidere chi, ovviamente tra quelli in lista, si ritiene il più idoneo…
    funziona così la democrazia da noi…

    ciao Mario

  3. mario ha detto:

    il problema rimane visto che comunque sono i partiti che scelgono chi farti scegliere

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