Se Dio vuole.

L’Unione, a conferma dei tanti sospetti, è laica solo quando ha da discutere con la Chiesa, ma in realtà una sua religione la professa e come.
Per l’esattezza…quella musulmana.
Vedere il ministro Parisi per credere.
Sentirlo ieri pronunciare “Insciallah” davanti ai caduti e ai soldati in Iraq non è solo un’offesa, ma proprio un segno manifesto per capire da che parte sta questo governo: contro la nostra cultura, e col capo chinato dallo spavento verso l’islam.
Quei ragazzi son morti perchè ci sono persone al mondo che uccidono in nome di Allah e il buon ministro della difesa lo ringrazia e lo prega.
Se nessuno glielo avesse mai detto, ecco, sarebbe il caso gli ricordassero che siamo italiani e nella nostra tradizione (se proprio si vuol farlo) si prega il Dio dei Cristiani, i quali hanno da tempo abbandonato violenze contro gli “infedeli”…

Perdonate lo sfogo, ma quando ce vo ce vo…
…e non posso che condividere le parole del Master!!!

Dio vi benedica…

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Comments
10 Responses to “Se Dio vuole.”
  1. Anonimo ha detto:

    pensatore ma se è per il fatto che molte persone uccidono nel nome di dio guarda che questo avviene (come in passato) a prescindere dal nome che ognuno a quel dio pone… dai uno sguardo a un po’ di conflitti etnico-religiosi in africa (e il conto è bello lungo) e te ne accorgi! allora cosa facciamo? ci mettiamo a guardare solo da una parte? mi sembra manicheismo ipocrita.
    poi, ho letto diversi dei tuoi post, hai idee che stanno agli antipodi rispetto alle mie ma mi sembri uno che ragiona, quindi possibile che non ti poni il problema della strumentalizzazione becera che si fa della religione per fini ben più terreni ed umani? scusa ma l’ex-jugoslavia? mica è dal 1990 che persone di religione differente convivevano in quel territorio, eppure quando il baricentro ideologico dello scontro è stato spostato su un asse molto più confessionale che etnico hanno iniziato a spararsi tra vicini di casa. discorso analogo si potrebbe fare sulla palestina, uno dei (purtroppo) pochissimi stati che erano apertamente laici in quella regione e dove oggi le forze che si rifanno alla religione raccolgono sempre più consensi… etnia e religione sono due ottimi mezzi per spingere le persone a combattersi per un’idea, sempre nell’interesse terzo che con quell’idea a nulla da spartire, e il terreno giusto per coltivare tutto questo è quello dell’ignoranza e del fanatismo, e direi che in giro ce ne sono un bel po’
    ho finito c’ho da studiare io!!
    Davide

  2. Carlo ha detto:

    salo vai in spagna in andalusia e in sicilia… poi mi sai dire.

  3. Salo ha detto:

    …ancor meno!

  4. Salo ha detto:

    …e con l’Occidente?

  5. Salo ha detto:

    …e con l’Europa?

  6. ilpensatore ha detto:

    dico solo che da un ministro italiano mi aspetto o niente o comunque qualcosa che faccia riferimento alla tradizione del nostro Paese…seguita dalla stragrande maggioranza del popolo italiano!
    se poi invece avesse voluto fare il laico…poteva starsene zitto!
    ma che c’entra allah con l’Italia?

  7. raser ha detto:

    Scusa, ma i nostri soldati sono stati uccisi da fanatici “in nome di Allah”, non da Allah stesso. Mi è sembrato un segno di rispetto da parte di Parisi pregare anche il Dio del paese in cui si trovava… fermo restando che a mio avviso la preghiera dovrebbe restare un atto privato e non dovrebbe c’entrare nulla con le cerimonie di stato.

    E poi, tu che ne sai se tutti i caduti in Iraq erano cattolici, musulmani, atei, buddisti, o che altro?

  8. Andrea ha detto:

    Cavolo, l’Insciallah (se così si scrive) di Parisi me l’ero perso…bhe, che dire?

    Senza parole. Stiamo perdendo.

  9. Carlo ha detto:

    Ho una domanda da porti, Marco: ma se Parisi fosse mussulmano? Dovrebbe farsi un segno della croce?
    Voglio dire: se un ministro della repubblica fosse ebreo o mussulmano o animista, potrebbe pregare come vuole oppure no?
    Riporto anche altra notizia dal Corriere: “02 dicembre 2006
    La decisione fa discutere. I conservatori: «Mina la civilità americana»
    Il deputato musulmano: «Giuro sul Corano»
    La sfida di Keith Ellison, primo islamico ad entrare nel Congresso degli Stati Uniti: «È questo il pilastro della libertà di religione»

    Keith Ellison (Ap)
    WASHINGTON – Keith Ellison – che diventerà il primo musulmano ad entrare, il mese prossimo, nel Congresso degli Stati Uniti- ha suscitato scalpore con la sua richiesta di prestare giuramento su un Corano anziché sulla Bibbia. Ellison, un democratico, è stato eletto nel corso delle recenti elezioni di metà mandato. Secondo alcuni commentatori mettere al centro del giuramento il testo sacro dell’Islam, significa «minare la civiltà americana». Per altri analisti, inoltre, se «si è incapaci di giurare sulla Bibbia, allora non si entra nel Congresso».

    POLEMICHE – «Non dovrebbe essere consentito a Ellison di giurare sul Corano: non perché gli americani siano ostili al testo sacro dei musulmani ma perché la sua scelta mina alla base la cultura americana», ha protestato il commentatore conservatore Dennis Prager. Ellison ha osservato dal canto suo che «la Costituzione consente a tutti di giurare, per assumere un incarico, su qualsiasi testo preferiscano. È questo il pilastro della libertà di religione». Il deputato musulmano, eletto nel Minnesota, ha detto di avere ricevuto centinaia di messaggi email «bigotti e razzisti» dove viene invitato a «dimettersi» se non intende prestare rispetto al libro su quale l’America è stata fondata.”
    Il problema è che in america la libertà di culto è un diritto costituzionale, egli potrà benissimo giurare sul corano.

  10. Carlo ha detto:

    BENEDETTO XVI: STAMPA TEDESCA, “UN PAPA PER I MUSULMANI” =
    (AGI) – Berlino, 2 dic. – Sorpresa e orgoglio trapelano dai commenti della stampa tedesca al successo del viaggio in Turchia di Benedetto XVI e le lodi piu’ marcate per Papa Ratzinger arrivano proprio dai giornali progressisti.
    ‘Suddeutsche Zeitung’, il maggiore quotidiano del Paese, titola il suo editoriale “Un Papa per i musulmani” e sottolinea l’abilita’ con cui il pontefice e’ riuscito a interpretare le esigenze del mondo islamico, di cui in qualche misura potrebbe farsi paladino. “Joseph Ratzinger”, scrive ‘SZ’, “sembra aver trovato il vero tema del suo pontificato: il dialogo con i musulmani, di cui potrebbe addirittura diventare un alleato.
    Entrambi diffidano del modernismo occidentale devoto soltanto al danaro, ed entrambi criticano l’ideologia della fattibilita’, che calpesta natura, ambiente, dignita’ umana e giustizia sociale”.
    Il quotidiano di Monaco di Baviera aggiunge che il Papa, libero nel suo ruolo da molti condizionamenti politici, “potrebbe diventare l’interlocutore privilegiato dei musulmani in Occidente, poiche’ a differenza dei politici non deve temere per la sua rielezione, non deve presentare cifre di crescita economica e non e’ responsabile per il numero dei disoccupati”.
    Nell’esaminare il percorso pontificale compiuto finora da Benedetto XVI, il giornale esprime compiaciuta meraviglia per l’inaspettato cambiamento in molti suoi atteggiamenti. “Prima ha incontrato Hans Kueng, il suo maggiore critico”, ricorda il giornale, “poi ha fatto discutere la Curia su preservativi e celibato, e adesso Papa Benedetto entra in una moschea, guarda verso la Mecca e prega Dio, alias Allah, al fianco del Mufti.
    Se qualcuno avesse azzardato un’ipotesi del genere sarebbe stato preso per pazzo”. (AGI) Cle- (Segue) 021222 DIC 06

    NNNN

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