Segnalazioni en passant.

Oggi ho pochissimo tempo, perciò, invece che scrivere io le mie solite boiate, lascio la parola a chi la sa usare e vi sonsiglio vivamente di leggervi due articoli apparsi oggi sul Foglio: uno di Antonio Polito su Berlusconi e l’altro di Carlo Pelanda sulle misure antievasione di Visco.

A buon intenditor, come si suol dire, poche parole…

Buona lettura…

Devo essere stato frainteso. Qualche giornofa mi è scappata una battutaccia. ABerlusconi che cercava un killer per far fuoriil governo Prodi, senza trovarlo, avevo suggeritodi ricorrere a un kamikaze, se stesso:farsi fuori per far fuori l’avversario. Naturalmente,non intendevo così, Montecatini’s way.Anzi: il malore che ha fatto soffrire l’uomo èstato anche politicamente disgraziato. Gli hatolto la parola al culmine della suspence,proprio mentre stava pronunciando la fraseclou di una cerimonia da Oscar: “Ladies andgentlemen, and the winner is…”. Sono rimastii tre puntini, che dovevano essere riempitise non con il nome del successore perlomenocon l’identikit, e il quiz del centrodestraè destinato a durare ancora. Perpetuandoun effetto di straniamento che mi ricordail Pci del 1984: al massimo della potenza comeforza di opposizione (con il record delleeuropee dopo la tragedia di Berlinguer) e alminimo di speranza come forza di governo (lavittoria fu l’annuncio di 12 anni di sconfitte).La manifestazione di sabato prossimo avràun canovaccio simile: intorno al Berlusconiumanizzato dal malore saranno in tanti; matutti consapevoli che, quando si risveglierannodall’incubo dell’opposizione, il Capo nonsarà più Lui. La sinistra dell’84 per avere ilgoverno dovette rinunciare al comunismo; ilcentrodestra del 2006 per riavere il governodovrà rinunciare al berlusconismo.A dire il vero, le cronache divergono suquei tre puntini che Berlusconi ha lasciato inbianco. Secondo alcuni, dopo la frase “è quelloche penso di poter lasciare come mia ereditàpolitica”, veniva l’invito radicale a cercareun nuovo leader tra i quarantenni; secondoaltri, il seguito era una più prudenteproposta di federazione, in vista del partitounico. In un’impressionante specularità coldibattito in corso nel centrosinistra, i due cornidel dilemma sono la soluzione ulivista, allaVassallo, una testa un voto, che salta unagenerazione di leader; e la soluzione partitista,alla D’Alema, le azioni si pesano e non sicontano, che quella generazione garantisce.Ma, comunque la si metta, il centrodestra devesbrigarsi: il capitale di consenso di cui disponeè forse oggi il più alto dai tempi dellavittoria del 2001, ed è un delitto sprecarlo permancanza di gestione politica, investendolonella microserie di microscaramucce proceduraliin cui si è arenata l’opposizione al Senato.Il respiro deve diventare più ampio, laprospettiva più lunga, la proposta politica piùdefinita. Berlusconi ha sostanzialmente treopzioni: a) il modello Sarkozy. Una destra piùgiovane, tradizione e modernizzazione, passaper il radicamento dei Circoli di Dell’Utri (lacosa migliore prodotta nella Casa da moltotempo a questa parte), lo scioglimento deidue partiti-cardine nel nuovo movimento, e ilpassaggio del testimone a Fini, l’erede-rivale;b) il modello Baker. Il grande innovatoresi rifugia nell’eredità moderata e realista delpassato, e le consegna la propria straordinariacapacità di mobilitazione, come Bush Jrsta facendo con gli uomini di Bush sr; in questocaso il nome è Casini, se la resistenza delgoverno Prodi e il mancato scardinamentodel bipolarismo lo ricondurranno all’ovile; c)il modello Dubya, quello cui poteva alluderel’ipotetico discorso sui quarantenni: saltaretutti i professionisti e scegliersi un nuovo magnificodilettante, un figlio putativo, magariproprio il figlio, o un collega in affari, unMontezemolo o un Persichetti qualsiasi, sulquale sia possibile l’unzione dell’antipolitica.Tendo a escludere la soluzione d), quella Villepin,operata per via interna, perché presupporrebbeuna rinascita di Forza Italia dicui non vedo le condizioni, senza Berlusconi.Non sono scelte facili, e del resto nemmenol’Ulivo le ha già fatte. C’è tempo fino al2009 prima che parlino gli elettori. Ma la direzionedi marcia va indicata presto. Il leaderdel centrodestra non dovrebbe infatti sottovalutarel’impronta profonda che ha lasciatosulla politica italiana e la capacità dell’avversariodi apprenderne la lezione, comeBlair dalla Thatcher. Nessuno ne parla, ma alSenato l’Unione sta per emendare la Finanziariacon un articolo in cui obbliga il governoa un meccanismo automatico per la riduzionedelle tasse, destinandovi tutte le risorseche deriveranno dalla lotta all’evasione.Sarebbe una svolta: mai il centrosinistra italianoaveva toccato il tabù del tax and spending.Sarà difficile, perché c’è sempre Rifondazionekeynesiana che vorrebbe spenderetutto ciò che ha. Ma metti che nel 2008 lo faccianodavvero. Che resterebbe del berlusconismo,se Prodi gli rubasse la questione fiscale?

Antonio Polito

Visco tenta il controllo totale del profilofiscale di cittadini e imprese. Il punto criticodel progetto riguarda il teorema della varietàindispensabile (Ashby, 1956) nellescienze del controllo. Questo recita che, perottenere uno scopo, un sistema deve esseredisegnato con tanta varietà di controlloquanta è quella dei possibili disturbi (violazioni).Se la seconda è maggiore il sistemasalta. La ricerca in materia mostra che soloin sistemi chiusi, per esempio macchineben separate dall’ambiente, è possibile pareggiareogni possibile disturbo con un controlloche lo annulli. In sistemi chiudenti oaperti, dove è più poroso il confine con unambiente, la varietà dei possibili disturbisarà sempre superiore a quella di controllo.Tale dato ha alimentato negli anni Ottantal’emergere della Teoria della complessità egenerato il problema della sua riduzione.Le soluzioni individuate sconsigliano l’usonei sistemi aperti di strategie di controllofunzionanti solo in sistemi chiusi. Nei sistemiaperti il controllo è possibile solo se aiutatonell’ambiente in modo da ridurre la varietàdi input disturbanti. Significa, applicandoil principio, che un sistema fiscaledeve puntare al consenso e non solo al controllo.Se non lo fa salta perché è impossibileestendere il controllo totale all’ambientedi riferimento. L’errore nel disegnodi Visco sta in questo punto: non si basa sulconsenso, come invece ha tentato Tremonti,ma sul controllo totale dell’ambiente, cioèdi tutti gli attori fiscali. Non potrà funzionare.Per esempio, se restringe la possibilitàdel pagamento con banconote, ma non ne riducela circolazione, otterrà l’emergere diun mercato a doppia contabilità, bianca enera. Per evitarlo dovrebbe tornare alla monetanazionale e chiudere i confini, condizioneirrealistica. Infatti i dati mostrano l’emergeredi una più vasta circolazione dibanconote e di un aumento del loro valoreperché è maggiore il valore del nascondimento.Ciò incentiva più importazioni furtivedi liquidità dall’estero, oltre che esportazioni,e più transazioni non registrate. Inparticolare, la domanda di banconote saleriducendo i prezzi delle prestazioni. Losconto medio del pagamento in nero un annofa era del 10-15 per cento. Oggi è arrivatoal 30, con notevole, e divertente, effetto disinflazionisticoin questo segmento del mercato.Visco tenterà di rendere impossibili letransazioni cartacee, ma non ci riuscirà perchél’incentivo a farle, e a creare reti dicomplicità sociale, crescerà più della suacapacità repressiva. Caro Visco, non le restache portare la tracciabilità a livello di singolabanconota oppure rinunciare.Carlo Pelanda 

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Comments
4 Responses to “Segnalazioni en passant.”
  1. Chris ha detto:

    Polito è un grandissimo nonostante stia con quell’ebete di Rutelli. Infatti quando c’era lui al Riformista era tutt’altra cosa quel giornale. Fa specie però vedere gente della Margherita sparare a zero, e a ben ragione, su Visco che in effetti dovrebbe essere finalmente mandato in pensione. Si riposano tutti, facciamo riposare anche lui no? Che vada “a riposare” dico io…. Comunque, tutto questo, ancora a riprova di come l’Unione stia insieme solo con l’antiberlusconismo. Si vociferava che dopo pochi minuti il malore di Berlusconi si sia visto a palazzo chigi, Prodi e D’Alema a fare “macumbe” per una pronta guarigione del leader della casa delle libertà.

  2. Carlo ha detto:

    Uh! Co sto regime…

  3. monica ha detto:

    Visco, prove di regime!

    Ciao Marco

  4. Salo ha detto:

    Interessante quello su Visco, anche se non c’era bisogno di scomodare la filosofia per capire che il viceministro sanguisuga si sbaglia… 🙂

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