I circoli come antidoto alla non-cultura del ’68.

10 100 1000…Montecatini!

Mi piaceva esordire così; un po’ per augurio, perchè queste manifestazioni non possono che far bene alla CdL come alla società civile, che così può recuperare parecchio del tempo persco causa lassismo culturale del centrodestra; un po’ anche per dirvi qual è la velocità, confortante, a cui nascono i nuovi circoli: praticamente nel tempo in cui si legge quei numeri!

Chi ieri era al Palamadigan di Montecatini ha avuto l’occasione di toccare con mano un sentimento originale, ma da subito coinvolgente, che ha acceso gli animi di moltissimi ragazzi e persone oltremodo mature: il desiderio di riscatto.
Quella voglia e quell’orgoglio di distinguersi, di potersi dire differenti, fieri di custodire e difendere la tradizione culturale cristiana d’Europa; la stessa che dal ’68, picconata dopo picconata, comunisti e sinistrorsi vari stanno abbattendo, elevando ad idoli ed eroi “risorgimentali” discutibili pensatori che pretendono di sostituirsi ai grandi del passato avanzando le loro proposte ideologiche tutte tese alla venerazione egoistica di sè stessi ed alla negazione sistematica dei valori che hanno governato le generazioni che ci hanno preceduto.

Per questo nascono i Circoli Giovani di Dell’Utri, per questo, oggi, nascono i Circoli delle Libertà voluti fortissimamente da Berlusconi.
Se i primi erano associazioni spontanee di gente normale che aveva in seno l’animo di mostrarsi come “voce fuori dal coro” (di sinistra), i secondi vengono in qualche modo stimolati dall’alto, da quel grandissimo uomo prestato alla politica, che è il Cavaliere, che ha ben compreso quanto il riscatto del centrodestra non può che passare attraverso la società civile prima ancora che dalla casta dei politici di professione.
Ricompattare le fila, dare un ordine alle nostre intellettualità, senza distinzioni partitiche, per affrontare a viso aperto le ideologie, mettendo in campo Idee vere.

Per chi desiderasse rendersi conto di cosa intendo, se ne ha la possibilità, è più che necessario fare un salto a Montecatini in questi due giorni.
O aderire ad uno delle migliaia di Circoli ormai presenti su gran parte del territorio nazionale.
Respirerete anche voi lo stesso spirito di partecipazione alla costruzione di un nuovo punto di riferimento politico/culturale che salvaguardi i principi in cui crediamo e che crei intorno ad ognuno di noi una sorta di muro protettivo che non ci faccia più sentire soli!

Chi l’ha detto che la cultura sta a sinistra?
Loro!…infatti se lo dicono da soli; ne hanno bisogno per convincersene; e per farlo non possono non usare altre armi, come la violenza ideologica, l’indifferenza e quella spocchiosissima presunzione di essere “i migliori”.

Diamo una “testata” a questa gente…(ideale, ovviamente…noi non siamo soliti usare, come fanno loro, le mani per imporsi…)

Annunci
Comments
11 Responses to “I circoli come antidoto alla non-cultura del ’68.”
  1. Carlo ha detto:

    Non condivido che la cultura possa essere definita come: “cultura per me vuol dire tradizione, vuol dire attaccamento e professione di certi valori, di certi ideali, ricerca di nuovi strumenti attraverso i quali manifestarli”.
    E’ un’aspetto della cultura, anche abbastanza ridotto.
    E’ un’aspetto del conservatorismo. Ma cultura è anche agnosticismo, nichilismo, anarchismo, futurismo (molto simile all’anarchismo e all’agnosticismo pur essendo di destra)…. e tante altre cose.
    Ridurre la cultura all’attaccamento alla tradizione significa rifiutare tutto ciò che è nuovo e sovverte creando.
    Nel campo dell’arte pittorica e musicale è un continuo sovvertimento di precedenti regole.
    Ergo il 68 era cultura, eccome se era cultura: ci fosse la Fallaci che tanto adorate a spiegarvelo…
    Sartre, Marcuse, Feuerbach… Evola a destra… Il fatto è che ha creato più cultura il sovvertimento di precedenti convenzioni che la conservazione.

  2. ilpensatore ha detto:

    ciao Marco,
    mi fai sinceramente una domanda piuttosto difficile; cos’è la cultura…beh, qui non si tratta di definire cosa si indichi con quel termine, ma di verificarne i contenuti!
    cultura per me vuol dire tradizione, vuol dire attaccamento e professione di certi valori, di certi ideali, ricerca di nuovi strumenti attraverso i quali manifestarli.

    quando parlo della cultura cristiana, mi riferisco alle sue origini, alla tradizione del nostro Paese, ai punti cardinali valoriali con cui siamo cresciuti fino ad oggi e che da qualche tempo si tenta di sovvertire, con risultati non direi affatto promettenti; semmai disincentivanti a proseguire questo percorso.
    una nuova idea di libertà, una nuova idea di società e di uomo, totalemente votati all’anarchia, al nichilismo e all’agnosticismo!

    il papa non fa politica ma è una guida per chiunque lo voglia ascoltare…e questo basta!

    spero di aver almeno in parte risposto alle tue domande…altrimenti…torna pure a pormene delle altre…

    ciao Marco

  3. marcomkc ha detto:

    Puoi descrivere meglio cosa intendi per cultura?
    Parli di identità cristiana dell’europa e pensi che sia cristiano l’atteggiamento di un divorziato come il tuo Cavaliere che crede che i figli degli operai non debbano avere gli stessi diritti dei figli dei professionisti (puoi rivederti l’ultimo confronto Prodi-Berlusconi se ti sei perso questo passaggio).
    Cristo era di destra o di sinistra?
    La Chiesa cattolica per ammissione del Papa non fa politica e si può essere cristiani anche non votando corruttori di destra o di sinistra.
    Quali sono i tuoi valori ispiratori?
    I miei migliori saluti
    Marco Costanzo
    ] marcomkc [
    http://culturaeliberta.wordpress.com

  4. ilpensatore ha detto:

    yanush…
    no comment…

  5. ilpensatore ha detto:

    eh si monica…se ne sente davvero il bisogno…

  6. yanush ha detto:

    if you want to touch the sky
    fuck a duck and try to fly

  7. monica ha detto:

    Felice che tu sia a respirare aria buona…
    Sono certa che troverai la giusta ispirazione per contribuire al risveglio dell’obiettività.

    Ciao!

  8. ilpensatore ha detto:

    A, certo è che quello dei Circoli non può che essere che il primo esperimento di una più vasta iniziativa che riporti il pensiero conservatore oltre la soglia dell’indifferenza…

  9. a. ha detto:

    il grande abbaglio di chi ancora crede nella cultura di sinistra è quello di pensare che quella che ingoia e mastica sia un tipo di cultura a tutto tondo: in realtà, vengono eliminate le pagine scomode (o semplicemente vi rifiutate di capirle) e scelte solo le più convenienti. Basta una lettura dei libri di storia dei presunti “colti” propinati nelle scuole italiane per scoprire quale abilità innata hanno di proporre solo ciò che “sta bene”. Uno a caso è Orwell: abilmente riveduto e corretto e proposto solo in conveniente salsa anti-nazista… Un altro è il Che: abilmente riveduto e corretto e proposto solo nella conveniente versione di rivoluzionario coraggioso. Alla faccia della cultura…
    Ciao pensatore.

  10. ilpensatore ha detto:

    mi pare un po’ riduttivo parlare di cultura citando il Bagaglino!
    ci sono parecchi personaggi, di destra, che non hanno voce o sufficiente pubblicità.
    se mi chiedi dei nomi, ti posso fare quello di Veneziani e di Buttafuoco, ma non solo…
    se vuoi un elenco certo non lo trovi qui tutto insieme…

  11. la Pravda ha detto:

    fammi esempi di cultura di destra… che non sia il Bagaglino…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Tieniti aggiornato: ISCRIVITI!


  • SOSTIENI IL BLOG!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: