Ai comunisti comincia a piacere la guerra: purchè sia contro Israele.

Dopo aver fermato la mano di Israele in Libano (lasciando che Hezbollah provvedesse indisturbato nel riarmo tuttora in corso), Giordano, il segretario di Rifondazione, lancia sul quotidiano di partito, Liberazione, una nuova proposta: mandiamo l’esercito per difendere la Palestina.
Questo il senso di un articolo che sa di beffa, perchè a fronte di un pacifismo sfegatato manifestato in campagna elettorale, ad oggi, il governo arcobaleno mette in imbarazzo i suoi stessi elettori che si ritrovano con una missione militare in più (quella nella terra dei Cedri, appunto – oltre che in Iraq e in Afghanistan, da dove, proclami a parte, non stiamo certo andando via) e una spesa militare di gran lunga superiore a quella messa a disposizione del ministero della difesa nei cinque anni di governo Berlusconi. Alla faccia del No alla guerra senza se e senza ma e alla facciazza della smilitarizzazione!!

Andiamo oltre: d’Alema aveva lanciato il sasso qualche giorno fa (attirandosi la reazione delle comunità ebraiche italiane); evidentemente le onde si sono propagate nell’arcipelago comunista fino ad arrivare a quelli di Rifondazione che, contro ogni principio fin qui espresso, adesso sembrano aver apprezzato i metodi forti per risolvere le controversie internazionali.
Più bastone, meno carota.
Ma…stavolta un “ma” viene fuori: si, perchè condizione necessaria affinchè ci sia una sollevazione delle coscienze è d’obbligo che tra i due contendenti figuri il nome di Israele.
Troppo forte l’affetto per la Palestina (che come stato comunque non esiste) e i palestinesi o troppo odio verso gli israeliani?
Si potrebbe ben dire che valgono entrambi i sentimenti e che, anzi, uno è il rafforzamento dell’altro.
Le ragioni storiche sono arcinote: Israele rappresenta un alleato degli USA e dell’Occidente in terra islamica e questo, per gli amici dei musulmani è un serio problema.
Caduto il comunismo, il braccio rivoluzionario si è spostato dal piano materialistico a quello religioso, ma pur sempre di rivoluzione si parla e pur sempre va sostenuta.
Di qui il sodalizio se non istituzionale, quanto meno informale delle sinistre coi paesi islamici.

Certo, sorprende che pur di tener fede agli impegni di sostegno morale “alla causa” in nome di Allah i comunisti d’Italia siano disposti a cedere alle proprie convinzioni.
A meno che…non facciano fede sulla malafede (scusate il gioco di parole) dei loro stessi militanti pur loro contenti di far dispetto ad Israele.

E così si ripropone il vecchio schema della politica di sinistra: mentire…su tutto e senza ritegno…ma dar poi la colpa agli altri.
Ma non tutti son coglioni.
Noi, almeno, NO!

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Comments
2 Responses to “Ai comunisti comincia a piacere la guerra: purchè sia contro Israele.”
  1. f ha detto:

    comunisti pezzi di merda

  2. antonio ha detto:

    LAsciando per un momento perdere le interpretazioni fantasiose che ti piace dare dei fatti, vorrei dire una cosa molto semplice. E’ ora di finirla col politically correct ad ogni costo. Cos’e’, solo perche’ sono fatti da israeliani i massacri non sono piu’ massacri? Chiamiamo le cose col loro nome, per una volta, e abbiamo il coraggio di denunciare le cose! Questi attacchi dal cielo sui villaggi, indiscriminati, producono “errori” con certezza matematica. E allora perche’ stupirsi se l’odio palestinese cresce?

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