Combattere l’evasione favorendola.

Tanti giri di parole servono a poco, guardiamo ai fatti (perchè comunque, uno dei doveri della politica è immaginare uno scenario futuro e provare a disciplinarlo o porvi rimedio): l’Unione ha vinto le elezioni per mille motivi, tra cui anche l’idea che avrebbero combattuto l’evasione fiscale in modo da recuperare le ingenti somme che i “ricchi” si erano messi da parte grazie al colluso governo Berlusconi, reo di aver dato il via libera a condoni e a scudi fiscali giudicati immorali.
Per quanto nobile, questo proposito incontra sempre la ferma opposizione non di un partito politico piuttosto che un altro, ma della realtà stessa, che ci sbatte sempre in faccia il carattere aleatorio di una simile battaglia (seppur condivisibile)! Era, quindi, già del tutto impensabile fondare l’intera politica economica di un paese sul recupero dei crediti dello Stato nei meandri delle scappatoie offerte o escogitate dai contribuenti, ma la sinistra ha voluto fare di più: da una parte, demagogicamente, si mostrava decisa nel perseguire la via del controllo fiscale a tutto campo, ma dall’altra si dimostrava o del tutto incompetente o addirittura deleteria per i mezzi messi in campo.
Basta dare una sfogliata alle pagine dei giornali (se proprio non a quelle della finanziaria) per rendersi conto di questa schizzofrenia di cui si è ammalato il governo: pretenderebbero infatti di stroncare l’evasione aumentando il carico contributivo proprio su chi già di suo è magari portato ad eludere o evadere il più possibile per non sentirsi strozzato dal fisco (e magari rischiare di chiudere baracca e mandare a casa i burattini); naturale che poi il “ricco” porti i propri capitali all’estero o chieda al suo commercialista una mano per nascondere allo Stato ciò che ritiene si sia meritato e che indebitamente gli vuole esser portato via! Andiamo oltre: vorrebbero combattere l’evasione fiscale imponendo a tutti una sorta di Grande Fratello col quale tutti ci troveremmo sotto la lente di uno Stato sempre più invasivo, senza capire che non è quello Il metodo più adatto per fronteggiare chi comunque ha la possibilità di investire e quindi far sparire i propri capitali tranquillamente all’estero…! Ancora, e qui arriviamo alla perla delle perle di giornata e di finanziaria: la maggioranza pensa di poter combattere l’evasione controllando minuziosamente ogni spostamento di denaro da tasca a tasca e per fare ciò ha bisogno che tutti i passaggi di moneta avvengano su percorsi traccibili, ergo o si paga in bancomat o per assegno o con carta di credito; prima di ragionare sugli effetti di questa sciagurata strategia è bene mettere prima la ciliegina su questa torta piuttosto amara: il limite al di sopra del quale si dovrebbe ricorrere a questi modi di pagamento sarebbe fissato a 100 euro.
Ora, per tornare dalla teoria alla pratica, immaginatevi cosa potrebbe succedere se il vostro avvocato, il vostro medico, il vostro idraulico, il vostro meccanico vi chiedesse di pagare necessariamente con soldi virtuali: prima di tutto, vi occorrerebbe aprire un conto in banca con relative spese di gestione, di bancomat e pure di carta di credito (dunque fare un bel regalo alle banche…probabilmante le stesse i cui manager erano in fila alle primarie dell’Unione); poi dovreste saperli usare…e non tutti, soprattutto gli anziani e i più giovani hanno dimestichezza con certi mezzi (il che potrebbe benissimo aumentare il rischio di truffe e clonazioni); ma soprattutto dovreste guardare in faccia il professionista di turno che vi chiederà lo stesso se preferite pagare con Carta, con relative spese di gestione e transazione il prezzo pieno della prestazione, oppure preferite risparmiare o pagando tutto in nero, ma in contanti, oppure semplicemente facendovi fare fatture da 99 euro l’una.
Altra cosa: un aspetto particolare della vicenda sta nella modalità più “antica” di pagamento, quella a mezzo assegno.
Immaginatevi un qualsiasi libero professionista che ha a che fare con un perfetto sconosciuto: quanta fiducia pensate che abbia negli assegni che gli possono venire intestati da gente che non sa nemmeno se è “scoperta” o meno?
La risposta non serve…sta scritta negli astri.

Tirando le somme: il governo Prodi, pur continuando a negare i risultati record della lotta all’evasione degli scorsi cinque anni, preferisce adottare un sistema del tutto mediatico e populista di controllo fiscale che ansrà sicuramente a favorire l’immersione dei capitali piuttosto che lasciar perdere questa inutile vendetta contro il bacino elettorale della CdL risparmiandoci tanta demagogia e tanti occhi indiscreti addosso.

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Comments
5 Responses to “Combattere l’evasione favorendola.”
  1. La differenza non e’ formale (contanti o bancomat) ma sostanziale.

    Per la sinistra l’imprenditore e’ un nemico da combattere, spacciarlo in partenza per evasore e’ la soluzione piu’ semplice perche’ l’evasore sta antipatico a tutti, evasori compresi.

    La colpa e’ usare la propria testa ed il proprio capitale. Deve essere punito, percio’ tutto quello che produci deve essere della collettivita’ a parte cio’ che ti serve per sopravvivere. Poi il governo usera’ questi soldi per mantenersi.

    Al contrario per la destra l’impresa e’ un elemento positivo, va incoraggiato.

    Le tasse sono giuste, l’evasione no. Ma i controlli vanno ridotti all’indispensabile perche’ non si creino turbative al mercato (un evasore a meno costi di chi lavora in regola) e le tasse sono solo la parte di reddito necessaria al buon funzionamento dello stato. Ed il buon funzionamento si deve dimostrare con operazioni che vadano a reale vantaggio dei cittadini.

    Se so che devo pagare le tasse per evitare una bastonata cerchero’ di evitare di farlo. Se so che quello che pago va a mio vantaggio le tasse non sono piu’ un esproprio ma un investimento. Cosi’ si combatte l’evasione, ed i dati delle entrate fiscali lo dimostrano, l’evasione stava calando.

  2. ilpensatore ha detto:

    Giancarlo, scusa, ma devo a mia volta contraddirti: il problema non è il Bancomat o la Carta di Credito…quelle, se non ci sono soldi te ne accorgi immediatamente perchè la transazione non viene effettuata; ma l’assegno lo puoi anche scarabocchiare e rimane valido fintanto che non vai allo sportello della banca…quando però ti dicono che non puoi riscuoterlo perchè era scoperto o addirittura falso, un po’ ti girano…fidati!
    non difendo il contante, bensì critico che si impongano metodi di pagamento che se possono rimanere traccibili per lo Stato mettono a rischio il professionista che riscuote.

  3. giancarlo ha detto:

    Voglio contestarti un aspetto di quello che dici.
    Gli argomenti che usi a favore dei pagamenti in contanti non mi convincono. Se si fosse ragionato così quando fu introdotta la moneta, staremmo ancora al baratto. Tipo: io ti do la mia pecora e tu in cambio mi dai un pezzo di ferro? e chi mi garantisce che valga qualcosa. Mettere in discussione la legge è legittimo, sostenere che pagare con moneta virtuale sia un metodo meno valido che pagare in contanti è un argomento preistorico.

  4. ilpensatore ha detto:

    in molti non aspetteranno che il gallo canti tre volte che già li avranno rinnegati…

  5. monica ha detto:

    Vorrei poter essere nella testa di un elettore dell’Unione (un nome un programma!) per individuare cosa lo porta a credere nelle bugie della sinistra.
    La prima poteva essere un caso, la seconda una coincidenza, ma la terza, e poi la quarta, la quinta…

    E ancora. Riuscire ad individuare quale siano i criteri su cui si basa il loro concetto di economia per l’Italia e se quella da loro pensata e applicata è una conseguenza di obiettivi partoriti un buona fede o no.

    Ma forse sarebbe una vana fatica.

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