Ma la guerra in Iraq andrà avanti…

Stamattina sull’autobus c’era ancora gente che parlava di Bush e della sua debacle elettorale.
Segno che c’è interesse per gli affari internazionali.
Ma basta attizzare un po’meglio l’orecchio per capire che in realtà la questione che più d’ogni altra squote le coscienze è sempre e solo “la guerra”.
A nessuno (o forse a pochissimi) frega dei Repubblicani o dei Democratici; molto semplicemente vi è stata, nel tempo, una identificazione tra Bush jr. e la guerra, che oggi dunque, alla luce della sconfitta alle urne sembra aver preso la via della conclusione.
Il ragionamento fila, o meglio, filerebbe: Bush ha fatto la guerra perchè è un guerra fondaio; ha perso, quindi vuol dire che gli americani sono diventati in maggioranza pacifisti: ha perso per via dell’occupazione dell’Iraq.
Più o meno ciò che ha detto anche Prodi dopo aver visto i risultati dell’elezione di medio termine.
Il fatto è che questo tipo di argomentare non solo è mendace, ma proprio fallace!

Innanzitutto (e probabilmente in pochi lo sanno) il Congresso americano (il nostro Parlamento) ha sempre votato compatto le azioni dell’esercito in terra straniera; compresi i democratici che oggi avranno la maggioranza sia alla camera dei rappresentanti che al senato.
Pensare quindi che all’indomani della vittoria del “centrosinistra” made in USA (quindi ben diverso da quello italiano – non vi sono comunisti!! infatti) si possa avanzare l’ipotesi di un ritiro alla Zapatero è da ingenui o da stupidi.
Il perchè viene, di fatto, dall’errore insito nel ragionamento di chi crede che i Repubblicani abbiano perso per via dell’Iraq.
O meglio, questa affermazione andrebbe specificata meglio: gli americani non sono mai stati contrari alla guerra, tantomeno lo sono oggi! Semmai sono stanchi di una cattiva gestione del dopo-guerra. Una volta abbattuto il regime saddamita l’amministrazione Bush ha peccato forse di superbia e sicuramente di una mancanza di strategie; è stata lasciata sola dalla comunità internazionale e non pare aver fatto molto per cercare la necessaria cooperazione.
Evidentemente non è bastato al popolo americano che il Presidente e i suoi segretari di Stato si muovessero ora per riallacciare i rapporti, in particolare con l’Europa.

Parlare quindi di sconfitta politica in conseguenza alla guerra è del tutto infondato oltre che malevolo…una speranza da sinistroidi made in Italy insomma!
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Comments
12 Responses to “Ma la guerra in Iraq andrà avanti…”
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  2. ilpensatore ha detto:

    in realtà Bush non ha nè vinto nè perso: hanno perso semmai i rapubblicani coi loro scandali politici e sessuali.
    diciamo che sono stati oggetto della famosissima legge del contrappasso: puniti dagli stessi elettori conservatori religiosi che li hanno fatti vincere solo due anni fa.
    pensare che i democratici abbiano vinto per via della guerra è pura fantascienza…tant’è che continueranno…

  3. Carlo ha detto:

    e fu così che bush vinse perdendo…

  4. ilpensatore ha detto:

    la Guerra è Guerra…ha un nome e bisogna usarlo.
    questo però non implica che non si possa parlare di missione di pace; in Iraq gli americani hanno “vinto” sfrattando Saddam dal potere…il dopo è diventato un problema, ma tecnicamente è un fatto di controllo del territorio occupato.
    insomma: la guerra c’è stata ma è finita…ora si è tutti in missione di pace…

  5. brigidafraioli ha detto:

    Ah, quindi almeno tu la chiami “guerra”… in America si ostinano a chiamarla “missione di pace”, “esportazione di democrazia”, “libertà duratura”…

  6. ilpensatore ha detto:

    di sicuro…hai ragione…lo penso anch’io!

  7. Chris ha detto:

    Non dovrebbe scappare, ma se va male il piano..non vedo altre soluzioni all’orizzonte, perchè stare ad oltranza in un paese per vincere una guerra impossibile, capisci anche tu che diventa impraticabile.

  8. ilpensatore ha detto:

    io Chris, spero solo che l’America non “scappi”, ma che piuttosto trovi le risposte giuste al problema iracheno.
    Forse davvero, esser costretta al dialogalo coi democratici può far bene all’amministrazione Bush…

    sperèm…

  9. Chris ha detto:

    Ma certo che non cambia nulla, ma figuriamoci.
    L’America è una democrazia vera, non come qua da noi che il governo sputa sull’opposizione e viceversa. Piuttosto è ormai da tempo che si vocifera da fin troppo tempo di una possibile ritirata Americana dall’Iraq, forse già alla fine del 2007 dato che ormai la situazione è insostenibile. Infatti si attende con ansia il documento di Baker (di cui accenna Christian Rocca oggi sul Foglio, ma ad onor del vero ne ho parlato prima io sul mio blog…..che modestia eh?) e l’ascesa dell’ex direttore della CIA al posto, scusami il termine, di quel coglione di Rumsfeld. Connubbio che finalmente dovrebbe dare all’amministrazione Bush un pò più di respiro ed un pò più di efficacia dopo gli errori madornali delle scelte “sulle risorse”.
    E se tutto va bene entro un anno, si troveranno le soluzioni oltre che militari , sopratutto diplomatiche (coinvolgendo Iran e Siria) che salveranno capra e cavoli ed eviteranno agli Stati Uniti un nuovo Vietnam, che davvero, in questo momento economico per loro delicatissimo, non si possono permettere. E nemmeno l’Europa.

  10. ilpensatore ha detto:

    infatti! io son convinto che l’unico modo per metter tutti d’accordo è…vincere questa maledetta guerra al terrorismo! il che significa sacrificarsi ancora, forse più che fino ad ora…
    un altro Vietnam non è nemmeno pensabile…

  11. monica ha detto:

    Concordo Marco.
    L’obiettivo degli Usa per difendersi dal terrorismo non cambierà.
    Semmai Bush rivedrà le strategie riguardo la sua politica estera, ma anche su questo non sarei tanto sicura.

    In fin dei conti, ogni scusante che vada contro i repubblicani Usa è sempre presa al volo dai nostri intellettuali della sinistra benpensante…

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