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La comunità internazionale da qualche tempo sta accerchiando l’Italia con commenti autorevoli e piccati su questioni di grande risalto nel nostro Paese: immigrazione ed emergenza rifiuti.
In entrambi i casi si sono levati i soliti odiosi ditini presuntuosi per dirci che, no, così non si fa; o abbiamo visto storcere nasini raffinati che hanno avvertito un’insopportabile puzza venire dai provvedimenti che il governo Berlusconi ha indicato per affrontare il tema sicurezza e quello monnezza.

Nel frattempo, però, la “luna di miele” del Cav. col suo popolo (e non solo) è di là da finire e gli ultimi sondaggi parlano di un aumento senza pari dei consensi. Fiducia verso il premier (addirittura al 56%), ma anche verso tutta la maggioranza (che guadagnerebbe oltre 200mila voti rispetto ad aprile) e per tutto l’esecutivo col picco massimo proprio in chi sta gestendo con ferma autorevolezza le ferite più dolorose (attualmente) per il nostro paese, quel Maroni che da titolare del ministero degli interni e rappresentante leghista ha messo la firma sui decreti che vorrebero risolvere il dramma dei rifiuti campani e quello di una immigrazione incontrollata percepita con paura dalla cittadinanza.

Quindi abbiamo: un Paese che vuole risposte decise e concrete e plaude quelle finora prese dal governo nazionale; ed una comunità internazionale che da tempo viene vista con diffidenza a causa della sua incapacità di affrontare e risolvere questioni concrete che vengono nascoste dietro mille belle parole alle quali non è mai seguito niente di buono.
Il rischio, a questo punto, è che l’Europa (ma anche l’ONU) sia percepita come un ostacolo alla risoluzione dei problemi nazionali, o peggio, che sia percepita come la causa dell’acuirsi dei problemi nazionali.

E in questo caso avrebbe gioco facile la Lega che vorrebbe venisse indetto un referendum per ratificare l’adozione della nuova Costituzione Europea.
Ma con o senza il partito di Bossi è evidente che le istituzioni internazionali così come sono strutturate non funzionino affatto, ma ripropongano soltanto le divisioni dei parlamenti nazionali amplificate dalle sponde di cui godono.

Nessuno nega che possano esser fatti rilievi alle legslazioni nazionali, ma da lì ad arrivare a sostenere teorie improponibili in merito a leggi che poi esistono in tutti gli stati più civili del mondo, il passo dovrebbe essere un minimo più lungo e soprattutto più ponderato.

Povero Walter.
Dopo un mese passato ad annunciare, sondaggi alla mano (quali??), il clamoroso recupero del PD sul PdL (ma dove???), è rimasto con la mano sulla freccia, pronto a proclamare il sorpasso, per colpa di una stupida legge che impedisce di pubblicare sondaggi nei quindici giorni prossimi alle elezioni.

Così, Veltroni, che senza numeri non può vivere, ha abbandonato quelli relativi alle intenzioni di voto e per dimostrare che la vittoria è comunque e ancora ad un palmo dal naso, s’è buttato su quelli degli ascolti e dello share televisivi.

E allora, il buon Walter, oggi, ci racconta la favola della gente stanca di Silvio e innamorata di lui, l’homo novus della politica italiana.

Ieri sera, dice Veltroni, ne è arrivata conferma: la conferenza stampa del leader del PD ha ottenuto il 13,91% di share contro il modestissimo 11,02% del Cavaliere. Qualcosa come settecentomila spettatori di differenza.
Beh…con questi numeri, altro che rimonta…Walter potrebbe quasi quasi festeggiare la vittoria.

In realtà però le cose stanno un po’diversamente.
Spiegarle è così facile che sono quasi imbarazzato io per Veltroni che si è coperto di ridicolo con le sue entusiastiche dichiarazioni di trionfo.
E’ presto detto.
Dobbiamo, anzi…avrebbe dovuto, il buon vecchio…ahm ahm, pardon, giovane Walter, tener conto di un fatto decisamente importante: le due conferenze stampa sono andate in onda in momenti diversi; una dietro l’altra. Ma ad orari, di palinsesto parlando, clamorosamente non paragonabili.
Berlusconi, infatti, è stato intervistato in concomitanza con: Rai 1 e il gioco dei Pacchi di Insinna; e mentre su Canale 5 strisciavano le sarcastiche notizie al vetriolo della premiata ditta Ficarra e Picone, con tanto di beneamate chiappe targate Melissa e Veridiana; non solo, perchè l’ultima parte del dibattito è andato in concorrenza con Montalbano sull’ammiraglia di Viale Mazzini e contro Carabinieri 7 della prima rete Mediaset.
Dopo di che è arrivato il signor Veltroni…

Tirate voi le dovute conclusioni…

La mia è che…Veltroni è un bugiardo patentato.
E lo dico con cognizione di causa. Perchè per Walter vale l’aggravante dovuta alla sua cultura in fatto di cose di cinema e televisione. E da un diplomato come lui in cinematografia dovremmo quantomeno aspettarci un pizzico di competenza in materia e certamente non castronerie demagogicamente lanciate in pasto ai media.

Scordati la rimonta Walter…

Ma è solo l’ultimo di tanti sondaggi che hanno ormai accertato la fine dell’ “effetto Veltroni”.
Il quale, notasi, anche così è ben poca roba.
Teniamo sempre conto il dato ULIVO del 2006: 31,3%.
E ricordiamo pure la soglia indicata da Fassino a suo tempo per parlare di “successo”, quel 33% mai raggiunto da Prodi. E nemmeno da Walter.

Altro dato su cui riflettere è poi l’affermazione di Di Pietro nelle intenzioni di voto degli elettori di sinistra. Quel 4%, se vogliamo, appare eccessivo. Ma ci fidiamo. D’altronde, agli orfani della falce e martello, il magistrato giustizialista vicino ai movimenti piace.

Per ora ci aggiorniamo così.

Domanda : Intenzioni di Voto.
Risposta: Popolo delle Libertà (37,0 %); Lega Nord (6,0%) MPA (1,0%) ; Partito Democratico (32,0%) Italia dei Valori (4,0%); La Destra (3,5%) ; Unione di Centro ( 7,0%) ; Partito Socialista (1,5%) ; Sinistra Arcobaleno (6,5%) Altri partiti (1,5%

In attesa dei prossimi lanci.

Un’ultima precisazione: anche per la Quaeris il premier preferito è e resta Silvio Berlusconi:

Domanda : Fra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, chi preferirebbe come prossimo Presidente del Consiglio? (Dato Area Nord Est).
Risposta: Berlusconi (44%); Veltroni (39%); Sono indeciso (10,4%) Nessuno dei due (6,6%)

Bye bye Veltroni…

Eccolo qua, il famigerato effetto Veltroni. La grande rimonta.
Leggere i sondaggi può riservare sorprese non indifferenti, soprattutto perchè aiutano a capire meglio la realtà che continuamente ci viene mistificata attraverso i media dai paladini del progressismo.

Partiamo da un paio di dati fondamentali: i risultati alle scorse elezioni: l’Ulivo (grosso modo il PD di oggi) 31,3% ; Di Pietro arrivò al 2,3%. I Radicali si presentarono coi socialisti nella Rosa nel Pugno, guadagnando il 2,6% dei consensi, ma oggi è difficile scomporre il dato, perciò indicativamente accreditiamo Pannella e compagni di almeno un misero 1%.
Somma della tornata 2006 (quella della “scelta definitiva”, quella “per liberare l’Italia da Berlusconi”, quella insomma caricata a mille da cinque anni di insulti, menzogne e cattiverie di vario genere): circa 35%.

Bene.
Andiamo a vedere la situazione oggi.
Di sondaggi se ne sentono lanci quotidianamente. Ma volendo fare un’analisi anche solo grossolana, viene fuori che il PD (cioè il vecchio Ulivo) con Veltroni arriverebbe al massimo (previsione ottimistica della SWG, cioè della società di rilevazione più vicina alla sinistra, quella che nel 2006 dava per certo un distacco di almeno 8 punti rispetto al Cavaliere) al 34%, ma più realisticamente non andrebbe oltre il 33% (per la Euromedia, quella che invece azzeccò il pareggio elettorale tra le due coalizioni, Walter si fermerebbe al 32,5%); Di Pietro fa un balzo in su nelle preferenze: dal 3,5 al 4%. I radicali invece, come sopra, li attestiamo di un peso pari all’1%.

Notate qualcosa?
La grande rimonta di Walter in realtà non è una rimonta, che peraltro tutti i sondaggisti danno per esaurita già da qualche settimana. Ma anche volendo, il “peso” della novità Veltroniana vale parecchio meno del 1,7%, tenendo conto che i Radicali, fagogitati nel PD qualcosa valgono pure! Da qui, l’unica riflessione possibile: che non ci prenda in giro, Walter! Il merito dello sforamento della quota 33%, indicata da Fassino a suo tempo per l’Ulivo come soglia minima per parlare di quello come di un partito veramente competitivo (essendo almeno quella la somma dei voti di DS + Margherita), sarà tutto da attribuirsi al porgimanette dell’Italia dei Valori, che è però quello che va ad intercettare i voti “utili” dei comunisti, consapevoli che votare Bertinotti sia completamente dispersivo.

Eccoci al dunque.
Veltroni le sta provando tutte. Sta giocando tutte le sue carte. Ma sta comunque perdendo, clamorosamente, la mano.
Il PdL infatti sta andando forte e la campagna elettorale di Berlusconi e Fini è appena cominciata.
Certo, nell’urna tutto può cambiare, ma…se si parla tenendo in conto i numeri proposti dai sondaggi (a disposizione di tutti) bisognerebbe avere la decenza di non dire cazzate!

Per verificare coi vostri occhi tutto ciò di cui qui s’è discusso, fate bene a vedere QUI tutti i numeri!

Nuova rilevazione (sebbene l’istituto di ricerca sia diverso) sulle intenzioni di voto dei giovani.
Stavolta gli intervistati sono i giovanissimi: i ragazzi dai 18 ai 20 anni.

Qualche giorno fa Veltroni si era vantato di un vantaggio del 10% rispetto al PdL. Vero. In tabella la differenza tra le preferenze espresse per il PD e quelle nei confronti del PdL è effettivamente di dieci punti, ma…Veltroni fa l’ingannatore, perchè non tiene conto, volutamente, del fatto che alleata di Berlusconi c’è la Lega, che col suo pacchetto di voti, unito a quello del ticket FI+AN finisce per travolgere l’Unione bonsai dell’ex sindaco di Roma.

Sempre che per Veltroni la matematica non sia un’opinione. E ci può stare…anche se avrà sicuramente visto e apprezzato film del calibro di “A beautiful mind”, dubito che col cinema si impari a far di conto.

Il saldo della situazione è presto fatto, comunque.
Berlusconi potrà contare, secondo l’IPSO di Mannheimer, sul consenso del 36,9% (21,7% pdl + 15,2% lega) dei giovanissimi, contro il 32,8%  (31,4% pd + 1,4% Di Pietro) di Uolter, the illusionist, Ueltroni.

Le bugie hanno sempre le gambe corte!
Ma c’è ancora  qualcuno che creda “nell’uomo nuovo della politica italiana”?

Ormai in sempre meno…la paura di rifare la figura dei coglioni, mi sa ch’è troppo forte!

Si fa un gran parlare di sondaggi. Naturale, siamo in campagna elettorale. Al solito, si dovrebbero usare piedi di piombo, ma come sempre le rilevazioni dei vari istituti, commissionate dai vari partiti e diffuse dai vari giornali (di partito e non) hanno il precipuo scopo di suscitare emozioni in coloro che li leggono: “ce la possiamo fare”, in chi è in svantaggio e deve poter credere nella rimonta; “siamo fortissimi, non c’è storia”, in chi invece si trova nella parte del rullo compressore dei consensi. Gli altri stanno un po’ nel mezzo senza poterne fare un uso totalmente strumentale, ma si riservano di sfruttarli per fini prettamente statistici.
Così, abbiamo una valanga di numeri e percentuali che dovrebbero informarci delle intenzioni elettorali del popolo italiano, ma che in realtà vogliono solo tentare di influenzarci.
La precedente esperienza pre-elettorale dovrebbe averci però insegnato qualcosa: il centrosinistra bara, molto più degli altri.
Nel 2006, per tirare la volata a Prodi era un continuo spararle grosse, in alto: distacchi che lasciavano il centrodestra al governo indietro di non meno di 13/15 punti percentuali. E Berlusconi che invece parlava di sostanziale pareggio. Quotidiani e telegiornali però facevano orecchie da mercante col Cavaliere finchè non arrivò il 10 aprile (2006). Sorpresa: dopo i primi exit poll sballati, eccoti il pareggio. Come dicevano i sondaggi commissionati dalla CdL. Nessuno aveva creduto alla rimonta di Silvio.
Oggi però tutti sono convinti delle capacità di Walter. Che per molti aspetti può anche assomigliare a Berlusconi, ma non è Berlusconi. Non ha la sua grinta, non ha la sua prepotenza, non ha la sua verve, il suo carisma.
Il Partito Democratico in rimonta? Può darsi, ma…per ora. Sono un po’ scettico nei confronti dei sondaggi finoggi pubblicati.
Per due motivi fondamentali.
Innanzitutto perchè ancora non sono del tutto definite le alleanze, anche se grosso modo si possono intuire.
In secondo luogo, beh…perchè finora Berlusconi e il suo PdL hanno lasciato ampio spazio a Veltroni, il quale ha già presentato il suo programma e detto migliaia di cose. Silvio comincerà solo oggi, venerdì 29 febbraio, con la presentazione del suo di programma di governo e allora…credo, non ci sarà scampo.
Proprio come due anni fa: il Cav sarà un martello.
E se quei 3/4 punti recuperati finora da Walter sono il massimo dell’effetto Veltroni, insomma…è un po’ pochino per uno che si diceva dovesse portare in gloria il nuovo centrosinistra, moderno e riformatore. Il PD, da solo, vale tipo il 29/30% e solo con Di Pietro e Radicali può ambire a qualcosa di più.
Il tutto, come detto, aspettando Berlusconi. E i vari scontri fratricidi come quelli tra PD e Sinistra Arcobaleno.
Staremo a vedere.
Intanto, tutti i sondaggi li potete trovare qui.

Ma sappiate che da oggi tutto può cambiare.

Dedicato a Travaglio e Grillo.


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