You are currently browsing the tag archive for the 'Napoli' tag.
Ne prendiamo coscienza, Presidente. Ma ora? Che si fa? La retorica sulla camorra lascia il tempo che trova.
Dubito che qualcuno, prima del suo discorso, Presidente, avesse dubbi sul fatto che è la criminalità organizzata a gestire il business della monnezza in Campania.
Il problema semmai è che tutti lo sanno ma nessuno ha mai fatto niente.
E allora la questione non è più solo la camorra in quanto tale, bensì la camorra in quanto alibi. Alibi che anche lei Presidente, oggi ribadisce.
Si, perchè da quando ho memoria e coscienza storica, ogni volta che si è arrivati a dover gestire l’emergenza rifiuti di Napoli e dintorni l’argomento più amato dai napoletani è stato sempre il solito: non è colpa nostra, ma della camorra.
E allora? Che si fa? O meglio, che cosa è stato fatto?
Niente.
Non si è provato nemmeno a trovare una soluzione che fosse una che andasse al di là della classica richiesta di “aiuto solidale” del Paese per la situazione critica dei partenopei.
Tutta colpa della camorra. La camorra che ha rovinato la Campania e Napoli in particolare.
Salvo poi continuare, però, ad assistere allo sversamento di rifiuti, anche tossici, in siti non autorizzati da parte degli stessi camorristi sotto gli occhi impassibili dei cittadini, che per un motivo o per un altro hanno sempre lasciato che tutto ciò avvenisse senza alzare la voce.
Ovviamente, comunque, non si può non tener conto delle intimidazioni patite da quei disgraziati che colti in situazioni di necessità si son trovati a dover scegliere tra una prospettiva e la totale assenza delle istituzioni.
E qui si apre l’altro capitolo sulle responsabilità politiche.
Stavolta però, senza bisogno di far nomi, è più che evidente come quello della camorra si sia trasformato velocemente in un alibi in grado di appianare qualunque responsabilità.
Sulla politica, infatti, i cittadini avevano ed hanno un controllo senza eguali.
La domanda allora è: perchè da vent’anni in Campania non è mai cambiato niente? Perchè, nonostante l’isolamento in cui sono stati lasciati, gli elettori campani hanno continuato a scegliere sempre gli stessi amministratori?
Si dirà: beh, anche quelli te li raccomando, saranno pure collusi con la camorra.
Ed eccolo lì, di nuovo il solito alibi della camorra.
Ma la società civile nel frattempo che ha fatto?
Si è adattata. E qui il discorso potrebbe essere allargato a tutto il meridione e a tutte le organizzazioni criminali coi nomi con cui si identificano.
La Campania si è completamente inginocchiata culturalmente di fronte al problema camorra.
Salvo poi tirarlo fuori ogni volta che il dramma di ogni giorno si trasforma in emergenza.
La chiamano emergenza, ma sanno bene che tale non è, perchè un problema che si trascina da decenni non lo si può paragonare ad un qualcosa di inaspettato. Solo che è l’unico modo per attirare l’attenzione del Paese. A cui tutte le volte si chiede di rimediare alle proprie inerzie ed alle proprie irresponsabilità.
Il brutto, anzi bruttissimo, è che queste richieste di aiuto vengono accompagnate dai soliti atti d’accusa per il fatto che la Campania sia diventata la pattumiera a cielo aperto che è anche per colpa del centro-nord che si accorda con la camorra e vi trasferisce illegalmente i rifiuti.
Già…ma si tratta pur sempre di comportamenti illegali e quindi non totalmente controllabili dalle amministrazioni pubbliche e soprattutto trattasi di crimini riconducibili sempre alla camorra che si organizza su campo nazionale, ma ha “sede”, diciamo, in Campania dove tranquillamente continua a sversare e accatastare tonnellate di monnezza senza che nessuno si scandalizzi nel vedersi sorgere accanto al proprio terreno una montagna di rifiuti di dubbia provenienza.
Eh, no, caro Presidente…con la retorica si va pochissimo avanti e si resta moltissimo indietro.
Quando i napoletani e i campani tutti si convinceranno che il problema vero è la mancanza di una vera e seria lotta culturale alla camorra, allora forse qualcosa cambierà.
Ma fino ad allora, non è giusto, dopo tutto questo tempo, continuare ad usare gli stessi alibi per far ricadere le proprie irresponsabilità su chi invece cerca di vivere in un Paese civile.
Dai rifiuti al nucleare, si alza forte il coro di “no” che sta letteralmente paralizzando il Paese.
Non capisco: cosa vogliono?
A Napoli e in Campania nessuno vuole le discariche in cui stoccare i rifiuti di napoletani e campani.
In Italia esistono ancora pregiudiziali contro l’energia pulita prodotta con acqua e uranio, e c’è gente che preferisce stracciarsi le vesti per veder realizzato il loro sogno di “piantagioni” di pali eolici e “tappezzamenti” di celle fotovoltaiche.
Sobillati da una pletora di personaggi ottusamente schierati, ci sono migliaia di persone che si sono fatte coinvolgere dal masochismo ambientalista.
Intanto però i rifiuti sommergono Napoli e tutta la Campania soffre dello stesso dramma.
Intanto però l’Italia si accolla miliardi e miliardi di bolletta energetica ogni anno a causa della nostra incapacità di recidere il cordone ombelicale dai paesi produttori di petrolio ed energia elettrica che ci tengono praticamente per le palle.
Schierano cassonetti e sfilano con striscioni da cui traspare inequivocabile la loro risposta ad una qualunque proposta: NO!
NO a tutto.
No alle discariche; no ai termovalorizzatori; no alle centrali nucleari di ultima generazione…
Preferiscono rimanere così, a metà strada tra il sogno e la realtà impossibile.
Come si può immaginare di continuare ancora a negare il proprio benestare ai siti di stoccaggio di rifiuti che non possono esser gettati semplicemente nel Vesuvio e non se ne parli più? Perchè continuare ad accettare una situazione simile? Perchè continuare ad accettare che la camorra faccia ancora affari indisturbata in uno dei settori per essa più redditizzi? Perchè continuare ad aspettare che siano altri a risolvere i loro problemi?
E noi (altri) italiani, che dovremmo fare (o pensare)? Fregarcene? Fare anche noi come fanno i napoletani e opporci ad ogni camion che si presenti con la loro monnezza alle porte delle nostre città pulite?
Che rimangano sommersi dalle loro schifezze, allora!
Questo verrebbe da dirgli.
Oltretutto, qualcuno si preoccupi di educare il popolo campano al consumo: possibile che a fronte dell’emergenza che patiscono sono tra i primi ad accumulare il maggior numero di quintali di rifiuti?
E che dire degli anti-nuclearisti?
Anche per loro il sogno sarebbe quello di glissare la realtà e affannarsi ad inseguire le soluzioni impossibili di eolico e solare.
Preferiscono continuare a vederci alle dipendenze di paesi politicamente instabili, che sfruttano il petrolio come strumento di controllo e di ricatto verso l’Occidente; preferiscono che l’Italia rimanga stratta in assedio da Russia o Iran o Libia che per farci una mezza ripicca per ottenere più soldi possono lasciarci col culo per terra e all’adiaccio.
Non capiscono che il nucleare può essere la soluzione anche per le tante crisi politiche e militari mediorientali? Oggi la penisola arabica vive solo e soltanto di petrolio. Con tutte le conseguenze che ne derivano.
Ebbene, perchè non si capisce che solo uscendo da questa dipendenza possiamo anche evitare i conflitti che finora si sono succeduti per il predominio del controllo del mercato degli idrocarburi?
E con l’inquinamento? Come la mettiamo?
Dicono di preferire l’eolico e il fotovoltaico. E quando non c’è vento? O quando non c’è il sole?
Ma poi: lo sanno anche i bambini che per ottenere una quantità di energia sufficiente per allentare la morsa petrolifera che ci attanaglia dovremmo “piantare” pali e specchi coprendo intere regioni, intere campagne, intere montagne, rinunciando così a coltivarle per produrre alimenti o deturpando paesaggi; con la conseguenza, poi che comunque quando non tira vento e quando manca il sole (già dal tramonto quindi) dovremmo comunque affidarci ai vecchi sistemi…
Il nucleare è l’unica soluzione possibile.
Sono passati decenni dal referendum e quindi decenni dal disastro di Cernobyl, ma sono ancora in tanti ad esser rimasti suggestionati dai rischi collaterali oggi più controllabili che ieri del nucleare.
Il problema però è che, mentre “noi” discutiamo di come integrare le varie forme di approvvigionamento energetico (compreso l’eolico e il solare), c’è chi pretende solo la “sua” soluzione (assurda) negando ogni possibilità alle idee degli altri.
Pregiudizi. Sia dai napoletani, sia dagli anti-nuclearisti.
Pregiudizi. Un fronte del NO che sta paralizzando il Paese e nei confronti del quale il governo non deve assolutamente cedere.
In questo caso, come sempre dovrebbe, il bene comune viene prima degli interessi o dei pregiudizi di pochi…

Guido Bertolaso sarà sottosegretario ad hoc con delega ai rifiuti. I membri del governo saliranno così a 61, rendendo perciò necessaria una deroga alla “legge Bassanini” che ne prevedeva un tetto a 60.
Tant’è però. Perchè il problema non è tanto il numero dei componenti dell’esecutivo (che comunque è bene si attesti a quelle cifre e non salga ancora), ma la capacità operativa di quella pletora di personaggi che fanno parte della squadra del premier.
Se quindi l’ex capo della Protezione Civile si dimostrerà davvero utile alla causa non ci saranno problemi.
Il provvedimento.
Spiegato in poche righe suona come un piano di guerra ben congegnato. Che unisce però le necessità alle virtù. O se vogliamo, le virtù alle necessità.
Le scelte di Berlusconi attaccano ferocemente l’emergenza monnezza napoletana, ma il pacchetto d’intervento straordinario prevede anche alcuni punti indiscutibilmente strategici, strutturali (come si suol dire) e quel che più rileva, virtuosi.
Verranno aperte 5 nuove discariche.
Saranno realizzati in totale 4 termovalorizzatori.
E questo era abbastanza scontato.
Quel che invece mi ha lasciato favorevolmente impressionato è stato il fatto che il tutto sarà accompagnato da bonifiche dei siti inquinanti, dalla promessa di compensazioni ambientali e realizzazione di opere pubbliche per i comuni che accetteranno di ospitare dette discariche.
Non solo: nel provvedimento c’è anche la concreta percezione del problema camorra, che tanto incide in questa insopportabile questione rifiuti.
Sono allora previste misure forti: secretazione dei siti e militarizzazione delle discariche (nel senso che l’esercito sarà impiegato a sostegno delle forze di polizia già regolarmente impegnate sul campo); trasferimento all’antimafia delle inchieste relative ai reati ambientali e ai disordini scatenati per protesta contro il recupero e lo smaltimento della spazzatura (che sappiamo bene da chi sono pilotati).
Di più: anche dal punto di vista ecologico, sembra che il governo Berlusconi abbia preso consapevolezza che oltre l’emergenza e le misure straordinarie per fronteggiarla è necessario innescare un circolo virtuoso che impedisca il ritorno a simili drammatiche situazioni.
E questa strada passa dalla raccolta differenziata: multe per i comuni che non la attueranno; chiusura di alcuni impianti di bruciatura per sostituirli con impianti di compostaggio in cui venga effettuata una riqualificazione del materiale ivi conservato.
Impressionati?
Ve lo avevo detto…
C’è da stropicciarsi gli occhi e le orecchie di fronte ad un governo così determinato.
Ah, come sono lontani i tempi del governo dei “no” del signor(?) Pecoraro Scanio…
Pronti via, il governo Berlusconi non intende perder tempo.
Se dalle elezioni era stato dato un preciso segnale finalizzato tutto ad un nuovo reale decisionismo, la squadra messa su da Silvio IV non ha voluto tradire le aspettative.
Da questo consiglio dei ministri napoletano appare chiara una cosa, al di là dei giudizi che si vorranno poi fare nel dettaglio delle misure scelte: le promesse elettorali sono state mantenute.
Manca solo la reintroduzione del bonus bebè, ma già così il nuovo esecutivo ha fatto un’ottima impressione.
Unica pecca: la nomina di Guido Bertolaso come nuovo sottosegretario all’emergenza rifiuti, ovvero come 61esimo membro del governo. Sforato quindi il tetto dei 60 componenti e addio alla promessa sul contenimento (che comunque rimane, e pure evidente) del numero degli “uomini del premier”.
Ma credo che la gente capirà…(solo) se serivirà (ovviamente)!
E ora che questo governo ha cominciato a lavorare sul serio, cominciamo pure a discutere sui singoli provvedimenti…

Presentata a Palazzo Madama dall’onorevole Antonio Paravia e sottoscritta da 70 senatori una mozione per la rimozione di Antonio Bassolino e lo scioglimento della giunta della regione Campania.
Il tutto, mentre da Bruxelles arriva il deferimento (atteso) nei confronti dell’Italia riguardante proprio la questione rifiuti. La quale, con grande sorpresa, scopro non interessa soltanto Napoli, ma anche il Lazio, per la mancata realizzazione delle infrastrutture per la gestione della “monnezza”.
Ora, poichè è stato raggiunto e superato il quorum di un quinto dei senatori cofirmatari, per la discussione della suddetta mozione dovremo solo aspettare entro e non oltre i prossimi trenta giorni, tempo limite stabilito dal regolamento parlamentare in vigore.
Incrociamo le dita (anche se ci crediamo poco…)!
“Ha fatto un lavoro fantastico. A Napoli ha cambiato il volto della città e tutto il mondo lo ha riconosciuto”.
Walter Veltroni, 9 aprile 2008
…senilità di un 52enne…
L’aveva promessa Romano Prodi, di concerto col ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, subito dopo la nomina di De Gennaro a super(?) commissario straordinario(?) per l’emergenza rifiuti a Napoli.
Eccola qua, la soluzione strutturale.
Mandare la monnezza in Germania.
A spese di tutti i contribuenti.
Complimenti!












































Commenti Recenti