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Di WinChu.

Mi rendo perfettamente conto di stare per dire un’eresia se consideriamo i pareri universali di intellettualoidi radical chic, di sinistrorsi caviale e champagne di chi ci vuole quotidianamente insegnare cosa e come pensare: a me il porcellum piace… Si, la tanto vituperata porcata Calderoliana, definita dallo stesso senatore in questi coloriti termini a me piace… Per non tediarvi con elucubrazioni eccessive vado al punto e racchiudo in tre punti fondamentali il mio favore…

  1. è una legge che costringe i partiti ad allearsi, è prodromica alla formazione di gruppi parlamentari unici, riduce la frammentazione e stimola i protagonisti a dar vita ai propri progetti…pdl e pd insegnano…
  2. anche chi la critica da scranni privilegiati e saccenti ne sfrutta i benefici…dove sarebbero taluni politici se non esistesse questa legge…l’inserimento dei radicali nelle liste del pd e di altri partitini nelle liste del pdl è per loro salvifico, sarebbero rimasti fuori altrimenti…quindi due risultati insieme…
  3. l’abolizione delle preferenze a me piace moltissimo… Si,l’ho detto…i capelli dei progressisti saranno ritti, affari loro… Senza le preferenze si combatte una piaga tutta italiana, specialmente meridionale: il voto di scambio…
Vorrei infine riabilitare il tanto deprecato senatore Calderoli…di nuovo ritti i capelli progressisti…nella legge originale voluta dal centrodestra il premio di maggioranza al sentao sarebbe stato assegnanto a livello nazionale ed avrebbe evitato gli ultimi due anni di governo Prodi…ma l’ex inquilino del quirinale s’oppose, Calderoli era incostituzionale…absit iniuria verbis…

Partiamo da questo assunto: non esiste una legge elettorale perfetta. Altrimenti non se ne cambierebbe una ogni volta che ci si accorge che quella precedente non va più bene o non torna più comoda. Compreso il cosiddetto “porcellum”: non è perfetta. Ma neanche da buttare. E soprattutto non da imputare ad essa legge l’instabilità del governo Prodi.
Forse non tutti lo sanno, ma l’attuale legge elettorale ha garantito all’Unione di avere una discreta maggioranza di sicurezza alla Camera, seppure il professore avesse battuto il cavaliere per soli 24mila voti (roba che in Germania si sono accordati destra e sinistra nonostante un divario molto, ma molto più ampio dello 0,06%); non solo, ma ha anche garantito al sinistra-centro di ottenere la maggioranza perfino al Senato, per il quale invece aveva ricevuto centinaia di migliaia di voti in più il centrodestra dell’odiato Berlusconi. Poichè però non era possibile ribaltare del tutto il risultato elettorale è stato impossibile garantire a Prodi un numero di senatori superiore a quelli che realmente gli spettavano, compresivi del premio di maggioranza regionale (per come voluto dall’allora Pres. della Rep. Ciampi).

Già nello stesso mese di aprile del 2006, all’indomani delle elezioni e alla luce della palese instabilità numerica (oltre che quella presunta politica), il centrodestra propose un governo di larghe intese. Lo stesso per cui ieri venivano sbertucciati ed al quale oggi giustamente si oppongono.
Dico “giustamente si oppongono” perchè evidentemente Prodi e compagni erano convinti che si potesse governare anche con i numeri che gli aveva garantito questa tanto vituperata legge. Mai cambiata, peraltro, in oltre 18 mesi di legislatura!

Traiamo allora le dovute conclusioni.
Difficilmente una legge elettorale garantisce stabilità. Può forse rendere aritmeticamente le cose più semplici (se in senso maggioritari - ma anche meno aderenti alla realtà, perchè non conta più tanto il numero di voti singolarmente contati, bensì vale un meccanismo di calcolo astruso che assegna il “premio di maggioranza”), ma è inevitabile che sia soltanto un buon accordo politico l’unico viatico alla tenuta di un esecutivo e della maggioranza che lo sostiene!
In passato, e con ben altre leggi elettorali in vigore, sono caduti ben oltre 50 governi in 50 anni. E lo stesso governo Berlusconi, quello della maggioranza plebiscitaria in Parlamento, ha avuto grosse difficoltà a riformare il Paese, proprio a causa dei dissensi interni alla coalizione.

Dunque: da fastidio sentir dire che tutto ruota attorno ad una legge elettorale. Perchè sappiamo bene tutti che non è quella che garantisce al Paese la stabilità di cui un governo necessita per compiere la sua azione legislativa senza interruzioni.

Sarebbe meglio semmai sentir parlare di elezioni con la proposta di governi forti, decisi a spendersi fino all’ultimo per la risoluzione dei mali dell’Italia. Chi ci sta, bene, altrimenti ciao.
Invece no! Oggi va di moda il governicchio delle larghe intese. Che dovrebbe fare quello che in 50 anni nessuno ha avuto il coraggio di fare…perchè pur di stare al potere non ha voluto scontentare o far incazzare troppo nessuno.

Forza, allora! Elezioni! Governo coraggioso! E avanti con le Riforme!
Destra, sinistra…che importa?!
Certo, il centrosinistra ha dimostrato di saperci stare proprio poco al governo, ma dovesse rivincere mi augurerei lo facesse con serietà, mettendo da parte l’antiberlusconismo ed evitando la contrapposizione “noi buoni” “voi cattivi”.
Detto questo…spero che dalle urne esca stravincitore il centrodestra. Al quale auguro la maggior responsabilità possibile per rifondare veramente questo Paese allo sbando.
Se poi qualcuno, da sinistra, si sentirà abbastanza maturo e intelligente da appoggiare quelle riforme (ieri affossate e oggi tornate sulla bocca di tutti - leggasi modifiche alla Costituzione in senso federalista), beh…che lo faccia.

Dedicato a Travaglio e Grillo.


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