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Pare che siano sempre più numerosi i clandestini che tentino di sfuggire ai controlli sbarcando in Italia coi polpastrelli bruciati o mutilati, così da evitare la lettura e la schedatura delle impronte digitali.
A questo punto, direi che per costoro, disperati o no, la solidarietà ha da lasciare il campo alla fermezza: espulsione diretta ed immediata!
Se vuoi entrare in Italia provaci pure, ti si accoglie comunque, ma almeno non prenderci per il culo! Se invece sei così stupido da farti del male fisico permanente pur di sottrarti ad un controllo di riconoscimento, allora non sei il benvenuto! In nessun caso! (Non foss’altro perchè di cretini l’Italia è già mamma sufficientemente gravida)
E’ una lezione che deve essere impartita ma soprattutto imparata.
Fine dello sfogo.
A presto…
No, non sono impazzito.
Certo, se avete letto queste pagine nei giorni scorsi, adesso vi stupirete nel vedere un titolo che cozza così vistosamente con i post scritti precedentemente sull’argomento.
Ma, tant’è…
Il tutto è nato pensando alla (inflazionatissima) formula “in nome del popolo italiano”.
Ma chi è che agisce nel nome del popolo italiano?
Il problema è tutto qui: sono un po’ troppi quelli che pretendono di agire “in nome del popolo italiano”; e questo crea questioni di notevole importanza.
Il legislatore, il Parlamento, è espressione della volontà del popolo italiano.
La magistratura agisce “in nome del popolo italiano”, diciamo…in maniera indiretta, perchè opera per mezzo delle leggi votate dal Parlamento espressione della volontà popolare.
Diciamo quindi che la magistratura, applicando le leggi dello Stato, si muove “in nome del popolo italiano” in un secondo momento, rispetto al legislatore.
Ora: che succede se la magistratura pretende di agire per prima?
Ecco, appunto…
Sapete che vi dico?
Il reato di ingresso clandestino nell Stato ormai non serve più.
Lo hanno praticamente smantellato gli stessi magistrati, assicurando che non sarà possibile applicarlo come il legislatore vorrebbe.
Che tradotto suona molto, anzi, troppo, come un avviso agli stessi immigrati irregolari che possono dormire sogni tranquilli: non gli sarà torto neanche un capello.
In pratica, è andato a farsi benedire il cosìdetto effetto di prevenzione generale, col quale si vorrebbe disincentivare determinati comportamenti minacciando una pena per quel reato commesso; effetto praticamente affievolito dalle dichiarazioni degli stessi esecutori della legge che già oggi dicono non sarà possibile che la minaccia si concretizzi: sembra logico, a questo punto, che solo un deficiente potrebbe ancora avere qualche timore nell’attraversare i nostri confini pur senza alcun valido documento.
In questi giorni abbiamo assistito a tutta una serie di prese di posizione che dalla critica al governo arrivavano perfino al suggerimento di excamotage giuridici per non essere puniti.
C’è poco altro da fare: i magistrati, anzi…il sindacato dei magistrati italiani (l’ANM) ha messo una pietra tombale ad una legge che è ancora di là dall’esser partorita. Una sorta di aborto giuridico commesso dal potere giudiziario contro la volontà del potere legislativo.
Il che, se permettete, al di là dei giudizi che si possono avanzare nei confronti dell’operato di un governo, è gravissimo. Trattasi di un’invasione di campo che rivela quanto dietro la maschera del nuovo clima concicliativo tra esecutivo e magistratura, si nasconda il vero volto della “casta” dei giudici e dei pubblici ministeri, che negli anni (dalla stagione di mani pulite in poi) hanno visto il loro potere (politico e mediatico) crescere a dismisura, sostenuto anche da giornalisti (alla Travaglio, alla D’Avanzo) e magistrati/politici (come Violante o come Di Pietro o come D’ambrosio) che lo hanno tradotto in una lobby giustizialista in grado di cambiare la configurazione democratica del Paese.
Prossime sfide: sulle intercettazioni i soliti magistrati sono già sul piede di guerra…ma sarà un argomento da trattare a parte…
C’è una cosa che ancora mi sfugge dopo aver prestato orecchio a questa selva di critiche al governo sulla questione immigrazione: ma il governo ombra che ha da dire? Ce l’ha una proposta? Come intende affrontare il problema?
Ma…lo considera un problema o pensa che vada tutto bene così com’è?
Che alternative offre alle misure della maggioranza?
Perchè Veltroni non mette da parte la sua inutile demagogia e prova a dare una qualche risposta al cittadino che non si sente affatto sicuro?
Insomma: chi sta al governo del Paese è ovvio che si espone prendendosi gli onori ma anche gli oneri che una tale responsabilità implicano. Criticarlo, oltre che doveroso è pure facile. E’ pur giusto, però, che anche chi ha voluto giocare a fare il premier ombra si assuma una qualche responsabilità e si esponga per rappresentare l’alternativa.
Epperò questa alternativa per ora nessuno l’ha vista nè sentita.
Una cosa è andar dietro alle opinioni altrui (da quelle di Di Pietro a quelle del sindacato dei magistrati), tutt’altra cosa è elaborarne di proprie.
Ma questo è un difetto che era già appalesato durante la campagna elettorale, con un programma scopiazzato e arraffazzonato, con slogan “importati” e demagogia a go go…
Allora, Veltrò…che volemo fa’?
Già che in questi giorni si discute di agricoltura, allora diciamolo: ci stiamo tirando una bella zappata sui piedi.
Che non sia una novità è cosa nota.
In Francia, Germania, Inghilterra e negli USA, il reato di immigrazione clandestina esiste già da tempo. E nessuno si è mai permesso di alzare la voce o di segnalarne l’immoralità.
L’Italia invece, come si muove la fulminano.
Siamo talmente entrati nella parte di zimbelli d’Europa che arrivati a un certo punto continuiamo da soli a farci del male e a non perseguire i NOSTRI interessi, lasciando che altri ridano alle nostre spalle.
Così, dopo i richiami spagnoli e quelli di UE ed ONU (per bocca di una signora francese) nonchè quelli vaticani, non potevano mancare le prese di posizione anti-italiane dei politici di casa nostra. Ma se dalla minoranza era lecito aspettarsi la solita demagogica opposizione, stupisce come il centrodestra si stia aggrovigliando nella tela stessa che maggioranza e governo vanno tessendo giorno dopo giorno.
L’Italia, come è facile intuire dalla sua posizione geografica, riveste un ruolo che garantisce notevoli onori, ma si porta dietro degli oneri cui non si può non tener conto.
Il Bel Paese è una porta dell’Europa sul Mediterraneo.
Sfido che all’estero si guardino dall’accettare che finalmente l’Italia si doti di un migliore sistema di accoglienza (chiamiamolo così) che rischi così di far rimbalzare parte dell’immigrazione verso altri lidi, come quelli francesi o spagnoli, ma anche tedeschi e inglesi…
Non si può star sempre a guardare…
Il Parlamento, perciò, si appresta a valutare e licenziare un pacchetto di norme che dovrebbero garantire la nostra sicurezza come finora non è stato fatto. Maggiore severità, maggiori controlli. Più Stato insomma.
Tra i provvedimenti in esame anche il benedetto reato di immigrazione clandestina. Che il legislatore ha però voluto impostare così:”ingresso illeggittimo nel territorio dello Stato”, da una parte; “clandestinità come aggravante nella comminatoria di sanzioni per altri reati previsti dal nostro codice penale”, dall’altra.
Che tradotto dovrebbe più o meno significare: una previsione di reato per chi entra e una per chi rimane e delinque.
Ora, se sulla seconda non si sono fino ad oggi registrate polemiche, sulla prima invece si è scatenato il finimondo.
Lo chiamo così perchè non mi viene nessun’altra parola per descrivere la situazione in cui il Presidente si dichiara (a titolo personale) contrario ad una proposta avanzata dal suo Consiglio dei Ministri giusto poche settimane fa.
Berlusconi s’è messo a giocare col fuoco…dimenticandosi che se si è sentito accerchiato a livello internazionale non può pensare di rompere l’assedio facendo finta che non ci sia nessuno entro i confini che ne controlli l’operato!
Ma tant’è…siamo al ridicolo paradosso istituzionale.
A parti rovesciate, e cioè con un Prodi qualunque al governo, a quest’ora ne avremmo dette di tutti i colori ed è doveroso ammettere che qualcosa non sta funzionando come ci si aspettava.
Questo non significa però che non si debba dare il tempo a governo e maggioranza per concretizzare quella che per ora è solo una proposta.
Al di là delle polemiche in atto, infatti, stiamo ragionando su un provvedimento che ancora ha da passare tra le mani di deputati e senatori.
Aspettiamo.
Nel frattempo, però, visti i rilievi circa una ipotetica inapplicabilità del reato di immigrazione clandestina, verrebbe da chiedere a tutti di non continuare a disquisire sulla necessità o meno di quel tipo di intervento (sacrosanto!!!), bensì di elaborare un modo per renderlo applicabile.
Il tutto, sapendo comunque che all’estero funzionano norme simili e nessuno ne contesta l’efficacia.
Ma in Italia, si sa, dobbiamo complicarci la vita anche quando non ce n’è bisogno.
D’altra parte le alternative sono due: o lasciare che l’immigrazione rimanga incontrollata e senza freni; oppure adoperarsi per trovare una soluzione.
L’unica soluzione è quella di introdurre il reato di immigrazione clandestina (anche perchè se ci sono delle regole per il passaggio da un Paese ad un altro non vedo perchè non debba poi esserci anche una norma che le tuteli in maniera davvero efficace).
Parliamo allora del COME…e non del COSA, perchè sappiamo già COSA dobbiamo fare…
Ma che gli prende a Berlusconi?
Si rimangia tutto sull’immigrazione?
Dite la verità, son domande che da ieri vi rimbalzano nella testa eh?!
Lo so, anche a me son passate per un attimo davanti agli occhi come interrogativi, ma è stato giusto il tempo di leggere bene le dichiarazioni del Presidente per capire che si trattava solo dell’ennesimo castello di sabbia costruito ad arte dai giornalai italiani che, con l’estate alle porte, hanno bisogno di far cassa ora col sensazionalismo di cui proprio non vogliono fare a meno.
Ricostruiamo un attimo la faccenda.
Cos’ha detto Berlusconi?
Testuali parole: “Il Parlamento e’ sovrano, decidera’ secondo coscienza e secondo buonsenso. La mia personale visione e’ che non si possa pensare di perseguire qualcuno per una permanenza non regolare nel nostro paese, arrivando a condannarlo per questo reato con una pena. Invece la situazione della clandestinita’ puo’ essere un’aggravante nei confronti di chi commette reati previsti come tali dal codice penale“
Bene.
Prima pagina di Repubblica.it: Berlusconi, “Deciderà il Parlamento, ma meglio non definire reato l’immigrazione clandestina“.
Nel frattempo, la Lega e Maroni si scaldano: “la clandestinità è già prevista come aggravante…“
Ok, avete notato qualcosa?
Ci provo: si parla di tre cose assolutamente diverse.
Berlusconi parla di “permanenza”, su Repubblica si parla invece di “ingresso”, Maroni parla di “aggravante”.
E dove sarebbe la contraddizione?
Al vaglio del Parlamento c’è un disegno di legge in cui è proposto il reato di ingresso clandestino nello Stato e non altro! Nel decreto approvato al consiglio di Napoli, poi, veniva ipotizzata l’aggravante della condizione di clandestinità per coloro che commettevano reati.
Domanda: chi ha mai parlato di clandestinità come reato?
A questo punto è necessario chiedersi cosa significhi questa dichiarazione da parte del Premier, primo firmatario del ddl assieme a tutti gli altri componenti del Consiglio.
Provo ad offrire la mia libera interpretazione: è un modo per smorzare i toni e raffreddare gli animi di una comunità internazionale che è saltata troppo presto a conclusioni esagerate, anche perchè son tutti provvedimenti ancora non resi operativi, ma demandati alle alutazioni dell’Organo Sovrano del nostro Paese.
E il caso si sgonfia facilissimamente, quindi.
PS: qualche giorno fa, lo stesso Travaglio ed altri nel centrosinsitra, si sforzavano nel sottolineare come il governo avesse bleffato nel senso di non inserire una vera e propria norma contro l’immigrazione clandestina, ma solo contro l’ingresso illegale nello Stato. Di lì i dubbi su come poi gestire gli immigrati già presenti sul territorio o sfuggiti ai controlli alle frontiere.
Ergo, se la logica non m’inganna, non c’è niente di nuovo sotto il sole…
E il governo e la maggioranza tutta farebbe bene a non farsi trascinare in questi trappoloni organizzati con maestria da una certa stampa.
Detto questo, comunque, resta un’altra considerazione da fare: Berlusconi si è sempre dimostrato in grado di distinguere le proprie opinioni personali da quelle politiche. Ne è conseguito che spesso ha lasciato amplissimi margini di manovra al Parlamento.
E così ha fatto anche stavolta.
Non ha opposto veti, ma ha lasciato che fosse il confronto tra maggioranza e opposizione a generare la migliore delle norme possibili.
Si tratta davvero di una marcia indietro allora?
Macchè…
Per certi aspetti sono incredibili le parole con cui alcuni esponenti del governo Spagnolo nei giorni scorsi hanno apostrofato prima le proposte avanzate su leggi non ancora scritte per fronteggiare l’immigrazione clandestina e poi l’azione di contrasto alla criminalità eseguita nel nostro Paese la settimana appena passata.
Per altri invece, è chiaro che ci si trovi davanti ad una operazione di “soccorso rosso” nei confronti di una sinistra italiana completamente allo sbando e tenuta per le palle dall’odiato Berlusconi.
Mossa della disperazione: attaccare da subito il governo. E farlo fare dall’estero assume toni ben più autorevoli…
Razzisti, xenofobi, incompetenti…dicono che in Italia sarebbero addirittura a rischio i diritti umani…
Wè! Un moto d’orgoglio mi fa saltare dalla sedia tutte le volte che leggo simili stoltezze o le sento ai tigì!
Berlusconi o non Berlusconi, l’Italia non merita lezioni di sorta dalle verginelle di Zapatero, che oggi saccentemente si ergono sui loro piedistalli mentre ieri ne facevano di cotte e di crude attirandosi addosso gli occhi sgranati dell’intera comunità internazionale per le schioppettate che partivano dalla Guardia Civil su marocchini e senegalesi in fuga da Melilla e Ceuta e in cerca di un posto al sole della costa iberica del sud!

(ricordate? era il 2005 e questi sono i muri che Zapatero fece alzare per frenare i “flussi” migratori)
Oltretutto, dell’Italia si può dir tutto, meno che non si adoperi al rispetto dei diritti umani.
Siamo anzi così solerti nel tutelare il prossimo dagli abusi delle autorità, che addirittura ci tiriamo spessissimo la zappa sui piedi proprio nella gestione del fenomeno immigrazione.
Non ci permettiamo nemanco di accompagnare un clandestino o un criminale extracomunitario alla frontiera: prima glielo chiediamo, fidandoci addirittura che adempia a quella intimazione; poi…beh, ci pensa qualche giudice ad impietosirsi di fronte alle condizioni di disagio economico del poverello e a farlo rimanere definitivamente a piede libero nel nostro Paese. Quello, logicamente, ringrazia e si dà alla macchia.
Ma la cosa più intollerabile è doversi sentire rimproverati da chi non capisce la differenza che passa tra repressione della delinquenza (soprattutto quella legata appunto all’immigrazione clandestina) e razzismo o, peggio, criminalizzazione dello straniero.
Ebbene, sarebbe il caso di ricordare al governo Zapatero che la lotta all’immigrazione clandestina la si fa anche andando a caccia di quelli che ne hanno fatto un business.
E cortesia vorrebbe che prima si lasciassero elaborare e votare decreti o disegni di legge e poi li si valutassero anche sulla base della loro applicapibilità e capacità di incidere sul problema.
Di parole in libertà ci bastano quelle delle nostre sinistre, quelle di chi chiede la chiusura dei CPT e di chi vorrebbe finanziare a spese dello stato l’integrazione di nomadi e abusivi.
In ogni caso, è fuor di dubbio che, clandestino o regolare, straniero o italiano, prima di tutto viene la sicurezza del cittadino onesto.
Gli psichiatri, forse, servono a qualcun’altro…
Must read: il Senatore!
Ma Zapatero è d’accordo? La pensa veramente come i suoi ministri? Quel Zapatero che fu il primo a chiamare Silvio Berlusconi per congratularsi della vittoria elettorale parla poco, lascia che i suoi sottoposti insultino, che si diano alla totale libertà di espressione, contro ogni regola di buon vicinato e di prudenza politica.













































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