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Ieri ci siamo salutati con l’eco delle ultime vigliaccate del governo Prodi: Visco che ordina di pubblicare online i redditi di qualunque contribuente italiano e la Turco che cambia le linee guida della legge 40 sulla fecondazione assistita con un tratto di penna all’ultimo sgocciolo di legislatura.
Entrambe le faccende erano da tempo sul tavolo dei suddetti ministri e quindi da tempo conosciute dall’intera legione di onorevoli del PD. Entrambe le faccende sono state debitamente taciute, testuali parole, onde evitare di scatenare ulteriori polemiche in campagna elettorale.
Tanto basta per provare un rigurgito di sdegno verso tanta protervia, tanta arroganza, ma siccome siamo in Italia, per sentirci indignati c’è sempre ben più di un motivo.
Succede quindi, che non solo dobbiamo subire sì tanta prevaricazione da parte dello Stato, ma dobbiamo pure sorbirci le sconce parole di chi difende simili storture democratiche.

E vengo al nocciolo della questione, per come la vedo io.
Sono due le possibili riflessioni.
Una, già fatta ieri, riguarda il pericolo di scatenare un eccesso di vouyerismo (di guardonismo) utile solo a creare invidia sociale (come dice anche il mio amico Kagliostro) col solo fine di scatenare una corsa alla delazione dell’amico o del vicino che ha qualcosa in più di te.
L’altra, che mi sembra un bel po’ più importante, nasce dal teorema logico con cui in molti hanno inteso difendere la trovata del viscido Visco, proponendo come “fatto di Democrazia” l’eposizione al pubblico sbircio dei conti di casa nostra.
La messa online delle nostre dichiarazioni (di tutti, dai vips ai pezzenti del condominio più periferico di Roma) rispondeva perfettamente, secondo questi cervellotici indottrinati, al principio di Trasparenza che sta alla base della Democrazia.

Ora, di fronte ad argomentazioni simili a me si accappona la pelle.
E mi spiego:

La trasparenza è requisito democratico verso i poteri pubblici! Sono essi a dover esser limpidi agli sguardi dei cittadini e non invece i privati nei confronti degli altri privati!
In questo modo si è perciò, a mio giudizio, fatto proprio un principio democratico e lo si è storto a fini ideologici.
Il che è gravissimo!

Ma del tutto spiegabile! Come concetto coincide perfettamente al modello di rapporto Stato/Cittadino di stampo sovietico; non solo però: anche al modello di rapporto, sempre di stampo stalinista, tra Cittadino e Cittadino, là dove è la proprietà privata stessa, in tutte le sue forme, ad essere negata.

Ecco perchè non mi stupisce che una “cainata” di questo tipo sia arrivata dall’unico posto da cui ci si poteva aspettare che arrivasse…e cioè dai banchi degli eredi di quel pensiero socialista che tanto male ha fatto ovunque abbia trovato terreno fertile in cui affondare le proprie radici. L’Italia è stata la patria del partito comunista più forte d’Europa, quel PCI che si è poi trasformato in PDS, poi in DS ed ora in PD!

Triste.
Soprattutto vedere un concetto come quello di democrazia piegato in maniera bieca da coloro che tanto si riempiono la bocca di quello che ormai, a quanto pare, non può che esser considerato per loro giusto un termine.
Punto e basta!

Che schifo!

PS: si scopre poi che VIOLA LA PRIVACY non soltanto per Elio Vito o per Renato Brunetta, ma anche per il garante della privacy che ordina lo STOP categorico di quelle pubblicazioni.

PPS: si scopre ancora che NON E’ VERO CHE IN TUTTO IL MONDO SI FA COSI’.

PPPS: si compre infine cosa fa durante la giornata il ministro Visco: guarda telefilm americani.
Che gioia avrà avuto nel sapere che potrà guardarne quanti ne vuole dalla mattina alla sera per almeno 5 anni!!!

What else?

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Se dici tante volta la stessa bugia, finisci per convincerti che quella sia la verità.
Ma ti sbagli.
Farti capire che stai delirando, dopo, rischia di diventare un’impresa. Eppure va fatto, bisogna provarci.

Ecco perchè è necessario spiegare al Paese che l’illazione secondo cui sarebbe tutta colpa di Berlusconi se i francesi hanno detto “adieu” ad Alitalia rimane una menzogna, un tentativo di disinformatja (cioè la diffusione di notizie non solo false, ma anche tendenziose) e niente di più.

Andandiamo per gradi.

Air France se ne va: nel comunicato si legge che… “gli impegni contrattuali presi il 14 marzo scorso con l’obiettivo di lanciare un’offerta pubblica di scambio su Alitalia, non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni sospensive che dovevano essere attuate prima del lancio dell’offerta”.

Apriti cielo.
Dal Partito Democratico, quello in cui stanno 19 componenti del Consiglio dei Ministri (compreso il Presidente uscente…seppure uscente anche dal PD), da stamattina piovono accuse all’indirizzo più inflazionato della politica progressista italiana: il cavalier Berlusconi! Reo, a detta di coloro che hanno gestito fino ad oggi la trattativa tra i due vettori (essendo Alitalia partecipata dallo Stato), di aver fatto scappare l’unico acquirente che da 20 mesi a questa parte non è riuscito a trovare un accordo con la nostra compagnia di bandiera.
Una bufala, questa, che gli illuminati veltroniani, tirano in faccia agli italiani da mesi ormai, da tutta la campagna elettorale, cioè da quando Berlusconi aveva espresso la propria posizione circa la vicenda.
Diceva: a queste condizione è più che altro una svendita e il governo non dovrebbe starci. Cerchiamo altri compratori.
Poi, pochi giorni prima della apertura delle urne ipotizzò l’inserimento nella trattativa di altre cordate, italiane, a difesa di questo patrimonio nazionale.
Per queste parole, il presidente del consiglio in pectore sta subendo un fuoco di fila senza soluzione di continuità. Tutti a chiedergli conto, a una settimana dalla vittoria elettorale, di questa fantomatica cordata.

Ora, nonostante si sprechino fiumate d’inchiostro sulla questione, è facilissimo smentire la leggenda di Berlusconi che mette in fuga Air France.
Basta pochissimo:

primo: la trattativa, come cita lo stesso comunicato ufficiale della compagnia d’oltralpe, si rompe il 2 Aprile scorso, quando cioè si consuma lo strappo coi sindacati che si rifiutano di accettare le condizioni offertegli per il riassetto del personale di terra e di quello a bordo.
Non c’entrano quindi, nè il governo Prodi nè l’opposizione che da martedì prossimo diventerà la nuova maggioranza!

secondo: non si può imputare una rottura degliaccordi tra due soggetti ad un terzo estraneo.
Va bene che Berlusconi era il principale esponente dello schieramento avverso all’esecutivo prodiano, va bene che è un personaggio influente, ma non va bene attribuirgli titoli che non ha (ancora) e che non aveva (prima)!
In una trattativa a due non c’è “mercato” e la faccenda si risolve molto più semplicemente: uno offre, l’altro rilancia. Se c’è intesa, acquisto fatto. Altrimenti…beh…uno dei due finisce per lasciare.
E questo è ciò ch’è successo.
Banalizzando, sintetizzando, fate vobis, ma è successo solo questo.
Il governo italiano offriva Alitalia al miglior offerente, che poi è stato deciso fosse anche l’unico: Air France. La quale Air France ha fatto una proposta d’acquisto che però è stata bocciata dai sindacati e nè rigettata ma neanche accettata dal governo tuttora in carica.

A che gioco giochiamo allora?
Non credo ci possa essere turbativa di mercato là dove non c’è mercato; tanto meno può essere rimproverata dal governo alcuna turbativa in una trattativa che sta gestendo lui stesso e nella quale non deve far altro che accettarne o meno le condizioni.

Trovo dunque pretestuoso tutto il clamore accusatorio che si sta sollevando nei confronti di Silvio Berlusconi.

Il quale, comunque, da quando giurerà come Primo Ministro non avrà più alibi e dovrà render conto di una delle sue “sparate” elettorali.

Diamo a Cesare quel ch’è di Cesare. Vale per l’oggi, però…e non può valere per chi sarà Cesare soltanto domani!

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Pil: 0,3% (rispetto all’1,4% del 2006 - ultima finanziaria Tremonti)

Deficit: 2,5% (rispetto al 2,4% del 2006 - dato scremato al netto delle sanzioni UE che potevano essere tenute fuori dal bilancio dello stato ma che Prodi con pervicacia davvero maligna si è invece affrettato ad inserire a sostegno delle proprie tesi catastrofistiche)

Inflazione: sopra il 3%. ( quando nel quinquennio berlusconiano era rimasta ben al di sotto del 2%)

Debito Pubblico: in salita, 1621 miliardi. (ma non avevano risanato i conti???)

Tasse: incassi record per l’erario. +10,5% rispetto allo stesso periodo del 2007. (e pressione fiscale vicina al 45%)!

Grazie professore.

Ora l’Italia è davvero in ginocchio!

Interessantissimi gli ultimi due dati: lo Stato continua a spendere sempre più, nonostante ci sia una crescita vertiginosa delle entrate.
Domanda: che fine fanno le nostre tasse? Perchè non si è tagliato un minimo di spesa? Qui l’unica cosa che diminuisce è il nostro potere d’acquisto…

E’ un ottimo soldatino. Bisogna ammetterlo e riconscerglielo.
Romano Prodi è letteralemente sparito, scomparso, puff…non c’è più. Così come l’avevano chiamato ora gli hanno ordinato di restare nascosto. E lui obbedisce.
Può addirittura darsi che il professore, nonostante i suoi sogni di gloria infranti (chè forse c’aveva creduto, d’essere importante per questa sinistra), gli voglia davvero bene a Veltroni.
In fondo, gli basterebbe apparire in video un secondo in più degli istituzionali 36 che gli riservano i telegiornali riferendosi al pres del cons; gli basterebbe fiatare, aprir bocca, sibilare farfugliando qualcosa, come ai vecchi tempi…e Veltroni sarebbe rovinato, spacciato, ricacciato al 26% di consensi da cui a fatica è risalito…da quando proprio Prodi è stato allontanato dai media.
Cenerentolodi, o Prodentola, fate voi, è stato rinchiuso nella stanza più alta e buia della torre e lui, da bravo, accetta (non senza sofferenze immagino) l’imperativo categorico divieto di uscirvi.
Così si fa! Per il bene del partito si deve accantonare non solo qualsiasi mira di potere, ma si può e si deve rinunciare pure alla propria dignità.

Certo fa strano (non)vederlo così.
Me lo ricordo, solo qualche mese fa, quando parlava col fiero cipiglio decisionista dello statista che ha salde in pugno le redini del destino del suo governo; quando credeva ancora di poter avere un ascendente su ministri e senatori ribelli; quando parlava agli italiani col suo caschetto e gli sci ai piedi sulla candida neve delle alpi promettendo felicità grazie alla sua ricetta; o ancora quando girava col suo camion giallo per presentare il suo fantasmagorico programma…

Ah…quanti ricordi…che uomo che era quello!
Erano altri tempi. Suvvia, l’Eldorado prodiano sapeva benissimo pure lui non sarebbe durato a lungo.
Ecco perchè non sorprende saperlo triste oggi nella sua stanzetta a palazzo Chigi, aspettando che qualcuno se lo fili, anche solo per telefono. Vabbè che son tutti a leccare i piedi a Veltroni ora, ma insomma…lui potrebbe fare ben più che il nonno!

Eppure, qualcuno lo diceva, gliel’aveva detto che era un front-man, un burattino nelle mani di gente spietata, che lo avrebbero usato.
Ma il professore, a quel qualcuno gli diede di “ubriaco appeso a un lampione”.

Ora abbiamo scoperto chi era veramente l’ “utile idiota”.

Ci vuole comunque grande coraggio.
Si, dai…diamo a Cesare quel ch’è di Cesare.
Romano Prodi è un uomo da apprezzare. Sa contenersi, è misurato…
Pensate un po’: c’è in giro Berlusconi che lo demonizza e lo demolisce in campo aperto e lui…pur di non rovinare l’altro (Veltroni) che pure lo sta massacrando è disposto a rinunciare a qualunque tipo di difesa.

Lui sta lì…”come il semaforo…fermo”!
Parole sue…

Avessimo voluto descriverlo a parole nostre avremmo forse detto…sta lì, fermo, inerte, a farsi sfottere da chiunque…come un…pirla.
E invece no, non lo diciamo.
In questo momento si può solo ammirare.
Fatto?
Bene…
Ora spaventiamoci.
Spaventiamoci…perchè non si può solo ridere di fronte a tanta mancanza di autostima…soprattutto se frutto di una scelta.
La scelta del silenzio.

Brrrr….ho i brividi!

Biografia (politica) non autorizzata di Marco Travaglio. L'uomo dalle molteplici contraddizioni!


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