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Meglio non aggiungere altro…si commenta da solo!
Ridiamoci su.
Boselli ha bisogno di spazio. Spazio mediatico, s’intende. Altrimenti il suo Partito Socialista difficilmente arriverà a superare la quota minima dell’1% valida per il recupero dei rimborsi elettorali. Io, da par mio, non glielo auguro. Di cuore…
Certo è che la trovata è geniale. Non è sua, ovvio, ma dell’uomo del contratto con gli italiani di Berlusconi, tale Luigi Crespi. Un guru in fatto di pubblicità politica.
Girerà, sulle tivù commerciali, dal 29 marzo in poi, uno spot elettorale in cui sarà addirittura Gesù a suggerire quale sia il vero voto utile.
In fondo, dicono…, era lui il primo socialista, il primo rivoluzionario. Chi meglio del Figlio di Dio allora può indicarti la strada per migliorare la tua condizione sociale e il tuo reddito oltre che per salvare la tua anima.
D’altronde lo spiegavano gli stessi socialisti nel 46, con un manifesto su cui giganteggiava l’immagine del Cristo con un virgolettato che ammoniva: “difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli”.
Che tradotto può essere riassunto così: tutti più poveri…così avremo tutti garantito l’accesso al regno di Dio.
Battute a parte.
Credo che difficilmente il PSI farà breccia nei cuori degli elettori con un simile stratagemma.
I cattolici non si lasceranno abbindolare, anzi…ne saranno risentiti.
I laici, o atei, invece non terranno in conto di un riferimento cattolico alla dottrina della tanto odiata Chiesa.
Conclusione: solo pubblicità. Ingannevole, oltretutto…e non si sa quanto efficace dal punto di vista del risultato ultimo.

Sono arrivati all’ultimo tuffo. O quasi.
Ma il programma ormai era già stato scritto. Da Veltroni e Di Pietro.
Emma ha solo dovuto ratificare. Mettere una firma in calce e via.
Ideali, valori, battaglie, cultura…tutto messo da parte.
L’importante non è mai stato il progetto. Ma la poltrona.
Tant’è che lo scontro tra le truppe pannellate e Veltroni è occorso non sui nodi politici del PD, bensì sul numero di candidature “blindate” pretese dai Radicali e non rispettate da Walter.
Di più: a domanda specifica, i vari Cappato o Pannella non fanno altro che rispondere che loro con quel programma non hanno niente a che vedere, anzi…lo vorrebbero parecchio diverso, molto più liberale, direi quasi liberista.
Come spiegare allora non solo l’apparentamente, ma anche e soprattutto lo scioglimento del partito Radicale in quello Democratico?! Hanno poco in comune, tranne una comune base laicista, che però Veltroni deve contemperare con la necessità di essere amico anche del mondo cattolico; hanno poco da spartire anche col giustizialista per eccellenza in Italia, quell’Antonio Di Pietro per cui tanto Walter si è speso.
Resta giusto il motivo d’interesse economico e di potere.
Pur di entrare in parlamento e raccattare qualche spicciolo dai rimborsi, i Radicali sono stati disposti a cedere su tutti i fronti alla loro Storia.
Una vergogna dietro l’altra.
Fino all’ultima perla di ieri made in Marco Giacinto Pannella: visto che è stato escluso (perchè a tutto c’è un limite e Pannella è ormai impresentabile anche per il buon Veltroni) dalle liste del PD, ha provato la carta Boselli, del partito Socialista, quallo con cui stava fino a ieri nella Rosa nel Pugno. Picche. Giustamente. Ma si capisce bene la disperazione di un uomo incapace di intendere e di volere. Che ha letteralmente distrutto i Radicali e la loro Storia.
Oggi sono gli zimbelli della politica italiana. Tutti (o quasi) li evitano. Creano più grane che altro.
Ecco perchè da quando sono entrati nel PD Veltroni non cresce più e anzi va a perdere nei sondaggi.
Ma non era meglio, caro Walter, correre davvero da solo?












































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