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Attenzione: siamo davanti ad un clamoroso caso di DISINFORMATJA, che è molto peggio della disinformazione. Non solo si tace, ma si forniscono anche false informazioni.

Chiariamo un attimo una cosa: prima di fare proclami bellicosi come quelli che stanno lanciando Di Pietro e Beppe Grillo dai loro blogs sarebbe il caso di leggere i testi delle leggi di cui si vuol parlare senza affidarsi alle sole rubriche delle norme o agli articoli apparsi sui quotidiani.

Ne avevo già parlato qualche giorno fa, sperando che anche i nostri eroi si rendessero conto del clamoroso abbaglio che avevano preso nel redigere liste di reati per i quali i processi saranno sospesi con l’entrata in vigore del pacchetto sicurezza appena oggi licenziato dal Senato; niente da fare: hanno continuato a puntare tutto sull’allarmismo ingiustificato, propagandando informazioni false che inducessero nell’opinione pubblica la sensazione di trovarsi davvero di fronte ad una “porcata” fatta giusto per uno e con la quale tutti gli altri sarebbero andati a rimetterci.

Nel mezzo, un parere inesistente del Csm, le polemiche del sindacato dei magistrati, l’Anm, che produce la stessa identica lista e, per finire, l’annuncio di Berlusconi e dei suoi legali che comunque intenderanno rifiutare la sospensione del processo Mills.

Ora, veniamo alla LISTA.
E’ lunga, ma anche molto facilmente confutabile.

Innanzitutto però, andrebbe ricordato che saranno sospesi solo i processi ancora in attesa del giudizio di primo grado (su tre) istruiti per accertare le responsabilità su fatti e reati commessi PRIMA del 30 giugno 2002, in pratica 6 anni fa. Ribadiamo: dopo 6 anni ancora non si è arrivati ad una condanna (teniamo conto che la Corte di Giustizia Europea ha definito la durata del giusto processo determinandola in 4 anni, per tutti e 3 i gradi).

Partiamo.
Di Pietro, come l’ANM, dicono che con questa norma scellerata non si celebreranno (per un anno, intendiamoci: sospensione di un anno e prescrizione bloccata) i processi per i seguenti reati:

- aborto clandestino
- abuso d’ufficio
- adulterazione di sostanze alimentari
- associazione per delinquere
- bancarotta fraudolenta
- calunnia
- circonvenzione di incapace
- corruzione
- corruzione giudiziaria
- detenzione di documenti falsi per l’espatrio
- detenzione di materiale pedo-pornografico
- estorsione
- falsificazione di documenti pubblici
- frodi fiscali
- furto con strappo
- furto in appartamento
- immigrazione clandestina
- incendio e incendio boschivo
- intercettazioni illecite
- maltrattamenti in famiglia
- molestie
- omicidio colposo per colpa medica
- omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata
- peculato
- porto e detenzione di armi anche clandestine
- rapina
- reati informatici
- ricettazione
- rivelazioni di segreti d’ufficio
- sequestro di persona
- sfruttamento della prostituzione
- somministrazione di reati pericolosi
- stupro e violenza sessuale
- traffico di rifiuti
- truffa alla Comunità Europea
- usura
- vendita di prodotti con marchi contraffatti
- violenza privata

MA NON E’ DEL TUTTO VERO.

Leggendo il testo del decreto si legge invece che la sospensione NON OPERERA’ per i seguenti reati:

  • associazione a delinquere diretta a commettere il reato di riduzione in schiavitù
  • associazione a delinquere diretta a commettere il reato di tratta di persone
  • associazione a delinquere diretta a commettere il reato di acquisto o alienazione di schiavi
  • associazione mafiosa
  • sequestro di persona a scopo di estorsione
  • omicidio
  • estorsione
  • rapina
  • banda armata
  • tratta di armi ed esplosivi
  • prostituzione minorile
  • pornografia minorile
  • violenza sessuale (+ aggravanti 609 ter cp)
  • violenza sessuale di gruppo
  • terrorismo
  • reati addebitabili alla criminalità organizzata

Non solo.
Sarebbe doveroso far notare che alcuni dei reati indicati da Di Pietro è quasi impossibile non siano ancora giunti ad un giudizio almeno di primo grado. Per molti altri invece potrebbe essere scattato il processo per direttissima o quello con giudizio immediato. Per altri ancora la sospensione potrebbe comunque non operare perchè il reo è detenuto. Altri ancora poi andrebbero inevitabilmente verso la sospensione da parte dei magistrati perchè prossimi alla prescrizione.

Altra considerazione: la sospensione dei processi per i reati indicati da Di Pietro e qui in parte smentiti (semplicemente leggendo il testo della norma) opera solo per i vecchi reati comessi prima del 2002 e non per quelli di nuova commissione.
Quindi è del tutto ingiustificato questo allarmismo, come a far spaventare la cittadinanza facendogli credere che saranno alla mercè di criminali che non saranno perseguiti.

Insomma: c’è tanto clamore su questa norma ma pochissima sostanza motivata.
La realtà è ben diversa da quella che vogliono far credere.

A noi non resta che provare a confutare queste tesi campate in aria e strumentali alla sola lotta politica.

Per chi volesse, vi riporto QUI il link del post in cui già qualche giorno fa spiegavo la struttura del decreto in questione.

C’è poco da fare e ancor meno da dire.
Tutti giorni abbiamo la dimostrazione e la riprova di come si gridi allo scandalo per il sol fatto che a muovere le trame legislative è il Cavaliere; niente di più: diventa quasi troppo perfino appurare e giudicare nel merito una nuova legge o la novellazione di una preesistente.
Non si guarda più se una norma è giusta o sbagliata, tanto meno si accertano le sue caratteristiche di generalità ed astrattezza: no, si vanno a ricercare i punti con cui si può instillare nell’opinione pubblica il sospetto che quel provvedimento sia esclusivamente nell’interesse di uno, Berlusconi, e perciò non andrebbe adoperato.
L’ennesima prova di questo atteggiamento di cieca faziosità politica?
Si parla della stoppa-processi. Legge ad personam. Si dice…
Ma, forse non tutti sanno che…

[...] …è opportuno segnalarle che una disposizione analoga è da tempo vigente nel nostro ordinamento giuridico.

Con il decreto legislativo del 19 febbraio 1998 n. 51 è stato introdotto uno smilzo articoletto (art. 227) il quale testualmente dispone: «Al fine di assicurare la rapida definizione dei processi pendenti alla data di efficacia del presente decreto, nella trattazione dei procedimenti e nella formazione dei ruoli di udienza, anche indipendentemente dalla data del commesso reato o da quella delle iscrizioni del procedimento, si tiene conto della gravità e della concreta offensività del reato, del pregiudizio che può derivare dal ritardo per la formazione della prova e per l’accertamento dei fatti, nonché dell’interesse della persona offesa.
Gli uffici comunicano tempestivamente al consiglio superiore della magistratura i criteri di priorità ai quali si atterranno per la trattazione del procedimento e per la fissazione delle udienze
».

Con tale disposizione è stata consentita la trattazione di quei procedimenti che il magistrato, a suo discrezionale apprezzamento, ritiene «gravi o dotati di concreta offensività». Per gli altri il destino è assicurato: saranno stipati in un oscuro sottoscala all’interno di un ufficio giudiziario, in attesa dell’arrivo liberatorio della prescrizione. È stata cosi introdotta una illegittima archiviazione, mascherata con buona pace del declamato principio della obbligatorietà dell’azione penale.

Il predetto decreto legislativo porta le firme di Prodi, presidente del Consiglio dei Ministri, Flick, ministro di Giustizia, Scalfaro, presidente della Repubblica. È singolare, perciò, che nell’intervista rilasciata al suo giornale, il presidente Scalfaro non abbia fatto alcun riferimento alla disposizione suddetta. Preme sottolineare che in un Paese di democrazia liberale spetta al Parlamento individuare quali fatti assumono rilevanza penale e, quindi, quali reati debbano essere perseguiti. Appare, perciò, quantomeno eccentrico che i criteri di priorità imposti dalla disposizione summenzionata debbano essere portati all’attenzione del Csm e non del Parlamento.

Antonio Albano
ex Procuratore Generale Onorario presso la Corte di Cassazione

A qualcuno non piace la norma che sospende per un anno alcuni processi per avvantaggiare lo smaltimento di pratiche urgenti di procedimenti relativi a reati di assoluta gravità, come quelli per cui è previsto l’ergastolo od una pena superiore ai 10 anni e tutti quelli legati a mafia, terrorismo e criminalità organizzata.
Dicono favorisca anche Berlusconi, perciò si trasforma automaticamente in una legge ad personam. Quindi non s’ha da approvare.
A questo punto resta da capire in che modo un simile provvedimento possa avvantaggiare il Cavaliere nei suoi processi.
A pensarci bene, nessuno lo sa. Che favore potrebbe ricavare il premier dal veder sospeso per un solo anno il procedimento che lo vede coinvolto nel caso Mills senza che vengano nemmeno intaccati i termini di prescrizione? E’ vero o no che fra un anno esatto il processo riprenderebbe esattamente da dove è stato lasciato un anno prima senza che nulla sia cambiato?
Ed è vero o no che nel frattempo tutta una serie di processi contro malavitosi e criminali pericolosi avrebbero ricevuto una forte accelerazione essendo stati posti tra le priorità di giudizio negli uffici della magistratura?
Beh, sebbene la domanda sembri retorica e contenga in sè già la risposta, diciamolo comunque: NO! non cambia niente per Berlusconi perchè non gli assicura alcun vantaggio. SI! fra un anno, a legislatura ancora in corso, tutto ripartirebbe dallo stesso punto lasciando il Cavaliere sulla graticola mediatico-giudiziaria imbastita da certa magistratura e certa opposizione. E…SI! nel frattempo processi importanti verrebbero celebrati con priorità assoluta su tutti gli altri.

Difficile allora parlare di una vera e propria legge ad personam.
A meno che, non si voglia bocciare qualunque legge, sebbene impostata sulla generalità delle persone, per il sol fatto che riguarderebbe anche Berlusconi. Che sarebbe quanto ribaltare ogni principio di diritto sulla elaborazione di qualsiasi provvedimento legislativo.
In soldoni: Berlusconi non può esser la cartina di tornasole per qualunque legge il governo voglia approvare. Se una norma può esser giudicata valida ed efficace non può ricevere ostruzionismi politici di questo tenore.

Altre critiche agli emendamenti del pacchetto sicurezza sono state avanzate circa due aspetti:
dicono che se Napolitano avesse avuto sotto mano fin da subito quel testo non lo avrebbe approvato.
Domanda: perchè? Non risponde forse ad esigenze di urgenza anche la proposta di impostare delle priorità nella celebrazione di taluni processi che riguardano reati gravissimi e che da troppo tempo sono fermi a causa di casi meno importanti?
Non solo: dicono che così si violi il principio dell’azione penale obbligatoria proprio della magistratura, e quindi non si rispetti l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario.
E’ davvero così?
Ovviamente no.
Gli emendamenti agirebbero su quei processi per i quali è già stata esercitata l’azione penale, essendo praticamente già istruiti.

Ma se allora stanno così le cose, perchè azzardare critiche campate letteralmente in aria?
Non si tratta quindi di uno scontro tra poteri dello stato, ma di un molto più bieco scontro politico che investe anche alcuni settori politicizzati della magistratura.
La quale a volte ha memoria corta.
Infatti è lo stesso CSM ad aver elaborato la cosiddetta “circolare Maddalena” del procuratore di Torino con la quale si prevedeva addirittura il blocco in procura di certi processi impedendo così dall’interno (diciamo) l’esercizio dell’azione penale in specifici casi.

Insomma, polemiche veramente sterili e vaque. Ma soprattutto fondate su ipotesi false e sbagliate.

Non sarebbe più costruttivo invece fermarsi a riflettere e chiedersi se quelle norme siano giuste al di là di Berlusconi?

Quanto dovremo aspettare ancora per sentir dire da qualcuno che le nostre università sono un ricettacolo di nostalgici fascisti che non indossano più le camice nere, ma gli idumenti slargati e straccioni che vanno molto di moda nei covi dei giovani sinistrorsi?!
Quanto dovremo aspettare perchè qualcuno si indigni per il clima di tensione che si respira nei nostri atenei, dove i militi del comunismo intimidiscono chiunque abbia qualcosa da dire che suoni un minimo diverso dai soliti slogan contro Berlusconi, l’America e Israele che si sentono nei corridoi delle facoltà?!
Quanto dovremo aspettare perchè qualcuno si scusi di tutte le volte che ha puntato l’indice contro chi non voleva far altro che esprimere una propria idea ed è stato per questo costretto a difendersi dalle aggressioni fisiche e verbali dei Collettivi. L’hanno chiamato provocatore. Ma hanno accettato che venisse messo a tacere.

Ammettiamolo: in Italia si grida al ritorno del fascismo per distrarre l’opinione pubblica dalle vere intolleranze e dal vero razzismo che viene giorno per giorno perpetrato da chi è ideologicamente portato ad imporre le proprie idee credendole senza dubbio migliori di quelle degli altri.

Verona e poi il Pigneto: erano già tutti pronti col ditino alzato e indicavano un inaccettabile rinfocolamento dei sentimenti più beceri che albergarono nella nostra società durante il Ventennio; erano tutti lì schierati e puntavano i loro fucili di carta stampata contro “le destre”, per far ricadere sugli altri (e in particolar modo su Berlusconi e il suo governo) tutte le colpe.
Ma si sbagliavano.
La politica e il fascismo non c’entravano niente. C’entrava invece il vuoto culturale di cui si nutrono le nuove generazioni. C’era la voglia di vendetta, scatenata dalla rabbia per uno stato assente.

A Torino e alla Sapienza però qualcosa è successo, ma non ne vogliono parlare.
Aveva ragione Fini a dire che vi sono episodi sporadici che vanno censurati perchè sgraditi alla società; ma vi sono anche episodi nient’affatto sporadici e che, peggio degli altri, danno la misura dell’intolleranza culturale che in Italia persiste dal ‘68!
I conniventi di questa violenza culturale sono tutti identificabili in quei politici che ancora sostengono la teoria “dei migliori”.
E con loro, i militanti di quei partiti dediti al culto della loro religione politica.

Sono fascisti, vogliono imbavagliare, ma preferiscono farlo sotto mentite spoglie.
Si travestono da agnelli, ma agnelli non sono.
Una volta perso il pelo, il re è praticamente nudo.

Siamo stati irretiti.
Nel senso che siamo tutti finiti in rete.
Bastano pochi click e potremo sapere quanto guadagna il nostro vicino, il nostro amico, il nostro capo, il politico, la soubrette, la velina e chiunque altro di cui ci venga in mente il nome e la voglia di sbirciarne il reddito.

Potremo insomma dar sfogo al nostro morboso vouyerismo, alimentato finora “soltanto” dalle innumerovoli riviste di gossip, e che ora potrà attaccarsi ad altre succulente notizie di vita altrui.

C’è chi parla di trasparenza e chi invece si incazza come un Grillo perchè sospetta sia stata violata la privacy.
In ogni caso, siamo di fronte ad un abuso che se non è di fatto è quantomeno “percepito”.
Si ha la sensazione che la banda del buco…nei nostri portafogli, i tassassini piú famosi d’Italia, Visco, Padoa Schioppa e Prodi, abbiano dato un colpo di coda alquanto velenoso. L’apoteosi del fisco show! Di quel grande fratello fiscale che con tanta solerzia hanno finalmente messo nelle mani di ognuno di noi, sperando magari nella nostra capacità di trasformare l’invidia in delazione (ovvero, fare la spia)!

Mi ha poi fatto riflettere una frase pronunciata dallo stesso Visco in merito: “non lo abbiamo detto prima, in campagna elettorale, per non creare polemiche“.
Così scopriamo che era già tutto pronto, ma che per sola opportunità politica è stata omessa una decisione che sicuramente avrebbe prestato il fianco alle critiche, ma soprattutto avrebbe scatenato l’ira di qualunque cittadino che già si sente vessato da questo fisco opprimente.
Insomma: una perfetta fregatura elettorale.

Già, perchè provate a pensare a cosa sarebbe potuto succedere se questa notizia fosse venuta fuori prima dell’apertura delle urne.
Pensateci…
Da par mio, credo proprio che a saperlo prima il PdL avrebbe conquistato molti più voti e il PD sarebbe praticamente scomparso.

Una truffa quindi…in perfetto stile comunista.

What else?

A riprova del fatto che sebbene scandalizzati poi son tutti lì a vedere quanto guadagna quello e quanto guadagna quell’altro…il sito dell’agenzia delle entrate è praticamente intasato.
Una bellissima dimostrazione di democratica testadicazzaggine…

Ho il tempo alle calcagna, ma aspettando di scrivere questo post mi son spesso chiesto cosa avrei potuto dire di nuovo. E tutte le volte mi son detto: niente! Niente, perchè è già tutto deciso. Non nel senso di truccato, bensì di straordinariamente scontato.

Per capirsi: anche i sondaggi parlano chiaro.

E per capirsi ancora meglio, l’illuminazione me l’ha data oggi un Marcello Veneziani in grande spolvero che su Libero sintetizza il modus essendi del leader del PD, quel Walter Veltroni che giorno dopo giorno di questa campagna elettorale si è meritato la sonora sconfitta cui sta andando incontro:

“[...] dopo aver cancellato il principio di identità, ha cancellato pure il principio di non contraddizione. Niente può essere e non essere allo stesso tempo, sosteneva Aristotele. [...] Walter ha rovesciato questa logica antiquata (d’altra parte, lui è il Nuono - e questo lo dico io…eheh). [...] Non si può essere e non essere la stessa cosa, eccetto veltroni; così Walter corregge l’aristotelico San Tommaso d’Aquino. Lui è di sinistra ma anche di destra, radicale, ma anche clericale, romano ma anche un po’ siculo e lombardo, operaista, ma anche padronale. E’ buonista, ma anche fautore della castrazione chimica; cioè allievo di Don Milani ma anche di Calderoli, ama i borgatari ma candida Colaninno. [...]“

Ecco, spero sia più chiaro a tutti il concetto.
Veltroni non può vincere perchè dietro alle sue belle parole, pronunciate col suo timbro da “quantosonobbuono” “mò ve dico la verità” c’è un personaggio in cerca di sè stesso…è uno nessuno e centomila.
E questo finisce per disorientare.
Disorientare gli indecisi, quelli che valutano le proposte…
Ovvio…i soldatini non discutono gli ordini. Applaudono ed eseguono silenziosi.
Ma gli altri…beh…finiranno per punirlo.

D’altra parte, si sa…
…Veltroni è un leader, ma anche NO!

Pil: 0,3% (rispetto all’1,4% del 2006 - ultima finanziaria Tremonti)

Deficit: 2,5% (rispetto al 2,4% del 2006 - dato scremato al netto delle sanzioni UE che potevano essere tenute fuori dal bilancio dello stato ma che Prodi con pervicacia davvero maligna si è invece affrettato ad inserire a sostegno delle proprie tesi catastrofistiche)

Inflazione: sopra il 3%. ( quando nel quinquennio berlusconiano era rimasta ben al di sotto del 2%)

Debito Pubblico: in salita, 1621 miliardi. (ma non avevano risanato i conti???)

Tasse: incassi record per l’erario. +10,5% rispetto allo stesso periodo del 2007. (e pressione fiscale vicina al 45%)!

Grazie professore.

Ora l’Italia è davvero in ginocchio!

Interessantissimi gli ultimi due dati: lo Stato continua a spendere sempre più, nonostante ci sia una crescita vertiginosa delle entrate.
Domanda: che fine fanno le nostre tasse? Perchè non si è tagliato un minimo di spesa? Qui l’unica cosa che diminuisce è il nostro potere d’acquisto…

“Ha fatto un lavoro fantastico. A Napoli ha cambiato il volto della città e tutto il mondo lo ha riconosciuto”.

Walter Veltroni, 9 aprile 2008

…senilità di un 52enne…

Povero Walter.
Dopo un mese passato ad annunciare, sondaggi alla mano (quali??), il clamoroso recupero del PD sul PdL (ma dove???), è rimasto con la mano sulla freccia, pronto a proclamare il sorpasso, per colpa di una stupida legge che impedisce di pubblicare sondaggi nei quindici giorni prossimi alle elezioni.

Così, Veltroni, che senza numeri non può vivere, ha abbandonato quelli relativi alle intenzioni di voto e per dimostrare che la vittoria è comunque e ancora ad un palmo dal naso, s’è buttato su quelli degli ascolti e dello share televisivi.

E allora, il buon Walter, oggi, ci racconta la favola della gente stanca di Silvio e innamorata di lui, l’homo novus della politica italiana.

Ieri sera, dice Veltroni, ne è arrivata conferma: la conferenza stampa del leader del PD ha ottenuto il 13,91% di share contro il modestissimo 11,02% del Cavaliere. Qualcosa come settecentomila spettatori di differenza.
Beh…con questi numeri, altro che rimonta…Walter potrebbe quasi quasi festeggiare la vittoria.

In realtà però le cose stanno un po’diversamente.
Spiegarle è così facile che sono quasi imbarazzato io per Veltroni che si è coperto di ridicolo con le sue entusiastiche dichiarazioni di trionfo.
E’ presto detto.
Dobbiamo, anzi…avrebbe dovuto, il buon vecchio…ahm ahm, pardon, giovane Walter, tener conto di un fatto decisamente importante: le due conferenze stampa sono andate in onda in momenti diversi; una dietro l’altra. Ma ad orari, di palinsesto parlando, clamorosamente non paragonabili.
Berlusconi, infatti, è stato intervistato in concomitanza con: Rai 1 e il gioco dei Pacchi di Insinna; e mentre su Canale 5 strisciavano le sarcastiche notizie al vetriolo della premiata ditta Ficarra e Picone, con tanto di beneamate chiappe targate Melissa e Veridiana; non solo, perchè l’ultima parte del dibattito è andato in concorrenza con Montalbano sull’ammiraglia di Viale Mazzini e contro Carabinieri 7 della prima rete Mediaset.
Dopo di che è arrivato il signor Veltroni…

Tirate voi le dovute conclusioni…

La mia è che…Veltroni è un bugiardo patentato.
E lo dico con cognizione di causa. Perchè per Walter vale l’aggravante dovuta alla sua cultura in fatto di cose di cinema e televisione. E da un diplomato come lui in cinematografia dovremmo quantomeno aspettarci un pizzico di competenza in materia e certamente non castronerie demagogicamente lanciate in pasto ai media.

Scordati la rimonta Walter…

Quando al governo c’è il centrodestra, per il centrosinistra va tutto bene così com’è ed ogni proposta di riforma si trasforma in un attacco all’unità della Repubblica o alla Costituzione, un passo verso la dittatura o la macelleria sociale.
Quando poi al governo va il centrosinistra, lo scenario cambia: è tutto da rifare. E tornano buone perfino le proposte che furono di Berlusconi.
Per le riforme istituzionali è andata proprio così: Prodi e Veltroni hanno prima condotto, lancia in resta, la campagna referendaria contro la modifica della Carta Fondamentale approvata nella scorsa legislatura dalla CdL, salvo poi recuperarne ampi passaggi e riproporli, a parole loro, durante il governo del professore.
Domanda: perchè il federalismo ieri è un tentativo di dissoluzione dello Stato e oggi è invece un’intelligente e necessaria riforma per migliorare il funzionamento dell’amministrazione? Perchè la riduzione dei parlamentari proposta ieri era una minaccia per la democrazia e oggi è invece una brillante intuizione per snellire l’iter legislativo e abbattere i costi della politica? Perchè, ancora, scindere le funzioni di Camera e Senato era sbagliato ieri e giusto oggi?

Insomma, avete capito l’andazzo.

Ora, apprendiamo che Veltroni, sorprendendo tutti (i suoi), tira fuori dal cilindro un vecchio cavallo di battaglia berlusconian-calderoliano: l’indicazione di criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale da aprte dei pubblici ministeri. A fissarli dovrebbero essere Parlamento CSM e Procure.
Un vero e proprio fuoco d’artificio. Che ha peraltro lasciato di pietra Di Pietro…ma non erano tutti amorevolmente d’accordo su qualunque cosa nel PD????!!!
Vabbè…
Ottima proposta.
Ma perchè allora, in passato proprio la sinistra ulivista appoggiò scioperi e girotondi a difesa dell’indipendenza della magistratura quando a presentare questa esigenza di razionalizzazione del lavoro dei magistrati fu Berlusconi?
Cos’è cambiato oggi?

L’unica risposta possibile è…che sia cambiato proprio lui, proprio Veltroni.
Al che il dubbio: ma è ancora di Sinistra?
A furia di inseguirlo, è pur possibile che Veltroni si sia invaghito di Berlusconi e abbia finito per apprezzarne programma e scelte politiche. Tant’è che le copia pedissequamente.

A questo punto, e sempre più, il programma del PD si avvicina a quello del PdL.
Differenza? Letteralemente quasi nessuna.
Ma perchè fidarsi di chi fino a ieri disconosceva le proposte che oggi porta in pompa magna come unica via di rinnovamento?

Non se ne sa ormai più niente del governo Prodi. Pare di vivere in un periodo di interregno. Ma per fortuna, a scuoterci dal soporifero torpore di una campagna elettorale suonata a colpi di fair paly ci ha pensato il tanto atteso annuncio della “trimestrale di cassa”.
Fino a qualche settimana fa ci parlavano di una Paese in recupero. Altro che recessione tremontiana. La sinistra ha ridato impulso all’economia. A questo son servite le due finanziarie del mitico duo Padoa-Schioppa Visco. Stimavano la crescita del pil intorno al 2%. Esagerati, come al solito. Poi si corressero: 1,5%.
Si risentivano se dal centrodestra qualche economista li tacciava d’esser bugiardi. Gente del calibro di Baldassarri e Vegas quasi quotidianamente andavano ripetendo che Prodi aveva truccato i conti. Aveva tolto qualcosa di qua e aggiunto qualcosa di là. I conti non tornavano.
Li abbiamo visti, come s’incazzavano in tv, quando agli spettatori spiegavano con la loro tipica puzzetta sotto il naso e la loro protervia del cavolo, alla Bersani per capirci, che il Paese oggi poteva guardare ad un futuro più sereno e che non dovevamo credere agli incompetenti del precedente governo che ci avevano portato alla crescita zero.
Ora però, son stati costretti ad ammetterlo.
Abbiamo fatto schifo!
E’ una traduzione, perchè da loro non lo sentirete mai dire esplicitamente. Lo dico io per loro! Hanno fatto schifo!
Come una mazzata tra capo e collo, abbiamo scoperto che il pil è più che dimezzato. Le stime erano palesemente infondate.
Cresciamo, forse, dello 0,5 / 0,6%, ma per Confindustria è crescita zero!

Complimenti. Un applauso per i grandi economisti del centrosinistra.

Di crescere comunque qualcosa è cresciuto: tasse e inflazione. In una parola: potere d’acquisto azzerato e salari massacrati dalle gabelle più disparate.
Non è un caso infatti se l’Italia è tra gli ultimi a livello mondiale per crescita dei salari!

Ecco, le cose stanno così.
Non ci vuole una dettagliata disamina economica per dire che…ci hanno preso per i fondelli.
Motivo in più per essere incazzati con questa gente.
Ma scommetto che oggi Veltroni parlerà d’altro.
Magari dei conti pubblici: il debito, in termini assoluti cresce di parecchi miliardi di euro, ma per incredibili magheggi e operazioni matematiche pare scenda al 104% dal 106 che era.
Poi tirerà fuori qualche altro sondaggio.
E il gioco è fatto. Di nuovo: Prodi e Padoa Schioppa non sono mai esistiti nè esistono a tutt’ora.

Breve postilla: non è un caso se nel 2006 la crescita fu dell’1,7%, nel 2007 dell’1,5% e oggi dello 0,quacosa%!
Il 2006 infatti, è l’anno in cui si sono fatti sentire gli effetti maggiori dell’ultima finanziaria targata Tremonti. Il 2007 ha risentito già dei primi colpi della finanziaria di Schioppa e oggi, alla seconda ondata di tasse made in Visco ecco…la frittata è fatta!
Il governo Berlusconi potrà anche venire criticato su molti fronti, ma Tremonti è stato un ottimo ministro. In grado di “tenere” i conti pubblici in un periodo di congiuntura disastrosa e perfino di agganciare la ripresa.
Prodi, al contrario, coi suoi soloni dell’economia, è riuscito nell’impresa di sfilarsi dal treno della ripresa e di infilarsi a capo fitto nella nuova congiuntura sfavorevole.
Perfino il deficit ha ripreso a correre verso il 3%, quando Tremonti lo riportò, al netto delle multe europee, sotto il 2,4%!
C’è altro da dire?

Eccolo qua, il famigerato effetto Veltroni. La grande rimonta.
Leggere i sondaggi può riservare sorprese non indifferenti, soprattutto perchè aiutano a capire meglio la realtà che continuamente ci viene mistificata attraverso i media dai paladini del progressismo.

Partiamo da un paio di dati fondamentali: i risultati alle scorse elezioni: l’Ulivo (grosso modo il PD di oggi) 31,3% ; Di Pietro arrivò al 2,3%. I Radicali si presentarono coi socialisti nella Rosa nel Pugno, guadagnando il 2,6% dei consensi, ma oggi è difficile scomporre il dato, perciò indicativamente accreditiamo Pannella e compagni di almeno un misero 1%.
Somma della tornata 2006 (quella della “scelta definitiva”, quella “per liberare l’Italia da Berlusconi”, quella insomma caricata a mille da cinque anni di insulti, menzogne e cattiverie di vario genere): circa 35%.

Bene.
Andiamo a vedere la situazione oggi.
Di sondaggi se ne sentono lanci quotidianamente. Ma volendo fare un’analisi anche solo grossolana, viene fuori che il PD (cioè il vecchio Ulivo) con Veltroni arriverebbe al massimo (previsione ottimistica della SWG, cioè della società di rilevazione più vicina alla sinistra, quella che nel 2006 dava per certo un distacco di almeno 8 punti rispetto al Cavaliere) al 34%, ma più realisticamente non andrebbe oltre il 33% (per la Euromedia, quella che invece azzeccò il pareggio elettorale tra le due coalizioni, Walter si fermerebbe al 32,5%); Di Pietro fa un balzo in su nelle preferenze: dal 3,5 al 4%. I radicali invece, come sopra, li attestiamo di un peso pari all’1%.

Notate qualcosa?
La grande rimonta di Walter in realtà non è una rimonta, che peraltro tutti i sondaggisti danno per esaurita già da qualche settimana. Ma anche volendo, il “peso” della novità Veltroniana vale parecchio meno del 1,7%, tenendo conto che i Radicali, fagogitati nel PD qualcosa valgono pure! Da qui, l’unica riflessione possibile: che non ci prenda in giro, Walter! Il merito dello sforamento della quota 33%, indicata da Fassino a suo tempo per l’Ulivo come soglia minima per parlare di quello come di un partito veramente competitivo (essendo almeno quella la somma dei voti di DS + Margherita), sarà tutto da attribuirsi al porgimanette dell’Italia dei Valori, che è però quello che va ad intercettare i voti “utili” dei comunisti, consapevoli che votare Bertinotti sia completamente dispersivo.

Eccoci al dunque.
Veltroni le sta provando tutte. Sta giocando tutte le sue carte. Ma sta comunque perdendo, clamorosamente, la mano.
Il PdL infatti sta andando forte e la campagna elettorale di Berlusconi e Fini è appena cominciata.
Certo, nell’urna tutto può cambiare, ma…se si parla tenendo in conto i numeri proposti dai sondaggi (a disposizione di tutti) bisognerebbe avere la decenza di non dire cazzate!

Per verificare coi vostri occhi tutto ciò di cui qui s’è discusso, fate bene a vedere QUI tutti i numeri!

Tra i giovani siamo avanti di 10 punti“.
Parola di Walter Veltroni.

Parola che però risulta falsissima.
E non lo dico io, che non sono nessuno per dirlo. Ma è la SWG tanto cara a Repubblica e ai progressisti del PD.
Qui la fonte.
E qui sotto il grafico.

Lo so, lo so…sembra impossibile, ma…è vero!
Sommando FI e AN, il valore del PdL sfonda il 45%, mentre il PD rimane al palo al 19%.

Walter Veltroni. Un uomo, un luogocomune!

Dopo il suo mandato da sindaco di Roma, Walter voleva andare in Africa, MA ANCHE a palazzo Chigi.

Dopo aver tirato su il PD, Walter voleva correre da solo, MA ANCHE in compagnia.

Complimentoni.
Al solito, facile essere forti con i deboli e deboli con i forti.
Nel caso specifico non si tratta di nessuno di così “forte”, ma sicuramente di qualcuno “fuori del comune” si.
Valentino Rossi doveva versare all’erario ben 112 milioni di euro che il fisco gli contestava come evasi, ma alla fine ne restituirà SOLO 35 e per di più RATEALIZZATI!!!
Lo scandalo ovviamente non sta in ciò ch’è stato imputato al fenomeno di Tavullia (perchè comunque sarebbe stato tutto da dimostrare che, nonostante tutti i giri che fa intorno al mondo, avesse sede dei suoi affari più in Italia che altrove), bensì nell’atteggiamento dei paladini del “mai più condoni o sconti”, della lotta all’evasione fiscale, del “le tasse si pagano meno se le pagano tutti”! Quelli che ti perseguitano, ti spiano, si infilano nella tua vita e che se non emetti uno scontrino ti chiudono il negozio e se ne sei sprovvisto ti multano sonoramente. Quelli che si riempiono la bocca di parole minacciose contro chi froda lo stato e poi si ammansuisce se si trova a trattare coi vip. Non col cittadino comune. Quello no, viene massacrato. Hai evaso? paghi, subito e senza sconti nè rate. Ti pignorano anche la casa piuttosto.
Per il pluriiridato campione di motociclismo le cose sono andate diversamente.
E tutti sembrano comunque felici e contenti.

A me viene in mente solo una parola: ipocriti!

Veltroni ha ragione! Bisogna ammetterlo.
Ha ragione quando dice che ” “loro” (riferito al cdx) sono sempre gli stessi, mentre “noi” (del PD) siamo il cambiamento”.
Dice bene. Di fatti, sono quindici anni che Berlusconi sostiene sia impossibile governare coi comunisti, che il massimalismo è un male per il Paese, che per ridare slancio all’Italia servono infrastrutture efficienti e un abbattimento concreto delle tasse per aumentare i salari, che le istituzioni devono essere ammodernate cominciando col cambiare la Costituzione. Lo dice da quando è sceso in campo, il Cavaliere.
E quelli come Veltroni gli hanno dato sempre addosso. Lo hanno schernito. Sfottuto. Perseguito. Perseguitato. Gli hanno dato di buffone. A noi elettori invece hanno detto che il centrosinistra, nella sua composizione unionista (dal PdCI di Diliberto all’Udeur di Mastella) era la Salvezza, che non era un cartello elettorale o un caravanserraglio brancaleonesco unito solo dall’antiberlusconismo, ma che c’era un programma “serio” e puntuale che ci avrebbe resi tutti più felici. Hanno detto che le tasse erano belle, anzi, bellissime, e che solo aumentando quelle si potevano risanare i conti.
Ecco, oggi Veltroni scopre che aveva ragione Berlusconi. Ma non lo ammette esplicitamente. Lo fa a modo suo. Velatamente. Subdolamente. Scappa dai comunisti, dice di voler abbassare le tasse e cambiare le istituzioni, ma poi fa apologia del governo Prodi, quello appena appena miseramente caduto, quello che è imploso a causa dei troppi dissensi interni, quello che NON ha risanato i conti, NON ha spinto il pil, quello che in due anni non ha realizzato nessuna delle cose che aveva promesso in 281 pagine di librone elettorale.

Ha ragione Veltroni. Come dargli torto, a Walter.
“Loro”, cioè il centrodestra, sono sempre gli stessi. Hanno le idee chiare da sempre. (questo non vuol dire chiudere gli occhi e vedere ciò che non esiste, ovvero, non si può dire il falso sostenendo che tutto sia andato come doveva andare e dicevano sarebbe andato)
“Noi”, cioè il messianico Partito Democratico, siamo il cambiamento. Obbligato, dai fallimenti del lontano come del più recente passato. Il cambiamento non è una scelta per Veltroni: è una conseguenza. Quasi morale. Assolutamente vitale. Ma è un cambiamento che passa attraverso anni di ipocrisie e di bugie e di disinformazione. Un cambiamento che però non passa per un rinnovamento della classe politica che dice di volerlo sostenere: sono le facce di sempre. Di quelli che fino a ieri stavano con Prodi, MA ANCHE senza, perchè in fondo…è meglio.

Mi viene quindi in mente un vecchio adagio: chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova.
In sintesi: meglio affidarsi a chi tenta di rinnovarsi strutturalmente per attuare ciò che da sempre pensa e dice, piuttosto che ad una gang di tassassini che fino ad oggi parlava in un modo e che da domani si ripromette di trasformarsi in qualcosa che non è mai stata!

Il centrosinistra è morto.
Ne danno il triste annuncio i suoi (non più)cari.

Dopo anni ed anni di risse, notti dai lunghi coltelli, litigi fra parenti serpenti e inciuci elettorali, finalmente ci siamo liberati (forse) della più manifesta delle ipocrisie politiche di tutti i tempi.
Chi non si era chiesto come potessero andare d’accordo anime moderate con quelle radicali del massimalismo veterocomunista? Chi non si era mai, per un attimo, stupito dell’inconsistenza programmatica degli annunci demagogici recitati ad arte dagli esponenti dell’ex Ulivo/Unione per i quali l’unica sintesi possibile era il “tutto e il suo contrario”?

Oggi se ne rendono conto anche loro, gli stessi che per anni ci hanno riproposto la favola del centrosinistra.
Per primo Veltroni, il quale ha annunciato che alle prossime elezioni il Partito Democratico correrà da solo, sia alla Camera che al Senato, mettendosi alle spalle le antiche alleanze coi comunisti della “Cosa Rossa” (i quali a loro volta ringraziano)!

Bene, ma allora…perchè quando Berlusconi diceva che dietro Prodi (ieri come oggi) c’era soltanto una coalizione arraffazzonata unita soltanto dalla brama di potere e dal sentimento antiberlusconiano, nessuno gli ha voluto credere?
Può darsi che lo stesso discorso possa farsi anche per il centrodestra, ma…per Dio, perlomeno, la CdL ha dimostrato nonostante tutto di saper stare unita per cinque anni e di poter finire una legislatura portando avanti alcune riforme!

Comunque…a me fa giusto sorridere l’idea che, quelli che fino a poche settimane fa si ritenevano i “salvatori della Patria”, nei prossimi mesi si scanneranno senza esclusione di colpi addossando gli uni agli altri le responsabilità del fallimento del governo appena caduto!

Al che, ad una persona di buon senso viene da pensare: perchè mai dovrei star dietro a chi nonostante l’evidenza dei fatti ha continuato a perseverare nell’errore cercando pure di prendermi per i fondelli dicendomi che andava tutto bene, mentre sapeva chiaramente che le cose stavano in tutt’altra maniera?!

La sinistra ha bisogno di molto più di due mesi per riformarsi o trasformarsi del tutto.
Ma è già un punto di partenza che qualcuno si sia accorto che ormai l’avventura inciuciona del centrosinistra è definitivamente finita.

…forse…(con Veltroni, mai dire mai, piuttosto “ma anche…”)!

Partiamo da questo assunto: non esiste una legge elettorale perfetta. Altrimenti non se ne cambierebbe una ogni volta che ci si accorge che quella precedente non va più bene o non torna più comoda. Compreso il cosiddetto “porcellum”: non è perfetta. Ma neanche da buttare. E soprattutto non da imputare ad essa legge l’instabilità del governo Prodi.
Forse non tutti lo sanno, ma l’attuale legge elettorale ha garantito all’Unione di avere una discreta maggioranza di sicurezza alla Camera, seppure il professore avesse battuto il cavaliere per soli 24mila voti (roba che in Germania si sono accordati destra e sinistra nonostante un divario molto, ma molto più ampio dello 0,06%); non solo, ma ha anche garantito al sinistra-centro di ottenere la maggioranza perfino al Senato, per il quale invece aveva ricevuto centinaia di migliaia di voti in più il centrodestra dell’odiato Berlusconi. Poichè però non era possibile ribaltare del tutto il risultato elettorale è stato impossibile garantire a Prodi un numero di senatori superiore a quelli che realmente gli spettavano, compresivi del premio di maggioranza regionale (per come voluto dall’allora Pres. della Rep. Ciampi).

Già nello stesso mese di aprile del 2006, all’indomani delle elezioni e alla luce della palese instabilità numerica (oltre che quella presunta politica), il centrodestra propose un governo di larghe intese. Lo stesso per cui ieri venivano sbertucciati ed al quale oggi giustamente si oppongono.
Dico “giustamente si oppongono” perchè evidentemente Prodi e compagni erano convinti che si potesse governare anche con i numeri che gli aveva garantito questa tanto vituperata legge. Mai cambiata, peraltro, in oltre 18 mesi di legislatura!

Traiamo allora le dovute conclusioni.
Difficilmente una legge elettorale garantisce stabilità. Può forse rendere aritmeticamente le cose più semplici (se in senso maggioritari - ma anche meno aderenti alla realtà, perchè non conta più tanto il numero di voti singolarmente contati, bensì vale un meccanismo di calcolo astruso che assegna il “premio di maggioranza”), ma è inevitabile che sia soltanto un buon accordo politico l’unico viatico alla tenuta di un esecutivo e della maggioranza che lo sostiene!
In passato, e con ben altre leggi elettorali in vigore, sono caduti ben oltre 50 governi in 50 anni. E lo stesso governo Berlusconi, quello della maggioranza plebiscitaria in Parlamento, ha avuto grosse difficoltà a riformare il Paese, proprio a causa dei dissensi interni alla coalizione.

Dunque: da fastidio sentir dire che tutto ruota attorno ad una legge elettorale. Perchè sappiamo bene tutti che non è quella che garantisce al Paese la stabilità di cui un governo necessita per compiere la sua azione legislativa senza interruzioni.

Sarebbe meglio semmai sentir parlare di elezioni con la proposta di governi forti, decisi a spendersi fino all’ultimo per la risoluzione dei mali dell’Italia. Chi ci sta, bene, altrimenti ciao.
Invece no! Oggi va di moda il governicchio delle larghe intese. Che dovrebbe fare quello che in 50 anni nessuno ha avuto il coraggio di fare…perchè pur di stare al potere non ha voluto scontentare o far incazzare troppo nessuno.

Forza, allora! Elezioni! Governo coraggioso! E avanti con le Riforme!
Destra, sinistra…che importa?!
Certo, il centrosinistra ha dimostrato di saperci stare proprio poco al governo, ma dovesse rivincere mi augurerei lo facesse con serietà, mettendo da parte l’antiberlusconismo ed evitando la contrapposizione “noi buoni” “voi cattivi”.
Detto questo…spero che dalle urne esca stravincitore il centrodestra. Al quale auguro la maggior responsabilità possibile per rifondare veramente questo Paese allo sbando.
Se poi qualcuno, da sinistra, si sentirà abbastanza maturo e intelligente da appoggiare quelle riforme (ieri affossate e oggi tornate sulla bocca di tutti - leggasi modifiche alla Costituzione in senso federalista), beh…che lo faccia.

Torna la sinistra di piazza. Che si era persa nelle sale di governo.

Curioso. Tornano al pacifismo proprio ora che c’è puzza di elezioni.

Cosa non si farebbe per mantenere la cadrega. Prima si vaneggi in campagna elettorale per arrivare a sedercisi. Poi la si difende anche se coerenza vorrebbe ci si alzasse. Infine, quando non ci sono più speranze di rimanervi per colpa d’altri, beh, si ritorna all’antico.

Chissà se anche stavolta troveranno il sostegno del popolo della Pace. O meglio: il popolo dei coglionati dai politici per la Pace.

Che intende dire Veltroni quando dai suoi pulpiti evoca la necessità di un governo di responsabilità in grado di varare le riforme più importanti nel giro di un anno? Ma, soprattutto…e poi? E poi che si fa? Che ne sarebbe di quel governo “salvatore della Patria”?
Lasciamo per un attimo da parte le considerazioni politiche e puntiamo dritti su quelle più squisitamente tecniche, di diritto.
E cominciamo da qui: questo 2008 si celebra il sessantesimo anniversario della Carta Fondamentale del nostro Paese. Molti si stanno spendendo in effusioni, anche un po’nostalgiche, nei confronti della Costituzione della Repubblica; in troppo pochi ancora la osservano con il dovuto occhio critico e si augurano un suo prossimo rinnovamento. Ma insomma, tutti ne parlano.
Si conviene, però, che quando si discute o ci si riempie la bocca di qualcosa, se ne conoscano al meglio i contenuti, altrimenti è inutile farlo. Capita, ovvio, che al bar ci si azzuffi convinti, ognuno per la sua parte, di poter affermare con sicurezza lapalissiana il sesso degli angeli. Ma sono e rimangono chiacchiere da bar, per le quali non sono richieste grandi conoscenze.
Cosa diversa e più trista è vedere chi guida o vorrebbe guidare le nostre istituzioni parlare a vanvera e senza criterio.
Terminando qui i giri di parole: proporre un governo “a progetto” è quanto di più incostituzionale possa pensarsi. Oppure è una (l’ennesima) presa per i fondelli. Demagogia allo stato puro.

Il perchè è presto detto: l’articolo 67 della suddetta Costituzione parla chiarissimo: i membri del Parlamento esercitano le loro funzioni SENZA vincolo di mandato.
Pensare quindi ad un esecutivo che nasca col preciso scopo di realizzare “a termine” alcune riforme e che poi si sciolga istantaneamente, equivale a porsi un vincolo di mandato e di conseguenza a porsi contro la Costituzione.
Per una soluzione del genere, logica vorrebbe, si sciogliessero le Camere e si indicessero elezioni non per la nomina di parlamentari, bensì di Costituenti che si dedicassero solo ed esclusivamente a quelle riforme. Ma sempre dalle elezioni bisognerebbe passare.

Poichè, però, nonostante tutto, confidiamo ancora in quel briciolo d’intelligenza rimasta nelle fragili cavità celebrali dei nostri politici, viene meglio credere che tutti ’sti gran bei discorsi sulla necessità di evitare che con le elezioni si precipiti il Paese negli abissi dell’ingovernabilità, celino in realtà soltanto la fame di potere che questa sinistra vorrebbe mantenere (leggasi le circa 600 nomine importantissime che di qui a breve andrebbero fatte proprio dal governo per enti più o meno decisivi della vita economica del Paese). Ve li immaginate voi un Fassino, un Rutelli, un Diliberto che tra un anno, e altri 12 mesi di buchi nell’acqua, si accomodano fuori dalle scatole alzando le chiappe dalle cadreghe parlamentari?
Andiamo…sappiamo di chi stiamo parlando! Di gente che nel ‘98, dopo aver visto e fatto cadere il primo governo Prodi, si sono inventati altri 4 governi privi di legittimazione popolare!!!!

Che ci vengano a chiedere di accettare una situazione simile (perchè così sarebbe) è veramente da sciocchi.
Per questo non bisogna cedere al canto di queste sirene, perchè come ogni sirena che si rispetti, porta solo a guai senza fine.

…sarebbe meglio che certe persone non parlassero o che almeno evitassero di dire certe idiozie.
L’ultima l’ha sparata Max d’Alema. Con apprezzabile sprezzo del…ridicolo. Cito: “serve un governo per salvare l’Italia”.
Ora, la domanda che viene da porsi per prima è: ma non doveva essere già quello di Prodi, il governo che doveva salvare l’Italia? Con che razza di credibilità personale, prima ancora che politica, gli stessi che hanno palesemente FALLITO su tutta la linea (per l’ennesima volta, come dieci anni esatti fa) si presentano ancora alla gente proponendogli di accettare un nuovo esecutivo, composto dalle stesse facce di bronzo, destinato a fallire anch’esso nel giro di breve tempo?
Si parla di un famigerato “senso di responsabilità” come due anni fa si parlava di “serietà al governo” senza ben sapere di cosa effettivamente si trattasse.
Parole al vento, che calzano perfettamente nei discorsi di demagoghi senza pudore nè rispetto per le intelligenze altrui.
Va bene credersi “i migliori”, ma continuare a riempirsi la bocca di vanagloria dopo che la realtà gli ha sbattuto in faccia quanto in verità non lo siano, beh, ha del patologico.

Senso di responsabilità“…ma di che responsabilità parlano poi?!
Forse si riferiscono a quella che hanno mancato di avere in questi diciotto mesi di governicchio? Quella di cui si sono disinteressati durante questo anno e mezzo di indecisionismo paralizzante e imbarazzante?
Chissà, forse parlavano della responsabilità che hanno dimostrato di non possedere come qualità e valore aggiunto in tutti i conflitti sociali che hanno aperto, compreso quello che ha prodotto la frattura più grave nel Paese, diviso da questi mestieranti della politica in buoni e “berlusconiani”, di cui i primi sarebbero gli illuminati elettori progressisti e i secondi i peones pecoroni del “nano di Arcore”?

“Senso di responsabilità”…lo scoprono oggi. Dopo che hanno mentito sapendo di mentire spudoratamente sulla reale situazione del “sistema Italia” prima delle elezioni e successivamente alla “presa” delle istituzioni pur alla luce del pareggio-sconfitta dell’aprile 2006! Lo scoprono oggi, quando fino a ieri ne avevano fatto benissimo a meno!

Ridicoli. Peggio: volgari.

Ecco…per senso di responsabilità, sarebbe meglio se si tornasse alle urne!
Non c’è altra soluzione possibile.
La riforma della legge elettorale, di questa legge elettorale, è solo una scusa: il tanto vituperato “porcellum” ha in realtà permesso a Prodi di conquistare il Senato, sebbene l’Unione avesse per la Camera Alta della Repubblica Italiana centinaia di migliaia di voti in meno della CdL. La vera “anomalia” ha semmai da trovarsi nella imprevedibilità che suscitò il risultato elettorale, con la rimonta straordinaria del Cavaliere e la relativa perdita di appeal dell’armata brancaleonesca del professore. Che oggi non a caso paga dazio. Alla Storia, prima di tutto!

Smettiamola con le ipocrisie. Anche perchè nessuno è disposto a turarsi il naso di nuovo o a sopportare un repeat del quinquennio ‘96 - 2001 in cui, con formidabile dimostrazione di attaccamento alla poltrona, si succedettero ben quattro (dico 4) governicchi di centrosinistra.

“La serietà al governo”…non stava di casa.
Per senso di responsabilità si segua l’unica strada che ridarebbe un minimo di dignità a questa politica deludente e seriamente compromessa di fronte all’elettorato: al voto!

Capiamo le paure di una sinistra a pezzi che rischia di andare in frantumi a causa di una sconfitta più che devastante, ma per le loro IRRESPONSABILITA’ non può rimetterci tutta l’Italia.

Non importa per mano di chi, non importa come. Il governo Prodi è caduto. Gaudium Magnum! Ma col novello e un po’improvvisato Sansone son caduti o cadranno tutti i filistei del centrosinistra. A partire da quel PD tanto voluto quanto rivelatosi deleterio. E chissà se c’è già qualche rimpianto tra i suoi fondatori. Avessero dato retta a qualunque persona con un minimo di sale in zucca avrebbero capito subito che, presto o tardi, avere due attori protagonisti nello stesso teatrino avrebbe portato a una crisi piuttosto che trasformarsi nel propulsore dell’azione politica in senso progressista.
E’ andata com’è andata. Chi è causa del suo mal pianga sè stesso. E poichè di male ne è stato fatto tanto, assisteremo a un’alluvione di lacrime…da coccodrillo!

Il problema dell’Unione? C’è l’imbarazzo della scelta.
Coalizione sgangherata, alleanze degne della peggior bruttacopia dell’armata Brancaleone, un meltingpot ideologico culturale che era inevitabile impazzisse. Ma come dimenticare la presunzione con cui i partiti del centrosinistra si presentavano come gli unici in grado di salvare l’Italia. Senza scordare, ovviamente, l’odio contro Berlusconi che li ha praticamente accecati così da impedirgli di constatare la reale realtà (scusate il bizzarro giuoco di parole).
Arriviamo così al punto: come dice il prof Ricolfi (stimato professore all’Università di Torino, sociologo, nonchè uomo dalle ispirazioni dichiaratamente progressiste) in un intervista di oggi pubblicata sul Corsera, l’errore più grave commesso da Prodi e i suoi sostenitori, fu sicuramente quello di usare la menzogna come scorciatoia per la riconquista del potere.

Fu l’errata analisi del “sistema Italia” che ha portato a questa crisi di governo. Nient’altro. Partendo da presupposti sbagliati (perchè non capiti o perchè volontariamente non compresi) non sono state affrontate le vere necessità del Paese, bensì tutto è stato compiuto tenendo conto più delle esigenze elettoralistiche e partitiche che delle concrete falle di cui il cittadino comune chiedeva soddisfazione.

Prodi è caduto, insomma, perchè le bugie hanno le gambe corte e perchè l’acredine verso l’avversario politico non può bastare nemanco per tirare a campare al governo. Puntare tutto sulle spaccature sociali credendo che tutto sarebbe stato giustificato per paura del ritorno del Cavaliere ha prodotto disastri. Ma anche una certezza.

Domani, possiamo sperare in qualcosa di buono.
Lo dico mentre in molti già pensano che tanto non cambierà niente, chè destra e sinistra sono in fondo la stessa cosa.
Può darsi; come può darsi che da questa iattura di una politica resasi antipatica non tanto per gli sprechi e i privilegi quanto perchè sprechi e privilegi non sono giustificati da un’efficace azione di governo, qualcosa di buono si sia pure imparato!
A partire dall’idea che è inutile vincere le elezioni con l’inganno (non nelle promesse, che di quelle ormai sappiamo quanto possiamo fidarci, ma proprio nelle analisi della situazione contingente) per poi ritrovarsi dopo poco a piangere sul latte versato, con sondaggi impietosi e la gente che per strada non chiede altro che la testa degli ipocriti incoerenti da cui sono stati beffati e traditi.

Al contrario: oggi sappiamo tutti quello che c’è da fare per risollevare le sorti del nostro Paese. Sappiamo di quali politiche abbiamo bisogno e quali sono i “mali” da affrontare per primi in una scala di priorità che va dagli interessi economici a quelli culturali passando per le questioni civili.
Chiunque uscirà vittorioso dalle prossime elezioni, quindi, se non è un idiota con tanto di certificato medico, difficilmente potrà sbagliare.
Non dico che il prossimo esecutivo con la sua maggioranza parlamentare sarà in grado di trasformare l’Italia nel Bengodi! Ma almeno avrà l’occasione di recuperare il credito di fiducia che i cittadini hanno investito nella politica e che quest’ultima s’è praticamente sputtanato nello stallo indecisionista degli ultimi anni (compresi quelli del precedente governo di centrodestra).

L’altra “cosa buona” che possiamo scorgere in tutto questo monnezzaio sta innanzitutto nel fatto che ormai abbiamo capito tutti, o quasi, che la sinistra è inadatta a stare al governo; ma poi, anche nel fatto che, ed è di tutta evidenza ora come ora, quando si parlava di Prodi come “il meno peggio” ci si sbagliava di grosso…perchè si è dimostrato il “molto peggio”.
Piacendo o non piacendo il centrodestra si era almeno dimostrato coeso sotto il profilo istituzionale sotto la guida di Berlusconi e di riforme, piacendo o non piacendo anch’esse, ne aveva fatte.
Fin’oggi invece siamo stati tutti ostaggio dei ricatti e delle ripicche dei piccoli partiti della maggioranza verso i più grandi e dei secondi verso i primi.

Per questo voglio essere ottimista e mi auguro che a nessuno venga in mente di legare ancora per molto il paese a lacci e lacciuoli che lo tengano fermo in attesa di una legge elettorale sulla quale non è stato trovato un accordo e che non sono stati in grado di cambiare in due anni (a dispetto delle roboanti dichiarazioni pre-elettorali) e che, peraltro, aveva garantito a Prodi, si…proprio a lui, di andare al governo nonostante la palese sconfitta (politica e matematica) alle urne nell’aprile 2006.

Domani è un altro giorno…speriamo! E speriamo che il centrodestra lo sappia sfruttare. Non con la presunzione di avere la ricetta della felicità di prodiana memoria, ma semplicemente con la convinzione che solo con unità e responsabilità si possono davvero cambiare le cose.

Come si fa a non affezionarsi a quel pacioccone di Romano Prodi?
In fondo, lui sta cambiando l’Italia…lasciamo stare in cosa, ma, per Dio, la sta cambiando.
E poi…ma ci ricordiamo del precedente governo? Quante ne ha combinate Berlusconi assieme ai suoi peones?

Meno male che è arrivato il centrosinistra (o sinistracentro che dir si voglia).
Finalmente ora sappiamo che c’è qualcuno che si prende cura di noi cittadini.

Infatti…a differenza che in passato…

…i prezzi sono tenuti rigidamente sotto controllo e il governo è in grado di calmierarli.
…la benzina costa molto meno che nel 2006 e soprattutto, quando il costo del barile scende ce ne accorgiamo subito alla pompa.
…i consumi volano perchè l’economia è decisamente ripartita.
…grazie al cielo lo Stato non è più il pachiderma burocratico sprecone di qualche mese fa.
…e poi il precariato non c’è più, perchè non c’è più la legge Biagi.
…la scuola adesso si che funziona bene! Sforniamo grandi eccellenze dalle nostre classi.
…per non parlare della sicurezza: non si sente più parlare di rapine in villa o di rom che mettono in sacco le città.
…ma soprattutto, come si fa a non vedere la differenza sulla Giustizia? Tiro tutti i giorni un sospiro di sollievo nel vedere come funziona a gonfie vele e come i magistrati sono tornati ad essere indipendenti e per come sono stati sciolti i perversi intrecci tra politica e magistratura. Da un anno e mezzo a questa parte regna una splendida pax istituzionale.
…ora poi siamo un vero paese europeo: anche noi abbiamo fatto le dovute conquiste di libertà civili che fino a poco tempo fa invidiavamo al resto d’Europa. Pacs o Di.Co. abbondano…puniamo perfino l’omofobia come atto discriminatorio.
…e l’economia? ci ricordiamo o no che eravamo sull’orlo del baratro? peggio che nel ‘92! Non eravamo più italiani con Berlusconi, ma la bella copia degli argentini. Oggi invece galoppiamo spediti alle calcagna della Spagna come una delle economie più forti del vecchio continente.
…dai, ma ve lo sareste mai immaginato che la pressione fiscale sarebbe diminuita con Diliberto e Visco al governo?! mica come diceva quell’arcigno cavaliere, che i comunisti ci avrebbero messo in ginocchio!
…quest’anno abbiamo le tredicesime più alte di sempre e potremo tutti comprare regali a iosa.
…ci sono molti meno poveri oggi che in passato, lo dice l’Istat.
…ma guardiamo anche alle questioni istituzionali: con Prodi presidente del Consiglio non è più necessario ricorrere ai voti di fiducia che esautorano il Parlamento delle sue prerogative! E la finanziaria non viene più licenziata all’ultimo secondo utile e in una sola battuta, con maxiemendamenti deleteri per la discussione politica e il confronto maggioranza/opposizione.
…anche a livello di stabilità politica, oggi siamo messi molto meglio. Abbiamo un premier che non è il cabarettista che era Berlusconi; e con la sua verve carismatica e la sua vitalità riesce a tenere unita la coalizione su qualunque questione senza troppi problemi.
…perfino le grandi opere stanno andando a gonfie vele. Abbiamo una rete di infrastrutture da fare arrossire il mondo intero. Ma solo quelle che non danneggiano l’ambiente e trovano il pieno appoggio delle comunità locali! Infatti la Tav mica si farà in Val di Susa…e quei cittadini hanno fatto benissimo a votare il centrosinistra, altrimenti con Calderoli ancora in parlamento volevo ben vedere se invece non sarebbero stati ancora messi a tacere dai manganelli della celere!
…parliamo di sport: oggi abbiamo stadi più sicuri! e nel nuovo clima di pace sociale i tifosi non si scontrano mai.
…e a proposito di pace sociale…per fortuna non siamo più attanagliati dagli scioperi che giustamente i sindacati indicevano contro i macellai del precedente governo: ora va tutto molto meglio!
…e che dire della nuova politica estera? non siamo più gli asserviti peones degli USA. E all’Onu ci opponiamo tutte le volte alla guerra in Iraq. In Libano, poi, le nostre truppe stanno facendo un ottimo lavoro a difesa di Hezbollah, che mi pare siano i buoni a detta della sinistra, quindi io le credo!

Insomma…di sicuro avrò dimenticato qualche altro buon motivo per andar fieri di questo governo e se volete aggiungerne voi fate pure…ma penso basti così perchè altrimenti…il troppo stroppia!

Sta di fatto che siamo tutti in grado di vedere una cosa…
…come diceva il buon Romano in campagna elettorale…”c’è una bella differenza”…

Buona giornata a tutti…

PS: come dite?! tutto quello che ho scritto poco sopra è un’alluvione di cazzate?! Ma dai…io le ho prese tutte da Repubblica.it…eheheh…

La fonte è il ministero delle attività produttive. Al sito in cui è riportato lo schema potete arrivare semplicemente clikkando sull’immagine.

In tempi di vacanze, partenze, viaggi e ritorni è più che naturale buttare un occhio su quanto ci costerà prender la macchina per raggiungere il meritato riposo.
E come al solito è un salasso.

La cosa “curiosa” (?) è che rispetto al passato niente è cambiato.
Eppure…ci avevano detto altro…

Una mega stronzata, fondata sull’errata presunzione ideologica d’aver diritti che in realtà non esistono!

Per quanto Sabina Guzzanti e i suoi colleghi “martiri” del regime berlusconiano strepitino da ogni pulpito rifacendosi all’articolo 21 della Costituzione, esso, che gli piaccia o no, tutela la libertà di ogni individuo di manifestare a proprio piacimento il proprio pensiero, MA…ma non impone doveri a terzi obbligandoli a dare lo spazio necessario a quelle voci. Eppure, tra quei martiri vige quella profonda convinzione interiore per cui a loro è tutto dovuto e nulla può essere sottratto. La tivù era il loro giocattolino e lo usavano come più gli piaceva; vederselo portare via è stato traumatico. E in pieno sconvolgimento mentale hanno perso di vista la realtà delle cose. Hanno gridato al regime, alla dittatura, senza rendersi conto che non poteva esservi nè regime nè dittatura che avrebbe mai permesso loro di esprimersi in quei termini. Di più: oggi, che tutto è cambiato, che Berlusconi non è più al governo, ma ivi ci sono gli amici dei martiri di ieri, quelli che giravano in tondo assieme a loro, i comunisti e i finti moderati di sinistra, e la Rai (soprattutto) non è più “di proprietà” del Cavaliere, nulla è cambiato. Scusate il gioco di parole, ma se ieri c’era un regime e attualmente non è cambiato niente, allora logica vorrebbe che anche oggi ci fosse qualcuno che si preoccupasse per la deriva totalitaria del governo Prodi.

Ma non è così.
Il che ci riporta alla tesi di partenza. Ovvero, che la televisione era un mezzo per diffondere il proprio credo ideologico. Ora che invece quel credo dovrebbe ben essere rappresentato dagli attuali governanti…è meglio non sollevare troppe questioni, che tra compagni ci si aiuta, mica ci si fa fare figure di merda!

Questo è un esempio, ma è anche la storia politica della sinistra.
Bravissima a fare opposizione sparando parole al vento nella speranza che qualcuno le raccolga e se ne convinca; bravissima a martellare la gente con argomentazioni campate per aria e prive di fondamento finchè quella stessa gente non riesce più a distinguere il vero dal non-vero; bravissima a delegittimare l’avversario e quel ch’è peggio, a strumentalizzare la democrazia che in realtà sta per prima violando.
Bravissima a criticare, ma poi…in concreto…
Sembra stupido, ma citare la Costituzione a corrente alternata, alias, quando fa più comodo, è il modo peggiore di vivere la democrazia. Parlare dell’articolo 21 sostenendo che “democrazia e censura (quella che hanno in testa loro) non possono convivere”, dovrebbe valere tanto quanto parlare dell’articolo 49 e il 56 per cui ogni individuo ha il diritto di associarsi in parito e di essere eletto. Delegittimare un uomo che ha tutti i requisiti giuridici, ma forse non quelli ideologici di sinistra (poichè troppo ricco?!) non può stare assieme alla vera cultura democratica di un paese.

Eppure, una stronzata dietro l’altra, la sinistra, coi suoi comici esponenti è riuscita a realizzare una “guerra civile strisciante” nel Paese, spargendo d’odio ogni singola azione e giornata del suo avversario politico.
Ecco il nemico: Berlusconi. Ed ecco che per farlo fuori si è disposti a tutto…anche a dire una falsità dietro l’altra!
A quanto pare, hanno imparato bene la lezione di Michael Moore: prendi spezzoni di immagini e le monti ad hoc, per come ti servono; ne fai un bel documentario e lo dai in pasto agli invasati dall’odio personale contro Berlusconi.
E il gioco è fatto…

Ecco a voi…Viva Zapatero. Il fallimento della cultura democratica italiana!