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Sulla questione rifiuti si possono evidenziare tre fronti:

  1. c’è chi sa benissimo quale potrebbe essere la soluzione, ma quale che sia non la vuole vicino casa sua.
  2. c’è poi chi sa benissimo qual è la soluzione e, considerando l’emergenza, l’accetta come tutti i suoi concittadini d’Italia.
  3. c’è infine chi si batte contro ogni soluzione proposta.
  • come “sotto-fronte” del numero 3, se vogliamo, possiamo ancora distinguere tra:
  1. a) chi non propone nessuna alternativa opponendo solo e soltanto un decisivo “NO”.
  2. a) chi invece si sforza di pensare a qualche altra soluzione.

Ora, a Napoli e in Campania è evidente che spopolano quelli del fronte numero 1. Egoisticamente comprendono la gravità della situazione, ma non sopportano l’idea che gli “altri” si siano stancati di gestirla inutilmente.
Puntualmente, dopo i primi provvedimenti tampone (che di solito consistono nel pagare salassi a paesi come la Germania che trasformano i rifiuti campani in oro colato; oppure smistare quei rifiuti nei centri di stoccaggio delle altre regioni), basta lasciar passare qualche mese che le strade si ri-riempiono di monnezza.
Con grande intelligenza, poi, c’è chi si scorna contro discariche ed inceneritori, ma poi fa della sua città una discarica e un inceneritore (senza filtri) a cielo aperto, mollando sacchi e sacchetti a coprire i marciapiedi e dandogli pure fuoco.
Raccolta differenziata, manco a parlarne; termovalorizzatori, manco a parlarne; discariche, non se ne vogliono manco a parlarne altrimenti scateniamo una guerriglia.
Il risultato è che si avvicina l’estate e tonnellate di monnezza se ne stanno placide a decomporsi vicino scuole, palazzi di straordinario interesse artistico (oggi evidentemente deturpato), case di poveri-cristi che si trincerano dietro le finestre chiuse…col fortissimo rischio di un aumento della tossicità e degli olezzi che il calore umido e afoso dei mesi di vacanza sicuramente scateneranno.

La soluzione? Quella scelta dal governo.
Apertura di nuove discariche (perchè i rifiuti dei campani devono rimanere in campania come quelli dei toscani rimangono in toscana); costruzione di termovalorizzatori (per il loro incenerimento affiancato dalla produzione di energia e calore da riutilizzare); bonifica di vecchi siti per riqualificarli o renderli nuovamente funzionanti e funzionali; serrata incentivazione alla raccolta differenziata.
Son sacrifici, ma si possono accettare. Anche perchè è così ovunque in Italia; è così ovunque nel mondo.
Questi erano quelli del fronte numero 2!

Rimangono ora quelli del fronte numero 3!
I categorici del NO assoluto.
Per questi (fronte numero 1 a) ) gli inceneritori ammazzano, le discariche non possono da sole risolvere il problema e, sobillati dai soliti noti colorati di verde, si limitano a parlare di raccolta differenziata.
Bene! Anzi, male.
Intanto perchè gli inceneritori non c’entrano niente, perchè si parla di termovalorizzatori di ultima generazione; ma poi perchè oltre la differenziata deve pure esserci qualcosa. Non tutti i rifiuti si possono riciclare.

E qui entrano in gioco quelli del fronte numero 2 a)!
Quelli che stanno a leggere il blog di Beppe Grillo, per capirci.

Sfoglio in rete per cercare qualche informazione in proposito e, dopo le solite giaculatorie contro i termovalorizzatori leggo le possibili alternative.
Cito:
1 - Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)
2 - Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
3 - Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato
4 - Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione
(su cui pure si sono aperti due fronti)
5 - In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:
- il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato
- il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare
- il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica
6 - La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari.

Tutte cose mirabili, certo. Va anche apprezzato lo sforzo.
Quello che però non dicono (non dice, il Grillo) è che comunque non si può prescindere dai termovalorizzatori, dal momento che gli impianti di bioessiccazione non fanno altro che ridurre il peso dei rifiuti non riciclabili (perchè gli sottraggono l’acqua), ma non li possono distruggere, rendendo così necessari ulteriori siti di stoccaggio per queste nuove “eco-balle” che andrebbero perciò a riempire le nuove discariche che si dovrebbero perciò costruire.
Il resto dei punti che rappresenterebbero la soluzione alternativa sono già adottati.

Si può chiedere un incremento dello sforzo nel seguirli con maggiore incisività, ma ci sono soluzioni non rimandabili, perchè non hanno grandi alternative.
Ma anche perchè non sono così pericolose come vengono definite.

Sempre sul blog del Grillo appare una ricerca di oltre 400 istituti che constaterebbe l’aumento dei tumori nei centri abitati nei pressi dei termovalorizzatori.

A parte che appare un po’ la stessa solfa di quando ci volevano far credere all’elettrosmog, ma soprattutto non tengono conto che vi sono paesi e città che potrebbero benissimo esser prese a modello.
Vienna è una di queste: si accinge a costruire il suo quarto termovalorizzatore.
Uno di questi poi è famosissimo.
Sta in centro città e non ha mai sollevato alcuna protesta.

Le pregiudiziali ambientaliste ed ecologiste, quindi, sono, come volevasi dimostrare, il vero freno alla soluzione di tanti dei problemi italiani.

Dai rifiuti al nucleare, si alza forte il coro di “no” che sta letteralmente paralizzando il Paese.

Non capisco: cosa vogliono?
A Napoli e in Campania nessuno vuole le discariche in cui stoccare i rifiuti di napoletani e campani.
In Italia esistono ancora pregiudiziali contro l’energia pulita prodotta con acqua e uranio, e c’è gente che preferisce stracciarsi le vesti per veder realizzato il loro sogno di “piantagioni” di pali eolici e “tappezzamenti” di celle fotovoltaiche.

Sobillati da una pletora di personaggi ottusamente schierati, ci sono migliaia di persone che si sono fatte coinvolgere dal masochismo ambientalista.
Intanto però i rifiuti sommergono Napoli e tutta la Campania soffre dello stesso dramma.
Intanto però l’Italia si accolla miliardi e miliardi di bolletta energetica ogni anno a causa della nostra incapacità di recidere il cordone ombelicale dai paesi produttori di petrolio ed energia elettrica che ci tengono praticamente per le palle.

Schierano cassonetti e sfilano con striscioni da cui traspare inequivocabile la loro risposta ad una qualunque proposta: NO!
NO a tutto.
No alle discariche; no ai termovalorizzatori; no alle centrali nucleari di ultima generazione…
Preferiscono rimanere così, a metà strada tra il sogno e la realtà impossibile.

Come si può immaginare di continuare ancora a negare il proprio benestare ai siti di stoccaggio di rifiuti che non possono esser gettati semplicemente nel Vesuvio e non se ne parli più? Perchè continuare ad accettare una situazione simile? Perchè continuare ad accettare che la camorra faccia ancora affari indisturbata in uno dei settori per essa più redditizzi? Perchè continuare ad aspettare che siano altri a risolvere i loro problemi?
E noi (altri) italiani, che dovremmo fare (o pensare)? Fregarcene? Fare anche noi come fanno i napoletani e opporci ad ogni camion che si presenti con la loro monnezza alle porte delle nostre città pulite?
Che rimangano sommersi dalle loro schifezze, allora!
Questo verrebbe da dirgli.

Oltretutto, qualcuno si preoccupi di educare il popolo campano al consumo: possibile che a fronte dell’emergenza che patiscono sono tra i primi ad accumulare il maggior numero di quintali di rifiuti?

E che dire degli anti-nuclearisti?
Anche per loro il sogno sarebbe quello di glissare la realtà e affannarsi ad inseguire le soluzioni impossibili di eolico e solare.
Preferiscono continuare a vederci alle dipendenze di paesi politicamente instabili, che sfruttano il petrolio come strumento di controllo e di ricatto verso l’Occidente; preferiscono che l’Italia rimanga stratta in assedio da Russia o Iran o Libia che per farci una mezza ripicca per ottenere più soldi possono lasciarci col culo per terra e all’adiaccio.
Non capiscono che il nucleare può essere la soluzione anche per le tante crisi politiche e militari mediorientali? Oggi la penisola arabica vive solo e soltanto di petrolio. Con tutte le conseguenze che ne derivano.
Ebbene, perchè non si capisce che solo uscendo da questa dipendenza possiamo anche evitare i conflitti che finora si sono succeduti per il predominio del controllo del mercato degli idrocarburi?

E con l’inquinamento? Come la mettiamo?
Dicono di preferire l’eolico e il fotovoltaico. E quando non c’è vento? O quando non c’è il sole?
Ma poi: lo sanno anche i bambini che per ottenere una quantità di energia sufficiente per allentare la morsa petrolifera che ci attanaglia dovremmo “piantare” pali e specchi coprendo intere regioni, intere campagne, intere montagne, rinunciando così a coltivarle per produrre alimenti o deturpando paesaggi; con la conseguenza, poi che comunque quando non tira vento e quando manca il sole (già dal tramonto quindi) dovremmo comunque affidarci ai vecchi sistemi…

Il nucleare è l’unica soluzione possibile.
Sono passati decenni dal referendum e quindi decenni dal disastro di Cernobyl, ma sono ancora in tanti ad esser rimasti suggestionati dai rischi collaterali oggi più controllabili che ieri del nucleare.
Il problema però è che, mentre “noi” discutiamo di come integrare le varie forme di approvvigionamento energetico (compreso l’eolico e il solare), c’è chi pretende solo la “sua” soluzione (assurda) negando ogni possibilità alle idee degli altri.

Pregiudizi. Sia dai napoletani, sia dagli anti-nuclearisti.
Pregiudizi. Un fronte del NO che sta paralizzando il Paese e nei confronti del quale il governo non deve assolutamente cedere.
In questo caso, come sempre dovrebbe, il bene comune viene prima degli interessi o dei pregiudizi di pochi…

In circa 14 anni, in Campania si sono alternati 6 commissari straordinari. Che avrebbero dovuto risolvere il problema rifiuti, ma che sono sempre tornati a casa con le pive nel sacco. E 2 miliardi di euro in meno…nelle tasche dei cittadini.

Qualunque sia il motivo, siamo di fronte al fallimento della politica e delle persone che la amministrano a livello locale. Non solo: si può solo rimanere basiti innanzi all’atteggiamento della società civile che tutte le volte che si propone una soluzione vi si oppone, aizzata da capipopolo più preoccupati di cavalcare elettoralisticamente il dissenso di chi non vuole che si risolvano i problemi sacrificando il proprio orticello, che della reale e vergognosa situazione.

Camorra e incapacità di governo hanno prodotto questi risultati.
Avanti il prossimo, il settimo, che ugualmente sarà incenerito, bruciato da una burocrazia mastodontica e da un profondo e radicato disinteresse dei politici locali e della gente in generale (che quei politici puntualmente rivota)…ma prego, provi pure!

Dedicato a Travaglio e Grillo.


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