Forse è passata inosservata ai più (o forse mi sono solo auto-suggestionato), altri invece ci hanno fatto caso e ci si stanno già arrovellando sopra, ma stamattina La Repubblica ha pubblicato una notizia decisamente interessante.
Nello stesso articolo in cui ricostruisce, secondo le testimonianze di Spatuzza, i presunti rapporti tra il Presidente del Senato, Schifani, e i boss Graviano, accenna ad un fatto che potrebbe dare la misura all’intero fenomeno del pentitismo: la strage di via D’Amelio, infatti, sarebbe stata decisa addirittura PRIMA di quella di Capaci.
Questa lettura dei fatti farebbe saltare il tavolo, smontando ogni possibilità che il giudice Borsellino sia stato ucciso perchè a conoscenza di una trattativa iniziata subito dopo l’omicidio dell’amico Falcone.
In un colpo solo, cioè, le dichiarazioni di Spatuzza scuotono sia il fronte d’inchiesta sulla presunta trattativa tra mafia e Stato, sia quello sui mandanti della morte di Borsellino.

A questo punto una riflessione è d’obbligo.
C’è troppa confusione tra i pentiti; ognuno dice la sua, la ritratta e a distanza di anni la nega per poi ritirarla fuori diversa.
Nel mezzo, nomi altisonanti di politici e uomini di Stato di primissimo livello e processi in corso in cui si sostiene un’accusa, il concorso esterno in associazione mafiosa, di derivazione giurisprudenziale e mai codificata.
Anche la stampa e i media in generale ci mettono del loro, facendo di tutta questa faccenda un surreale calderone in cui ognuno può cadere e rimanere scottato.

Il tutto, aspettando il colpo di grazia: l’incriminazione del capo del governo, Silvio Berlusconi, da più pentiti individuato come (udite udite) il mandante delle stragi del 1993 a Roma, Milano e Firenze…

[PS: siccome l'argomento è parecchio complicato, sono aperto ad ogni eventuale correzione, perciò...aggiungete le vostre riflessioni!]