Repubblica ci informa che ci sarebbe un altro pentito ad aver fatto il nome di Berlusconi come mandante occulto delle stragi del ‘93, quelle, per intenderci, di Firenze, Milano e Roma.
Il nuovo collaborante si chiama Pietro Romeo e nella più classica delle ricostruzioni, davanti ai pm del capoluogo toscano racconta i fatti in modo indiretto, ovvero, attraverso ciò che gli hanno detto altre persone.
Nello specifico, Romeo sotiene che Spatuzza gli abbia fatto il nome di Berlusconi dopo che lo stesso Spatuzza ne venne a conoscenza grazie alle indiscrezioni dei fratelli Graviano, ai quali gliel’avrebbe nominato qualcun’altro non meglio precisato.
Un giro di chiacchiere davvero superbo, ma, lungi dal voler giudicare anzitempo queste dichiarazioni (che saranno i magistrati a definire attendibili o meno), mi preme far notare un piccolo particolare.
Nell’interrogatorio, il Romeo parla esplicitamente di “un politico” che ordinò le stragi del ‘93 per incentivare l’abolizione del 41bis (un movente decisamente non politico…): non fosse però, che Berlusconi, nel ‘93, non era ancora “un politico” e quando poi lo divenne, quel 41bis che i boss volevano fosse soppresso non solo lo mantenne, ma lo ha pure rafforzato.
Insomma, come previsto il cappio si sta stringendo attorno al collo di Berlusconi, in attesa che a dare lo strattone definitivo sia un altro collaboratore, Gaspare Spatuzza, che deporrà in aula il 4 dicembre per ripetere il nome del Cavaliere e del suo sodale Dell’Utri come mandanti delle stragi del ‘93.
Ma è davvero possibile fidarci di pentiti che per 17 anni tacciono e poi pretendono d’essere ascoltati e creduti per le versioni che danno di fatti raccontatigli da altri?
E intanto il clamore mediatico aumenta…
[Update: della notizia, però, non c'è più traccia in hp...]
[UPDATE 2: non lo dico solo io... Oggi, 25 novembre 2009, sul Foglio, anche Massimo Bordin, direttore di RadioRadicale, esprime i suoi dubbi in merito alle ultime dichiarazioni del pentito Romeo]





















































158 comments
Comments feed for this article
24 novembre 2009 a 12:17
Paolo Marani
Lo status di politico non è certo un indicatore se qualcuno è legittimato ad avere rapporti con la mafia oppure no.
Berlusconi aveva rapporti con la mafia ben prima del 94 quando è entrato in politica. Rapporti indiretti se vogliamo, ma sempre tali sono.
Io non credo affatto a chi dice che fosse il mandante occulto di quelle stragi, ma solo avesse interessi comuni con gli stessi, senza alzare ovviamente un dito per evitarli. Lo “stalliere” Mangano ne fu testimone.
24 novembre 2009 a 12:20
Marco Caruso
@ paolo: questo però è un discorso diverso…
la mia riflessione era sul fatto che un pentito avesse fatto il nome di Berlusconi come mandante delle stragi del 93 appellandolo come “politico”, mentre così non poteva certo esser conosciuto, visto che scese in campo solo un anno dopo (a voler star stretti)…
24 novembre 2009 a 12:36
Anonimo
Queste cose le diceva a suo modo anche bossi nel lontano 93 e 95.
Anche Busca aveva già fatto il suo nome ma non era stato ritenuto attendibile. Comunque, ad ogni modo, questo suo terrore nel subire un processo è alquanto sospetto. Se non ha fatto niente di male ha solo che provarlo e smentire le prove contro di lui. In ogni caso, avere come fondatore di FI uno come dell’utri già condannato in primo grado per mafia a 9 anni dovrebbe essere un altro indizio. Il fatto che aveva mangano in casa dovrebbe essere un altro ancora. Poi potrà essere innocente, ma credo che per rispetto verso i suoi stessi elettori dovrebbe affrettare i tempi e dimostrarsi innocente. Lo votavo, ma mi sono convinto che per riavere il mio voto deve dimostrarsi innocente. Credevo che ci fosse una specie di complotto contro di lui, ma semplicemente superando i miei pregiudizi e informandomi semplicemente su uoutube mi sono realmente sentito preso in giro, inizialmente dalle sue dichiarazioni contradditorie, e poi per questi reati che mi hanno davvero fatto venire il ribrezzo. Se rivuole il mio voto ESIGO che il mio rappresentante dimostri che tutte queste accuse siano false.
24 novembre 2009 a 12:40
DANIELA
SE BERLUSCONI E MAFIOSO ALLORA ANDREOTTI .VI SCORDATE COSA HA FATTO ,….CAPACI….BORSELLINO,PER FAVORE LASCIATOLO STARE E CHE ADESSO CHIUNQUE C’ERA SI
TROVAVA QUALCOSA SU DI LUI
24 novembre 2009 a 12:44
DOC
apprezzo la logica di Anonimo, anche se francamente in tanti anni di bufale ne sono uscite tante, e praticamente sempre Berlusconi ne e’ uscito.
certo che chi opera nell’imprenditoria suo malgrado viene in contatto con chiunque, soprattutto se e’ in vista, come chi entra in politica viene circondato da offerte e richieste di ogni tipo. i contatti di B. ,se esistono, vanno visti in quest’ottica. e comunque l’attivita’ di Berlusconi (anzi le attivita’) crescono anche senza aiuti mafiosi, quindi credo che i contatti siano stati eventualemte imposti, e ininfluenti sul suo successo.
ma che stragi del ‘93! cosa ci avrebbe guadagnato?
24 novembre 2009 a 12:48
bruno
I cittadini (anche se in minima parte pensanti) hanno diritto di sapere chi li ha governati (ed è bene ricordarlo) con il voto determinante degli ultrasessantenni telelobotomizzati….
Solo un povero di spirito poteva definirsi “il pensatore”
24 novembre 2009 a 12:54
Marco Caruso
@ bruno: certo che i cittadini hanno diritto a sapere chi li governa, ma poi bisogna vedere cosa gli si racconta…
24 novembre 2009 a 12:57
e.filiberto
berlusconi uomo di mafia da quando lavorava in banca rasini a milano.la banca lavatrice di denaro mafioso riciclato in palazzi e palazzinari……………………………le carte cantano……….
24 novembre 2009 a 13:09
agostino
ma, che sia un ombrello sotto cui stanno tutti è vero, berlusconi, ma scaricare su di lui tutto il male dell’Italia sembra eccessivo, è vero ha le mani in pasta in tutto, ma chi degli amministratori politici non fà lo stesso?spiace ma siamo scaduti in dignità e serietà ed è sempre piu’ difficile credere a chiunque, non importa il Kolore, si comportano tutti allo stesso modo,che delusione e purtroppo non vedo luce in fondo. cambiamo tutto e cominciamo dalle nostre scelte, a poi
24 novembre 2009 a 13:37
laura
scrivo da Firenze. L’attentato svegliò la città quella notte spaventosa e ancora non ci siamo ripresi. Mia figlia era passata di li pochi minuti dell’attentato e si trovava in piazza della Signoria. Come fiorentina a nome di tutta la città, a nome delle vittime chiedo che si faccia luce su questo atroce delitto fatto nel cuore della nostra città, due giovani vite (quelle delle bambine Nencioni) furono spezzate da una mano criminale. Si parlò subito di mafia a Firenze, ed ora Berlusconi. Chiedo solo giustizia, ma temo che non l’avremo mai.
24 novembre 2009 a 13:41
Anonimo
@Flliberto,fenomeno,fammi vedere le carte o finiscila di sparare cazzate!
Ugo
24 novembre 2009 a 13:48
Marco Caruso
@ laura: tutti noi vogliamo giustizia e prima ancora vogliamo ci venga raccontata la Verità. Ma non possiamo accettare una verità qualsiasi, men che meno una verità più suggestiva che reale. Perciò, l’invito e la riflessione consiste proprio in questo: a non fidarsi troppo di certi pentiti e di certi magistrati, che troppo spesso preferiscono comportarsi come delle star invece che far bene il loro mestiere!!!
24 novembre 2009 a 13:50
Marco Caruso
@ e.filiberto: a quanto ne so io in banca rasini ci lavoravano anche altre persone, ma non mi pare che tutti i dipendenti di quella banca siano stati accusati di essere mafiosi. Così come non lo sono stati i detentori dei conti correnti di quell’istituto…
24 novembre 2009 a 13:53
Marco Caruso
@ agostino: io continuo ad essere ottimista, ma al tempo stesso realista.
il problema del voler addossare tutte le colpe su Berlusconi sta nel fatto che quando arriverà il giorno in cui il Cav mollerà la poltrona, allora si alzerà il sipario e gli illusi che fosse tutto demerito suo dovranno ricredersi, ma a quel momento non sapranno più che fare nè che pesci prendere.
e basterebbe guardare a come questa gente sedicente moralmente superiore ha affrontato e sta affrontando la caduta dei loro dei…
24 novembre 2009 a 13:55
Marco Caruso
@ DOC: ci sono molti punti oscuri in queste presunte trattative…soprattutto guardando al futuro (dal 93 in poi) e la discesa in campo di Berlusconi coi suoi futuri governi.
non mi pare che la mafia se ne sia tanto avvantaggiata….
24 novembre 2009 a 13:56
ghino
Cari giudici non ci prendete per scemi.E’ possibile fidarsi di pentiti che dopo 18 anni si ricordano di fatti detti da altri?
ghino
24 novembre 2009 a 14:00
Marco Caruso
@ ghino: no…è possibile fidarsi delle cose sapute per sentito dire da pentiti che dopo 17 anni si decidono a raccontarle?
24 novembre 2009 a 14:32
Vincenzo
Mettiamola così: sentiamo cosa dirà Spatuzza il 4 dicembre. Inoltre, Berlusconi si faccia processare.
Il dato certo, ancorchè indiziario, è che sì, il 41 bis è stato conservato ma. stranamente, lo ha subito la mafia di Totò Riina, a beneficio di quella di Provenzano. Vi ridanno i conti?
24 novembre 2009 a 14:32
Mork
E’ mai possibile che voi crediate che gli inquirenti si fidino delle parole dei pentiti come fosse oro colato?
Non vi viene il dubbio (ma dovrebbe essere certezza per onestà intellettuale) che le testimonianze raccolte dai pentiti vengano poi incrociate con informazioni provenienti da altre fonti, da dati oggettivi?
Certo che siete ridicoli, fate i saputelli ma non volete concedere alcuna serietà procedurale ad un organo dello stato INDIPENDENTE e tra i più importanti e FONDANTI della democrazia.
24 novembre 2009 a 14:34
Mork
E soprattutto c’è da vergognarsi di te Caruso, studi giurisprudenza ma non la rispetti affatto.
24 novembre 2009 a 14:35
Marco Caruso
@ vincenzo: in che modo il 41bis avrebbe favorito la mafia di Provenzano?
24 novembre 2009 a 14:40
Marco Caruso
@ mork: una delle prime cose che si imparano studiando procedura penale è proprio che il sentito dire non può essere assunto come prova.
eppure qui è tutto un basarsi su ciò che un pentito dice d’aver sentito dire da un altro.
il fatto che vi siano dei riscontri in altre testimonianze non significa che vi siano poi degli effettivi riscontri probatori concreti!
tant’è che alla fine, per 17 anni ci hanno detto che le parole di Scarantino erano oro colato (nonostante le avesse subito dopo sconfessate), mentre oggi credono a Spatuzza che le ribalta in toto…
se permetti, poi, ho solo cercato di analizzare una dichiarazione che pur essendo molto accattivante si presta senz’ombra di dubbio ad essere smentita, dal momento che come ho avuto modo di sottolineare è difficile immaginare Berlusconi nei panni del “politico” (tipo Andreotti) a più di un anno dalla sua discesa in campo…
stai tranquillo comunque, Mork, io potrò anche non rispettare la giurisprudenza, ma tu non la conosci affatto…
24 novembre 2009 a 15:11
pippo io
Acriticamente penso che tutti sti pentiti che parlano solo adesso siano da prendere con le mole, penso tuttavia che i magistrati (o chi per essi) che stanno conducendo questi interrogatori siano molto prudenti, cioè quello che trapela è molto meno di quello che è, e questo lo dico giudicando il gran fermento che c’è a tuti i livelli sulla questione giustizia.
Il problema è che chi teneva chiusi i recinti li ha lasciati aperti ed i buoi stanno scappando: chi siano questi “chi” chissà se lo sapremo mai.
24 novembre 2009 a 15:16
pippo io
caro agostino, berlusconi è, soprattutto nolente e secondo me, il terminale dei mali, magari inconsapevolmente, fino a un certo punto, s’è prestato a fare l’ariete, chi l’ha spinto però s’è stufato, forse.
argh che frase… qua c’è una nuova tangentopoli alle porte, molto più vasta, perchè i confini di ciò che è “mafioso” non sono così netti e sicuramente lo sono molto meno di anni fa.
Che pensatore che sono
24 novembre 2009 a 16:04
salvatore
onestamente, il nocciolo della questione è sapere se Forza italia è nata sotto la protezione di cosa nostra. E questo sembra accertato giudizialmente.
Sul mandante a volto coperto delle stragi non lo sapremo mai ed i pentini non mi sembrano molto attendibili.
Berlusconi in realtà è sempre uscito indenne dai suoi processi, ma solo due volte (forse tre) con formula piena. Per altre è stato salvato da provvedimenti legislativi ad oc:
Amnistia;
Prescrizione;
Fatto non costituisce reato per la depenalizzazione del falso in bilancio;
Altri per insufficienza di prove ove Mills è stato determinante e con le sentenze odierne abbiamo visto come.
24 novembre 2009 a 16:32
primo capo
niente da fare.
venghino venghino siore e siori, son qui per illudervi e prendervi per il naso…
ovviamente berlusconi ovviamente causato il disastro della diga del vajont, e chi non ci crede è un mafioso!
24 novembre 2009 a 16:47
pippo io
no primo capo, la diga del vajont fu causata dalla superficialità dei geologi e da interessi che prevaricarono i legittimi dubbi che alcuni tecnici sollevarono sia in fase progettuale che esecutiva.
belrusconi non era ancora presdiente del consiglio.
Sul resto invece sono d’accordo
24 novembre 2009 a 16:53
Franc
Finalmente , non passeranno tanti anni, si potranno dare spiegazioni a tutto ciò che a seguito la carriera di questo personaggio oscuro , che abbia avuto rapporti con la mafia è molto chiaro, vedi chi ha fondato ForzaItalia con lo stalliere che arriva ad Arcore, “per caso” , chi lo crede ha proprio subito il lavaggio del cervello, capiremo da chi siamo stati governati per molti anni.
24 novembre 2009 a 17:02
Der Suchende
pensatore squallido, ti prego rispondimi a questa domanda.
se si scoprisse che è davvero berlusconi (ed altri) l’uomo nell’ombra delle stragi del 93, quale sarebbe la ua reazione? cosa penseresti di questi 15 anni e di tutte le balle del premier?
è una domanda ipotetica, ma mi farebbe piacere sapere la tua risposta
24 novembre 2009 a 17:24
Marco Caruso
@ der suchende: rimarrei sorpreso e mi cospargerei il capo di cenere, ma al tempo stesso continuerei a sostenere molte delle idee che ho difeso fino ad oggi e a sputtanare le incoerenze e le fregnacce dell’opposizione.
24 novembre 2009 a 17:25
Marco Caruso
@ franc: dai tutto per scontato, tu, vero?!
24 novembre 2009 a 17:28
Marco Caruso
@ pippo: dove l’hai lasciato “pippo-hide”…!?
24 novembre 2009 a 17:38
Cougar84
Se Berlusconi non è mafioso allora ne è stata una pedina …
E’ evidente che B c’era ( e probabilmente è ancora ) dentro fino al collo, per questo non posso accettare che sia il Presidente del Consiglio.
Non è un fatto politico, ma umano.
Non potrò mai fidarmi di quest’uomo, in qualsiasi cosa faccia.
Detto questo non so chi siano i mandanti e non voglio avere la saccienza di dedurre tutto da un unico articolo di Repubblica … Credo che comunuque gli inquirenti abbiano in mano molte più carte di quelle che abbiamo a disposizione noi, non credi?
Che poi Repubblica ci dipinga una bella storiella per denigrare il Premier … beh … questo si che è criticabile!.
In ogni caso, per me il problema stava alla radice.
Io non avrei mai votato Berlusconi per le sue EVIDENTI motivazioni e amicizie. Ma in questo paese, tapparsi il naso per evitare che certi individui vadano al potere significa perdere i mondiali. In fondo era solo amico di qualche mafioso … che sarà mai, ma piuttosto che votare i comunisti mi taglio le p***e …
Quindi questo abbiamo, questo ci meritiamo e questo ci teniamo, almeno finché non si riesca ad evirarlo dalla politica ( così come D’alema & company ).
24 novembre 2009 a 17:39
Cougar84
Marco, credo che la domanda di Der Suchende non fosse politica ma umana …
24 novembre 2009 a 18:05
Marco Caruso
@ cougar: ciao carissimo!!!
dell’infallibilità di Berlusconi avemmo già modo di discuterne di persona e anche stavolta posso ribadirti il concetto: dovesse lasciare la politica da politico non ne piangerei più di tanto. Se invece fosse costretto a farlo perchè colluso con la mafia, beh…le cose cambierebbero, nel senso che il dispiacere umano sarebbe infinito, perchè nel bene o nel male mi sentirei in parte responsabile per aver portato a capo del governo un personaggio capace di tanto… L’importante è che non si dimetta perchè incastrato da teoremi giudiziari verosimili, ma palesemente costruiti…
il Cavaliere, per l’Italia, ha rappresentato tutte e due le facce della stessa medaglia: le cose buone e le cose cattive.
io ho sempre difeso le prime e criticato le seconde. E continuerò a farlo, perchè il mio animo era mosso non da venerazione nei confronti dell’uomo, bensì dalle speranza suscitate dalle sue idee e da quelle dei leaders di partito con cui s’è accompagnato per 15 anni…
24 novembre 2009 a 18:39
Mork
Marco Caruso
24 Novembre 2009 a 14:40
ma tu non sai fare altro che autoassolverti con fesserie?
Guarda che io ho sostenuto che non è affatto credibile che gli inquirenti prendano per oro colato quello che dicono i pentiti, ma che viceversa ciò che un pentito può testimoniare viene certamente incrociato con altre fonti prima di divenire una prova o qualcosa del genere.
Si tratta di semplice buon senso!
Io non sono esperto di giurisprudenza, di mestiere faccio tutt’altro, ma non ne sono neanche totalmente a digiuno, su queste questioni chiedo regolarmente lumi ad amici magistrati che sono ANNI davanti alla tua misera esperienza da studentello saputello.
Quindi ti dico: Scendi dalla cattedra, un po di umiltà non ti può fare che bene, allo spirito ma anche all’immagine ridicola che ti stai cucendo addosso.
Auguri
24 novembre 2009 a 18:47
pippo io
@caruso
pippo io è un condividuo.
uno di questi io che fanno il pippo io s’è rotto le balle oggi di insultarti più o meno a gratis. i pippo io sentono che la situazione è tesa.
24 novembre 2009 a 18:49
Marco Caruso
@ mork: autoassolvermi? ho solo risposto a tono al tuo commento, facendoti notare come in realtà è capitato diverse volte che i magistrati abbiano dato credito alle parole dei pentiti per ritrovarsi poi a dover ammettere di aver preso una sonora cantonata. E ti ho fatto l’esempio più eclatante, quello di Scarantino, considerato affidabilissimo fino a pochi mesi fa, quando hanno cominciato ad ascoltare i racconti di Spatuzza e a trovare riscontri probatori (non chiacchiere) a quello che diceva (e che smentiva le confessioni degli altri pentiti)…
tu però cosa fai? torni qui per dirmi che mi starei autoassolvendo…ma non mi dici come nè da cosa…
mi hai dato dell’ignorante e non è una questione di mancanza di umiltà se ti dico che non mi ci sento proprio: è semplicemente una consapevolezza.
posso sbagliare, come tutti, e non mi sottraggo ad ammettere i miei errori, ma questo se uno me li fa notare.
tu cos’è che mi avresti fatto notare esattamente?
evidentemente, Mork, avere illustri amici con la toga indosso non ti aiuta granchè e nemmeno si capisce come potrebbe farlo, visto che ad essere amici di un medico non ci consente mica di poterci dire ferrati in medicina…eh!
insomma, Mork, io penserò anche alla mia immagine (ridicola agli occhi di chi? i tuoi? me ne farò una ragione…), ma tu, fammi un piacere: pensa anche alla tua, chè non è mai troppo tardi!!!
24 novembre 2009 a 18:50
Marco Caruso
@ pippo: troppo gentile. Dio te ne renda merito…
24 novembre 2009 a 18:51
pippo io
in ogni caso, il berlusconi è ancora lì. Le cose buone che aveva in mente, e dico “aveva” coscienziosamente, forse erano un corollario per permettergli di starsene democraticamente a galla, almeno io fin dall’inizio le ho intese così. Qualcuno ha creduto e crede che abbia veramente a cuore le sorti del paese ma in sostanza non gliene frega un tubo, è un imprenditore d’assalto, di quelli “mors tua vita mea”, il suo liberismo è la sua libertà di fare imprenditorialmente quello che vuole.
24 novembre 2009 a 18:54
pippo io
io lascerei stare Dio, ha cose molto più importanti a cui pensare. magari domani mi sveglio storto e tu scrivi di nuovo sotto l’effetto dell’antitravaglina. però adesso basta limonare.
24 novembre 2009 a 19:08
lm
era troppo presto???
24 novembre 2009 a 19:37
Mork
Caruso
accidenti, qui non stiamo avendo a che fare con teoremi matematici per i quali basta una controprova per falsificare una tesi!!!
I magistrati possono sbagliare e sicuramente l’hanno fatto in passato ma questo non significa che sbaglino spesso come tu vuoi fare credere per la tua adulazione allo psiconano!!!!
I magistrati sbagliano MOOOOLTO RARAMENTE per fortuna e questo perché seguono le procedure RIGIDE della giurisprudenza. Lo so che non ti fa comodo sentirti dire queste cose MA E’ LA REALTA’!!!
Capisci adesso perché io ti vedo paurosamente ridicolo?
24 novembre 2009 a 20:00
Marco Caruso
@ mork: il tuo errore fondamentale è quello di ritenere “adulatori dello psiconano” tutti quelli che esprimono idee diverse dalle tue o tutti quelli che liberamente condividono (anche solo in parte) quelle portate avanti da una certa parte politica…
errare è umano, caro Mork e questo vale anche per i magistrati che sbagliano raramente, è vero, ma molte di quelle rare volte prendono cantonate quando hanno a che fare con politici e personaggi famosi.
ci sarà un motivo?
chissà…eh, caro Mork?
e poi: si possono criticare i magistrati o sono intoccabili?
e infine: col mio post ho soltanto fatto notare un piccolo dettaglio di cui immagino anche i magistrati terrano di conto, niente di più…
ho sbagliato, forse??????
o certe cose le può rilevare solo Travaglio????
24 novembre 2009 a 21:20
Mork
Caruso
1) che quando i magistrati sbagliano lo fanno solo con individui che sono “personalità” lo dici SOLO TU ed è assolutamente FALSO in termini di peso statistico. Questo fa parte del metodo (“metodo” si fa per dire) Caruso che crede di stare a giocando a biglie con i bimbi dei salesiani.
I Magistrati sbagliano raramente, PUNTO! E non fanno differenza tra “personalità” e non vip.
2) POI, i magistrati si possono criticare MA NON NELL’EQUILIBRIO tra i poteri dello stato, cosa di cui ti dimentichi con commovente ingenuità soprattutto evitando di criticare chi tu ami che questa critica la fa abitualmente.
3) Che tu non sia un adulatore dello psiconano (mi rifiuto di chiamare quel delinquente “cavaliere”) vallo a raccontare agli ubriaconi di osteria, forse ti crederanno. Gli altri certamente NO!
25 novembre 2009 a 06:59
Mork
Tanto per mettere i puntini sulle “i” aggiungo che Travaglio non si permette di mettere in discussione la magistratura e la sua indipendenza.
Il verdetto del Giudice esige un’incondizionato rispetto, sarà in CSM a prendere provvedimenti qualora un Giudice risultasse non imparziale.
Questo rappresenta l’ A B C della democrazia.
25 novembre 2009 a 08:41
Marco Caruso
@ mork: sei pateticamente fuori strada!!!
mi metti in bocca parole che non ho mai detto e discorsi che non ho mai fatto.
ribadisco: i magistrati sbagliano. Raramente? siamo d’accordo. Molti di quei pochi errori che fanno coinvolgono personalità di spicco (l’ultima è di De Magistris e il fallimento dell’inchiesta Why Not, che aveva tirato in ballo addirittura Prodi). Poi ci sono tutti gli altri orrori nei confronti dei cittadini “comuni” che rimangono o senza giustizia o vengono ingiustamente condannati.
mi pare comunque pacifico e niente affatto scandaloso che ci siano toghe attente più all’immagine che al mestiere…
anche per quanto riguarda le critiche al sistema, se permetti, mi sento libero di mettere in discussione non solo l’ordinamento, ma anche il presunto equilibrio che negli anni si è consolidato, visto che lo ritengo inesistente e da riassettare.
se questo per te significa essere adoratori di Berlusconi è affar tuo…questa è la più logica conclusione di chi ragiona alla tua maniera, che non è molto diversa da quegli ubriaconi a cui mi invitavi a rivolgermi…
25 novembre 2009 a 08:54
Mork
Dai Caruso,
basta leggere i tuoi post per essere abbagliati dalla tua partitica difesa dello psiconano…
non nasconderti dietro un dito.
25 novembre 2009 a 09:00
Marco Caruso
@ mork: non difendo Berlusconi. Metto in risalto le cazzate che dicono per accusarlo e l’ipocrisia con cui lo fanno. Che è cosa ben diversa dal prendere una posizione ciecamente partitica sulle questioni…
ci sono tanti modi per dire che Berlusconi come uomo e come politico ha più difetti che pregi: peccato che i suoi oppositori scelgano sempre quelli più sbagliati, ricorrendo costantemente all’offesa, alla menzogna, alla distorsione della realtà e, peggio che mai, alla negazione di sè…
25 novembre 2009 a 09:02
Mork
Ultima cosa Caruso
quando comincerai anche tu a chiedere a Berlusconi di dimostrare la sua innocenza invece di sfuggire ai processi?
…non ti conviene, lo so, ma sarebbe tanto dignitoso.
25 novembre 2009 a 09:03
Marco Caruso
l’ho già fatto più volte Mork…e questo ti dimostra come quello che non vuol vedere, tra i due, sia proprio tu…
25 novembre 2009 a 09:52
primo capo
la cosa che mi fa rabbrividire, è come il comunistame faccia sempre le stesse cose… sembrano dei muli, che povere bestie, non fanno altro che girare attorna alla macina…
signori sinistri, provate a leggere solgenicym, e scoprirete come la verità giudiziaria sovietica si basasse su presupposti, diciamo, identici ai vostri…
berlusconi non vi piace? allora è colpevole…
ai vostri bei tempi si torturava per far confessare il reo, come un pappagallo…
(berlusconi sul vajont): si , è vero, ho personalmente cominciato a gettare sassi nell’incavo, e a forza di gettar sassi l’acqua è tracimata…
pippo, ti va bene come confessione?
oppure vuoi che aggiunga che mentre gettava sassi faceva sesso con 10 minorenni?
dato che voi siete voi, sicuramente ci credereste…
25 novembre 2009 a 09:55
pippo io
perchè fallimento dell’inchiesta why not? a me risulta che de magistris sia stato come sollevato dall’incarico. Nessun de magistris ha mai archiviato nessun prodi, per esempio.
piccola nota a margine: ci provò berlusconi a solidarizzare con Prodi (non mi ricordo più in quale circostanza) ricevendo in cambio un SUCA mascherato da “della sua solidarietà non so che farmene: indaghino pure, sono a disposzione”. Il tutto con l’intento di fare un bel “Una razza, una fazza”. Visto che esporsi di persona non gli conviene, ora manda avanti i suoi giornalisti, inventando la sòla che de magistris ha fallito per gettare merda sui magistrati: e te che credo cha ha fallito, è stato estromesso dalle indagini!!!! ma ha fallito perchè poi, perchè ha archiviato prodi? e mastella? non fa parte anche lui di why not?
25 novembre 2009 a 09:59
Marco Caruso
@ pippo: ma quello del “SUCA” non era Cesa?
comunque sia…è di pochi giorni fa la notizia che Why Not è miserabilmente affondata, con tanto di commenti polemici sui metodi usati da De Magistris proprio nei confronti dell’indagato Prodi…
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2009/11/21/visualizza_new.html_1619459251.html
http://www.ilgiornale.it/interni/lultimo_flop_magistrato_cadono_anche_accuse_prodi/de_magistris-prodi-why_not-inchiesta/22-11-2009/articolo-id=401062-page=0-comments=1
25 novembre 2009 a 10:09
pippo io
no primo capo, sul monte toc (la cui porzione settentrionale fu quella che franò all’interno dell’invaso artificiale provocando un’onda anomala che ditrusse erto e casso e, una volta scavalcata la diga che resse, s’infilò nella stretta gola che a fondo valle sboccava su longarone, provocando la distruzione totale del paese) esisteva una frana quiescente, sottovalutata dai tecnici dell’epoca, che iniziò a riattivarsi ben prima della frana letale, cioè quando iniziarono i cicli di invaso-svaso del nuovo bacino. Prima della frana che produsse la tragedia, ce ne fu-si aprla di uno due mesi- una più piccola in dimensioni ma che ostruì una parte consistente dell’invaso, lasciando tuttavia indifferenti i tecnici dell’epoca, dacchè l’invaso era ormai terminato. Quindi la colpa fu dei progettisti, come ti ho già spiegato prima, non degli esecutori, che invece fecero un egregio lavoro, dal momento che ancora oggi chiunque può andare e constatare con i propri occhi che la diga è perfettamente integra.
Quindi primo capo, berlusconi, fosse stato in zona, avrebbe potuto fare tutto il sesso con tutti i primi capi del mondo, gettando sassi a piacimento, ma non avrebbe causato assolutamente nulla.
Di poco apprezzabile da parte del berlusconi c’è invece sicuramente il rincoglionimento che ha causato in te, un costo in più per la collettività. Meglio che non cada, senza sarebbe un po’ dura non trovi?
25 novembre 2009 a 10:12
pippo io
@caruso
dai tuoi link si legge chiaramente che è stata archiviata la posizione di Prodi, da non so più chi ma non certo da De Magistris.
Sull’inchiesta Why not non dice nulla. Chiaramente se chi l’ha portata vanti non è più lì a dirigierla perchè rimosso dal ministero facilmente approderà a nulla, no?
25 novembre 2009 a 10:15
Marco Caruso
@ pippo: sarà…ma del “teorema indiziario” di De Magistris non ne ho parlato io, nè il procuratore che ha portato avanti l’inchiesta, bensì il giudice che ha archiviato la posizione del Mortadella…
25 novembre 2009 a 10:19
Alessandro Cavalotti
Io credo che Berlusconi rappresenti un enorme problema per l’Italia, e non ne faccio prettamente una questione politica. Questo signore è non è un politico, è un pubblicitario che, per risolversi qualche problema, fece credere all’Italia di essere l’unica soluzione per uscire dalla gravissima crisi politica ed istituzionale che affondò la Prima Repubblica. Fece credere di essere il rinnovamento. I risultati di questo “rinnovamento”, a quindici anni di distanza, sono sotto gli occhi di tutti: il debito pubblico galoppa, come prima e più di prima, i livelli di corruzione sono tra i più alti al mondo, e il senso dello Stato e delle istituzioni è crollato. Non sono così ingenuo da credere che Berlusconi sia la causa di tutto questo (d’altra parte, in tutto questo tempo l’opposizione non è mai riuscita a costruire un’alternativa solida e credibile), ma è innegabile che sia la personalità che ha dominato la mente e il cuore della Seconda Repubblica, fino ad ora. Cosa può provocare un signore che fa dello “sciopero fiscale” una bandiera politica? Che considera i magistrati dei malati mentali? Che si inventa un’emergenza ogni sei mesi per sfuggire ai processi? C’è il rischio che emergano intercettazioni scomode? Ecco l’emergenza intercettazioni! Il lodo Alfano viene bocciato? Ecco il processo breve! Tutto questo, in quindici anni, ha eroso profondamente le fondamenta su cui poggia ogni democrazia civile e matura, vale a dire il rispetto delle istituzioni e della legge, ed è per questo che non riesco a capire, caro Marco, come tu possa ancora difendere un personaggio del genere. Non capisci che Berlusconi è un danno per la destra stessa? Non capisci che valori che una certa destra ha sempre portato avanti (molto più della sinistra, ahimè), come la legalità e i senso dello Stato, sono stati demoliti proprio da Berlusconi? Lo diceva pure quel comunista di Montanelli, che Berlusconi è il macigno che blocca la politica italiana.
Mi piacerebbe tanto una destra con cui sia possibile dialogare, ma con Berlusconi ogni tipo di dialogo è impossibile, come si è ampiamente visto in questi quindici anni.
25 novembre 2009 a 10:22
pippo io
«Why not» è l’inchiesta che ha portato alla caduta del governo Prodi-scritto dal Filippi sul Giornale.
Per fortuna è successo giusto un paio di anni fa, perchè mi prende per il culo questo giornalista qua? il governo Prodi è caduto per Rossi e Turigliatto più Mastella, oltre che per la sua debolezza intrinseca causata dai vari comunisti e dai verdi. Ho visto, ho sentito, ho letto, non guardavo il grande fratello. Pirla (al giornalista)
berlusconi nel 94 cadde per colpa della Lega (non ricordi la bellissima intervista di berlusconi che dichiarava in mondovisione che lui a quello là (bossi) non ci avrebbe mai più parlato insieme?
Per fortuna ero presente, ho visto e ho sentito. Con me questa favoletta, che ricicciano il giornale e libero, non attacca.
Ah quindi why not sarebbe miseramente fallita….guarda che stai usando lo stesso metodo che usarono i travagliones per denigrare la mitrokhin di guzzanti sulla base della sua chiusura
25 novembre 2009 a 10:26
Marco Caruso
@ pippo: stavo solo facendo notare a Mork che i magistrati sbagliano più spesso del solito quando hanno a che fare con nomi altisonanti della politica o della società in generale…
tutto il resto mi interessa il giusto…
25 novembre 2009 a 10:39
Marco Caruso
@ alessandro: sono il primo a riconoscere in Berlusconi un problema. Il fatto però è che per l’Italia, il Cav è anche una risorsa.
Nel bene o nel male ha stabilizzato politicamente il Paese, governato senza tracolli garantendo continuità nell’azione politica per tutti gli anni in cui è rimasto a palazzo Chigi e avviato una campagna riformista innegabile, sebbene contestabile.
Infatti, se ne possono discutere i provvedimenti in cui si è concretizzata: alcuni sicuramente da censurare; altri invece da apprezzare, compresi talvolta quelli più criticabili, se non altro perchè hanno messo al centro della scena questioni e temi che altrimenti sarebbero rimasti nell’ombra. Penso alla Giustizia, penso alla Pubblica Amministrazione, penso al Federalismo e alla riforma delle Istituzioni…
difficile parlare di Berlusconi in un senso solo: o tutto bene o tutto male.
purtroppo o per fortuna, in questi 15 anni si è sentita la mancanza di un’opposizione realmente alternativa e questo ha incoraggiato il Paese a fidarsi dell’unico politico che avesse le palle di tenere tutti a galla…nonostante i suoi tantissimi difetti e i tantissimi sospetti…
oggi siamo agli sgoccioli di questa esperienza, da valutare complessivamente e non faziosamente.
molte delle idee sviluppate dal PdL, però, rimarranno anche dopo Berlusconi, mentre molte altre moriranno con lui…
tra qualche anno ne riparleremo con maggiore serenità e lucidità.
ad oggi però ti dico che più che il personaggio mi interessano le sue proposte…e quelle ho sostenuto e soterrò anche in futuro finchè le riterrò a me molto affini…
25 novembre 2009 a 11:13
pippo io
ROMA – La giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta di arresto nei riguardi del sottosegretario Nicola Cosentino. Contro l’arresto hanno votato 11 deputati, in 6 si sono espressi a favore del provvedimento giudiziario mentre il radicale Maurizio Turco si è astenuto.
Ad esprimersi definitivamente sulla richiesta della magistratura saràl’aula di Montecitorio tra un paio di settimane.
ma perchè si discute del ritorno all’immunità parlamentare se questa, all’atto pratico, esiste già?
25 novembre 2009 a 11:32
Mork
Caruso,
scusa ma è SOLAMENTE una tua opinione il fatto che:
“stavo solo facendo notare a Mork che i magistrati sbagliano più spesso del solito quando hanno a che fare con nomi altisonanti della politica o della società in generale…”
NON C’E’ assolutamente nessuna prova, anche e soprattutto perche QUESTA COSA E’ FALSA!
Perchè scrivi falsità? Hai bisogno di puntelli per ragionamenti campati in aria direi.
25 novembre 2009 a 11:42
Marco Caruso
@ mork: hai ragione…è solo una mia sensazione, ma alcuni fatti parlano chiaro.
sono tante le inchieste su personaggi di calibro finite nel nulla o condotte in modo sconsiderato da magistrati più attenti alla notorietà che ad altro.
ti segnalavo il caso De Magistris, ma potrei chiederti che fine abbia fatto Del Turco (mandato addirittura in carcere senza uno straccio di prova); potrei chiederti conto di Tortora, Canale, De Caprio (assolto nel 2006 perchè il fatto non sussiste!!), Carnevale, le inchieste di Potenza di Woodcock e altri…compresi alcuni procedimenti contro Berlusconi, ovviamente!
ci sono svariati libri che raccontano sterminati casi di mala giustizia e la stessa corte europea dei diritti dell’uomo, infatti, ci condanna ogni due per tre…
25 novembre 2009 a 12:15
Jean Lafitte
” certo che i cittadini hanno diritto a sapere chi li governa, ma poi bisogna vedere cosa gli si racconta…”
bravo! ALLORA SMETTILA DI RACCONTARE BALLE!
” Ma non possiamo accettare una verità qualsiasi”
no, dev’essere una verità di comodo, in cui il nano ne esca pulito. bene, bravo, bis.
” a non fidarsi troppo di certi pentiti e di certi magistrati, che troppo spesso preferiscono comportarsi come delle star invece che far bene il loro mestiere!!!”
quali magistrati e quali pentiti?
ragazzi, questo è proprio andato!!!
“a quanto ne so io in banca rasini ci lavoravano anche altre persone, ma non mi pare che tutti i dipendenti di quella banca siano stati accusati di essere mafiosi. Così come non lo sono stati i detentori dei conti correnti di quell’istituto…”
certo ma papà Luigi era un diventato, alla fine della carriera, un alto dirigente e , guarda caso, al figliletto fu fatto un prestito abnorme. ovviamente il fatto che la Rasini fosse la banca di fiducia della mafia, che mangano fosse un mafioso e che dell’utri pure, queste per la mente raffinata di caruso sono solo coincidenze.
“non mi pare che la mafia se ne sia tanto avvantaggiata….”
non per niente guarda! ora ha pure avuto in regalo la nostra acqua!
“è possibile fidarsi delle cose sapute per sentito dire da pentiti che dopo 17 anni si decidono a raccontarle?”
se le cose, come sono, sono suffragate dai fatti, direi proprio di sì.
e poi per carità, basta con sta bufala del 41bis…
“stai tranquillo comunque, Mork, io potrò anche non rispettare la giurisprudenza, ma tu non la conosci affatto…”
da quale pulpito!
“dell’infallibilità di Berlusconi avemmo già modo di discuterne di persona e anche stavolta posso ribadirti il concetto: dovesse lasciare la politica da politico non ne piangerei più di tanto. Se invece fosse costretto a farlo perchè colluso con la mafia, beh…le cose cambierebbero, nel senso che il dispiacere umano sarebbe infinito, perchè nel bene o nel male mi sentirei in parte responsabile per aver portato a capo del governo un personaggio capace di tanto… L’importante è che non si dimetta perchè incastrato da teoremi giudiziari verosimili, ma palesemente costruiti…
il Cavaliere, per l’Italia, ha rappresentato tutte e due le facce della stessa medaglia: le cose buone e le cose cattive.
io ho sempre difeso le prime e criticato le seconde. E continuerò a farlo, perchè il mio animo era mosso non da venerazione nei confronti dell’uomo, bensì dalle speranza suscitate dalle sue idee e da quelle dei leaders di partito con cui s’è accompagnato per 15 anni…”
che pena…
“il tuo errore fondamentale è quello di ritenere “adulatori dello psiconano” tutti quelli che esprimono idee diverse dalle tue”
sempre più penoso…
“comunque sia…è di pochi giorni fa la notizia che Why Not è miserabilmente affondata”
mi spiace, se speravi in un qualche coinvolgimento di Prodi. ma la magistratura non indagava solo il nano di merda?
“Nel bene o nel male ha stabilizzato politicamente il Paese, governato senza tracolli garantendo continuità nell’azione politica per tutti gli anni in cui è rimasto a palazzo Chigi e avviato una campagna riformista innegabile”
delirio!
“è solo una mia sensazione, ma alcuni fatti parlano chiaro.”
caruso o fatti o sensazioni. se la logica è di casa dalle tue parti. di tanto in tanto.
“da magistrati più attenti alla notorietà che ad altro.
ti segnalavo il caso De Magistris, ma potrei chiederti che fine abbia fatto Del Turco (mandato addirittura in carcere senza uno straccio di prova); potrei chiederti conto di Tortora, Canale, De Caprio”
de caprio chi? l’attore? famosissimo! canale? e pure lui una vera celebrità. per non parlare di carnevale.
“ci sono svariati libri che raccontano sterminati casi di mala giustizia e la stessa corte europea dei diritti dell’uomo, infatti, ci condanna ogni due per tre…”
si ma non certo per le puttanate che scrivono su qualche libri i banani. ma per cose serie…
25 novembre 2009 a 12:22
Marco Caruso
@ lafitte: sei di una noia mortale.
ti dico segnalo solo una cosa: De Caprio non è un attore. E’ un eroe. E’ il capitano Ultimo, cialtrone!
tutto il resto del tuo commento è letteralmente da rigettare al mittente, soprattutto la storiella che le riforme del 41bis avrebbero favorito i mafiosi. E perchè no anche la storia della banca Rasini, che il padre di Berlusconi lasciò nel 73 e che solo 10 anni dopo fu al centro di un’inchiesta per mafia…10 anni dopo, capito?
…ma fammi il piacere!!!
Penoso lo dico io…a te!
25 novembre 2009 a 12:32
Jean Lafitte
“ti dico segnalo solo una cosa: De Caprio non è un attore. E’ un eroe. E’ il capitano Ultimo, cialtrone!”
bravo. ma non lo conosce nessuno, imbecille!
“E perchè no anche la storia della banca Rasini, che il padre di Berlusconi lasciò nel 73 e che solo 10 anni dopo fu al centro di un’inchiesta per mafia…10 anni dopo, capito?”
embè?
no, dai questa spiegamela che è troppo divertente…
sul 41bis.
buona lettura.
http://nuovediscussioni.blogspot.com/2009/11/il-bluff-del-41-bis.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+nuovediscussioni2+(Nuovediscussioni)
http://neo-machiavelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2004348
http://zurlovic.blogspot.com/2009/01/berlusconi-e-il-41bis-un-favore-alla.html
25 novembre 2009 a 12:38
pippo io
10 ANNI DOPO!!!! fu al centro di un’inchiesta…dieci anni prima…..chissà….sicuramente non era al centro di un’inchiesta e poteva fare quello che ha fatto. vero?
25 novembre 2009 a 12:39
Jean Lafitte
per caruso le inchieste si fanno prima che vengano commessi i reati.
è un mondo tutto suo…
25 novembre 2009 a 12:42
MARTINA
Riporto qui il bel commento di Roberto fonte: http://www.graziellamazzoni2.blogspot.com.
Ogni tanto il giornale La Repubblica invita artisti, filosofi, cantanti, scrittori e lettori a firmare qualcosa contro il premier. Ogni tanto invita i lettori a fotofografarsi con le scritte, Io sono un coglione, Io sono un farabutto,Io sono un fannullone,Io sono abbronzato,Io sono bello, Io sono brutto… e poveretti i lettori si prestano a questi scatti devo dire abbastanza simpatici anche se infantili. Però va bene….per fare un quadro degli italiani va bene anche questo.
Ma un’altra considerazione in questo periodo è d’obbligo. Finito l’attacco con trasmissioni e giornali, finito l’attacco con manifestazioni e feste di piazze, finiti gli attacchi con paparazzi ed escort ora la lotta contro uno solo è affidata ai magistrati e se anche loro non bastassero …ci si può sempre accontentare delle dichiarazioni dei pentiti. E anche questo va bene per fare un quadro dell’Italia.
25 novembre 2009 a 12:42
Marco Caruso
@ pippo: ti risulta che il padre di Berlusconi sia mai stato condannato per mafia?
non mi pare….
25 novembre 2009 a 12:47
Marco Caruso
@ lafitte: il fatto che TU non conosca chi fosse Ultimo non vuol dire che TUTTI non lo conoscano.
fattene una ragione, il mondo non gira intorno a te che impartisci lezioni ai tuoi devoti ascoltatori…
sul 41bis: spero tu capisca che il diritto non può farsi passar sopra dalla burocrazia…
sulla banca rasini: ti risulta che il padre di Berlusconi sia mai stato condannato per mafia?
25 novembre 2009 a 13:07
Jean Lafitte
ti risulta che Al Caponei sia mai stato condannato per mafia?
non mi pare….
Un bravo uagliò
Caruso. fatti un giro e chiedi a cento persone chi è Sergio De Caprio.
Poi mi dici quanti…
“sul 41bis: spero tu capisca che il diritto non può farsi passar sopra dalla burocrazia…”
???? sempre più incomprensibile
25 novembre 2009 a 13:10
MARTINA
@ Mork
“i magistrati sbagliano raramente. Punto.”
In Italia dal dopoguerra – ha calcolato l’Eurispes – 4 milioni di persone sono state vittime di errori giudiziari ….
Aiutatemi a fare questo calcolo….100 errori al giorno per 31 giorni fanno 3100 errori al mese. All’anno sarebbero 37200. Per sessant’anni dal dopoguerra sarebbero 2 milioni 232 mila. Quindi per arrivare a 4 milioni gli errori mediamente sono circa 200 al giorno? E se così fosse,caro Mork, i magistrati sbagliano raramente?
fonte : http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/cronaca/domenico-morrone/domenico-morrone/domenico-morrone.html
25 novembre 2009 a 13:18
Jean Lafitte
martina, dopoguerra, 31 anni? tu dai i numeri!
25 novembre 2009 a 13:30
Marco Caruso
@ lafitte: ribadisco…sei TU che non conosci chi è De Caprio. Molti dei miei lettori lo sanno. O almeno provano ad informarsi prima fare i sarcastici…
sul 41bis: non c’è niente di incomprensibile, lafitte.
ieri si doveva rinnovare di sei mesi in sei mesi, oggi di 4 anni in 4 anni.
non ci sarebbe niente da obiettare, non fosse che allungando i tempi del carcere duro, paradossalmente, ci sarebbero più rischi di far accogliere i ricorsi dei detenuti al giudice delle libertà. Il problema insito in questa obiezione, sta nel fatto che quei ricorsi, prima, cadevano nel vuoto a causa di una burocrazia farraginosa che impediva al tribunale di decidere in merito, durando le cause ben più dei 6 mesi previsti per il rinnovo. Così, invece di applicare diritto, si negava giustizia, anche se a subire questo trattamento era il più infimo dei mascalzoni.
ma il diritto, come ti dicevo, non può essere calpestato dalla burocrazia.
e comunque, nonostante le difficoltà (che potevano incontrarsi anche in passato, se solo un ricorso fosse riuscito ad arrivare davanti al giudice), il giudizio è pur sempre rimesso al magistrato competente che deve valutare caso per caso.
non si capisce perchè mai si dovrebbe applicare una forma di carcerazione così opprimente senza legarla a specifici e comprovati fatti di cui si deve avere riscontro?!
sulla banca Rasini: qui però non si parla di Al Capone e non siamo in America. In Italia chi è mafioso viene condannato come mafioso e non come evasore fiscale. Quindi, ti riformulo la domanda: ti risulta che il padre di Berlusconi sia mai stato condannato per reati di mafia? ti risulta che Berlusconi sia mai stato indagato in merito ai suoi conti alla banca Rasini? E come sono andate a finire dette indagini, se vi sono state?
non è questione di ingenuità…è questione di obiettività!
25 novembre 2009 a 13:43
Jean Lafitte
non ci siamo caruso.
di fatto il cambiamento del 41bis è stato un vantaggio o uno svantaggio per i mafiosi detenuti?
è stato un vantaggio.
MA TU GUARDA CHE CASO!!!!
Anche in America chi è mafiosi viene condannato come mafioso, che significa?
solo che non sempre è possibile trovare le prove.
luigi berlusconi non è stato condannato o imputato semplicemente perchè morto. non so se sai che i morti non possono essere processati….
detto così, obiettivamente…. ops!!!
25 novembre 2009 a 13:47
Marco Caruso
@ lafitte: che il nuovo 41bis rappresenti un vantaggio per i detenuti al carcere duro lo dici tu, visto che a determinarlo dovrebbe esserlo caso per caso il magistrato che ha tra le mani le carte per valutarlo.
respinto il ricorso, sempre ragionando in teoria, il detenuto non dovrà aspettare solo altri 6 mesi per presentare un nuovo ricorso, ma dovrà attaccarsi alle sbarre per altri 3 anni e 6 mesi.
messa così, ti sembra un vantaggio o uno svantaggio?
sulla banca Rasini: ti invito per l’ultima volta a darmi conto di inchieste o condanne relative a Berlusconi (nell’interezza della sua famiglia) e la mafia collegate all’istituto di credito in questione…
25 novembre 2009 a 13:49
Marco Caruso
PS: il padre di Berlusconi è morto nell’89…ben 6 anni dopo l’apertura delle inchieste sulla banca Rasini.
al che ti riformulo per intero la domanda: ti risulta che Luigi Berlusconi sia mai stato indagato o condannato per mafia?
25 novembre 2009 a 14:04
MARTINA
@ jean lafitte
“martina, dopoguerra, 31 anni? tu dai i numeri!”
Chi è che dà i numeri tra me e te? Rileggi e poi casomai mi fai sapere.
25 novembre 2009 a 14:10
Jean Lafitte
sul 41bis ti ho dato da leggere ma invano evidentemente.
sulla banca rasini ho già risposto prima con l’esempio di al capone e poi facendoti notare che berlusconi padre è morto nell’89.
ritenta sarai più fortunato…
@martina. scusami ma ero stato ubriacato dai tuoi numeri e dalle panzane di caruso. chiedo venia. ad ogni buon conto mi sembrano cmq pochi gli errori in confronto alla mole di lavoro che hanno i magistrati.
25 novembre 2009 a 14:16
Marco Caruso
@ lafitte: ohibò…ma tu almeno li hai letti o no gli articoli che mi hai proposto?
no perchè allora non si spiega perchè neghi quel che ho detto io, dato che sono le stesse cose che dicono loro.
solo che io vado oltre e aggiungo riflessioni che loro non fanno.
tu non sai come rispondere e allora la butti in polemica, anzi, ti sottrai al confronto.
un ottimo metodo.
anche sulla banca Rasini: te l’ho detto io che Luigi Berlusconi era morto nell’89…non tu. Altrimenti come avresti fatto a non rispondere del fatto che nonostante i 6 anni di indagine (dall’83) nessuno si era fatto avanti per incriminarlo o condannarlo…!?
insomma, Lafitte…quand’è che imparerai che con me non ce la fai a fare il solito sborone?
25 novembre 2009 a 14:29
Jean Lafitte
io mi sottraggo al confronto. ecco perchè sto qui per rispondere per l’ennesima volta alla fuffa.
gli articoli dicevano che il 41bis de facto era stato reso meno efficace. quindi fatto un favore alla mafia.
poi.
sapevo bene che il padre di berlusconi è morto nell’89 non c’era bisogno che lo dicevi tu.
mi domandi come mai le indagini siano cominciate nell’83 nessuno l’ha indagato fino alla morte.
come se fosse chissà quale prova di innocenza.
ti ripeto Al Capone non è stato MAI condannato per la strage di san valenino.
quindi?
altro esempio. il delitto di via poma è del 1990. solo 19 anni dopo viene indagato l’ex fidanzato.
quindi?
non hai dimostrato nulla.
hai fatto solo l’ennesima figura del bambinetto indottrinato.
25 novembre 2009 a 14:34
Mork
Caruso,
berlusconi “grande risorsa” trallallero!
Ma stai scherzando o hai mangiato i funghetti?
Un risorsa è un sistema dove c’è la competizione ONESTA tra gli attori di una scena economica, NON un contesto dove gli attori sono più “bravi” se sono amici di politici o addirittura PEGGIO (leggi mafia e affini).
Martina,
visto che “sei brava” a trovare il numero degli errori giudiziari (DI CAUSE CIVILI E PENALI messe insieme) potresti trovare pure il numero totale di cause trattate dalla magistratura così che, con un semplice rapporto, facciamo il calcolo grossolano della probabilità di errore?
Sai, senza conoscere il numero totale delle cause il dato da te riportato lascia il tempo che trova
25 novembre 2009 a 14:51
Marco Caruso
@ lafitte: dire che il nuovo 41bis sia più favorevole alla mafia è una panzana assurda e spero tu lo capisca.
il fatto di poter ricorrere ad un giudice non significa ottenere in automatico la sospensione del carcere duro.
in realtà, se il giudice rigetta il ricorso il 41bis si applicherebbe per 4 anni e non per 6 mesi, il che ne aumenta l’efficacia e non l’affievolisce affatto.
anche tu, noto, sei tra quelli che preferivano l’inganno burocratico all’applicazione uniforme del diritto…
ok, segnamo anche questa…
sulla banca Rasini: vedo che chiacchieri chiacchieri, ma di prove a sostegno del fatto che Berlusconi riciclasse soldi alla mafia non ne puoi portare.
ottimo…
continua pure a parlare di Al Capone e compagnia cantante…
25 novembre 2009 a 15:00
Jean Lafitte
caruso ho scritto de facto e non in teoria.
cmq non posso rispondere in eterno a tutte le fandonie che scrivi. stammi bene. tu e la tua bellissima signora.
“ma di prove a sostegno del fatto che Berlusconi riciclasse soldi alla mafia non ne puoi portare.
ottimo…”
buonanotte. ci sono eccome. come ci sono quelle che Al Capone fu il mandante della strage di San Valentino…
Mi spiace che ti irriti tanto Al Capone, devo tirarlo fuori più spesso…
25 novembre 2009 a 15:03
Marco Caruso
@ lafitte: appunto. De facto non lo puoi dire se il nuovo 41bis avvantaggia o meno i mafiosi condannati al carcere duro, perchè “de facto” la tua è una generalizzazione che può essere confutata al primo caso concreto…
25 novembre 2009 a 15:08
Jean Lafitte
“è una generalizzazione che può essere confutata al primo caso concreto…”
forse. aspettiamo che venga confutata…. e possiamo aspettare!
25 novembre 2009 a 15:17
Marco Caruso
@ lafitte: ah…adesso tutte le tue certezze stanno appese al primo caso che confuterebbe la tua generalizzazione “de facto”.
ottimo.
è già un passo avanti!!!
25 novembre 2009 a 15:39
Jean Lafitte
vedi caruso è per questo che la gente pensa che tu sia un idiota. per questa tua stupidinità irritante.
il 41bis de facto è affievolito perchè prima DE FACTO non era ricorribile da parte dei mafiosi, ora si.
e te lo spiega proprio il tuo amico Travaglio.
buona lettura.
http://zurlovic.blogspot.com/2009/01/berlusconi-e-il-41bis-un-favore-alla.html
ora basta così che con i tuoi sofismi da seconda media mi hai fatto due palle così…
25 novembre 2009 a 15:43
Marco Caruso
@ lafitte: non era ricorribile un cazzo. Lo era eccome, solo che quei ricorsi non arrivavano mai a giudizio per stupidi impedimenti burocratici. Ma non sempre. E infatti, alcuni boss sono usciti dal carcere duro anche prima della novallazione del 41bis. Ed altri ne usciranno per le negligenze dei magistrati. Anche quei togati lì saranno tacciabili di essere dei favoreggiatori della mafia? No, perchè DE FACTO è così…
te lo ripeto: con me non ce la fai a mettermi i piedi in testa…
25 novembre 2009 a 15:59
Jean Lafitte
può pure darsi che quei magistrati fossero collusi con la mafia. non so a chi ti stai riferendo.
ad ogni modo le cose non cambiano con la riforma del nanomafioso le probabilità per i mafiosi di farla franca dal carcere duro sono aumentate, non diminuite.
25 novembre 2009 a 16:05
Jean Lafitte
cmq più di Ciampi un esempio per me di grande presidente è stato Oscar Luigi Scalfaro.
un uomo di altri tempi che ha fatto della Resistenza un valore per tutta la vita.
Si dice spesso che il Presidente della Repubblica è una figura inutile.
Tutto il contrario. Ha un ruolo fondamentale:
Resistere, Resistere, Resistere.
25 novembre 2009 a 19:21
lm
veramente, la frase celebre di Scalfaro è stata:
“Io non ci sto”,
in risposta a chi voleva sapere cosa avesse fatto dei 100 milioni mensili prelevati dai fondi riservati del Min.Interno.
altro che resistere moltiplicato per tre
25 novembre 2009 a 19:22
Lararosa
Ma chi pensi che abbia commissariato l’omicidio del trans.
La telefonata a Marrazzo non vi fa riflettere,nemmeno un po’ ?
Berlusconi ha solo delegato uno di suoi,per i delitti. Verra fuori e tu scriverai venghinosignorivenghino?EEEEh troppo facile così.
25 novembre 2009 a 19:45
Jean Lafitte
certo resistere era di Borrelli. ma lui ha resistito.
Grande Scalfaro.
25 novembre 2009 a 19:59
lm
ha resistito eccome, ancora non sappiamo cosa ci facesse con i 100 nilioni mensili.
lo sapremo post mortem?
25 novembre 2009 a 20:46
MARTINA
@ lafitte : scusami ma ero stato ubriacato dai tuoi numeri e dalle panzane di caruso. chiedo venia. ad ogni buon conto mi sembrano cmq pochi gli errori in confronto alla mole di lavoro che hanno i magistrati.
eheheh….roba da pazzi. Si fa un calcolo grossolano è vero, ma ne esce fuori una media di circa 200 errori giudiziari al giorno e Lafitte pur di difendere se stesso e non la verità, che fa? Dice che comunque sono pochi di fronte alla mole di lavoro che hanno i poveri magistrati….
…da non credere. Complimenti Lafitte. Sei davvero comico.
26 novembre 2009 a 08:38
enrix
Senza contare che se nei tribunali archiviano le indagini preliminari fatte dai carabinieri sugli appalti della mafia, con due anni di lavoro dei ROS e 1000 pagine di rapporto, per aprire altri fascicoli su improbabili trattative, per forza che poi hanno una mole di lavoro da far paura.
Muovere un apparato investigativo per due anni per svolgere un’inchiesta che rappresenta un movente delle stragi, ed archiviarla per cercare fra le nuovole un altro movente politicamente più conveniente, significa far lavorare il triplo l’apparato, per ottenere risultati fasulli.
Ehi, Lafitte, ho visto che hanno allargato ai clowns il consiglio del Kilombo. Avete intenzione di andare in tour col Circo Barnum?
26 novembre 2009 a 08:40
enrix
Lafitte, vedi di non resistere troppo, che, come dice Benigni, si sta tranquilli solo dopo averne fatta un secchio.
26 novembre 2009 a 09:01
pippo io
@Lararosa
volevi scrivere ” chi pensi abbia COMMISSIONATO” vero?
martina ride, evviva martina
26 novembre 2009 a 10:14
Anonimo
@enrix
posso capire che si possa dire che i magistrati hanno sbagliato a archiviare l’inchiesta. in questo caso però si dovrebbe anche dire perchè. cosa avevano scoperto i ROS?
Non posso invece capire che lo hanno fatto per le ragioni che tu esponi nel tuo sito e che trovo infamanti.
Chi è che manovra le fila del TUO truman show?
PS
Non riesco a capire come tu possa aver accusato Travaglio di aver manipolato una frase, riferendoti a una frase che Brusca ha pronunciato nel 1996, al tribunale di Firenze e quindi non nel 1998 DAVANTI A SABELLA.
Affermi candidamente di non aver mai letto quei verbali.
E la ricerca delle fonti?
Inoltre ti informo che Sabella la pensa come Travaglio (ha elogiato l’articolo del Fatto) e non ha riscontrato alcuna manipolazione nelle parole di Brusca.
E lui dovrebbe saperlo. Molto meglio di te
26 novembre 2009 a 10:17
Nick
Ero io …
26 novembre 2009 a 10:18
pippo io
E CHE LA TANTO STRAURLATA RIDUZIONE DELLE TASSE NON SI FA PERCHè NON SI PUò. non ci sono soldi.
Io non sono sorpreso, era chiaro a suo tempo che tagliare l’irap e quant’altro fossero solo dei proclami elettorali, invece certi neoliberisti neocon dicevano: “Ma no, voi comunisti immobilisti, noi e la politica del fare”.
Questa è la politica del fare figure di merda.
Tanti elettori hanno votato berlusconi credendo a queste promesse farlocche. Io e altri non ci abbiamo creduto. Adesso non chiediamo le scuse dei berluscones, ma almeno il loro pietoso silenzio e la presentazione, per cortesia, di un cronoprogramma con evidenziate le tappe della loro estinzione. Grazie.
26 novembre 2009 a 10:38
MARTINA
@ Pippo: Martina ride…evviva Martina.
Certo che rido. Generalmente, perdonami, piango solo davanti a quelli col tuo nome Baudo compreso. Per il resto rido perchè sono una persona serena e felice. Vivo nel paese più bello del mondo e me ne vanto. Ho votato Berlusconi e lo rivoterò perchè contrariamente a quello che tu dici ho visto realizzarsi tutto quello che aveva proclamato. Quindi vediamo le cose da angolazioni diverse probabilmente. Ma è bello anche questo no? Piuttosto sento spesso dire in giro:”mi vergogno di vivere in Italia”. Bene, ma perchè queste persone non espatriano in massa e ci lasciano nella nostra felice condizione di ipnotizzati? Su avanti…..un bell’espatrio di massa. Ammesso che all’estero li vogliano. Perchè a quanto pare fuori dal nostro incantevole paese o ti rimbocchi le maniche o il parassita fannullone a vita non te lo fanno fare.
26 novembre 2009 a 10:47
MARTINA
Ah Pippo….dimenticavo. Voglio solo ricordarti che come me la pensano alcuni milioni di persone in Italia che hanno rappresentato la maggioranza alle elezioni. E non permettiamo che una minoranza rissosa e con la naturale inclinazione al TIFO da stadio, faccia sommosse solo per aver perso. In questo modo e con questa ormai famosa presunzione, non solo si perde ancora, ma addirittura la storia insegna che si esce fuori dal parlamento, dalla politica, dal dibattito e dai riflettori.
Ti regalo un altro bel sorriso
caro Pippa.
26 novembre 2009 a 10:50
MARTINA
ops….Pippo. Je suis désolé, j’ai eu tort.
26 novembre 2009 a 11:01
Nick
@Martina
Quanti errori possono fare al massimo i magistrati in un giorno affinchè tu possa dire che la magistratura non è un sistema che funziona malissimo in termini di rapporto tra le persone colpevoli condannate e innocenti? Zero?
Applica lo stesso discorso ai medici.
Anche tra i medici ci sono quelli che sbagliano.
E in alcuni casi uno sbaglio può portare persino alla morte del paziente.
Ma per questo non diciamo che l’intera categoria fa schifo.
Se si è convinti che un medico ha sbagliato in malafede (es. clinica santa Rita) allora si può dire che quel medico è un incapace. Lo stesso per un magistrato.
26 novembre 2009 a 11:12
pippo io
c’est pas la prèmiere fois que tu as tort!
beh meglio un sorriso.
a me che una si chiami martina o pina poco importa, ma vediamo le cose da angolazioni diverse.
Anch’io vivo nel paese più bello del mondo, sono stato anche fuori da questo paese, ma ci sono tornato volentieri, proprio perchè è il più bello del mondo e mi da fastidio che venga rovinato da una classe dirigente autoreferenziata ed inetta, e proprio per queste caratteristiche, prona al potente. Non ho visto grandi cose realizzate di quelle promesse a partire da quel milione di posti di lavoro in più, proclama generico, per passare alle famose 3 i. ah ma quelli erano proclami per tenere occupati i comunisti mentre si facevano le vere riforme. AAAAh ho capito.
A chi si vergogna dell’italia e dice che se ne vuole andare, forse non se ne va perchè ha qua i suoi affetti e i suoi risparmi, non pensi?
parassita fannullone? e chi sarebbe costui? forse parli di chi studia ancora all’università?
ah dimenticavo, volevo solo ricordarti che come te non la pensa la maggioranza degli italiani, quella che non è andata a votare e che, pur andandoci, non ha ahitè votato berlusconi e alla quale probabilmente interessa un fico secco di stare sotto i riflettori (a far che? ad abbronzarsi? a vivere di luce riflessa da altri? a fare lo yes-man o yes-woman pur di scalare posizioni in azienda? no dimmi).
Poi spiegherai magari come intendi non permettere che una minoranza rissosa faccia sommosse.
saluti Latrina OPS martina
26 novembre 2009 a 11:59
enrix
@enrix
“posso capire che si possa dire che i magistrati hanno sbagliato a archiviare l’inchiesta. in questo caso però si dovrebbe anche dire perchè. cosa avevano scoperto i ROS?”
E lo chiedi a me? Chiedilo a Travaglio, Bolzoni, Viviano , che per ogni peto che tira Schifani gli fanno l’analisi dei millilitri percentuali di mercaptano.
Lì c’erano 44 richieste di provvedimenti cautelari consigliati dai ROS alla procura nei confronti di papaveri dell’imprenditoria e della politica, (che poi erano niente, in confronto a quelle che presentavano quotidianamente in quel periodo alla Procura di Milano, per reati dello stesso tipo, dove venivano accolti), delle quali la maggior parte gettate nel cestino ed archiviate da Giammanco e colleghi il giorno dopo la morte di Borsellino.
Non solo. Dalla procura sono pure partite copie del rapporto per informarne i mafiosi.
Vedi un po’ tu. Magari se lo chiedi a Travaglio, informatissimo, ti dà l’elenco di quelle persone su cui non si è voluto procedere nelle indagini.
Comunque attendi pure in poltrona, che i fuochi artificiali su quell’inchiesta sul mio blog, non sono ancora arrivati. Ci vuole solo un po’ di pazienza.
“Non posso invece capire che lo hanno fatto per le ragioni che tu esponi nel tuo sito e che trovo infamanti.”
Ma di che cazzo parli? Io nel mio sito espongo solo fatti. Di che infamie parli? Vedi di spiegarti, magari.
“Chi è che manovra le fila del TUO truman show?”
Tua sorella. Sorpreso?
Mi sembra il minimo che posso rispondere ad una domanda sciocca ed offensiva. Non appena qualcuno smaschera le messinscene della lobbyes cui partecipa Travaglio, ci deve esser per forza qualcuno che deve tirar le fila.
Una forma di onestà intellettuale che metta mano a simili porcherie, a sè stante, non prezzolata, per i fans di Travaglio non può esistere.
Pertanto si innesca un meccanismo psicologico: se Tizio è efficace nel contrastar Travaglio, se è abile in questo e non è pirla, allora deve essere per forza manovrato. Uno intelligente ed in buona fede allo stesso tempo, non può andare contro Travaglio in coscienza, è impossibile.
Siete ridicoli e piccini.
“PS
Non riesco a capire come tu possa aver accusato Travaglio di aver manipolato una frase, riferendoti a una frase che Brusca ha pronunciato nel 1996, al tribunale di Firenze e quindi non nel 1998 DAVANTI A SABELLA.
Affermi candidamente di non aver mai letto quei verbali.
E la ricerca delle fonti?”
Tanto per cominciare, è Travaglio a sostenere che la prima volta ASSOLUTA che Brusca ha parlato della trattativa, è stato davanti a Sabella a partire del 1998. Ed in quel contesto cita quella frase. Che invece è del 1996. Leggi bene, e se ne hai bisogno magari anche con gli occhiali:
“è PROPRIO DAVANTI A LUI (nel 1998 – ndr) che Giovanni Brusca mette a verbale le PRIME dichiarazioni sulla trattativa del Ros con la mafia che, disse l’esecutore materiale della strage di Capaci (nel 1996 – ndr) , produsse quella di via d’Amelio perché “siamo stati pilotati dai Carabinieri”
Una bella presa per il culo per chi legge, non trovi?
Quindi idem come sopra. Di queste cialtronerie giornalistiche chiedi conto a Travaglio, e non a me. Tu credi che prendertela con me perchè non avrei saputo capire bene una bufala dui Travaglio, nel senso che era ancor più bufala che non alle apparenze, mi scandalizzi e mi porti al colmo del vaso?
Sei un illuso. Per me con i fans di Travaglio il colmo non esiste.
Sono pronto a vedere e sentire qualsiasi capriola.
Comunque c’è un virgolettato di Sabella che riporta questa frase in una sua intervista del luglio scorso. Quindi Travaglio lascia capire che quel virgolettato appartenga ad uno dei verbali di interrogatorio Sabella-Brusca, che sono secretati (invece così non era, ma io purtroppo non sono pagato da nessuno, anche se ti fa piacere pensarlo, e quindi non ho tempo di stare dietro a tutte le asinerie di Travaglio per correggerle. Non sono un insegnante di scuola media). Quindi caro Nick, se Travaglio mi cita una frase di Brusca dicendo che appartiene ad un interrogatorio di Sabella, e Sabella in un intervista cita la stessa frase, fra vigolette, in una sua affermazione testuale, RIVELANDONE L’ESATTA FONTE, io come fonti sono più che a posto. Se c’è qualche ulteriore pasticcio, l’han fatto loro, non io.
Comunque tranquillo, il verbale originale, l’ho reperito. Ricordati se un verbale è difficile da reperire, è sempre perchè è succoso per il sottoscritto. E’ una regola che ho imparato negli anni.
Infatti era succoso. E’ ancor peggio di com’è descritto non solo da Travaglio, ma anche da Sabella. Ci sto facendo un articolo, ma infrango una regola e te lo anticipo:
AVVOCATO Li Gotti: Lei stamane ha usato un’espressione che vorrei che confermasse o che esplicitasse. Lei ha usato l’espressione: “siamo stati pilotati”.
Prima di tutto, prima domanda: sulla base di quali fatti lei ha utilizzato questa parola? Se cioè sulla base dei fatti da lei conosciuti, o sulla base dei fatti conosciuti e integrati dalla giornali.
E poi esattamente cosa voleva dire con l’espressione: “siamo stati pilotati”.
IMPUTATO Brusca G.: Aspetti. Se ho sbagliato il modo di dire, cioè la parola “pilotati”, io credo di aver spiegato in questi tre-quattro giorni che nessuno mai ci ha detto: ‘fate questo, fate quell’altro’. Cioè, non c’è stato mai un contatto o un patto tra Cosa Nostra e chi dall’altro lato del tavolo. Nel senso che, in base agli eventi, siamo stati giocati, o perlomeno, PER QUANTO RIGUARDA GLI ATTENTATI AL NORD E PER QUANTO RIGUARDA LA SITUAZIONE BELLINI, SIAMO STATI CO… NO COINVOLTI, STRUMENTALIZZATI. Nel senso che il Bellini, come ho detto poco fa, è riuscito a farci il lavaggio del cervello, nel senso dando tante di spiegazioni. Nel senso, dice: ’se togliete una persona fisica, muore un papa e se ne fa un altro, come se togliete un monumento, quello non si potrà mai più rifare’.
Quindi ci siamo presi dall’entusiasmo di questi suggerimenti, indicazioni, consigli, chiamiamoli come vogliamo, ma che non significano patto o mandante esterno, nella maniera più categorica. Quindi se ho detto pilotati, non pilotati perché c’era un patto. Che qualcuno, indirettamente ci siamo sentiti giocati, beffati, non so trovare il termine giusto. Ma che non sia, che … che diventasse patto fra Stato e Cosa Nostra..
Come volevasi dimostrare. Brusca parla PER QUANTO RIGUARDA GLI ATTENTATI “al nord” e quindi quelli del 93. (O a te e a Travaglio risulta forse che Palermo sia al nord?) Quindi Travaglio è stato malandrino, esattamente nei termini che ho descritto nel’articolo.
Come vedi, è difficile prendermi in castagna. Anche quando non ho immediatamente sotto mano i verbali integrali.
E lo sai perchè? Perchè io, su questa vicenda, ho ragione.
E’ come la vedo io, e non come te la vogliono far vedere nel Truman Show.
“Inoltre ti informo che Sabella la pensa come Travaglio (ha elogiato l’articolo del Fatto) e non ha riscontrato alcuna manipolazione nelle parole di Brusca.”
Eh già, ci manca ancora che Sabella vada a far le pulci ad un suo compagno di merende, magari pure perchè io ho smascherato la bufala su un blog da 300 contatti al giorno.
Guarda che io conosco Sabella ed i suoi rapporti con Travaglio molto meglio di quanto tu pensi. E presto ne riparlerò, nel blog, stai sereno.
“E lui dovrebbe saperlo. Molto meglio di te”
E infatti lo sa, lo sa. Vai tranquillo.
Leggiti bene il verbale. Sabella lo ha riassunto, riferendosi correttamente alle stragi del 93, quelle “del nord”.
Travaglio ha trascinato la frase di Brusca con quel riferimento a Via D’Amelio, con l’assenza di precisazioni su “pilotati”, e con la sua collocazione temporale al 1998, ad avere ben tre significati che non aveva.
Ma ci mancherebbe ancora che Sabella vada a far le pulci ad un giornalista cjhe sta sulla sua stessa barca. Per piacere.
Lo ha fatto per la frase su Grasso, poichè costretto dalla carica istituzionale del Procuratore Generale.
Se ero io a contestargli un falso, non mi prendeva neppure in considerazione.
26 novembre 2009 a 12:26
Marco Caruso
@ enrix: sei davvero un GRANDE!!!!
26 novembre 2009 a 13:03
Nick
Ok.
Capisco qundi che quello che sai è che erano state aperte delle inchieste a carico di certe persone. E che queste sono archiviate dai magistrati.
Non sai NULLA in merito al contenuto delle inchieste e cioè se queste inchieste erano fondate o meno.
Sulla base di questo scrivi un articolo di questo tipo
http://segugio.splinder.com/post/21685384/QUEL+CALDO+MESE+DI+LUGLIO
e parli del fatto che esprimi FATTI e non SUPPOSIZIONI?
Qua il rapporto tra FATTI e OPINIONI è di 1 a 1000.
Mi scuso se ho detto che hai scritto accuse infamanti.
Non trovavo un’altro termine.
Vogliamo dire meglio SUPPOSIZIONI GRAVI A CARICO DI CERTI MAGISTRATI NON SORRETTE DA NESSUNA PROVA?
Anche Travaglio qualche volta le fa. Ma almeno lui si riferisce a sentenze.
Tu a che cosa ti riferisci? Alla DATA nella quale un’indagine è stata archiviata? Per me non è sufficiente.
Scusa chiudo qui per ora …. sono impegnato in altre cose.
To be continued.
26 novembre 2009 a 13:28
Mork
Martina
non hai indicato quante sono le cause civili e penali presentate dal dopo guerra ad oggi… su cara datti da fare e produci.
E visto che ci sei posta il link allo studio dell’eurispes sui 4 milioni di errori giudiziari e poi ognuno di noi farà le sue considerazioni rispetto alla volontà di accettare il “rischio” oppure no.
PS. visto che sei sbadata ti faccio notare che stai sbagliando, non è Lafitte ma Mork…andiamo proprio bene.
Enrix,
a me sembri il mercaptano più grande tra quelli espulsi da Schifani… ma cosa credi di avrere dimostrato? E tu Caruso a dargli pure corda… bimbi, qui, e lo ripeto, non siamo al doposcuola dei salesiani.
26 novembre 2009 a 14:10
tequilero
Sui dati dell’Eurispes servirebbe un chiarimento.
“Errore giudiziario” si verifica quando una persona condannata al termine di tre gradi di giudizio viene dichiarato innocente a seguito di un processo di revisione.
Si tratta, quindi, di stabilire cosa intende l’eurispes con quel dato.
Se parla di errore giudiziario vuol dire che dal dopoguerra ad oggi oltre 4 milioni di persone sono state condannate in via definitiva e che ci sono stati oltre 4 milioni processi di revisione che hanno ribaltato sentenze ormai passate in giudicato.
Se, invece, il termine viene interpretato in sensa allargato allora nel numero sono ricomprese anche le persone indagate e poi prosciolte perchè il fatto non sussiste nei tre gradi di giudizio.
26 novembre 2009 a 14:44
MARTINA
@ Nick: Applica lo stesso discorso ai medici.
Anche tra i medici ci sono quelli che sbagliano.
Ovvio. Anche i medici sbagliano, per questo ci sono circa 200 morti al giorno che muoiono per errore sanitario. Dai Nick per favore…..
Caro Pippo vedi che anche tu ridi? Bene. Sono contenta di averti strappato qualche sorriso…..ora potrei dire anche io “Pippo ride—-evviva Pippo”..
Quanto alla maggioranza-minoranza io parlo sempre della maggioranza dei votanti alle elezioni. Non parlo mai di maggioranze o minoranze assolute. Lo avevo anche specificato caro Pippone, aspettandomi quest’altra ovvietà da parte tua. Quanto ai proclami e alle promesse mantenute e non, che dire? Volentieri ribadisco che la maggioranza alle elezioni postume alle politiche, la vede esattamente dalla mia angolazione. Lo so che non ti piace , ma è così.
Infine quanto ai fannulloni parassiti che per me ce ne sono eccome in ogni dove, quindi perchè no, anche all’università….per te invece, tutti in Italia se la sudano ma poveretti sono incompresi, sottopagati, sottovalutati e sotto sotto…..gatta ci cova direbbe Vauro ad annozero. Suvvia Pippone….un po di onestà e meno preconcetti. S’il vous plaît.
26 novembre 2009 a 14:47
MARTINA
Per Caruso.
Ho richiesto la tua amicizia su FB. Grazie per averla accettata. E complimenti per le foto. Saluti alla tua ragazza.
26 novembre 2009 a 14:53
enrix
“bimbi, qui, e lo ripeto, non siamo al doposcuola dei salesiani.”
E allora tu che ci fai qui? hai marinato?
26 novembre 2009 a 14:59
Marco Caruso
@ martina: è stato un piacere. Grazie dei complimenti per le foto…
26 novembre 2009 a 16:01
pippo io
certo martina che non mi piace che la maggioranza votante la veda come te e non come me! dovrei starmene buono buono e quando intravedo una maggioranza votante o attiva andargli dietro per il solo fatto che è maggioranza votante e/o attiva?
tre sorrisi
Cos’è per me in italia non lo sai, però è più comodo per te forse parlare con la proiezione di comunista che hai te nel tuo io.
Appunto martruzza, un po’ di onestà e meno preconcetti, ma soprattutto occhi bene aperti: non c’è teoria neolib o trotzkista che dia migliori soluzioni rispetto a quanto può fare il tuo cervello.
26 novembre 2009 a 17:38
Nick
“Chi è che manovra le fila del TUO truman show?”
Allora enrix, vediamo di capirci.
Non sto dicendo che tu sia pagato da qualcuno.
E’ innegabile però che tu credi o dici di credere che noi viviamo in una sorta di Truman show, in cui magistrati, politici, e giornalisti (alcuni in buonafede e altri NO) ci nascondono i moventi che hanno portato alla morte di Borsellino parlando di una trattativa che non è mai esistita. Lo hai detto tu.
Questi sono accuse gravi. Qua non si tratta di decidere se Travaglio ha aggiustato un virgolettato per dire una cosa sfavorevole a Berlusconi.
E nemmeno stai dicendo che mente per avere popolarità..
Tu parli di un COMPLOTTO di dimensioni colossali, in cui sono implicati politici, giornalisti e magistrati e che ha uno scopo CRIMINALE.
Per questo ti chiedevo se conosci chi manovra le fila di questo oscuro complotto e lo chiamo il TUO Truman show, perchè per quanto mi riguarda non ci credo.
Non mi interessa che tu abbia cercato di demolire l’articolo di Travaglio.
Travaglio è una persona che stimo ma non è detto che non possa sbagliare.
Un esempio? La telecamera sul lampione. Non è mai esistita. Travaglio ha preso questa notizia (in buonafede o in malafede non so) dalla requisitoria del pm Vincenzina Massa. In quella requisitoria si legge che all’inizio alcuni carabinieri (se non sbaglio Balsamo) pensavano che ci fosse una telecamera sul lampione. E che Ultimo l’aveva staccata.
Leggo le sentenze, mi informo, e, se non ti dispiace le conclusioni non me le lascio suggerire nè da te nè da Travaglio.
Ho contrastato il MODO in cui hai parlato dell’articolo di Travaglio
qui: http://ilpensatore.wordpress.com/2009/11/18/zac-zac-travaglio/#comments
(se vuoi puoi rispondermi nel merito)
a) riferendoti a una frase del 96 invece che del 98, quando TUTTO l’articolo di Travaglio parla dei verbali di Sabella. E se non li conoscevi come potevi dire che la frase non era presa da lì?
b) dicendo alcune inesattezza a proposito del fatto che Brusca nel 98 ha cambiato versione nel giro di un mese. Da quanto dice il Corriere le cose non stanno così. E le cose che ci sono scritte Brusca le ha dette proprio al processo di Firenze. Non discuto sulla veridicità delle sue affermazioni (Brusca non si è mai rivelato un pentito del tutto affidabile). Ma è sbagliato dire che al processo di Firenze ha cambiato versione nel giro di un mese.
c) citando l’articolo di Repubblica a pag. 9 invece di quello a pagina 1 per dimostrare che l’articolo di Repubblilica di cui parla Travaglio NON era incentrato su Lo Forte.
Ma tu vai a pagina 9 per vedere le notizie più popolari?
Devo dire infatti, e mi dispiace dirlo, che, secondo me, per sostenere le tue tesi, tu SPESSISSIMO adotti metodi scorretti. E le scorrettezze che ho notato più volte sono una variante più o meno elaborata del cosiddetto metodo taglia-e-cuci che dici che Travaglio utilizza spessissimo.
Penso che in un certo senso ti diverti a demolire Travaglio. E che calchi un pò la mano.
Questa è una mia convinzione e sarei ipocrita a non dirlo. E questa cosa che penso di te (posso sempre cambiare idea però) non la penso di molti altri che sono contro Travaglio: parlo ad esempio di Marco Caruso.
Comunque hai fatto anche degli articoli encomiabili (esempio: esame calligrafico dei papelli)
Allora: la prima volta in assoluto che ti dico queste cose in maniera diffusa è questa.
Ciò però non vuol dire che non te l’abbia mai detto prima (e se ti ricordi bene è così). Se te ne ricordi ne abbiamo già parlato. Ed è qui che tutto si gioca.
Citi:
“è PROPRIO DAVANTI A LUI (nel 1998 – ndr) che Giovanni Brusca mette a verbale le PRIME dichiarazioni sulla trattativa del Ros con la mafia che, disse l’esecutore materiale della strage di Capaci (nel 1996 – ndr) , produsse quella di via d’Amelio perché “siamo stati pilotati dai Carabinieri”
Verissimo, nell’articolo di Travaglio c’è scritto questo. Ma la prima cosa che TU mi insegni è che una frase di per sè non significa niente.
Una frase va inquadrata e interpretata nel suo giusto contesto.
E il contesto è l’articolo di Travaglio dove DALL’INIZIO ALLA FINE SI PARLA DEI VERBALI DI SABELLA
(consiglio a tutti di leggerlo interamente non solo per capire questa discussione, ma anche perchè Sabella, magistrato antimafia
che secondo Travaglio (chissà se è vero?) ha catturato:
“Leoluca Bagarella, Giovanni ed Enzo Brusca, Pietro Aglieri, Nino Mangano, Vito Vitale, Mico Farinella, Cosimo Lo Nigro, Carlo Greco e decine di altri fra capimandamento, killer stragisti e potenti uomini d’onore”
dice cose che sono INTERESSANTI che dovrebbero essere motivo di riflessione PER TUTTI.
Oggi quest’uomo ha avuto la carriera stroncata e non si occupa più di mafia.
Sabella le ha dette lui quelle cose o l’articolo è stato interamente manipolato?
In altre parole è deficiente o connivente (con Travaglio) secondo te?
http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/11/13/alfonso-sabella-un-giudice-stritolato-dalla-trattativa/
Cito dall’articolo una parte dell’articolo che spiega il senso della frase che hai (correttamente) citato:
“Oggi la trattativa Stato-mafia e il “papello” sono sulla bocca di tutti. Ma quando Brusca ne parlò diffusamente davanti a Sabella, era la prima volta in assoluto. Il boss pentito vi aveva già accennato il 10 settembre 1996 dinanzi ai pm di Palermo, Caltanissetta e Firenze. Vi aveva fatto di nuovo cenno il 21 gennaio 1998 davanti alla Corte d’Assise di Firenze che stava processando mandanti diretti ed esecutori materiali delle stragi del 1993. Subito dopo fu preso a verbale da Sabella, il 23 febbraio 1998, poi il 22 aprile dello stesso anno e infine il 19 marzo 1999. Gli parlò diffusamente del papello consegnato da Riina al Ros fra Capaci e via d’Amelio. Gli fece intuire il nome dell’al l o ra (estate 1992) ministro dell’Interno Nicola Mancino a proposito della “linea morbida” dello Stato fra le due stragi. Gli raccontò che il covo di Riina non era stato perquisito dal Ros nel timore di trovarvi le carte che provavano la trattativa e che il boss dei boss teneva con sé in cassaforte; e che la cattura di Riina era stata il frutto del tradimento degli uomini di Provenzano, che l’avevano di fatto consegnato ai carabinieri. Brusca rivelò pure che, da “indagini interne”, era giunto alla conclusione che, verso settembre del 1992, un certo Francesco Brugnano aveva, per conto di Provenzano, riferito notizie su Riina al maresciallo Lombardo affinché le girasse al Ros. Lo stesso Lombardo, infatti, nella lettera lasciata prima di suicidarsi il 4 marzo 1995, aveva citato un proprio contributo alla cattura di Riina, di cui non c’era alcuna traccia ufficiale. Il 26 febbraio ‘95, proprio pochi giorni prima del suicidio, il cadavere di Brugnano era stato fatto trovare nel bagagliaio di un’auto sotto la caserma di Terrasini (dove Lombardo prestava servizio). Infine Brusca aveva spiegato a Sabella che nel 1993 si era verificata una biforcazione fra l’ala Provenzano legata ai partiti della prima Repubblica e l’ala Riina (capeggiata, dopo la cattura di Totò u’ curtu, dal cognato Leoluca Bagarella) legata alla nascente Forza Italia ideata da Dell’Utri. I tre esplosivi verbali furono secretati da Sabella, in attesa di essere approfonditi . Qualche mese dopo, nel rush finale del processo Andreotti in primo grado, Caselli lascia Palermo dopo quasi sette anni e si trasferisce al Dap, nella Capitale. Sabella, prima di trasferirsi anche lui a Roma, lascia gli esplosivi verbali di Brusca al nuovo procuratore Piero Grasso. Ma, nei cinque anni della sua gestione, non verranno mai approfonditi. Oggi che la tesi di Brusca trova conferme da varie fonti, anche esterne alla mafia e dunque insospettabili, Sabella si interroga: “Sono paranoico, oppure sono autorizzato a farmi certe domande?”.
Ecco qua si spiega il senso delle cose che Brusca riferisce a Sabella.
E’ INNEGABILE che questa volta Brusca dice a Sabella cose nuove, che non aveva mai detto prima in merito alla trattativa. Cose che come dice Travaglio (in maniera confusa a dire la verità) aveva accennato (vedi Corriere) al processo di Firenze.
E’ cioè la PRIMA VOLTA che Brusca parla della trattativa in questi termini.
QUESTO è quello che intende dire Travaglio.
E cito Sabella
“Sono stato il primo a raccogliere, già dieci anni fa, le rivelazioni di Brusca sulle stragi, la trattativa e la mancata perquisizione del covo di Riina. Il primo (con Ilda Boccassini) a dubitare dell’attendibilità di Scarantino. Ho tagliato fuori il Ros dalla cattura dei grandi latitanti, ho addirittura chiesto di esonerarlo dalle indagini per la cattura di Provenzano. Ho fatto saltare il complotto provenzaniano del ritorno a delinquere dei pentiti. Ho mandato all’aria due volte l’ultima versione della trattativa (o meglio dell’accordo), quella chiamata ‘dissociazione’. E, da cacciatore di mafiosi che ero, sono stato cacciato dal Dap e quasi cacciato dal Csm. Da predatore a predato. Intanto tutti quelli che in questi 17 anni hanno favorito la trattativa hanno fatto carriere strepitose. Sono paranoico, oppure sono autorizzato a farmi certe domande?”
—————————————————————————-
A proposito dei verbali.
Dici che nei verbali ci sono scritte quelle cose: Benissimo. Ti credo.
Ma credo anche a Travaglio e a Sabella.
Perchè quelle frasi IN SE’ NON SIGNIFICANO NIENTE.
Non ci dicono ad esempio cosa Brusca pensava di quello che era avvenuto PRIMA
E non ci dicono se le cose che dice SABELLA (attenzione non Travaglio) sono vere o no.
Pubblica i verbali interamente (se puoi) e poi ne riparliamo
SENZA TRUCCHI E SENZA INGANNI
Voglio i verbali dall’inizio alla fine.
Io sono sempre pronto a cambiare opinione.
E a entrare nel Truman show
PS
Per favore però rettifica le cose su Caselli
26 novembre 2009 a 18:02
Nick
Non vedo il commento
26 novembre 2009 a 18:08
Nick
Ok.. è ricomparso.
26 novembre 2009 a 18:15
Marco Caruso
scusa Nick…fai bene ad avvisarmi, perchè a volte finiscono nello spam e devo sbloccarli prima che tu possa vederli!!!
26 novembre 2009 a 18:26
Mork
enrix, per carita! …sono modi di dire caro.
e ricordati di portare il cero dietro la sagrestia, c’è il prete che ti aspetta
Dai, siamo seri Enrix, tu ti poni come se potessi andare al processo e spiegare a tutti quella fulgida verità che possiedi nelle tasche! …sei comico più te che grillo, lasciatelo dire.
26 novembre 2009 a 18:51
Nick
http://fabio-vagnarelli.blogspot.com/2009/07/sabella-patto-mafia-stato-potevamo.html
Spero non si dica che anche qui le parole di Sabella sono state manipolate.
26 novembre 2009 a 19:31
enrix
“enrix, per carita! …sono modi di dire caro.”
Ma non mi dire.
La mia invece non era una battuta. Ero davvero convinto che tu avessi marinato il sostegno.
“e ricordati di portare il cero dietro la sagrestia, c’è il prete che ti aspetta”
Dovrei prima sapere dov’è la sagrestia, visto che so a mala pena dov’è la chiesa. Il prete poi, non lo conosco, non so neppure come mi si chiami. Che diavolo mi aspetterebbe a fare, secondo te?
“Dai, siamo seri Enrix, tu ti poni come se potessi andare al processo e spiegare a tutti quella fulgida verità che possiedi nelle tasche! …sei comico più te che grillo, lasciatelo dire.”
Mi fa piacere che tu ti diverta, all’idea che qualche milione di plagiati come te in questo momento stia sospirando di commozione per la sortita nelle aule di giustizia e sulla stampa nazionale ed internazionale di due patacche apòcrife presentate al mondo come la prova del movente delle stragi.
Continua pure a leggere, vedrai che risate.
A Nick, rispondo dopo. Ora ho da fare.
26 novembre 2009 a 21:08
MARTINA
@ Pippo: dovrei starmene buono buono e quando intravedo una maggioranza votante o attiva andargli dietro per il solo fatto che è maggioranza votante e/o attiva?
E chi lo vuole? Non devi assolutamente startene buono buono e seguire la maggioranza.Anzi devi fare esattamente quello che fai. Sennò ci privi dell’immenso piacere del confronto da cui usciamo forti e vincenti e da cui voi uscite con le ossa rotte. Se anche tu stessi con la maggioranza tutto questo non sarebbe più possibile. E la verità non verrebbe mai a galla.
27 novembre 2009 a 09:24
pippo io
quanta bella retorica martino/a, come sono belle tutte queste frasi da dispaccio mescolate random e ripetute a ciclo continuo. Non c’è alcun confronto, te lo stai facendo da solo/a con te stesso/a.
il mondo martino/a, vincente come caruso in una discussione!
27 novembre 2009 a 10:33
MARTINA
@ Pippo: queste frasi da dispaccio mescolate random e ripetute a ciclo continuo.
ehehe che linguaggio!!! Ah… questi ragazzi di sinistra! Bisogna davvero stargli dietro!! Sarebbe bastato un semplice: “ragionamento in random-ciclico” per evitare un arzigogolo inconsistente,inefficace e stilisticamente orribile: ” queste frasi”, “dispaccio”….e sul finale la bellissima ” ripetute a ciclo continuo” che nel contesto assume sinonimia affine. Terribile Pippo. Terribile.
Ad ogni modo lo sforzo è ammirevole. Quanto al tuo vaneggiamento sulle possibili ipotesi circa la mia identità….che dire? Siamo tutti abituati alle vostre masturbazioni cerebrali. Coraggio. Passerà.
27 novembre 2009 a 11:00
Nick
@Martina
“Sennò ci privi dell’immenso piacere del confronto da cui usciamo forti e vincenti e da cui voi uscite con le ossa rotte”
Non vorrei essere polemico. Ma queste parole mi sembra di averle sentite da qualche altra parte.
Allo stadio.
27 novembre 2009 a 11:42
Mork
Nick (27 Novembre 2009 a 11:00),
la testa (riferito a martina) è quella… povera Italia, è pure convinta proprio come il pugile al tappeto che commenta: “si però, quante gliene ho dette”.
Uno dei danni maggiore apportati dallo psiconano al paese è proprio questo meccanismo di confronto dal tenore calcistico… mi fa vomitare lui e tutti quei miseri cervelli che lo adottano.
27 novembre 2009 a 11:52
Nick
@enrix
Se poi ti vuoi riferire solo a quella frase e non all’intero articolo, come sarebbe LOGICO fare essa dice questo:
Per la prima volta nel 1998 Brusca ha parlato della trattativa tra i ROS e dicendo che la trattativa ha portato alla strage di via d’Amelio.
Già. Il significato è proprio quello evidenziato in ROSSETTO sul tuo sito
Prima di allora Brusca aveva detto quelle cose?
No. Nel 1996 aveva detto tutt’altro.
E quindi è fuori luogo citare una frase del 1996.
Perchè io devo credere che la frase citata da Travaglio sia quella che dici tu?
Perchè è simile?
Ma anche nel 1998 nel processo di Firenze parla del fatto che sono stati pilotati.
Travaglio dice che Brusca ha detto quelle cose e che sono nei verbali
Sta a TE dimostrare che non è così.
Pubblicando INTERAMENTE quei verbali, che dovrebbero parlare da sè.
Senza che ci sia il bisogno di costruirci un ragionamento.
Intanto se li stai leggendo ti auguro buona lettura.
E sono convinto che avrai delle sorprese.
PS
Non mi interessa discutere dell’attendibilità delle parole di Brusca. Mi interessa capire se quelle cose le ha dette (come dicono Travaglio e Sabella) o no.
PPS
Come te li sei procurati?
27 novembre 2009 a 12:34
MARTINA
@ Mork: Uno dei danni maggiore apportati dallo psiconano al paese è proprio questo meccanismo di confronto dal tenore calcistico… mi fa vomitare lui e tutti quei miseri cervelli che lo adottano.
Analizza tu stesso caro Mork il linguaggio mio e tuo e poi datti una risposta per dirla alla Marzullo. Qual è più calcistico e da tifoseria il mio o il tuo ? Secondo te uno che non sa esprimere un concetto di senso compiuto se non usa la parola Psiconano e uno che non sa discutere se non sputa veleno come nelle parole “miseri cervelli”, o “vomitare”….può mai dire ad un altra persona che usa un teore calcistico? Dai su Mork…non essere ridicolo. Ma perchè amate così tanto farvi del male? Ma non vi basta esservi autodistrutti con questo atteggiamento? Cos’altro volete farvi?
E poi quella del pugile è meravigliosa!!!
Io sarei il pugile a cui è stato inflitto un k.o.? Ma vedi che non sai uscire fuori anche da metafore sportive? E poi dici che altri hanno tenore bla bla bla…..? Mork….ho capito. E’ meglio parlare con Pippo…..il che la dice lunga.
Sarai ignorato per palese scoordinamento intellettivo.
27 novembre 2009 a 14:16
pippo io
beh martin/i, per te sarebbe/ero stato/i sufficiente/i “i comunsiti sono cattivi e io sono buona” per evitare qualche paginata di post.
Dai vincente/i, puoi vincere meglio, non vedi che sono a pezzi? insistisci!
comunque hai capito bene quello che volevo dire, l’hai detto meglio te poichè sei brava e hai capito bene il concetto, avendocelo evidentemente ben presente: peccato che tu mi sia scivolata su “ragionamento”.
minchia sei almeno 3-0!
27 novembre 2009 a 14:29
Nick
@Martina
Sono convinto che nelle parole di Mork ci sia un fondo di verità.
Insomma quello che voglio dire è questo: prima della sua discesa in campo nessuno aveva mai parlato di un’Italia che odia e di un’Italia che ama.
Questa concezione manichea della politica e della società è tutta berlusconiana.
E con questo non intendo dire che solo i berusconiani la utilizzano. Anzi . E’ molto utilizzata anche a sinistra. Ma l’ha introdotta Berlusconi.
Molto spesso la si usa senza che ce ne si renda conto. E in questo modo si chiude il dibattito.
Qualche giorno fa avevo postato un link alle parole di Granata. Questo
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200911articoli/49657girata.asp
Mi dici che ne pensi?
27 novembre 2009 a 14:55
pippo io
Diciamo che ai miglioristi di sinistra, figli della rigidità partitica che raggiunsero il loro sollucchero con la “gioiosa macchina da guerra” di ochettiana memoria, si sono sostituisti i miglioristi di destra, mirabile sintesi di talebanesimo cattolico e conservatorismo di stampo massonico.
La concezione manichea che cita nick, applicata al berlusconi, non è altro che una tecnica teatrale, di origine e sviluppo cinematografico, utilizzata nel campo del marketing che tende a creare empatia tra il protagonista (berlusconi) ed i suoi lettori: c’è una storia in cui un eroe scende in campo per salvare l’italia dai comunisti, ma i nemici magistrati gli si mettono di mezzo. Berlusconi cerca di combatterli, ma i magistrati cattivi sono così perfidi da mettergli in continuazione il bastone tra le ruote. In più la principessa Veronica, quella ingrata zoccola, salvata praticamente dal marciapiede dal nostro eroe, lo abbandona senza cuore cercando di portargli via il suo tesoro. Ce la farà il nostro ataru moroboshi a sconfiggere tutti i suoi nemici (cominciano ad essere un po’ tantini) e a salvare l’Italia dai comunisti?
Hai capito martina? Ti stai guardando un cartone animato, non ti sembra un po’ troppo per la tua supposta età? ma toglierei età e lascerei supposta? eh? eh? eh?
28 novembre 2009 a 00:22
Anonimo
@enrix
Mi sono improvvisato Segugio.
Ho seguito le tue orme.
Sono entrato nel Truman Show.
E sono rimasto senza parole…
http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?file=../documenti/dibattimento-1/udienze/980119.txt
@Marco
Marco, per favore riflettici su
28 novembre 2009 a 00:24
Nick
Ero io ……
A me tutto ciò lascia sconcertato.
Luigi, spero che questo Natale trovi il tempo di discuterne
28 novembre 2009 a 00:25
Nick
@enrix
Tanto di cappello.
La tua coscienza è a posto?
28 novembre 2009 a 00:26
Nick
@enrix
Con questo chiudo con TE ogni discussione
28 novembre 2009 a 03:01
Nick
@tutti
Il punto è:
Quelli che enrix cita nel suo ultimo commento (citandone solo una parte, altrimenti il trucco si capisce, e precisamente quella più CONVENIENTE) sono i veri VERBALI DI SABELLA?
Cioè è questa la deposizione che Brusca ha fatto DAVANTI A SABELLA?
http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?file=../documenti/dibattimento-1/udienze/980119.txt<xt=dibatt1&vc=0&readtxt=y
O sono invece i verbali delle udienze del primo dibattimento al processo per la strage di Via dei Georgofili ???
Tutto questo dopo che enrix aveva detto:
“Comunque tranquillo, il verbale ORIGINALE, l’ho reperito. Ricordati se un verbale è difficile da reperire, è sempre perchè è succoso per il sottoscritto. E’ una regola che ho imparato negli anni.
Infatti era succoso. E’ ancor peggio di com’è descritto non solo da Travaglio, ma anche da Sabella.”
Era così “originale” o così “difficile da reperire” e così “succoso” il verbale di enrix che io, facendo una semplice ricerca su un sito, mosso da un sospetto, l’ho trovato subito.
Solo che non c’entra niente con Sabella.
Perchè Sabella non c’entra niente col processo di Firenze.
Addio enrix, divertiti con i tuoi giochini
28 novembre 2009 a 03:13
Nick
E’ sparito di nuovo il commento..
28 novembre 2009 a 09:14
pippo io
ma renatino betulla farina,lo 007 de noantri, che dichiara di voler attenuare il 41 bis per queste povere persone non dice nulla?
http://www.radioradicale.it/scheda/285416/ferragosto-2009-in-carcere-41bis-e-tortura-interviste-a-renato-farina-e-giorgio-inzani
che ridere, un patetico ciellino servo del primo potere che capita, sfigato per giunta, radiato dall’ordine dei giornalisti (ma continua a scrivere, si vede cha al Giornale regalano asili politici, altro che Brasile con Battisti) che, viste le minacce neanche più tanto velate di vuotare il sacco da parte di Cosa Nostra, si improvvisa pompiere, forte dei brillanti successi ottenuti da lui come agente segretissimo (vedi sequestro di Abu Omar e depistaggi realizzati), e mette le mani avanti, sia mai che sequestrano i beni al capo e gli tocca trovarsi un altro lavoro!
Tra Farina e l’altro deficiente che scrive suil Giornale, redazione di genova, che si spedisce le lettere minatorie fingendo che siano BR e che si fa sgamare dopo 2 giorni francamente non saprei chi scegliere.
A questo punto anche le minacce a Schifani potrebbero benissimo essere farlocche e create ad arte per “alzare la temperatura”.
28 novembre 2009 a 16:15
Nick
Mi è di nuovo scomparso il commento
28 novembre 2009 a 18:18
Nick
Un’ultima cosa su enrix. Che significa pederasta?
Non significa forse: pedofilo omosessuale?
E quindi non capisco come definendo Berlusconi pederasta si renda “la persona meglio di quello che è”, in quanto “pederasta significa omosessuale”
Questa è bellissima
“Perchè io non ho mai affermato che essere omosessuale equivale ad essere un pederasta, mio piccolo cazzone disonesto, ma che il pederasta è omosessuale, nel senso che la pederastìa è una forma di omosessualità”
E poi si parla di “gioco delle 3 carte”….
http://cronachedallimbecillario.splinder.com/
PS
I commenti osannanti sul blog la dicono molto lunga…
Queste persone non si sono minimamente accorte che enrix a metà del discorso di colpo cambiato le carte in tavola.
E poi il pericolo è Travaglio.
Già. Le cose stanno proprio così.
28 novembre 2009 a 18:22
Nick
@Marco
Forse mi manca ancora un commento, oppure ho sbagliato a postarlo.
In questo caso lo riscrivo
28 novembre 2009 a 18:24
Marco Caruso
@ nick: non so…non risulta niente nello spam…
28 novembre 2009 a 18:27
Nick
@Marco
Allora ho sbagliato io, scusa.
Più tardi lo riscrivo
28 novembre 2009 a 18:28
Marco Caruso
@ nick: mi spiace…
28 novembre 2009 a 20:51
Nick
@Marco
Niente, Marco. Spiace più a me che ho dovuto riscriverlo. Ma questo perchè ho sbagliato a postarlo e sono stato stupido, in quanto prima di postarlo non me lo sono salvato…
Piuttosto ti ringrazio perchè nel tuo spazio mi permetti di scrivere queste cose, che sono fortemente in contrasto con quello che tu pensi di enrix.
Se scrivo delle sciocchezze o cose inesatte ti prego di farmelo notare.
E spero che i miei commenti e l’ultima risposta di enrix ti abbiano fatto riflettere almeno un pò.
A proposito di un post che avevi scritto in precedenza.
@enrix
A proposito visto che ti lamentavi del fatto eri stato bannato dal forum di Travaglio perchè non pubblichi sul tuo sito i miei precedenti commenti?
E visto che ci sei pubblica anche il “succoso verbale” attribuendolo a Sabella.
Io aspetto..
Giuro che non replico però
@tutti
Che Sabella non c’entri niente col processo di Firenze è un’affermazione che ho fatto precedentemente e che adesso motivo.
Il sito che ho citato si occupa esclusivamente dei processi per le stragi del 93.
E’ possibile fare diverse ricerche nel sito, ed è possibile scaricare e visionare TUTTI gli atti dei processi. Verbali compresi
Per fare la prima cosa andare in:
http://www.strageviadeigeorgofili.org/indici/index.php
e cercare qualunque cosa spuntando “negli atti ufficiali”.
Bene. Se si fa questo e si cerca : Sabella spuntano 17 risultati.
Se poi si va a vedere uno per uno questi risultati si vede che Sabella viene citato in quanto in passato aveva interrogato alcuni testimoni e imputati.
Sabella non è quindi presente in nessuna delle udienze.
Alternativamente (possiamo pensare ad esempio che in questo caso la ricerca non ha funzionato bene: a volte capita)
si può esaminare uno per uno tutti gli atti del processo.
Per fare ciò dalla home page si va in:
Documenti ufficiali e lì ci sono tutti gli atti del processo.
Ad esempio è possibile scaricare la sentenza di primo grado (che è quella che interessa) di circa 1800 pagine.
http://www.strageviadeigeorgofili.org/sentenze/980606_motivazione.pdf
Bene. In queste 1800 pagine non c’è UN solo riferimento a Sabella.
I pm al processo erano Chelazzi e Nicolosi.
O si possono leggere i verbali delle udienze.
In particolare qui:
http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?file=../documenti/dibattimento-1/udienze/961112.txt<xt=dibatt1&vc=0&readtxt=y
c’è la “costituzione della corte” dove viene chiamato l’appello e uno per uno vengono fatti giurare i componenti che ne fanno parte.
Pertanto l’interrogatorio di cui enrix cita UNA PARTE, e precisamente quella più CONVENIENTE e che si adatta alla sua teoria non è avvenuto DAVANTI A SABELLA. Sabella non c’era.
E il verbale “originale”, “succoso” e “difficile da reperire” è una parte del verbale di udienza del processo di via dei Georgofili.
Di questo enrix dovrebbe renderci conto.
Sabella è l’ex procuratore di Palermo. E come dice enrix: “risulta forse che Palermo stia al Nord?”
Sembra che questo lo sappia benissimo..
PS
Del resto anche al processo di Firenze Brusca non dice SOLO le cose che enrix riferisce in quell’ultimo messaggio, ma parla anche della trattativa e del papello.
Basta leggere i verbali. Forse si vede meglio qui:
http://www.strageviadeigeorgofili.org/obj/bus.php?file=../documenti/dibattimento-1/udienze/980119.txt
Su una cosa enrix comunque ha ragione: Brusca è stato parecchio contraddittorio.
Ma di questo io gliene ho dato subito atto.
Comunque al processo ha Brusca ha accennato delle cose che PRIMA non aveva detto.
Il fulcro del discorso è comunque che quelli citati da enrix in risposta al mio commento NON sono i verbali di Sabella.
E questo invece è impossibile non vederlo.
Spero si sia capito
28 novembre 2009 a 20:52
Nick
Si vede il commento?
28 novembre 2009 a 21:31
Nick
Niente, probabilmente per ora internet non mi funziona bene. Lo riposto domani. Stavolta l’ho salvato. Grazie Marco
28 novembre 2009 a 21:43
Mork
Martina,
Ma ci sei o ci fai?
Le mie parole sono LA CONSEGUENZA del tuo attacco “calcistico”.
Non ti permetto di scambiare la causa con l’effetto.
Detto questo sottolineo:
STAMMI ALLA LARGA! Con gente come te non ci voglio avere a che fare nemmeno in un blog… quindi ARIA!
29 novembre 2009 a 18:34
Nick
@Marco
Il messaggio originale era questo. Vediamo se oggi funziona.
Niente, Marco. Spiace più a me che ho dovuto riscriverlo. Ma questo perchè ho sbagliato a postarlo e sono stato stupido, in quanto prima di postarlo non me lo sono salvato…
Piuttosto ti ringrazio perchè nel tuo spazio mi permetti di scrivere queste cose, che sono fortemente in contrasto con quello che tu pensi di enrix.
Se scrivo delle sciocchezze o cose inesatte ti prego di farmelo notare.
E spero che i miei commenti e l’ultima risposta di enrix ti abbiano fatto riflettere almeno un pò.
A proposito di un post che avevi scritto in precedenza.
@enrix
A proposito visto che ti lamentavi del fatto eri stato bannato dal forum di Travaglio perchè non pubblichi sul tuo sito i miei precedenti commenti?
E visto che ci sei pubblica anche il “succoso verbale” attribuendolo a Sabella.
Io aspetto..
Giuro che non replico però.
@tutti
Che Sabella non c’entri niente col processo di Firenze è un’affermazione che ho fatto precedentemente e che adesso motivo.
Il sito che ho citato si occupa esclusivamente dei processi per le stragi del 93.
E’ possibile fare diverse ricerche nel sito, ed è possibile scaricare e visionare TUTTI gli atti dei processi. Verbali compresi
Per fare la prima cosa andare in:
http://www.strageviadeigeorgofili.org/indici/index.php
e cercare qualunque cosa spuntando “negli atti ufficiali”.
Bene. Se si fa questo e si cerca : Sabella spuntano 17 risultati.
Se poi si va a vedere uno per uno questi risultati si vede che Sabella viene citato SOLO in quanto in passato aveva interrogato alcuni testimoni e imputati.
Sabella non è quindi presente in nessuna delle udienze.
Alternativamente si può esaminare uno per uno tutti gli atti del processo.
Per fare ciò dalla home page si va in:
Documenti ufficiali e lì ci sono tutti gli atti del processo.
Ad esempio è possibile scaricare la sentenza di primo grado (che è quella che interessa) di circa 1800 pagine.
http://www.strageviadeigeorgofili.org/sentenze/980606_motivazione.pdf
Bene. In queste 1800 pagine non c’è UN solo riferimento a Sabella.
I pm al processo erano Chelazzi e Nicolosi.
Pertanto l’interrogatorio di cui enrix cita UNA PARTE, e precisamente quella più CONVENIENTE e che si adatta alla sua teoria non è avvenuto DAVANTI A SABELLA.
E il verbale “originale”, “succoso” e “difficile da reperire” è una parte del verbale di udienza del processo di via dei Georgofili.
Di questo enrix dovrebbe renderci conto.
Sabella è l’ex procuratore di Palermo. E come dice enrix: “Palermo non è Firenze, non è vero?”
Sembra che questo lo sappia benissimo..
Un’altra cosa. Enrix dice che la procura ha passato il dossier mafia-appalti ad alcuni mafiosi. LO PROVI.
Quello che è certo è che sono state aperte varie inchieste e non hanno provato nessun coinvolgimento dei magistrati.
Ma anche qui, il garantismo va bene SOLO a senso alterno.
Tra le poche cose che sappiamo c’è questo.
Le accuse ai magistrati non provengono da nessun pentito, ma vengono dal capitano De Donno. Che dice che quelle cose gli sono state dette da Siino.
Siino nega. Anzi.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/11/27/siino-conferma-le-accuse-al-ros.html.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/12/13/caso-siino-moro-de-donno-non-diffamarono.html
Ecco da dove è partita l’inchiesta su CANALE.
Sorpresi?
PS
Del resto anche al processo di Firenze Brusca non dice SOLO le cose che enrix riferisce, ma parla anche della trattativa e dei ROS.
Anzi anche Mori e De Donno sono stati interrogati, per la prima volta in seguito alle dichiarazioni di Brusca, che prima non aveva mai accennato a questo.
Basta leggere i verbali.
PPS
Non è vero che nessuno prima di enrix nessuno mai aveva parlato del fatto che il dossier mafia-appalti interessava molto a Falcone e a Borsellino.
E che Giammanco e Pignatone ostacolavano Falcone.
Basta leggere i giornali dell’epoca facendo una ricerca per nome sui siti di Repubblica e del Corriere.
O leggere quello che ne diceva TRAVAGLIO (già, l’autore del complotto: quello che non dice mai niente contro i magistrati) sul libro Intoccabili:
Il metodo Giammanco-Pignatone.
Nel disperato tentativo di salvare il salvabile, di far rientrare
dalla finestra il metodo del pool scacciato dalla porta, Falcone
lascia l’Ufficio istruzione e passa in Procura come aggiunto. È,
l’abbiamo visto, il 1989. Ma anche lì la storia si ripete. Anche lì
gli «specialisti delle carte a posto», che fanno capo al procuratore
Giammanco, appena subentrato a Salvatore Curti Giardina,
gli muovono guerra per impedirgli di ricostituire il pool. La
partita si gioca, ancora una volta, sul terreno della circolazione
delle informazioni sulle indagini antimafia. Giammanco,
democristianamente, usa il metodo del doppio binario. A livello
ufficiale, nessun problema a informare il pool delle strategie
contro la Cupola e la mafia militare. Tutt’altra questione è il livello
ufficioso, quello delle informazioni e delle decisioni operative
sulle questioni più delicate, rigorosamente riservate ai
capi. Falcone, per la verità, è un procuratore aggiunto, e dunque
rientrerebbe fra questi. Ma viene tagliato fuori dal secondo
circuito, riservato a Giammanco e ai suoi fedelissimi, tra i quali
spicca soprattutto il suo consigliere e alter ego Giuseppe Pignatone,
figlio di un potente notabile democristiano (più defilato,
al fianco del procuratore, c’è anche Guido Lo Forte, il
quale, diversamente da Pignatone, si riscatterà da quegli anni
grigi nella stagione di Caselli).
Falcone, ogni volta che scopre di essere stato tenuto all’oscuro
di una decisione importante, protesta. Ma ogni volta gli «specialisti
delle carte a posto» hanno una giustificazione formalmente
ineccepibile da opporgli, un «sacro principio» da sbattergli
in faccia: quello gerarchico, che affida tutti i poteri al procuratore
capo, o quello dell’«informazione funzionale» riservata ai
pm titolari di questa o quella indagine (perlopiù pm «affidabili»
e «obbedienti» al capo). Quando proprio si è a corto di alibi, allora
ci si scusa dicendo che è stato tutto un equivoco, una svista,
un errore di sottovalutazione, una semplice dimenticanza.
Così, giorno dopo giorno, Falcone viene silenziosamente
espulso dal Palazzo. Ma, a futura memoria, decide di annotare
sul suo computer gli episodi più scandalosi di questo strisciante
ostracismo e di condividerli con l’amica giornalista Liana
Milella, la quale li pubblicherà sul «Sole 24 Ore» dopo la strage
di Capaci (quando i soliti pompieri già si affrettano a dire
che Falcone in Procura si era trovato benissimo). Eccone una
breve antologia.
Si è rifiutato [Giammanco] di telefonare a Giudiceandrea (Roma)
per la Gladio, prendendo pretesto dal fatto che il procedimento
ancora non era stato assegnato ad alcun sostituto [7
dicembre 1990].
Sollecitata la definizione di indagini riguardanti la Regione al
cap. cc De Donno (procedimento affidato a Enza Sabatino),
assumendo che altrimenti la Regione avrebbe perso i finanziamenti.
Ovviamente, qualche uomo politico gli ha fatto questa
sollecitazione ed è altrettanto ovvio che egli preveda un’archiviazione
e che solleciti l’ufficiale dei cc in tale previsione [intorno
al 10 dicembre 1990].
Dopo che, ieri pomeriggio, si è deciso di riunire i processi Reina,
Mattarella e La Torre stamattina gli ho ricordato che vi è
l’istanza della parte civile nel processo La Torre (Pci) di svolgere
indagini su Gladio. Ho suggerito, quindi, di richiedere al
G.I. di compiere noi le indagini in questione, incompatibili
col vecchio rito, acquisendo copia dell’istanza in questione.
Invece, sia egli, sia Pignatone, insistono per richiedere al G.I.
soltanto la riunione riservandosi di adottare una decisione soltanto
in sede di requisitoria finale. Un modo come un altro
per prendere tempo [18 dicembre 1990].
Altra riunione con lui, con Sciacchitano e con Pignatone. Insistono
nella tesi di rinviare tutto alla requisitoria finale e, nonostante
io mi opponga, egli sollecita Pignatone a firmare la richiesta
di riunione dei processi nei termini di cui sopra [19 dicembre
1990].
Non ha più telefonato a Giudiceandrea e così viene meno la
possibilità di incontrare i colleghi romani che si occupano della
Gladio [19 dicembre 1990].
Ho appreso per caso che qualche giorno addietro ha assegnato
un anonimo su Partinico, riguardante tra gli altri l’on.
Avellone, a Pignatone, Teresi e Lo Voi, a mia insaputa (gli ultimi
due non fanno parte del pool) [19 dicembre 1990].
I quotidiani riportano la notizia del proscioglimento, da parte
del G.I. Grillo, dei giornalisti Bolzoni e Lodato, arrestati per
ordine di Curti Giardina tre anni addietro con imputazione di
peculato. Il G.I. ha rilevato che poteva trattarsi soltanto di rivelazione
di segreti di ufficio e che l’imputazione di peculato
era cervellotica. Il P.M. Pignatone aveva sostenuto invece che
l’accusa in origine era fondata ma che le modificazioni del codice
penale rendevano il reato di peculato non più configurabile.
Trattasi di un’altra manifestazione della «furbizia» di certuni
che, senza averne informato il pool, hanno creduto, con
una «ardita» ricostruzione giuridica, di sottrarsi a censura per
una iniziativa (arresto di giornalisti) assurda e faziosa di cui
non può essere ritenuto responsabile il solo Curti Giardina,
procuratore capo dell’epoca [10 gennaio 1991].
Apprendo oggi, arrivato in ufficio, da Pignatone, alla presenza
del capo, che egli e Lo Forte, quella stessa mattina si erano recati
dal cardinale Pappalardo per sentirlo in ordine a quanto
riferito, nel processo Mattarella, da Lazzaroni Nara. Protesto
per non essere stato previamente informato sia con Pignatone
sia con il capo, al quale faccio presente che sono prontissimo a
qualsiasi diverso impiego ma che, se vuole mantenermi al
coordinamento delle indagini antimafia, questo coordinamento
deve essere effettivo. Grandi promesse di collaborazione e
di lealtà per risposta [26 gennaio 1991].
Caponnetto rievocherà così l’angoscia dell’amico Giovanni:
Posso ricordare le amarezze che Falcone mi raccontava al telefono,
quando mi diceva di sentirsi come un leone in gabbia, o di
quando mi riferiva delle umiliazioni – testualmente – e dei contrasti
che lo dividevano dal gruppo dirigenziale della Procura.
Parlava proprio del gruppo dirigenziale: qualche volta di Giammanco,
qualche volta di tutti quelli che gli stavano accanto
Prima Giovanni, poi Paolo.
Accerchiato e paralizzato anche in Procura, sotto il tiro anche
del «fuoco amico» del Coordinamento antimafia di Leoluca
Orlando e di altri che lo accusano di «tenere nel cassetto» le
prove sui mandanti dei delitti eccellenti, Falcone getta la spugna.
E, prima dell’estate del 1991, accetta la proposta di trasferirsi
a Roma, al ministero di Grazia e Giustizia, come direttore
generale degli Affari penali (qui viene raggiunto anche dal
«fuoco amico» di alcuni esponenti della Rete di Leoluca Orlando
che accusano la magistratura siciliana e anche lui di «tenere
nel cassetto» le prove sui mandanti dei delitti politici, costringendolo
a «discolparsi» davanti al Csm).
Ma gli «specialisti delle carte a posto» non sono ancora sazi.
Subito dopo Falcone, sistemano Borsellino, che ha lasciato la
Procura di Marsala per sostituirlo a Palermo come procuratore
aggiunto. In ossequio al «sacro principio» dell’anzianità, lo relegano
a occuparsi della provincia di Trapani, impedendogli di
occuparsi della mafia palermitana (riservata a un pm più anziano,
di scuola Giammanco). Ancora nel giugno 1992, dopo la
strage di Capaci, quando il pentito Gaspare Mutolo chiede di
collaborare proprio con Borsellino per fare luce sul delitto Falcone,
Giammanco e i suoi tentano di impedire il contatto, sventolando
un altro «sacro principio»: Mutolo era un mafioso palermitano,
non trapanese, ergo non è affare di Borsellino. Questi,
alla fine, deve minacciare di lasciare la Procura, sulla scia di
Falcone, per spuntarla. Ma con Mutolo può solo avviare un paio
di interrogatori preliminari, in cui il pentito gli preannuncia rivelazioni
sconvolgenti sui rapporti fra mafia, politica e pezzi delle
istituzioni (a cominciare dal superpoliziotto Bruno Contrada
e dal giudice Corrado Carnevale). Poi, il 19 luglio 1992, la strage
di via D’Amelio chiude per sempre la partita appena iniziata.
Caponnetto racconterà anche l’angoscia dell’amico Paolo:
«Ma cosa c’è che non va?», gli chiedevo. «Mi ritrovo più o meno
nella stessa situazione in cui si trovava Giovanni.» Ed esprimeva
valutazioni analoghe a quelle di Falcone sullo staff dirigenziale
della Procura. E aggiungeva: «Come caratteri, io e
Giovanni siamo diversi. Io cerco di evitare scontri frontali,
aperti, cerco di svolgere il mio lavoro nel modo migliore, di
adattarmi alla situazione, creandomi una mia nicchia. Ma non
è facile, non sono molti quelli su cui posso contare. Anzi, sono
pochissimi. E quindi lavoro in condizioni difficili».
Dopo via D’Amelio, in Procura è la rivolta. Il 23 luglio un
gruppo di otto sostituti (sui sedici che compongono il pool antimafia),
i più vicini a Falcone e Borsellino, escono allo scoperto
con uno strappo clamoroso: si dimettono dal pool dicendosi
incompatibili con la dirigenza di Giammanco e chiedendone la
sostituzione con «una guida autorevole e indiscussa». Sono Roberto
Scarpinato, Teresa Principato, Vittorio Teresi, Alfredo
Morvillo, Ignazio De Francisci, Antonio Ingroia, Antonio Napoli
e, con qualche distinguo, Giovanni Ilarda. Altri otto magistrati
che sembrano fare dell’antimafia una questione personale,
privata, volontaristica. Escono allo scoperto, sporgendosi al
di là della siepe, anziché starsene tranquilli a godere della luce
riflessa che i bagliori delle bombe hanno gettato sulla magistratura
palermitana. E hanno partita vinta.
Sull’onda emotiva delle stragi e dell’indignazione popolare
seguita anche alla pubblicazione dei diari di Falcone, Giammanco
se ne va, seguito a ruota dai suoi fedelissimi. Resiste per
un po’ Pignatone; ma ben presto, con l’avvio dei grandi processi
su mafia e politica, si defilerà, parcheggiandosi alla Procura
presso la Pretura, in attesa di tempi migliori. Ritroveremo
anche lui, più avanti.
Caselli, vita da giudice.
Nei 56 giorni fra Capaci e via D’Amelio, Borsellino lavora freneticamente,
anche di notte, alla ricerca dei mandanti del delitto
Falcone. Rispolvera vecchi dossier investigativi su mafia e
appalti. Si concentra sul delitto Lima, che ha avviato la stagione
delle stragi. Interroga i pentiti Mutolo e Messina. E trova
anche il tempo di partecipare a incontri pubblici e manifestazioni,
per pungolare i siciliani a ribellarsi e le istituzioni a intervenire.
In un convegno di «Società Civile» a Milano incrocia
Gian Carlo Caselli, presidente di una sezione della Corte d’Assise
di Torino, giudice pluridecorato nella lotta al terrorismo e
membro del primo pool d’Italia ai tempi delle Brigate rosse. A
fine lavori, prima di infilarsi nell’auto blindata per rientrare
precipitosamente a Palermo, il giudice siciliano manda un ufficiale
dei Carabinieri a comunicare al collega piemontese un
messaggio-testamento: «Il dottor Borsellino le manda a dire
che non è ancora venuto il momento di andare in pensione».
Sulle prime Caselli rimane perplesso, quasi risentito: presiedere
la Corte d’Assise e distribuire ergastoli a terroristi, mafiosi e
assassini è tutt’altro che un’attività da pensionati. Ma il 19 luglio,
appena giunge notizia della strage di via D’Amelio, ripensa
a quelle parole. Borsellino sapeva di avere i giorni contati
(«A Palermo è già arrivato il tritolo per me», aveva confidato a
un paio di amici intimi) e l’aveva messo in preallerta. Quasi
un’investitura alla successione, una cartolina precetto per una
missione da «volontario forzato» a Palermo. Ancora una volta,
la lotta alla mafia come questione personale, quasi privata. Ma
perché Caselli? E chi è Caselli?
Nato ad Alessandria il 9 maggio 1939, trascorre l’infanzia
tra Fubine (il paese dei suoi nell’Alessandrino), Vignale Monferrato
e Pinerolo. Poi i genitori si trasferiscono a Torino per
lavoro: Borgo San Paolo, quartiere «rosso» e operaio. Il padre
Filippo fa l’autista di un piccolo industriale. La madre Virginia
è dattilografa nella stessa azienda. Famiglia cattolica e di sinistra.
Con qualche sacrificio, mandano Gian Carlo a studiare
dai salesiani. Prima nel Borgo, poi al liceo classico Valsalice.
Lui li ripaga sgobbando parecchio. E un secchione. Vita da «semiconvittore»:
mattina in classe, pomeriggio al doposcuola, la
sera a casa, ancora a studiare. Salvo le pause, riservate alla fidanzata
Laura (che diventerà sua moglie) e alle partite di pallone.
Nel luglio del ‘57, la maturità. Poi la naja, in Puglia. E il ritorno
a Torino, per l’università: Giurisprudenza. Gli studi costano
e per arrotondare Gian Carlo vende porta a porta macchine
per scrivere. Si laurea nel marzo 1964. Centodieci con lode
e dignità di stampa.
Nel 1968 i primi passi in magistratura, come uditore. Nel
1970 la prima nomina, alle funzioni di giudice istruttore. L’Ufficio
istruzione è capeggiato da un fuoriclasse come Mario Carassi,
ex partigiano di scuola «azionista»: il suo primo maestro.
L’altro è Bruno Caccia, il procuratore capo, che sarà assassinato
dalla mafia nel 1983. Due magistrati piuttosto conservatori,
come pure il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, allora capo
del Nucleo speciale antiterrorismo, anche lui presto vittima
delle cosche. Eppure i capi scelgono proprio il giudice ragazzino
iscritto a Magistratura democratica, quando si affaccia alle
cronache la stella a cinque punte delle Brigate rosse. Si comincia
con Sossi, sequestrato a Genova nel 1974. Caselli ha 35 anni.
Fa arrestare un mito della guerra partigiana, Giovanbattista
Lazagna, uomo del Pci genovese, per collusioni col terrorismo.
Qualcuno lo chiama «fascista» e «servo del generale Dalla
Chiesa», senza sapere che vent’anni dopo passerà per «toga
rossa». Lui fa semplicemente il suo dovere. Così, da quel momento,
smette di vivere un’esistenza normale: gli assegnano la
scorta, che lo accompagnerà sino a fine carriera.
Nel 1975 gli uomini di Dalla Chiesa arrestano a Pinerolo
Renato Curcio e Alberto Franceschini, i capi storici delle Br,
grazie alla celebre «soffiata» di Silvano Girotto alias «Frate Mitra»,
infiltrato dei Carabinieri. E tocca proprio al giudice ragazzino,
insieme a Caccia, interrogare Franceschini. «Sono il
giudice Caselli.» «E io sono Franceschini, prigioniero politico.»
Il terrorista rifiuta di rispondere e pretende che sul verbale
i giudici scrivano «rivoluzionario di professione». Caselli rifiuta,
perde la pazienza, gli da dell’assassino. Franceschini risponde
con un ceffone. Il giovane giudice vacilla, ma non cade
nella provocazione. Si trattiene e incassa impassibile.
È un duro, ma negli interrogatori non si limita a fare domande
sui reati: vuole capire anche i perché di quella generazione
ubriacata dall’ideologia e dalla violenza. Mette in discussione
tutto, anche le coscienze dei suoi imputati. E spesso li
manda in crisi. Nasce in quegli anni il primo pool d’Italia (prima
ristretto, con Caselli, Luciano Violante e Mario Griffey; poi
allargato a Franco Giordana, Maurizio Laudi e Marcello Maddalena),
cui s’ispireranno Chinnici e Caponnetto per quello di
Palermo. Nasce anche la leggenda rossa che vuole l’amico e
collega Violante nel ruolo di «mente» e Caselli in quello di
«braccio». «Storie», smentirà Maddalena: «l’idea che uno come
Gian Carlo si faccia suggerire qualcosa da qualcuno mi
giunge del tutto nuova».
Nel 1978, il processo ai capi storici delle Br, in pieno sequestro
Moro. Nel 1980, l’arresto di Patrizio Peci. Anche stavolta,
dall’altra parte del tavolo, c’è il giudice dai capelli brizzolati.
«Ho deciso di collaborare con la giustizia», gli dice Peci. È
il primo «pentito» d’Italia. Gli consegna la mappa dell’organizzazione:
covi, capi, complici, fiancheggiatori. Ne trascinerà in
carcere una settantina. Poi verrà l’altra «gola profonda» della
lotta amata: Roberto Sandalo. Altro pentimento, altre rivelazioni,
altri blitz con quasi 200 arresti.
Caselli ormai è un uomo nel mirino. A Torino tentano di fargli
la pelle due volte. Altri progetti di attentato seguiranno, a
Palermo. Quella Palermo che entra nella sua vita fin dai tempi
del Csm, sullo scorcio degli anni Ottanta, quando è fra i pochi
a sostenere Falcone nella guerra dei veleni e dei corvi. Quella
Palermo che torna a irrompere con prepotenza all’indomani di
Capaci, con quelle parole di Borsellino: «Non è ancora venuto
il momento di andare in pensione». Caselli ci pensa per tutta
l’estate, ne parla con la moglie e i figli, ma anche con i colleghi
e gli amici di sempre: don Ciotti, Violante, Maddalena, Ambrosini,
Galante Garrone. «Vai. Se poi ti ammazzano, vado io
al tuo posto», gli dice Maddalena con quella complicità all’humour
nero nata negli anni del terrorismo. L’ultimo consiglio,
quello decisivo, è del figlio diciassettenne Stefano, che oggi fa il
giornalista: «Dai, papà, si vede che ci vuoi andare. È giusto così.
Vai a Palermo e non se ne parli più».
E lui va. Ma, prima di partire, ha un incontro ravvicinato
con il Potere. Che si manifesta con il volto, pubblicamente accattivante
ma privatamente raggelante, del ministro della Giustizia
Claudio Martelli. Socialista rampante, in quei mesi Martelli
si sta sganciando da Bettino Craxi travolto da Tangentopoli
e proclama ai quattro venti il proposito di «restituire l’onore
al Psi» (poi, l’8 febbraio ‘93, dovrà dimettersi per le rivelazioni
di Silvano Larini sullo scandalo del Conto Protezione e
dei finanziamenti occulti di Licio Gelli e del Banco Ambrosiano
al Psi). La Sicilia la conosce bene, essendovi stato candidato
come capolista nel 1987 e avendo raccolto – a quanto raccontano
moltissimi pentiti – una gran messe di voti mafiosi.
Caselli chiede di incontrarlo, insieme a due colleghi torinesi,
nei primi giorni del ‘93, quando ormai il Csm ha approvato la
sua nomina e fissato il suo insediamento a Palermo per il 15
gennaio. Racconta Mirella Prevete, all’epoca giudice a latere
di Caselli alla Corte d’Assise di Torino, oggi al Tribunale civile
subalpino:
Quella data era troppo ravvicinata per consentirci di chiudere
un importante processo che stavamo conducendo Gian Carlo
e io. Si rischiava di buttare via tutto il lavoro fatto e di dover
ricominciare da capo. Così, insieme al pm Alberto Perduca,
chiedemmo udienza al ministro, per esporgli il problema e ottenere
una proroga di qualche settimana per la «presa di possesso»
di Gian Carlo a Palermo. In via Arenula, Martelli ci fece
fare una lunga anticamera. Io, nella mia ingenuità, mi aspettavo
che avrebbe accolto Caselli con i tappeti rossi, visto l’incredibile
sacrificio che Gian Carlo aveva deciso di compiere al
servizio dello Stato. Invece, quando finalmente Martelli ci ricevette,
l’accoglienza fu gelida. Il rappresentante di quello Stato
per cui Caselli abbandonava la famiglia per rischiare la pelle
in terra di mafia, pochi mesi dopo le stragi Falcone e Borsellino,
ci fece sedere molto freddamente e sgarbatamente. Prima
ancora che potessimo esporgli la questione, fece notare a
Gian Carlo che quella di andare a Palermo non era stata una
grande idea: perché – disse – Caselli non era un esperto di cose
siciliane. A un certo punto, si aprì una porta ed entrò il giudice
Piero Grasso, che allora lavorava al ministero con Martelli.
Anche lui si era candidato alla Procura di Palermo, ma il
Csm aveva deciso diversamente. «Ecco un giudice davvero
esperto in cose siciliane!», esclamò il ministro, che mostrava
grande confidenza e benevolenza nei confronti di Grasso.
L’atmosfera si fece, se possibile, ancor più raggelante. Caselli
spiegò frettolosamente perché eravamo lì e chiese la proroga
all’insediamento. Martelli la negò (poi riuscimmo a salvare
una parte di quel processo grazie al nuovo collegio, che ritenne
validi una serie di atti già compiuti). All’uscita, con Gian
Carlo e Perduca, ci guardammo a lungo senza parlare. Poi
commentammo quell’identico brivido di disagio, ma anche di
spavento, che ci aveva percorso la schiena. Avevamo sbattuto
il naso contro il vero volto del Potere che noi, dalla periferia
dell’impero, non potevamo conoscere né immaginare. Ho ripensato
molte volte a quella trasferta romana, soprattutto
quando andavo a trovare Gian Carlo a Palermo, e lo scoprivo
talmente blindato che spesso non poteva neppure tornare a
casa, la sera: doveva restare in una caserma, per motivi di sicurezza.
Pensavo e ripensavo a quell’accoglienza ingrata, e a
quella vita infame.
Solo e con le spalle scoperte, Caselli parte per quel fronte, da
dove tutti scappano. Va a rischiare la vita dove i giudici vengono
ammazzati. Volontario.
Questi sono i magistrati più vicini a Falcone e Borsellino.
E direi che di questo Loro ne capivano molto più di enrix.
PPPS
Le cose che scrive enrix sono invece SIMILI a quelle che scrive Lino Jannuzzi
E una semplice ricerca come QUESTI invece la pensava su Falcone e su Borsellino
INFORMIAMOCI.
29 novembre 2009 a 18:38
Nick
Adesso ne ho invuato due duplicati… di cui il secondo più lungo.
Mi scuso.
30 novembre 2009 a 12:54
Nick
@Luigi
Non penso che questo lo potrai leggere nel blog di enrix, dove si parla di Truman Show.
E’ un’altra campana e fa sempre bene ascoltarle entrambe.
http://archivio2.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2009&mese=11&file=07CRI17a
http://archivio2.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2009&mese=05&file=26CRI18a
2 dicembre 2009 a 11:56
Ciancimino jr e “l’amico senatore” Dell’Utri. Qualcosa non torna: la data. « il Pensatore
[...] Dicembre 2009 in Mafia | Tags: ciancimino jr, Dell'Utri, Mafia, trattativa stato mafia Dopo il pentito Romeo che parla del “politico” Berlusconi come mandante delle stragi del 93 [...]
5 dicembre 2009 a 01:07
Nick
Dalla sentenza dell’Utri, dichiarazioni di Giuffrè (pag. 1482)
” Nella seconda metà del 1993, si comincia in modo particolare,
verso…diciamo, più che la seconda metà, verso la fine del 1993, già si
aveva dei sentori che si muoveva qualcosa di importante nella politica
nazionale.
Cioè si cominciava a parlare della discesa in campo di un personaggio
molto importante…eh..che allora, in modo particolare in Sicilia…cioè si
parla..intendo riferirmi al nome..si faceva di Berlusconi..queste notizie in
modo particolare, diciamo che venivano portate all’interno di Cosa Nostra,
diciamo che per un periodo è stato motivo di incontri, di dibattiti all’interno
di Cosa Nostra, di valutazioni molto, ma molto attente. Cioè tutte le persone
che avevano sentore, notizie di questo movimento che stava per nascere,
venivano trasmessi ed arrivavano come le ho detto, dentro Cosa Nostra.
Queste in modo particolare di Provenzano se ne cercavano l’affidabilità.
Cioè persone che di un certo valore e di una certa serietà e inizia,
appositamente, un lungo periodo di discussione, nello stesso tempo oltre
che di discussione, di indagine, per vedere se era in modo particolare un
discorso serio che poteva interessare a Cosa Nostra e in modo particolare,
per potere curare quei mali che da diverso periodo avevano afflitto Cosa
Nostra, che erano stati causa di notevoli danni” (v. pagg. 62 e 63 ud. cit.).
Più avanti: “Abbiamo fatto anche degli incontri, delle riunioni, assieme,
appositamente per discutere, per valutare come ci dovevamo comportare,
fino a quando il Provenzano stesso ci ha detto che eravamo in buone mani
che ci potevamo fidare, diciamo che per la prima volta il Provenzano esce
allo scoperto, assumendosi in prima persona delle responsabilità ben
precise e nel momento in cui lui ci dà queste informazioni e queste sicurezze
ci mettiamo in cammino, per portare avanti, all’interno di Cosa Nostra e
poi, successivamente, estrinsecarlo all’esterno, il discorso di Forza Italia”
http://www.narcomafie.it/sentenza_dellutri.pdf