Global Warming

Tra poco più di una settimana, in Danimarca, a Copenhagen, si aprirà un atteso vertice internazionale per discutere dei pericoli e delle possibili soluzioni al famigerato Global Warming, il surriscaldamento della Terra che molti scienziati imputano a cause umane.
Da più parti sono perciò giunti appelli a che questo ennesimo meeting tra i Potenti non partorisca il solito topolino, bensì preveda accordi seri ed una precisa tabella di marcia da rispettare nel tentativo di arginare i fattori antropogenici alla base dell’effetto serra che starebbe infiammando il Globo!

Cosa non si farebbe per salvare il Mondo?

Ma il Mondo ha davvero bisogno di essere salvato? O meglio: possiamo davvero far qualcosa per salvarlo? E salvarlo da cosa, esattamente?

Questi i legittimi interrogativi che da anni si pongono gli studiosi che avversano metodi e teorie del Global Warming e che spesso hanno posto invano ai loro stimati colleghi che nel giro di pochi decenni sono diventate delle star planetarie, grazie alle loro dottrine allarmistiche in tema di cambiamenti climatici.
Questi i legittimi interrogativi che da pochi giorni, dopo lo scoppio di quello cha alcuni hanno già battezzato come il “ClimateGate[fonte: NYT], hanno assunto una forma decisamente diversa, imperativa, e che richiedono, prima di ogni altro passo, risposte decisamente diverse da quelle ottenute fino ad oggi!

La settimana scorsa, infatti, un pirata informatico ha avuto accesso ad una serie di corrispondenze e dati che scienziati impegnati nella battaglia di sensibilizzazione contro il Global Warming, si sarebbero scambiati negli ultimi anni e il cui contenuto metterebbe in luce alcuni lati oscuri delle ricerche fatte a sostegno di questa Teoria [fonte: chicago-blog].
Omissione di rilevamenti, aggiustamenti di tabelle, vere e proprie sofistificazioni di calcoli ed una accorta strategia per far passare all’opinione pubblica solo alcune informazioni e massima attenzione a non prestare troppo il fianco a chi potrebbe contestare i risultati di alcune ricerche in contraddizione con la Teoria medesima.

La faccenda, insomma, è scottante…
A questo punto, sarebbe il caso di stopparsi un attimo a riflettere e, una volta abbandonata la demagogia spicciola, e individuate, se ci sono, le mele marce dell’allarmismo, mettere si dei punti fermi, ma sui criteri scientifici alla base delle importanti scelte politiche che i Governi operano per frenare un fenomeno che potrebbe essere ben diverso da quello che ci hanno finora racconato.

Il vertice di Copenhagen, appunto, potrebbe trasformarsi nell’occasione migliore per provare a sciogliere il nodo gordiano della questione: chiarezza prima di tutto. E poi le dovute soluzioni.

In caso contrario, beh…continueremo a pensare che anche questa del Global Warming sia una bufala mondiale per favorire lobbies di potere in grado di prenderci tutti per i fondelli.