Tra poco più di una settimana, in Danimarca, a Copenhagen, si aprirà un atteso vertice internazionale per discutere dei pericoli e delle possibili soluzioni al famigerato Global Warming, il surriscaldamento della Terra che molti scienziati imputano a cause umane.
Da più parti sono perciò giunti appelli a che questo ennesimo meeting tra i Potenti non partorisca il solito topolino, bensì preveda accordi seri ed una precisa tabella di marcia da rispettare nel tentativo di arginare i fattori antropogenici alla base dell’effetto serra che starebbe infiammando il Globo!
Cosa non si farebbe per salvare il Mondo?
Ma il Mondo ha davvero bisogno di essere salvato? O meglio: possiamo davvero far qualcosa per salvarlo? E salvarlo da cosa, esattamente?
Questi i legittimi interrogativi che da anni si pongono gli studiosi che avversano metodi e teorie del Global Warming e che spesso hanno posto invano ai loro stimati colleghi che nel giro di pochi decenni sono diventate delle star planetarie, grazie alle loro dottrine allarmistiche in tema di cambiamenti climatici.
Questi i legittimi interrogativi che da pochi giorni, dopo lo scoppio di quello cha alcuni hanno già battezzato come il “ClimateGate” [fonte: NYT], hanno assunto una forma decisamente diversa, imperativa, e che richiedono, prima di ogni altro passo, risposte decisamente diverse da quelle ottenute fino ad oggi!
La settimana scorsa, infatti, un pirata informatico ha avuto accesso ad una serie di corrispondenze e dati che scienziati impegnati nella battaglia di sensibilizzazione contro il Global Warming, si sarebbero scambiati negli ultimi anni e il cui contenuto metterebbe in luce alcuni lati oscuri delle ricerche fatte a sostegno di questa Teoria [fonte: chicago-blog].
Omissione di rilevamenti, aggiustamenti di tabelle, vere e proprie sofistificazioni di calcoli ed una accorta strategia per far passare all’opinione pubblica solo alcune informazioni e massima attenzione a non prestare troppo il fianco a chi potrebbe contestare i risultati di alcune ricerche in contraddizione con la Teoria medesima.
La faccenda, insomma, è scottante…
A questo punto, sarebbe il caso di stopparsi un attimo a riflettere e, una volta abbandonata la demagogia spicciola, e individuate, se ci sono, le mele marce dell’allarmismo, mettere si dei punti fermi, ma sui criteri scientifici alla base delle importanti scelte politiche che i Governi operano per frenare un fenomeno che potrebbe essere ben diverso da quello che ci hanno finora racconato.
Il vertice di Copenhagen, appunto, potrebbe trasformarsi nell’occasione migliore per provare a sciogliere il nodo gordiano della questione: chiarezza prima di tutto. E poi le dovute soluzioni.
In caso contrario, beh…continueremo a pensare che anche questa del Global Warming sia una bufala mondiale per favorire lobbies di potere in grado di prenderci tutti per i fondelli.





















































86 comments
Comments feed for this article
23 novembre 2009 a 11:06
david
marco, qui si sta giocando col fuoco. se la quasi totalità degli esperti si sbagliassero ci sarebbe semplicemente una evoluzione nel risparmio energetico e un’indipendenza progressiva dagli idrocarburi.
se non si sbagliassero e non venissero ascoltati sarebbero cazzi dei nostri figli, cazzi acidi veri.
23 novembre 2009 a 13:09
primo capo
se vivi in montagna, non devi cercare di non far nevicare, ma devi costruire la tua casa con il tetto spiovente…
dato che non si sa bene perchè ci sono queste variazioni nel clima, è sbagliato puntare tutto sull’aumento di CO2… potrebbe essere qualcosa d’altro, e necessitare di altri rimedi.
quello che è pericolo è il fanatismo ambientalista…
23 novembre 2009 a 13:12
Edo
In passato il clima è cambiato anche senza il grosso impatto delle recenti attività umane, la stabilire quale sia il legame di causa ed effetto tra attività umane e cambiamenti climatici non è affatto un problema da poco, anzi …
Quotando il commento di david, se anche tutta questa storia fosse una panzana gli effetti benefici, se i grandi si mettessero veramente d’accordo, ci sarebbero sicuramente!
Più risparmio energetico, meno rifiuti, meno dipendenza dal petrolio (e di conseguenza meno soprusi delle compagnie petrolifere nei Paesi del terzo mondo) e città un pò più vivibili. Non piace questa prospettiva?
Ciao Marco.
23 novembre 2009 a 13:24
primo capo
il problema è buttare soldi in cose che non funzionano… tipo le centrali eoliche.
23 novembre 2009 a 16:06
Matteo Maratea
@ Caruso
http://ilpensatore.wordpress.com/2009/11/20/lanm-da-i-numeri-e-si-comporta-una-qualsiasi-opposizione/#comment-39437
23 novembre 2009 a 16:18
gì vattimo
è colpa di berlusconi.
23 novembre 2009 a 17:01
?
il clima sta cambiando e’ un dato di fatto.
E’ colpa nostra? probabilmente si ma non e’ detto
di sicuro dobbiamo fare a meno dei fossili perche’ costano sporcano e sono nelle mani di stronzi.
di sicuro pero’ non possiamo affossare le economie per questo, sostituire il fossile con il solare e’ impossibile e ha costi impensabili.
23 novembre 2009 a 18:25
pietro
Chissà perchè le persone che passano il tempo a studiare il clima sono d’ accordo al 99% sul fatto che sia pure con tutte le precauzioni del caso il riscaldamento globale sia un problema da non prendere alla leggera , mentre gli scettici sono tutti politici, economisti e rappresentanti della grande industria, cioè in poche parole persona assolutamente incompetenti nel campo degli studi sul clima?
E che tutti gli studi finora che hanno cercato di negare l’esistenza del riscaldamento globale sono stati smascherati come falsificazioni dei dati molto peggiori di quelle email venute fuori adesso?
Certi atteggiamenti come un bloggher che ha scritto “troppo bello per essere vero” mi ricordano i politicanti che un anno e mezzo fa di fronte a previsioni di un calo del 4 % del PIL parlavano di casandre, di corvi e di un economia che era già in fase di ripresa, scrivendo anche sulle loro previsioni ufficiali ( dpef ) che nel 2009 il PIL Italiano sarebbe cresciuto dello 0,9% adesso chissà perchè se ne sono dimenticati……
C’ gente che vive nel mondo dei sogni e confonde le proprie illusioni basate su presupposti ideologici e di opportunismo politico con la realtà, ma se certi problemi esistono veramente non serve a niente fare la poltica dello struzzo, i vostri figli ne pagheranno il conto ( io per fortuna non ho figli e non ho intenzione di farne alla mia età ).
23 novembre 2009 a 19:12
Marco Caruso
@ david: sono d’accordo con te che possiamo trarre solo benefici da certi cambiamenti di stili di vita, ma questo non giustifica il fatto che ciò avvenga sotto un’allarmistica dettatura scientifica…
23 novembre 2009 a 19:13
Marco Caruso
@ primo capo: giustissimo. Il problema principale è capire come affrontare il cambiamento per arrivarci preparati…
23 novembre 2009 a 19:16
Marco Caruso
@ edo: prima fughiamo ogni dubbio e poi comportiamoci nella maniera più intelligente possibile.
ben vengano le risorse alternative o lo sviluppo di fonti pulite, ma perchè sperperare denaro per tenere a libro paga dei ciarlatani mentre invece potremmo utilizzare quei soldi per combattere la fame nel terzo mondo!!!!
23 novembre 2009 a 19:17
Marco Caruso
@ matteo: ti ho risposto nell’altro post…
23 novembre 2009 a 19:18
Marco Caruso
@ ?: vedo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda…
23 novembre 2009 a 19:19
Marco Caruso
@ pietro: che ad opporsi alle teorie del global warming di natura antropogenica siano solo economisti e politici è una fregnaccia colossale…
24 novembre 2009 a 09:18
Luigi
Mi rendo conto che si tratta di testi di parte, ma almeno sono gratuiti.
Se andate nel sito http://www.freefoundation.com/
e cliccate sulla sezione manuali potete scaricarvi tutti quelli che Libero vendeva come supplemento.
Interessante ai nostri fini quello dal titolo “verdi fuori , rossi dentro”:
http://www.freefoundation.it/libri/Verdi_fuori_Rossi_dentro.pdf
dove si parla anche del riscaldamento globale in modo assai critico, oltre che delle energie alternative.
Infine so che non c’entra niente, quindi la butto la’ e poi taccio, ma voglio riportarvi questo:
da http://www.cielilimpidi.com/?p=438
Ecco quindi le 10 domande a Giuseppe D’Avanzo:
1) Perché lei e Bonini scriveste che il colloquio con Alexandr Litvinenko era «per espressa volontà dell’ex colonnello, interamente “on the record”» quando invece non lo era?
2) Perché non esiste registrazione di nessuna delle vostre interviste a Litvinenko, Limarev, Gordievskij e Bukovskij quando invece lei ebbe modo di spiegare in dettaglio che è vostra abitudine farlo regolarmente quando si tratta di argomenti delicati?
3) Perché le interviste a Evgenij Limarev e ad Alexandr Litvinenko furono raccolte rispettivamente nel febbraio e marzo 2005, ma vennero pubblicate solo dopo la morte di Alexandr Litvinenko, a 21 mesi di distanza? Perché non pubblicaste quelle interviste esplosive (nelle quali si facevano affermazioni pesanti sulle modalità di lavoro e sulle finalità della “Commissione Mitrokhin”) quando la Commissione era ancora in pieno svolgimento e, secondo le informazioni in vostro possesso, attivamente impegnata a minacciare la sicurezza dello Stato?
4) Perché non pubblicaste quelle interviste quando, il 3 aprile 2006, il deputato inglese al Parlamento Europeo Gerard Batten presentò all’assemblea una richiesta di indagine a carico di Romano Prodi (ex presidente della Commissione Europea) per via di suoi presunti legami con il KGB? Le ricordo che la fonte dell’accusa era proprio Aleksandr Litvinenko e che in quello stesso mese di aprile 2006 si sarebbero tenute in Italia le elezioni politiche (9 e 10 aprile).
5) Perché, il 19 novembre, quando si era ormai diffusa sui media italiani la notizia che Litvinenko era morente, decideste di non pubblicare quella testimonianza e attendeste invece il 26 novembre, quando Litvinenko era già morto da tre giorni?
6) Perché non pubblicaste le secche smentite di Oleg Gordievskij e Vladimir Bukovskij su quanto era stato loro attribuito nelle vostre interviste e perché il vostro direttore Ezio Mauro, da me interpellato in merito, avallò questa decisione?
7) Quando Litvinenko vi confidò di aver scelto di testimoniare a Repubblica il suo disagio nei confronti della Commissione Mitrokhin – perché sul “giornale di Berlusconi” era stata incautamente rivelata la sua collaborazione con la “Commissione Mitrokhin” – fu Litvinenko a leggere nella sfera di cristallo ciò che sarebbe accaduto l’anno dopo, o foste voi, che, col senno di poi, quando due anni dopo decideste di pubblicare l’intervista, trovaste opportuno arricchirla di questa motivazione?
9) Perché quando venne alla luce che il “dossier” su Romano Prodi che avevate attribuito alla mano di Mario Scaramella in realtà era stato redatto da Evgenij Limarev, consulente anche di Repubblica, non vi premuraste di informarne i vostri lettori? E per quale ragione in quell’articolo faceste di tutto per radicare nell’opinione pubblica la convinzione che la calunnia di cui era accusato Scaramella fosse nei confronti di Prodi quando sapevate bene che non era così?
10) Perché, sempre nell’articolo del gennaio 2007, dichiaraste “circostanza falsa” l’affermazione di Limarev secondo cui lei e il suo collega Bonini avevate cominciato a raccogliere informazioni su Mario Scaramella e Paolo Guzzanti prima della morte di Litvinenko se, come invece sappiamo, vi eravate recati a Londra per sentire Litvinenko proprio su Guzzanti e Scaramella già nel marzo 2005 ed avevate intervistato Limarev nel febbraio dello stesso anno?
Paolo Guzzanti già Presidente della Commissione Parlamentare Bicamerale sul dossier Mitrokhin, autore de “Il mio agente Sasha – L’assassinio di Litvinenko e della Commissione Mitrokhin”, Aliberti Editore, maggio 2009, pp. 458
Gabriele Paradisi fondatore e direttore del blog “Cieli limpidi”, autore di “Periodista, di la verdad! – Controinchiesta sulla Commissione Mitrokhin, il caso Litvinenko e la repubblica della disinformazione”, Giraldi Editore, Bologna, 2008, pp.324.
24 novembre 2009 a 09:35
Luigi
@ Marco Caruso
ho postato un messaggio con un po’ troppi link. Deve essere finito nello spam. Me lo puo’ resuscitare?
Grazie
Luigi
24 novembre 2009 a 09:52
Paolo Marani
@primo capo: non mi piace constatare che talvolta nascono buchi neri che azzerano i neuroni nel giro di venti metri. Come è successo nel tuo caso.
All’eolico e al solare non c’è alternativa, potrei anche aggiungere purtroppo, in quanto è l’unica fonte di energia rinnovabile che abbiamo.
Quindi prima di dire “non funzionano” prova a fare qualche corso di fisica tecnica.
Riguardo ai presunti imbrogli dei ricercatori sul clima, chi ha letto le lettere email in questione si rende conto di come questa vicenda sia stata strumentalizzata dai media, fra cui il “solito” berlusconi che sul TG5 già spara a zero sostenendo che a questo punto impegnarsi economicamente per salvare il clima è buttare i soldi dalla finestra.
Invece, è assai più probabile che sia buttare i nostri figli nel cesso…
Dalle email emerge che non c’è nessuna cospirazione, al massimo qualche tentativo di evidenziare i dati che risultano più a sostegno della gravità del problema, ma nessuno ha mai messo in dubbio che i dati non siano veri. Tra l’altro si riferivano al 1999, e da allora è passato qualche annetto, mi pare.
24 novembre 2009 a 10:33
primo capo
ecco, ci voleva un paolo marani nella sua spendente ottusità per riportare il discorso nei binari adatti ai sinistri.
slogan e chiacchere ottuse , nulla più.
24 novembre 2009 a 10:55
Mork
toh, ecco l’”oracolo” primo capo… mah!
Ma di entrare nel merito e fare discorsi seri proprio non ti riesce? Ti giuro che sarei ben felice di leggerli invece che i soliti ritornelli sterili.
Sforzati dai, ti faccio un esempio:
http://www.ecologiae.com/texas-inaugura-centrale-eolica-piu-grande-mondo/9331/
da energia per 781,5 MW e lavoro a 400 persone… ma a te fanno schifo sti dati perchè allo
psiconano non portano denari, giusto? Estraniamoci dalle preferenze politiche e pensiamo agli interessi comuni PER PIACERE!
24 novembre 2009 a 11:06
Alessandro I.
Complimenti per la vostra campagna negazionista priva di alcun fondamento scientifico.
Andatevi a leggere il Rapporto Stern e Report 2007 dell’IPCC e magari smetterete di diffondere disinformazione in rete.
24 novembre 2009 a 11:41
Orlando
@primo capo: non dir cazzate per piacere.
@Caruso: sono scettico sul discorso del “cambiamento climatico” ad opera dell’uomo. Ma sono ancor più scettico su chi, pensando sia tutta una bufala, non osserva che il principale problema dell’inquinamento, per noi, non è tanto l’effetto serra… ma la ricaduta diretta sulla salute (tumori, malattie respiratorie, patologie genetiche, ecc. ecc.)!
Trovare tecnologie ecologiche per sfruttare energie alternative e quindi sopperire il bisogno energetico con qualcosa di più intelligente non è comunque sbagliato; inquinare meno non è sbagliato a prescindere e non coincide con un arretramento o una perdita delle “comodità” acquisite. Guarda i computer: ora consumano di meno e funzionano molto più velocemente? è un male questo? bisogna per forza una minaccia per fare scelte intelligenti?
24 novembre 2009 a 11:59
Orlando
@tutti quelli che “il solare non funziona”: ma avete idea del funzionamento pratico di un sistema solare termico o di uno fotovoltaico (sono due mondi diversi uniti solo dal “sole)? Avete idea di quanto durano, in quanto tempo si rientra della spesa (per i privati), di che incentivazione ci sia?
E soprattutto: chi ha mai detto di sostituire tutti i fossili con l’energia solare? E’ come sostituire tutte le centrali elettriche fossili con le nucleari. E’ un’idiozia affidarsi ad 1 unico modo di creare energia ed è ancor più idiota non mettere in piano ricerche su altre forme di energia ma investire solo su ciò che è conosciuto.
24 novembre 2009 a 12:27
Paolo Marani
Dire che qualcosa funziona o non funziona solo perchè economicamente conveniente, è ovviamente una fesseria.
La fotoseintesì clorofilliana ha una efficienza inferiore all 1%, le piante non vanno a riscuotere i proventi del “conto energia”, eppure campano benissimo.
I pannelli solari (non termici, quelli sono un altra cosa) hanno efficienza media che oggi arriva al 13% comodo comodo, 15% in casi di monocristallino di pregio, con esperimenti di tecnologie multigiunzione che arrivano oltre il 30%.
L’efficienza di una autovettura nel bruciare gasolio arriva si e no al 15% !!!
Farne un discorso economico per decidere se una tecnologia è capaci di darci benessere oppure no è un puro non-senso.
Fra venti o trenta anni, solo gli sceicchi potranno permettersi petrolio, uranio, gas naturale, pertanto non c’è scelta.
Le banconote sono un combustibile molto inefficiente, bruciate in un falo, ma utilizzate per creare una nuova infrastruttura mondiale per renderci indipendenti dalle fonti fossili sono BEN SPESI. Anche se avessero un ritorno economico EROI di 20 anni.
Se esiste un altra alternativa, alberga nel libro dei sogni. SI può investire solo in ciò che è conosciuto, oggi è questo, domani forse il nucleare a fusione, chissà, ma oggi è questo e solo questo.
Dite che si potrà coprire al massimo un 10% del fabbisogno mondiale ? Bene, il problema diventa il fabbisogno mondiale, significa che, se non vogliamo radere a zero il pianeta terra come fosse una immensa isola di pasqua, dovremo abituarci tutti a consumare il 10% di oggi, così come avveniva una cinquantina di anni fa, dove il solo idroelettrico bastava e avanzava per le necessità dell’italia.
P.S. non è vero che i computer consumano di meno, è vero il contrario, globalmente consumano sempre di più, per la precisione stanno raggiungendo il 2% dei consumi mondiali, perchè i consumi valgono come totale installato, non come consumi specifici della singola unità.
24 novembre 2009 a 15:31
?
dicono che a non volere ioto siano gli industriali……
si ok perche’ i pannelli solari crescono sugli alberi? o si fabbricano?
tutto il busines dell’eolico? dove lo mettiamo?
dai su per favore..
e poi scusate credete che eni si farebbe dei problemi a vendere idrogeno invece che benzina nelle sue pompe lungo l’autostrada?
sveglia gente
24 novembre 2009 a 15:41
Antonio
Ciao Marco,
@?
è vero che “dicono”, infatti: http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-614311/industria-marcegaglia-obiettivi-kyoto/
quindi dai per favore svegliati anche tu!
Antonio
24 novembre 2009 a 17:49
Orlando
@Paolo Marani: ehm, forse ho scritto male io, non intendevo che i computer in senso lato consumano di meno, ma che i nuovi modelli hanno assorbimenti inferiori (o comunque la tendenza è quella). Per dire che l’evoluzione della tecnologia va verso l’efficienza globale e non verso lo spreco. Poi son d’accordo che se prima avevi 100 computer che consumavano mediamente 500 W/h l’uno e adesso ne hai 2.000 da 100 i consumi della categoria computer aumentano (consideriamo anche il fatto che ora sono molto più diffusi di 2-3 anni fa).
24 novembre 2009 a 23:35
?
la marcegaglia ha detto una cosa giusta, non ci possiamo mettere degli obbiettivi irrealizzabili, e tieni presente che la marcegaglia ha una delle piu’ grandi aziende che producono pannelli solari, quindi ha tutto l’interesse a dire il contrario.
ok ok continuate a dormire e a dare retta a grillo che dice che un 1mq di pannelli ci fai andare tutta la casa
bravo
25 novembre 2009 a 10:03
Anonimo
Paolo Marani, la tua ignoranza ,e la tua ,purtroppo certezza, che non c’è alternativa all’eolico e al solare,è veramente sconfortante. cordiali saluti
25 novembre 2009 a 10:14
Anonimo
Alessandro I. ,certo che alla luce degli ultimi eventi ,c’è solo da bere con avidita,la tua, i rapporti dell’IPCC. Quelli si che sono informativi!! cordiali saluti
25 novembre 2009 a 10:58
Orlando
@?: mi scuso con Caruso. Ma tu “che cazzo stai addì?”. Io ci lavoro con queste tecnologie e ti posso smentire con i fatti non con le parole.
Con 1 mq di fotovoltaici ci fai andare tutta la casa? se tu sapessi di cosa parli sapresti anche che l’affermazione non ha senso.
Io ti posso dire che un mio cliente ha un impianto da 2,7 kW/h e (viste con i miei occhi) non paga nulla di elettricità da circa 1 anno (da quando li ha attivati). Non solo, col conto energia se li sta pure ripagando. E parlo di un’installazione fatta al nord, non al sud, su una casa normalissima.
Prendi una zona industriale piena di capannoni non soggetti a “vincoli paesaggistici” e installaci sopra pannelli fotovoltaici, oppure le tettoie di riparo per le automobili sui parcheggi, fatte con pannelli fotovoltaici. Ecco che un’azienda energivora, in parte, potrà consumare di meno energia elettrica classica (e nei periodi di chiusura può produrla e immetterla nella rete di distribuzione). Se tutte le aziende consumassero meno energia, autoproducendone una parte, vedi che non servono più 4 centrali nucleari….
Io non seguo “Grillo”… io so. Al contrario di te… evidentemente.
Il gruppo Marcegaglia produce anche inceneritori se per questo… però non la senti mai dire in pubblico che bruciare la monnezza fa bene.
25 novembre 2009 a 10:58
Antonio
@ ?
scusa, ma non capico: tu prima dici che gli industriali non hanno mai detto che vogliono transitare a forme alternative di produzione di energia perchè questo cambiamento costerebbe molto. Poi, dopo che ti mostro che la mercegaglia lo ha proprio detto (e lo ripete di continuo), mi vieni a dire che ha fatto bene a dirlo e che stiamo (sto?) continunando a dormire…
è strano che la marcegaglia reputi non economico il mercato del solare, proprio alla luce di quello che dici tu..
Vabbè, probabilmente sei solo un troll insieme ad anonimo, però magari accendere il cervello vi farebbe bene di tanto in tanto.
Poi Grillo e l’efficienza dei pannelli solari li stai mettendo in mezzo tu….
@ anonimo
sorvolando sulle tue affermazioni, pergiusto per curiosità, ti andrebbe di metterti in società con mio cugino? Ha progettato un motore a gatto imburrato che sembra produrre energia infinita senza emissioni.
Che ne pensi? Ti va di investirci sopra qualcosa?
Antonio
25 novembre 2009 a 11:15
Paolo Marani
@Anonimo: Ignorante sarai tu, io sono un ingegnere elettronico, tu avrai al massimo la terza media, visto come ti esprimi.
Ripeto, sul medio periodo (cioè 20-30 anni al massimo) al solare e fonti derivate (come l’eolico) non c’è alternativa. Non c’è, se qualcuno non la pensa così che si degni di illuminarmi, poiché sia le fonti fossili che il nucleare sono già da oggi in inesorabile declino.
Dare agli altri dell’ignorante non ti fa più intelligente, servono fatti, caro il mio anonimo.
Quanto alla Marcegaglia, la sua azienda produce soprattutto TUBI e acciaio, ha anche una divisione Marcegaglia Energy ma opera in un settore di nicchia, la maggioranza dei pannelli viene in realtà prodotta in Cina e Giappone. Non è il suo core-business, quindi può dire quello che gli pare.
Quanto al metroquadro di un pannello solare, basta una ricerca banale su google per scoprire che per fare 1KWp servono 8 metri quadri di pannelli.
Una famiglia media consuma circa 3,000Kwh all’anno, con la produttività attuale dei pannelli (1300 ore equivalenti) servirebbero circa 2,5Kwp, pari a circa 20 metriquadri di pannelli.
Quindi, per essere autosufficienti, occorrono 40 metri quadrati di pannelli, non 1 metro quadrato.
Se invece rinunci a tanti ammenicoli elettrici, come forno elettrico, usi aggeggi a basso consumo, stai insomma attento a quanto consumi, puoi farti bastare anche 10 metri quadrati, cioè poco più che 1Kw di picco.
Orlando: La potenza di un impianto non si misura in KW/ora ma in KW e basta! Quello che tu hai riportato è il consumo di elettricità in un anno. Che è quasi quello di una famiglia media.
Oggi porti a casa 1Kw di picco con meno di 5000 euro, significa che con 10.000 euro tondi stai a posto per tutta la vita e non consumi altro che il tuo sole. Il tempo di ritorno è di circa 15 anni, ma se produci un piccolo surplus ti ci puoi pagare un mutuo, quindi il tuo risparmio inizia fin da subito.
Questa è la strada, energia distribuita democratica e autosufficienza dai combustibili fossili, il resto son chiacchere da bar per gli allocchi che credono a Scajola.
25 novembre 2009 a 11:18
Paolo Marani
Ho scritto: “Quindi, per essere autosufficienti, occorrono 40 metri quadrati di pannelli, non 1 metro quadrato”. Intendevo ovviamente 20 mq, come calcolato appena prima.
25 novembre 2009 a 11:21
Paolo Marani
Ultimo e poi mi taccio. Per chi è interessato a fare qualche stima sul fotovoltaico, cito questo documento molto sintetico:
http://impianti.lifegate.it/pdf/documenti/La_tecnologia_fotovoltaica.pdf
Per chi invece vuole informazioni di parte (ma dalla parte giusta) sui cambiamenti climatici, rimando al sito
http://www.aspoitalia.it/
Dove scrivono persone del calibro di Ugo Bardi e Gianluca Mercalli. Chimici, Fisici, Climatologi, mica ballerine e letteronze.
25 novembre 2009 a 11:25
Paolo Marani
Questo documento rappresenta una sintesi di ASPO sull’influsso che potrebbero un passaggio globale alle energie alternative (comunque inevitabile) sul problema dei cambiamenti climatici, i modelli dell’IPCC dovranno presto tenerne conto, in questo modo ne viene ridotto notevolmente il potenziale di catastrofismo, che nasce dall’illusione che lo sviluppo economico (e quindi i consumi) progredisca al ritmo attuale:
http://www.aspoitalia.it/attachments/217_Chiari_ASPOItalia3.pdf
Preparatevi alla decrescita ragazzi! Altro che cazzi.
25 novembre 2009 a 11:54
Jean Lafitte
la bufala purtroppo è questo post.
25 novembre 2009 a 11:57
?
PAOLO MARANI QUOTO PIENAMENTE
25 novembre 2009 a 12:03
Marco Caruso
@ lafitte: spiace per te, ma se questo post è una bufala allora lo sono anche gli articoli del nyt da cui è partita la notizia e tutti quelli che l’hanno ripresa.
peraltro, io mi limito a riportare il fatto aggiungendo che forse sarebbe il caso discuterne prima di prendere decisioni che potrebbero solo comportare un inutile spreco di denaro e nessun beneficio…
25 novembre 2009 a 12:41
Paolo Marani
Marco, io rispetto la tua impostazione, però secondo me dovresti pensarla cosi:
Tu te la sentiresti di dire che una assicurazione è inutile perchè si basa sulla probabilità non nulla che un evento non si verifichi mai ?
Perchè fare una assicurazione per l’incendio della casa, se non ho paura degli incendi ? La fai perchè magari vivi a ridosso di un bosco, e se casomai pigliasse fuoco la casa i danni sarebbero incalcolabili.
Per il clima è uguale, quanto noi stiamo cercando di stipulare è una ASSICURAZIONE sull’abitabilità futura del pianeta. Quello che rischiamo di perdere è la possibilità di abitare a 10Km dalle attuali coste (se il livello dei mari crescesse di qualche metro come si dice), e uno sconvolgimento totale della biodiversità, con conseguenze catastrofiche sotto forma di fenomeni violenti come uragani, siccità, tropicalizzazione di zone temperate, migrazioni di massa.
Siamo disposti a correre questo rischio ?
Forse no, ma non certo a causa dei due spiccioli chiesti oggi. Non mi interessa nemmeno sapere se il rischio è di 1%, 10%, o 90% (a mio parere è un rischio quasi certo se continuiamo a immettere CO2 a questi volumi).
Se la vedi come una assicurazione, questi discorsi un po stupidini del tipo “non abbiamo le risorse” fanno solo sorridere.
Se non ci abbiamo azzeccato, abbiamo facilitato una transizione peraltro inevitabile verso una società oil-free.
Se ci abbiamo azzeccato (e i rimedi sono stati efficaci) abbiamo semplicemente salvato il culo alle future generazioni.
Se ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti, i disastri ambientali potenziali di domani faranno comunque impallidire quanto abbiamo speso oggi.
Quindi, direi che non abbiamo scelta, salvo forse fare la politica dello struzzo e delegittimare migliaia di scienziati solo per evidenziare alcuni fanatici, giusto perchè ci tornano comodi per mantenere il business as usual.
Piantatela ragazzi, non abbiamo proprio scelta, dobbiamo solo decidere il COME, non più il SE.
Ficcatevelo in quella testolina programmata per votare berlusconi, e smettetevela di preoccuparvi del bollilatte se la casa brucia.
25 novembre 2009 a 21:18
?
dobbiamo per forza passare a una societa’ oli free, ma nei tempi e nei modi giusti, ad esempio passando dalla benzina/gasolio al metano, poi ibrido metano elettrico e poi elettrico o idrogeno, non possiamo passare domani direttamente all’elettrico come vorrebbero alcuni, perche’ costerebbe una follia, e non abbiamo ancora la tecnologia.
ad esempio se i soldi psesi per pochi megawat di fotovoltaico fossero stati spesi nel nucleare avremmo piu’ energia e meno co2 che con qualche Mq di pannelli.
invece di creare una bolla speculativa con la carbon tax, poniamo un limite realistico di co2 pro capite chi lo sfora da un po di soldi che si usano per la ricerca nel campo del fotovoltaioc nucleare pulito, o per portare l’acqua nei deserti, cosi chi inquina crea lavoro
25 novembre 2009 a 21:59
Orlando
@Paolo Marani: grazie per la correzione, ho scritto di fretta ed ho scritto ‘na cazzata. Precise le tue stime che confermo. Comunque il sunto delle tue considerazioni è: avanti con risparmio energetico e energie alternative. Concordo in pieno, anche se (converrai) non possono sopperire al 100% la nostra dipendenza dal fossile.
Come dimostrano molti commenti qui, comunque, il problema da superare per questo “transito” è più culturale che tecnico/economico.
26 novembre 2009 a 10:45
Paolo Marani
@Orlando: Hai ovviamente ragione tu. Occorre però considerare che allo stato attuale non esiste NULLA che possa sopperire al 100% la nostra dipendenza dal fossile (nemmeno il nucleare, che comunque è una fonte fossile anche lei).
Le rinnovabili possono sopperire solo “potenzialmente”, ma non praticamente, ai consumi attuali, in un tempo ragionevole.
L’eolico rende circa 10 volte rispetto al solare (e costa circa 1/10 rispetto a questo per unità di energia prodotta) pertanto dovrebbe essere sviluppato per primo, poiché da risultati più immediati.
Una singola pala eolica può oggi arrivare tranquillamente a 5MWatt di picco !!! Con il solare ci vorrebbe una superficie enorme.
Ma anche con l’eolico espresso al massimo, si potrebbero coprire si e no un 20% dei consumi mondiali attuali.
L’alternativa è semplice, incominciare a consumare *drasticamente* meno, ovvero avere una tecnologia più avanzata che permetta di realizzare cose utili con molta meno energia.
Non è una questione solo di efficienza energetica. E’ che proprio certe cose dobbiamo “smettere” di farle. Perchè rendere efficiente uno spreco è comunque uno spreco, e domani non potremo più permettercelo.
I cambiamenti climatici, e la crisi economica, sono alla fin fine cose buone, perchè rendono evidenti ora problemi che se trascurati saranno difficilissimi da affrontare in futuro. Sono la febbre che propende alla cura, non la malattia.
Le cazzate della Marcegaglia che dobbiamo crescere all’infinito, con il solo fine di crescere (non di rendere felici le persone e soddisfare i loro reali bisogni non legati al consumismo) sono appunto cazzate, che solo l’ottusità di un industriale può partorire.
26 novembre 2009 a 14:55
Orlando
@Marani: concordo su tutto quello che dici, virgola per virgola.
Anche perché, se hai notato, tutti i nuclearisti convinti non sanno spiegare perché c’è bisogno di maggior energia. Nessuno che ti spiega come mai se c’è bisogno di “abbassare la bolletta” ora si punta su 4 centrali che se tutto andasse bene entrerebbero in produttività tra 10 anni. Nessuno che rifletta sul fatto che l’Italia non ha alcun piano energetico valido in campo che possa eventualmente confortare il bisogno di nuove centrali.
Però in Francia hanno le bollette più basse… e nessuno che spiega il vero perché.
Che ci siano interessi in gioco?
Per inciso se adottassimo per bene il solare termico ci sarebbe ulteriore energia risparmiata e inquinamento evitato… ma questo alla gente non importa. Tra l’altro è una tecnologia che ha un impatto economico ridicolo se bene strutturata.
26 novembre 2009 a 20:53
Paolo Marani
@Orlando: Non è affatto vero che la Francia ha le bollette più basse!!! Ha solamente l’energia che costa meno per unità di Kwh prodotto ;o)))
Sembra un controsenso, ma in realtà dati alla mano è proprio così, bollette più basse e cittadini che spendono di più !
Il motivo sta semplicemente nei consumi procapite, in francia il contratto residenziale più comune è quello da 6KW, mentre da noi quello base è di 3KW, quindi in media un francese spende più di noi, anche se paga l’energia percentualmente di meno.
In Francia, visto che l’elettricità DEVE essere consumata (perchè le centrali nucleari non le puoi fermare mai se non per manutenzione) sono di uso comune gli scaldabagni elettrici per l’acqua calda, che consumano una follia. Da noi andiamo allegramente a gas naturale, che costa assai di meno (ma nemmeno troppo di meno, visti i prezzi del gas).
Il sistema nucleare francese quindi, obbliga tutti ad andare ad elettricità, facendo pagare bollette salate ai cittadini, perchè indotti a consumare molto più del necessario (anche se il prezzo al Kwh è conveniente).
Poi, il vero perchè, come tu ometti di dire, è ovvio a chiunque vuol capire, le centrali atomiche Francesi sono sovvenzionate per una buona metà con le spese militari, vanno quindi a bilancio dello stato, a debito pubblico.
Ma allora la Francia, con il nucleare, consuma poco petrolio, quindi fa bene al clima ????
SBAGLIATO! I consumi petroliferi francesi sono SUPERIORI ai nostri, basta una piccola ricerca su internet per trovare i dati in MTep equivalenti. In compenso usano poco gas naturale, mentre noi invece ne assorbiamo trilioni di metri cubi. E questo grazie a un programma energetico nazionale completamente irrazionale e sbilanciato verso il gas. Non son rose e fiori nemmeno in francia, dove le aziende tipo AREVA sono in grossissima crisi di liquidità, e per sopravvivere hanno bisogno di ventere impianti (persino sottocosto). A chi li rifilano ? Ma a noi naturalmente! Costruiti con tecnologia loro, con tecnici loro, con combustibile loro. Praticamente se il nucleare francese va in porto ci tengono per le palle, e noi gle le abbiamo regalate volentieri servite su un piatto d’argento, per due tozzi di pane e un po di demagogia.
Con la demagogia si fa poca strada, e questo governo ne farà ancora meno.
27 novembre 2009 a 09:07
Orlando
@Marani: le centrali nucleari francesi finanziate con fondi militari? Maddaiii!
D eheheh… lo so lo so, però molta gente lo ignora (anzi lo vuole ignorare). Tra l’altro è proprio quello che “abbassa il costo”, lo spostamento ragionieristico da una voce di bilancio all’altra.
Ah, giusto per sottolineare questa tua ottima risposta: glielo dici tu cos’è successo quando tutti gli scaldabagni elettrici/stufe elettriche caldeggiate dal governo Francese per consumare energia? che si son trovati in carenza di energia elettrica (cosa impossibile secondo i nuclearisti convinti)?
L’Energia non bisogna solo produrla e consumarla… bisogna gestirla con una politica seria. Cosa che in Italia non è MAI avvenuto. Mi domando se mai avverrà…
27 novembre 2009 a 10:42
Paolo Marani
@orlando: Forse stiamo monopolizzando troppo questo spazio, ci stiamo dando ragione a vicenda da un bel po, ma il senso è che queste cose dovrebbero conoscerle tutti.
Così come dovrebbero conoscere tutti che la Francia è quest’anno un IMPORTATORE NETTO DI ENERGIA ELETTRICA. I poveri berluscones, abituati a parlare per slogan, non si rendono conto di quale immensa demagogia sono caduti vittima… la francia che importa energia elettrica ? maddaiiiii, loro c’hanno le superkazzute centrali nucleari… e invece è così! Basta una banale ricerchina in rete…
http://www.agienergia.it/NewsML.aspx?idd=55597&id=65&ante=0
Certo, è dovuto al fatto che ha molte centrali in manutenzione… ma si nasconde in parte la verità. Il nucleare francese assorbe circa il 60% dei corsi d’acqua fluviali per il solo raffreddamento delle sue centrali.. Indovinate un po perché molte di queste si sono fermate ??
Problemi di raffreddamento! Per non rischiare incidenti meglio spegnerle.
La quantità di acqua che è necessaria a queste centrali sta diventando un grosso problema, ed i cambiamenti climatici non aiutano, rendendo poco costante e imprevedibile la portata d’acqua dei grandi fiumi, costringendo a manutenzioni straordinarie per migliorare l’efficienza di captazione delle acque. Molti francesi bevono acqua pubblica che esce dal raffreddamento di impianti nucleari e nemmeno lo sa!
Certo, l’acqua nei moderni impianti viene usata su scambiatori di calore giganteschi e non entra in contatto con i neutroni della reazione nucleare, pericoli di contaminazione non dovrebbero essercene… ma chissà… qualche caso di incidente con acqua contaminata (Tricastin) c’è stato, e la gente giustamente ci va cauta.
Il nucleare tradizionale è una bufala frutto di tecnologia costosa e oramai obsoleta, e non serve granchè contro i cambiamenti climatici.
A questi fatti si può rispondere solo mantenendo la gente nell’ignoranza più totale di quanto sta accadendo oltr’alpe.
27 novembre 2009 a 10:44
Paolo Marani
Giusto per documentare e non farmi sentir dire che dico cazzate:
http://www.ecoblog.it/post/6383/incidente-nucleare-a-tricastin-giornali-italiani-vs-giornali-francesi
13 dicembre 2009 a 20:22
Piero Iannelli
Lucido e realistico quanto riporto.
L’ambientalismo di sinistra ha fallito. Per salvare la terra servono soluzioni liberali
Trentotto anni fa esatti, circa venti milioni di americani parteciparono al primo Earth Day. La Quinta Strada di New York fu chiusa al traffico per permettere a centomila persone di riunirsi e celebrare l’evento. Più di duemila università interruppero le loro proteste contro la guerra nel Vietnam per manifestare il loro dissenso alla distruzione delle foreste, la crescita della popolazione, l’inquinamento atmosferico. Il fumo delle ciminiere, gli scarichi degli aerei, le polveri e il vapore – si diceva – avrebbero coperto la Terra di una coltre tanto spessa da impedire ai raggi del sole di riscaldare a sufficienza il pianeta. A detta di autorevoli scienziati, in trent’anni la temperatura media sarebbe crollata di cinque o anche di dieci gradi, catapultando l’umanità in una nuova era glaciale.
Questo raffreddamento globale, com’è noto, non si è verificato: anzi, la temperatura pare sia aumentata di un quarto di grado negli ultimi trenta anni e – a leggere le stime dell’IPCC (la commissione internazionale costituita nel 1988 dall’Onu per studiare i cambiamenti climatici in atto) – dovrebbe continuare a salire nei prossimi decenni. Dovrebbe, ma non si può affermarlo con certezza; come rimane qualche dubbio che l’eventuale aumento della temperatura globale abbia come effetto determinante il livello di emissioni antropiche.
Se la prima edizione dell’Earth Day fu dunque dedicata al global cooling, da qualche anno protagonista dell’evento è il global warming, il suo esatto opposto.
Un particolare curioso ma poco rassicurante, che testimonia come la questione ambientale sia dominata da un approccio più emotivo che scientifico, un coacervo ideologico fatto di diffidenza per la scienza e la tecnologia, nostalgia per l’autarchia e vagheggiamenti sulla necessità di politiche “denataliste”.
Anche quest’anno l’Earth Day rischia di promuovere politiche per l’ambiente ispirate a teorie “anti-sviluppiste”, anziché a soluzioni “laiche” che puntino all’innovazione tecnologica, alla crescita economica e che non siano avverse al mercato.
Mai come in questi ultimi tempi si è palesato il cortocircuito di questo ambientalismo: il massiccio investimento nei biocarburanti “puliti” ha sottratto terra alla produzione per la filiera agro-alimentare, contribuendo all’aumento dei prezzi; l’ostilità preconcetta allo sviluppo degli OGM frena la possibilità di sperimentare nuove vie per un rapido adeguamento dell’offerta alimentare mondiale alla crescita della domanda; in tema di riscaldamento globale, il catastrofismo degli scenari si scontra con la inadeguatezza di molte soluzioni proposte (se è vero quanto ci prospettano, converrebbe puntare su strategie di adattamento del territorio agli effetti del riscaldamento globale piuttosto che perseguire costosissime politiche di mitigazione del clima); in campo energetico, rimane una dichiarata ostilità alla più pulita delle tecnologie, il nucleare. Ridurre nel medio periodo le emissioni inquinanti, su scale locale e globale, è un obiettivo fondamentale, ma le soluzioni adottate devono tenere conto anche delle analisi costi/benefici e della necessità di prefigurare risultati effettivamente conseguibili. Fissare obiettivi irrealistici per acquietare le coscienze non rappresenta mai una buona politica.
Nel nostro paese, le preoccupazioni dei cittadini sul futuro del pianeta sono state fino ad oggi monopolizzate da minoranze rumorose e aggressive che, in base ad analisi semplicistiche, hanno propugnato soluzioni irrealistiche e hanno trasformato la questione ambientale in una critica pregiudiziale all’industria, alla tecnologia, al mercato. Vale per il riscaldamento globale, ma vale anche per la qualità dell’aria dei centri urbani, il ciclo dei rifiuti, la produzione di energia, la tutela del patrimonio naturale, la sicurezza alimentare.
Le elezioni hanno portato alla bruciante sconfitta di questo ambientalismo del “No”.
La conquista di una piena cittadinanza dell’ambientalismo nelle fila dello schieramento liberale, dunque, impone alla nuova maggioranza la responsabilità di realizzare, in chiave locale e in proiezione globale, una politica sull’ambiente alternativa e “laica”.
Il governo Berlusconi è chiamato a rilanciare come centrali le politiche per l’ambiente, in chiave liberale, sulla scorta delle piattaforme ecologiche che caratterizzano in Europa i programmi dei partiti moderati.
Si tratta di una sfida culturalmente decisiva ai “teoremi ideologici” della sinistra, a partire da quello che vorrebbe dimostrare, contro ogni evidenza e contro lo stesso buon senso, che “difendere la Terra” significa combattere l’innovazione scientifica, il progresso tecnologico e la modernizzazione produttiva: è vero l’esatto contrario. Benedetto Della Vedova 23 Aprile 2008
Fortunatamente da parte del Senato Italiano si può aprire una nuova stagione in cui il rapporto tra la politica e la climatologia sarà molto più serio.
Leggo dal sito del Senato:..
a) l’Italia e l’Unione europea promuovano la costituzione di un centro d’eccellenza per l’approfondito dibattito scientifico in materia, che conforti o smentisca sulla fondatezza e sulla certezza della teoria del riscaldamento globale causato dall’uomo e sull’efficacia delle misure proposte in seno al Protocollo di Kyoto, in particolare con riferimento al rapporto costi/benefici e che costantemente aggiorni il dato scientifico ed i risultati della ricerca in tema di climatologia
b) fermo restando l’obiettivo di ridurre la dipendenza energetica dell’Europa da fonti esterne e non rinnovabili e di ridurre gli utilizzi diseconomici dell’energia, l’Unione europea tenga conto degli esiti di tale dibattito nella determinazione della propria politica ambientale ed energetica.
Lucio Malan, uno dei firmatari della mozione del Popolo delle Libertà sui mutamenti climatici, risponde così: “non c’è nessun negazionismo da parte nostra. Semplicemente chiediamo che, in materia, si promuova un approfondito dibattito scientifico senza atteggiamenti dogmatici, cioè l’esatto opposto dell’oscurantismo che Belisario ci addebita. Non neghiamo i cambiamenti climatici – spiega Malan – ma, al contrario, ricordiamo che ci sono sempre stati sul nostro pianeta. Su un punto siamo d’accordo con il senatore dell’Idv: che la strada scelta dall’Unione Europea non permette ripensamenti. Proprio per questo chiediamo che, prima di avviarci definitivamente su di essa, con i suoi costi enormi e la perdita di competitivita’ che comporta, si prendano in considerazione non soltanto le decine di scienziati e le centinaia di politici che la sostengono, ma anche le centinaia che la avversano”.
Non mi sembra poi così folle da giustificare le IRE del “WWF” e vari accoliti della sinistra democratica.
Mi leggo”Il catastrofismo climatico è sempre più delirante, contagioso e assolutista. Dal parlamento Italiano arriva un importante segnale di svolta che esalta la scienza”.
Un lungo articolo da cui estraggo alcune considerazioni interessanti. Ovviamente interviene tutta la “sinistra verde catastrofista” di cui Della Seta Laureato in Storia dei partiti politici dell’ associazione “Legambiente” dichiara:
“Quelle della maggioranza sono affermazioni che fanno a pugni con il consenso scientifico e politico maturato in tutta Europa sui mutamenti climatici e danno la misura della marginalità del governo italiano rispetto al modo in cui i principali paesi industrializzati stanno organizzandosi per rispondere alle due crisi che si intrecciano: la crisi economica e la crisi climatica” Pubblicato da peppecaridi su 3, Aprile, 2009
Della Seta dimentica che negli ultimi trent’anni abbiamo assistito ad un proliferare di catastrofisti mai visto prima:
“Venezia sarà sommersa entro il 2005
Dichiaravano alcuni pseudo-scenziati tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90.
Non ci risulta che il M.O.S.E. sia ancora stato realizzato, comunque anche grazie agli stessi ecologisti.
“Sparirà la neve dalle nostre stazioni sciistiche, non potremo più praticare il turismo invernale, dimentichiamoci del freddo”
Nell’inverno 2008/2009, le Alpi hanno raggiunto (e in alcuni casi superato) il record storico di innevamento degli ultimi 120 anni che apparteneva all’inverno 1950/1951.
“La Sicilia si sta desertificando, diventerà un piccolo Sahara nel cuore del Mediterraneo”: negli ultimi anni in tutta la Sicilia si sono quadruplicate le piogge
Un anno fa, di questi tempi, sentivamo dire che “durante l’estate i ghiacci del Polo Nord si scioglieranno completamente”.
Ecco i ghiacci dell’Artico che hanno guadagnato spessore rispetto all’anno precedente.
E nessuno parlava dell’Antartide, nel Polo Sud, che contemporaneamente raggiungeva il record di massima espansione della superficie ghiacciata.
John Beddington, secondo cui “tra vent’anni ci sarà la fine del mondo per colpa dei cambiamenti climatici”. Beddington capo dello staff scientifico del governo britannico?
“fine del turismo nel Mediterraneo a causa dell’avanzata verso nord del deserto del Sahara”?
Questo allarmismo ha la capacità di contagiare l’opinione pubblica e di esprimersi in forma assolutista, aggredendo coloro che con numeri, dati e ricerche scientifiche, realisticamente valutano la realtà.
Giampaolo Giuliani, tecnico geofisico ricercatore ai Laboratori nazionali del Gran Sasso da anni sostiene di aver elaborato un metodo in grado di prevedere eventi sismici.
Giuliani ha scatenato una vera e propria psicosi da terremoto in Abruzzo, tra L’Aquila e Sulmona, prevedendo l’imminenza di un violentissimo fenomeno sismico.
Ora è indagato per ’procurato allarme’: perchè non si prendono gli stessi provvedimenti per tutti i catastrofisti climatici?
Procurano allarmi ancor più deleteri, sugellando convinzioni assolutamente false nell’opinione pubblica di tutto il mondo.
Il catastrofismo climatico ha contagiato anche il nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama, e anche il Wwf che ha lanciato negli anni scorsi la campagna ’Stop Climate Change. Before it changes you’.
Nel corso della storia, il clima non è mai stato statico, immobile e piatto. Ben prima della nascita delle industrie, delle bombolette spry e delle emissioni di anidride carbonica da parte degli esseri umani.
Per la follia del catastrofismo moderno l’uomo non deve interferire nei processi naturali del nostro pianeta, ma intervenire per modificare quelli che sono in atto!
Alcuni esperti hanno studiato in modo molto approfondito il rapporto tra l’urbanizzazione delle aree in cui sono presenti stazioni meteo e l’aumento di temperatura, dimostrando che in fondo alcuni dati sono falsati proprio dall’urbanizzazione delle aree territoriali ad esempio New York, dopotutto i dati satellitari, in alta quota sui rilievi, e i radiosondaggi confermano che il pianeta si sta riscaldando.
Ma non lo sta facendo in modo così esagerato come alcuni strombazzano.
E non lo sta facendo in modo continuato, ma piuttosto con cicli lenti e graduali intervallati da periodi in cui invece le temperature diminuiscono.
Dopotutto l’Europa e un pò tutto l’emisfero settentrionale sta venendo fuori dalla famosa P.E.G., la Piccola Era Glaciale che tra 1.500 e 1.800 ha attanagliato, per tre secoli abbondanti, il territorio nel freddo e nella neve.
E’ quindi normale che venendo fuori da questo tipo di fase climatica, le temperature aumentino.
Deve essere chiaro che però tutti i cambiamenti climatici sono lenti, graduali, appena percepibili dagli esseri umani considerando la nostra vita media.
La climatologia, a differenza della meteorologia, è una scienza che analizza quegli stessi parametri meteorologici (temperatura, umidità, venti, precipitazioni ecc. ecc.) però su larga scala geografica e in un ampio lasso temporale.
Non si possono fare analisi climatologiche fossilizzandosi in analizi provinciali e territoriali, oppure di breve durata. Dopo la vergognosa brutta figura di gennaio, l’avrà capito anche Mario Tozzi!
La domanda da porsi non è tanto, quindi, se le temperature stanno aumentando o meno. Potremmo farlo, perchè comunque neanche quello è scontato, se l’ambiente di discussione fosse più sereno, disteso, scientifico e meno interessato. Ma ci sono tanti altri luoghi comuni molto molto più gravi e pesanti da smentire. E allora la domanda da porsi è la seguente: i cambiamenti climatici in atto sono provocati dalle attività umane, o sono naturali?
Gli scienziati, però, (generalizzazioni e forzature a parte) sanno che la realtà è ben diversa perchè studiano.
E studiando si scopre che in realtà solo il 2% della superficie terrestre è occupato da insediamenti urbani! Se parlassimo, invece, del volume verremmo a scoprire che gli insediamenti urbani non riescono a superare lo 0,003% del volume del nostro pianeta!
Chi può pensare che le attività di una così piccola e insignificante forza (l’essere umano) possano dettare i ritmi e i meccanismi dell’intero pianeta ?
Molti scienziati, infatti, non credono che sia l’uomo a determinare i cambiamenti climatici.
Basta pensare a quelli che la settimana scorsa si sono rivolti a Omaba: “”Mr President, sul clima ha torto”: 114 scienziati e premi Nobel di 13 nazioni differenti hanno voluto provare a spiegare al nuovo Presidente degli U.S.A. che non è assolutamente scontato che sia l’uomo a determinare i cambiamenti climatici in atto.
Ma allora cos’è che determina il clima?
Qui entra in ballo il sole: il sole ha un volume che è un milione, trecento tre mila e ottocento volte più grande di quello della terra e con i propri cicli di macchie solari può determinare il clima terrestre in modo molto più diretto di quanto non possano farlo le attività dell’uomo.
Recenti studi astronomici hanno dimostrato che negli ultimi due secoli le temperature sono aumentate, così come sulla terra, anche in tutti gli altri pianeti del sistema solare: eppure su Marte, Giove, Venere e Saturno non esistono fabbriche che emettono sostanze nocive.
Quando scrivevamo dell’assolutismo che appartiene ai catastrofisti climatici, infatti, ci riferivamo ad alcuni casi di “fascismo verde” come quello di George Will. Il fatto che nel mondo scientifico si fanno sempre più forti le teorie sulla scarsa influenza delle attività umane nel determinare i cambiamenti climatici non può che dare fastidio all’ambiente allarmista e catastrofista che delle “colpe” dell’uomo nei rapporti con il clima faceva, e ahimè fa ancora, un cavallo di battaglia quotidiano.
Così tutti coloro che mettono in evidenza questo tipo di realtà scientifica vengono tacciati d’ignoranza e “oscurantismo”: insultati, offesi e criticati.
E’ ciò che hanno dovuto subire i 34 firmatari Pdl della mozione poi approvata in Senato: gliene hanno dette di tutti i colori, come si può vedere dalle dure reazioni espresse subito dopo la presentazione della mozione, prima della discussione e del voto in aula, e quelle successive alla votazione.
Addirittura Roberto Della Seta, (sempre ricordo laureato in Storia dei partiti politici) capogruppo del Pd in Commissione Ambiente al Senato, ha tacciato il Pdl di “un negazionismo ridicolo, più o meno come scrivere nero su bianco in un atto parlamentare che Darwin diceva il falso” dimenticando che ai tempi di Darwin, Galileo Galilei e altri grandi scenziati precursori dello sviluppo culturale contemporaneo, la società li condannava al rogo .
Oggi la situazione scientifico/culturale, altrettanto bigotta, dogmatica, ignorante e modaiola, sembra identica: senza documentarsi in modo approfondito, le masse seguono i punti di riferimento più alla moda (vedi Al Gore) e come tante pecorelle si convincono di quelle che non sono altro che amene falsità.
Anche la comunità scientifica Italiana è attiva nella lotta al catastrofismo climatico, a partire da alcuni dei più eminenti e professionali rappresentanti dell’Aeronautica Militare con il ClimateMonitor di Guido Guidi o anche con il nostro Presidente Onorario, Massimo Morico, che in tutti i nostri convegni ha sottolineato l’esagerazione del catastrofismo e l’incertezza sulle responsabilità dell’uomo nella determinazione dell’andamento climatico planetario.
Se il catastrofismo climatico non ha, comunque, ragione d’esistere e di riscuotere consensi, a maggior ragione visto l’andamento climatico degli ultimi dieci anni ci viene da pensare quanto siano forzate e in mala fede alcune strabilianti “uscite” di fantomatici “esperti” del settore.
Dal 1998 al 2007, infatti, le temperature del pianeta sono rimaste mediamente stazionarie, secondo le analisi satellitatri della NASA. Addirittura dal dicembre 2007 ad oggi (è quindi ormai quasi un anno e mezzo) stanno lentamente diminuendo.
Il Protocollo di Kyōto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale che è stato sottoscritto nella città giapponese di Kyōto l’11 dicembre 1997, un anno esatto prima che le temperature del pianeta iniziassero a smettere di aumentare e, poi, dal 2007, addirittura a diminuire.
Un occhio ingenuo potrebbe pensare che se le temperature non stanno più aumentando è merito di quel famoso e discusso protocollo.
In realtà solo studiandolo si può innanzitutto capire che è entrato in vigore soltanto nel 2005, quando già da 7 anni le temperature non crescevano più, e poi soprattutto dev’essere chiaro che il Protocollo di Kyōto non prevede che ci sia un taglio complessivo delle emissioni di anidride carbonica! Assolutamente!
L’India e la Cina, che hanno ratificato il protocollo, non sono tenute a ridurre le emissioni nel quadro del presente accordo, nonostante la loro popolazione: la Cina è il paese più popoloso del mondo con un miliardo e 350 milioni di abitanti. L’India è il secondo, con un miliardo e duecento milioni. Però, come altri paesi in via di sviluppo, sono stati esonerati dagli obblighi del protocollo di Kyōto perché non sarebbero stati tra i principali responsabili delle emissioni di gas serra durante il periodo di industrializzazione che si crede stia provocando oggi il cambiamento climatico!
Non hanno “inquinato” prima, quindi adesso possono farlo! Ed è un’assurdità doppia, se pensiamo che non esiste alcuna prova scientifica che i cambiamenti climatici siano provocati dall’industrializzazione, anzi, ci sono prove che dimostrano il contrario!
Il Protocollo di Kyōto ha un movente esclusivamente politico/economico, non certo ambientale: quella del ’terrore climatico’ è la copertura ideale per giustificare determinate scelte di politica economica.
E’ chiaramente giustificabile la ’non adesione’ degli Stati Uniti d’America: per quale motivo avrebbero dovuto tirare il freno a mano della loro economia, consentendo a Cina e India di surclassarli nel mercato internazionale ?
Se davvero chi ha ideato quel Protocollo era in buona fede, e pensava che le emissioni dovute alle attività umane provocassero il riscaldamento globale, avrebbe dovuto ratificare un progetto di diminuzione delle stesse emissioni senza differenze e discriminazioni tra un Paese e l’altro.
Il 16 febbraio 2007 si è celebrato l’anniversario del secondo anno di adesione al protocollo di Kyōto, e lo stesso anno ricorre il decennale dalla sua stesura: adesso ci manca che fanno pure una festa, e siamo a posto!
Sarebbe piuttosto ora di cestinare definitivamente quanto scritto a Kyōto e approcciarsi in modo diverso alla climatologia, con più scienza e meno politica.
Nella mozione si legge che la Commissione Europea “dà per scontata l’attribuzione della responsabilità del riscaldamento globale in atto all’emissione dei gas serra antropogenici” e che invece il governo Italiano si impegna a “segnalare come una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non creda che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento dell’atmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso fra 0,7 e 0,8°C) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all’anidride carbonica di emissione antropica; ad esempio, nella relazione di minoranza depositata l’11 dicembre 2008 presso la Commissione Ambiente e lavori pubblici del Senato degli Stati Uniti d’America sono riportate le dichiarazioni di ben 650 scienziati di livello internazionale, scettici nei confronti della teoria dell’attribuzione del riscaldamento globale in atto alle attività umane”.
Inoltre, grazie all’approvazione di questa mozione, il governo si impegna anche a “sottolineare in merito come le previsioni climatologiche a lungo termine, attualmente effettuabili nei migliori centri di ricerca del mondo, siano ben lontane dall’essere affidabili, non essendo ancora sufficientemente conosciuti gli effetti climatici dovuti ad importanti elementi della fisica terrestre, quali ad esempio nuvole, vulcani, oceani, eccetera, nonché gli effetti climatici delle variazioni cosmiche e solari, e non essendo stati adeguatamente sperimentati gli estremamente complessi modelli di calcolo utilizzati per tali previsioni”.
L’Italia sarà impegnata ancora per “rimarcare altresì come non sia ancora affatto chiarita la dipendenza della temperatura media dell’atmosfera terrestre al suolo dalla concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera (le analisi dei ghiacci antartici hanno dimostrato che nell’ultimo milione di anni la concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera ha seguito con ritardo di anni ed anni le variazioni di temperatura dell’atmosfera terrestre al suolo, è stata cioè effetto e non causa delle variazioni di tale temperatura); e come inoltre l’effetto serra dell’anidride carbonica sia già in rilevante saturazione alle attuali concentrazioni”.
L’Italia chiederà quindi la revisione del Protocollo di Kyōto e proporrà la costituzione di “un centro d’eccellenza per l’approfondito dibattito scientifico in materia, che conforti o smentisca sulla fondatezza e sulla certezza della teoria del riscaldamento globale causato dall’uomo e sull’efficacia delle misure proposte in seno al Protocollo di Kyōto, in particolare con riferimento al rapporto costi/benefici e che costantemente aggiorni il dato scientifico ed i risultati della ricerca in tema di climatologia”.
Un esempio concreto e scientifico che dimostra quanto il “global warming” sia limitato nelle aree urbanizzate. L’andamento termico di New York Manhattan dal 1822 al 2000. La temperatura è aumentata di oltre 5°C in meno di due secoli!
L’andamento termico di New York Albany: a meno di 50km da Manhattan,.La zona è rimasta rurale, e senza cemento, asfalto, grattacieli e automobili la temperatura è addirittura diminuita di alcuni decimi di grado, nello stesso lasso di tempo!
Questo significa che i dati sul global warming sono fortemente influenzati dal fatto che moltissime stazioni meteo oggi sorgono in centri ad alta densità urbana, ma diversi decenni fa erano state installate in zone di campagna e rurali: le città, i centri urbani e le aree abitate del pianeta ricoprono lo 0,5% della superficie terrestre.
Inutile quindi costituire “L’ambiente per vincere”
15 febbraio 2008 Nasce la nuova associazione degli ecologisti DEMOCRATICI
«L’ambiente nuova frontiera per il Pd e per l’Italia»
Lodevoli programmatiche intenzioni per ricompattare i VOTI verdi allo sbando
Dove oltre a VELTRONI interviene in conferenze financo udite udite!:
Ermete Realacci, IL Ministro per l’Ambiente del Governo “ombra.”
Che può fregiarsi del Titolo di studio: Diploma di Maturità Classica
E’ ovviamente presidente onorario di Legambiente
E noi tutti ridiamo e applaudiamo perché “l’ombra” sembra ormai definitiva visti i risultati!
Apprezzando le sue dissertazioni, sul nucleare, e sulle varie questioni, a cui la sola risposta, ormai ossessiva è “NO”!
Leggo un trafiletto interessante da un più lungo articolo:
IL VENTO DI FULCO, QUANDO EOLO DIVENTA EURO del 20 aprile 2004
Fulco Pratesi, immacolata icona dell’ambientalismo nostrano, nonché presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, che, senza rendersene conto, nei giorni scorsi si è visto piombare addosso una sentenza della Corte dei Conti che lo obbliga a versare un risarcimento di
88.283,65 euro
per la sua spumeggiante gestione del Parco fino al 2002. In realtà questi “cattivoni” della Corte dei Conti hanno sicuramente preso un abbaglio. «Gestioni fuori bilancio», «mancata osservanza della convenzione di cassa stipulata con l’Istituto bancario tesoriere», «ricorso esteso ad anticipazioni di tesoreria», «deficienze di cassa» e «patologici disavanzi». E ancora una macchina qua, una carta di credito là, una palazzina di tre piani di su.
Questi sono solo alcuni dei reati contestati al buon Fulco e al suo amico Franco Tassi (ex direttore del Parco condannato a un risarcimento di 914.512,56 euro)
Ben più particolareggiati articoli digitando con google Operazione No ai “Parchi Fantasma”
Domenica, 23 aprile 2006 Pratesi condannato dalla corte dei conti
“Ha scritto l’Avvenire che la “La condanna appare tutto sommato mite dal momento che il Procuratore della Corte aveva chiesto a Pratesi un risarcimento di 188 mila euro e la chiamata in correità con l’ex direttore del Parco Franco Tassi, prima allontanato e poi licenziato per cinque capi di accusa, tra i quali l’aver preso in affitto a spese del parco un intero edificio di rappresentanza a Roma”.
La Corte rimprovera a Pratesi di non aver controllato l’operato del direttore generale Tassi, che si sarebbe dato ad una serie di spese pazze.
Un rapporto più dettagliato sulla gestione del Parco d’Abruzzo e sulla gestione delle aree protette italiane verrà presentato a Roma il 2 di marzo.
Si tratta del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva che la commissione Ambiente della Camera ha dedicato alla gestione delle aree protette italiane.
Trovo anche l’articolo di “PARKS.IT” del 25/10/2007 che testualmente riporto:
In questi giorni la stampa regionale ha dato notizia di una Sentenza della Corte dei Conti, Sede Centrale giurisdizionale di appello, secondo la quale il Giudice avrebbe assolto Franco Tassi e CONDANNATO Fulco Pratesi per danno erariale ed a risarcire all’Ente Parco la somma di € 10.000, per non aver negoziato il tasso di interesse più favorevole, con l’Istituto Cassiere B.N.L.
Tuttavia, visto il contesto giornalistico della notizia, è opportuno rendere noto l’esito della Sentenza della Sede Centrale giurisdizionale di appello n. 1/2006° del 3 gennaio 2006 e della Sentenza n. 167/07/A del 19 giugno 2007, con le quali il Giudice della Corte dei Conti ha a s s o l t o Fulco Pratesi e ha condannato Franco Tassi per danno erariale, di conseguenza a risarcire all’Ente Parco le seguenti somme:
€ 91.083,85 – per finanziamento Comitato Parchi e Centro Parchi
€ 17.352,95 – per utilizzo improprio dell’appartamento di proprietà dell’Ente
€ 13.549,31 – per spese di missione all’estero della Comunità del Parco
€ 97.554,16 – per utilizzazione di carte di credito dell’Ente
Per quanto riguarda l’ i l l e g i t t i m a corresponsione del trattamento dirigenziale alla ex dipendente signora Flavia Caruso, il cui danno erariale è stato calcolato in € 67.229,20 nella sentenza di 1°grado n.1/04 del 7.01.2004, l’ appello del Tassi è stato accolto per prescrizione in quanto il primo pagamento è avvenuto in epoca antecedente al quinquennio per il quale si è azionato il Procuratore regionale.
In definitiva il totale del danno, nei confronti dell’Ente, derivanti dalle due sentenze di cui sopra ammonta alla somma complessiva di € 219.540,2 che l’ex Direttore Franco Tassi dovrà risarcire all’Ente Parco.
Per di più, bisogna ricordare che con Sentenza n. 36 del 2 luglio 1996 della Corte dei Conti, sezioni Riunite in sede Giurisdizionale di Appello, il Tassi fu condannato, per danno erariale, a risarcire l’Ente parco per l’importo di €25.822,84, per cui l’attuale Direzione ha dovuto incaricare l’Avvocatura dello Stato per il recupero coatto.
Si deduce che il dottor Tassi è stato condannato, con sentenze definitive, dalla Corte dei Conti a risarcire all’Ente Parco la complessiva somma di € 245.363,04 oltre interessi e rivalutazioni.
Inoltre, l’attuale Direzione ha avviato la procedura coattiva nei confronti dell’ex Direttore per la ripetizione delle somme indebitamente percepite, a titolo di indennità di polizia, pari a € 60.971,72. Pescasseroli, 25 ottobre 2007.
Leggo da wikipedia ( ma senza fonte ufficiale ) che le vicende giudiziarie di Fulco Pratesi si sono tutte concluse con assoluzioni, sia nei confronti della Corte dei Conti, sia nei processi penali (Tribunale di Sulmona, 5 maggio 2008).Pero non riesco a trovare la fonte ufficiale di tali affermazioni ma trovo comunque :
Il “soldo” che ride L’«allegra» gestione del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise Pubblichiamo l’articolo di Antonio Gaspari, in uscita sulla rivista “Tempi”, n. 11, 14-20 marzo ’02: Nel rispondere ad una interrogazione parlamentare riguardante la situazione dell’Ente Parco, il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Roberto Tortoli ha detto che: «nel Parco d’Abruzzo esistono specie più protette che sono il Presidente e il direttore del Parco».
Proseguendo l’articolo apprendo “che al direttore del Parco, Franco Tassi viene riconosciuta una qualifica di Dirigente Generale dello Stato, equiparato cioè a un Presidente di Cassazione, e retribuito con una
MENSILITA’ LORDA DI CIRCA 18 MILIONI E MEZZO DI LIRE
“C O M P L I M E N T I !”
Più ovviamente la indennità di polizia, pari a € 60.971,72
COMPLIMENTI VIVISSIMI!
Fulco pratesi dal Corriere della sera : Orsi o eolica Una lite tra ecologisti Il progetto di installare 26 torri eoliche ai margini del Parco nazionale d’ Abruzzo minaccia di danneggiare l’ ambiente. A rischio lupi e orsi.
A RISCHIO SIAMO NOI TUTTI! Il danno erariale è irrilevante, come irrilevanti sono le sentenze di condanna o assoluzione, LE PRESCRIZIONI?
Il problema vero è che dinosauri e “MOSTRI MANGIASOLDI” gestiscono con fini esclusivamente di profitto questioni strategiche del nostro paese, influenzando l’opinione pubblica verso scelte TRAGICHE!
Ma simpatiche devo dire le “norme” dettate in un art. del “Corriere della sera”del 4/5/2006
“ SONO ECOLOGISTA MI LAVO OGNI SETTE GIORNI ”
DOVE apprendo con gioia che: “ In casa Pratesi però è ecologista pure la gatta Perlina: «Va a bere l’acqua della tazza, lo sa benissimo che è pulita perché è la stessa del rubinetto ».
Con rammarico e con vergogna di essere italiano, cresciuto in paese cieco gestito da pazzi leggo anche : lunedì, maggio 29, 2006
La bottiglia ricavata dal mais, ovvero quello che avremmo potuto essere
Per capire bene quanto eravamo avanti e quanto siamo rimasti fermi.
Era il 1990. La Montedison-Ferruzzi, che all’epoca faceva capo a Raul Gardini, aveva appena lanciato un materiale innovativo. Si chiamava Mater-Bi. Una plastica ottenuta dal mais, con la particolarità di essere biodegradabile..
IL, 29 maggio 2006, il quotidiano britannico “The Independent” apre con la notizia e la fotografia di un nuovo contenitore rivoluzionario per cibi. «E’ la bottiglia che annuncia una rivoluzione della plastica», titola il giornale. «Pensateci, plastica fatta con il mais. Il potenziale per aiutare il pianeta è enorme», dice un portavoce della Balu, la giovane azienda che la produce (qui l’articolo). Gli inglesi sono arrivati ora dove eravamo arrivati noi diciassette anni fa. “The Indipendent” scrive oggi quello che Topolino scriveva in Italia nel 1990.
Ma la gattina di Pratesi è ecologista, beve dalla tazza!
Non ridete? Non piangete? Non credete ?
NON SAPETE!
Ecco il meccanismo il “disegno” di chi organizza girotondi!
TRASCINANDO AMEBE E STOLTI IN PIAZZA!
Fulco Pratesi dichiara riguardo Alessandro Ghigi:
«l’antesignano di ogni organizzazione della natura nel nostro Paese»
E io cerco e trovo chi era GHIGI!
Un padre, dell’ambientalismo contemporaneo, in Italia come altrove con richiami mitologici a “Gaia e ridicoli “GIROTONDI” alle centrali nucleari, alla caccia, agli impianti di smaltimento dei rifiuti.
Ghigi è stato un razzista caparbio!
Vicepresidente della Società Italiana di Genetica ed Eugenica.
Ha scritto libri disprezzando i NEGRI e altre razze, ha firmato il Manifesto della Razza del 1938 con cui ebbe inizio la discriminazione contro gli ebrei nel nostro Paese. Nel libro Problemi biologici della razza e del meticciato (Zanichelli, Bologna 1939), Ghigi descrive il tema delle degenerazione causato dall’incrocio con razze nere che sarebbero «evolutivamente inferiori e geneticamente incompatibili».
Per quanto riguarda gli ebrei, nel libro di Giorgio Israel e Pietro Nastasi Scienza e razza nell’Italia fascista (il Mulino, Bologna 1998) si ricorda che due fautori della politica razziale mussoliniana
come Guido Landra e Nicola Pende parlano di Alessandro Ghigi come di «uno dei razzisti più estremi».
Ben chiaro l’articolo dettagliato e condivisibile, da cui estraggo interessanti riflessioni.
Verdi, cioè razzisti
Data: Venerdì, 09 febbraio @ W. Europe Standard Time
Argomento: Ambientalismo & ecologismo
di Antonio Gaspari
I movimenti ambientalisti hanno radici eugenetiche. Anche il padre del naturalismo italiano, Alessandro Ghighi, teorizzava la selezione della razza. Ecco perché si oppongono alla modificazione genetica dei pomodori, ma sostengono la ricerca sugli embrioni.
ECCOLI I “VERDI”!
“lo tsunami nel cervello” è il titolo di un articolo ma esprime perfettamente il concetto:
Esiste una sorta di egemonia culturale ecologista così pervicace da rendere impossibile (e quasi inutile) qualsiasi puntualizzazione. Il dogma ecologista, spesso santificato dall’aggettivo “democratico”, è intoccabile e arreca in chi osa contraddirlo ludibrio pubblico.
[Da «il Timone» n. 42, aprile 2005]
Un razzismo interessato, finalizzato a “SALVARE GAIA” dal cancro del pianeta, L’UOMO!
Parlano di violazione delle leggi naturali se intervieni geneticamente per migliorare le piante, ma non hanno nessun problema a sostenere esperimenti sugli embrioni, e le fecondazioni in provetta con commercio di gameti. Gridano all’orrore se mangi cibo che non è “biologico”, ma approvano e propagandano tutti gli ormoni e le sostanze strane che vengono somministrate alle donne nella forma di contraccettivi. Difendono tutti i tipi di vita animale, dalle uova di tartaruga ai girini, ma affermano che abortire bambini è un diritto. Raccolgono fondi e firme per proteggere gli alberi ultracentenari, nello stesso tempo però propongono di legalizzare l’eutanasia. Mostrano meraviglia di fronte alle forme religiose primitive, panteiste e neopagane, ma inorridiscono se provi a difendere la presenza del Crocifisso.
Stiamo parlando dei “Verdi”, espressione culturale e politica di un’ideologia contraria alla vita ed al pensiero cristiano. Gli esponenti di questa ideologia sono dei gran sofisti, capaci di dire tutto ed il contrario di tutto, senza il minimo scrupolo. Ma non si tratta solo di un meschino opportunismo: l’ideologia ecologista contraria alla vita ed alla famiglia è espressione coerente di un pensiero intollerante verso le attività umane. Non è un caso che per il pensiero ecologista militante l’uomo sia il cancro del pianeta. Bibliografia
Antonio Gaspari, Da Malthus al razzismo verde. La vera storia del movimento per il controllo delle nascite, Edizioni 21mo Secolo, 2000.
Stephen Jay Gould, Intelligenza e pregiudizio. Contro i fondamenti scientifici del razzismo, Il Saggiatore 1998. © il Timone
Bene, ora parliamo di:
GRAZIA FRANCESCATO
Cherubini e lotta politica. L’ ateismo angelico dei verdi. La leader dei verdi Grazia Francescato ha scritto un libro di eco-angelologia, intitolato In viaggio con l’ Arcangelo (Idea Libri),… Al giornalista Alberto Gentili del Messaggero, la Francescato ha poi spiegato di credere senza riserve nella gerarchia angelica ma di non credere in Dio.. Sono, perciò, i serafini Moisè, Samuel e Giovanni a non volere il blasfemo Ponte sullo Stretto. E, in sintonia, gli arcangeli Gabriele, Michele e Raffaele hanno deciso che i porti d’ Italia non si devono allargare e che dunque «il mare non bagni più Napoli». C’ è persino un cherubino minore che dardeggia contro il raddoppio della bretella Firenze-Bologna, la famosa variante di valico: «Battendomi contro la distruzione della Grande Madre Natura ho aderito a un disegno superiore di cui sono un tassello». …. Il suo trattatello logico-filosofico è denso di patristica e new age, tomistica e tardofemminismo. …
La Francescato, con la tecnica collaudata della excusatio non petita, si dice certa che le daranno della «cretina», e quasi quasi viene voglia di incoraggiarla a non immalinconirsi e a tirarsi su: «Dovevo farlo e ho finalmente trovato il coraggio. Ma mi rideranno dietro. Mi copriranno di ironia. Sarò messa alla berlina, sommersa dal sarcasmo. Mi faranno passare come l’ imbecille di turno, come l’ Ambra del Boncompagni». …
Forse Totò avrebbe commentato: «E poi dice che uno si butta a destra».
Merlo Francesco (4 gennaio 2001) – Corriere della Sera
LA LETTERA «Io, gli arcangeli e la natura sacra»
Caro direttore, ohibò, non c’ è più religione. Ecco qui un segretario di partito che, invece di sfornare un tomo in politichese o un trattato sullo sviluppo sostenibile, scrive di … arcangeli! Sorpresa e abominio. Starà strizzando l’ occhio ai cattolici, alla Curia o alla New Age? Sarà un attacco di eco-demenza o un’ accorta manovra elettorale? Mentre i politologi si domandano se sia di destra o di sinistra credere agli angeli, se sia più disdicevole per un leader dell’ Ulivo piuttosto che del Polo intrattenere tali paradisiaci commerci, permettetemi di andare al dunque. Ho scritto questo libro (due anni fa, prima del mio ingresso in politica) perché mi interessa molto – e interessa molti – esplorare i rapporti tra Natura e Spiritualità. Sono convinta che difendere l’ ambiente nel Terzo Millennio non significa soltanto tutelare la flora, la fauna e le risorse naturali, ma anche salvaguardare le memorie e le emozioni arcaiche, le radici della nostra identità individuale e collettiva, insomma il raccordo tra anima individuale e «anima mundi». Devastare la wilderness – i luoghi selvaggi e intatti — non vuol dire soltanto distruggere un prezioso patrimonio naturale ma recidere questo profondo legame tra gli esseri umani e il cosmo. Significa disperdere un capitale spirituale accumulato nei millenni, che le società del passato (o quelle indigene sopravvissute) hanno sempre riconosciuto, considerando non a caso «sacri» i luoghi da cui emana questa misteriosa forza. Recuperare la dimensione «sacra» della Natura è vitale sia per frenarne la distruzione sia per rispondere a quel sempre più diffuso bisogno di spiritualità che segna la nostra epoca (apparentemente) iper-razionale. Per trasmettere questo messaggio ho scelto, invece di scrivere il solito saggio, di raccontare la sequenza di episodi e di immagini che mi ha «portato il messaggio». Una sequenza intessuta di coincidenze e destini incrociati che ruotano intorno ad un presente archetipo, a un simbolo ancestrale, appunto l’ Arcangelo Michele. L’ angelo più «tremendo», come scrive nella prefazione Guido Ceronetti, quello posto a difesa dell’ armonia del cosmo (che poi gli angeli esistano o meno non lo sappiano né io né Merlo, è una questione di fede). Dunque, niente angeliche consulenze in diretta dal Paradiso sulla Variante di Valico o sugli inciuci politici; mi farebbero comodo ma ahimé non sono previste nel contratto stipulato con le celesti legioni. Più modestamente – ma chi dice meno proficuamente? – un’ esperienza di ascolto della gran forza della Natura, che accompagna e illumina il nostro interiore vagabondare alla ricerca di senso. E scusate se è poco. * Presidente dei Verdi Francescato Grazia.(6 gennaio 2001) – Corriere della Sera
Le tentazioni dell’ Arcangelo per la verde Francescato
“Chi in tale stato se trova – co li Arcangeli demora”, cantava tanti secoli orsono fra’ Jacopone da Todi. Non è difficile capire in quale stato d’ animo si trovi attualmente Grazia Francescato, che ha appena dato alle stampe un libro autobiografico intitolato, appunto, “In viaggio con l’ Arcangelo”. …E’ l’ Arcangelo Michele a invadere i sogni, agitati e spesso profetici, della portavoce dei Verdi. …. La battaglia ambientalista assume, in tal modo, un colore mistico: una contesa fra il Cielo e l’ Abisso. Occorre chiarire da che parti milita la scrittrice? Il volume, intricato e a tratti commovente, può essere letto come una resa all’ Irrazionale da parte di una donna di formazione laica… Tra fautori dell’ Arcangelo e difensori (se non del Maligno) della Dea Ragione. Si rimandi il tutto, semmai, al dopo-elezioni. Repubblica (08 gennaio 2001) – di NELLO AJELLO
Il congresso Rissa sfiorata al Sole che ride. Insulti all’ ex ministro Pecoraro Scanio- Verdi, assise tra urla e accuse. Francescato leader DAL NOSTRO INVIATO CHIANCIANO TERME (Siena) – «Venduti». «Tangentari». «Camorristi». Qualcuno fa addirittura il gesto di lanciare una manciata di monetine contro il palco…
Il leader uscente, contestatissimo, anche ieri ha disertato i lavori. «Gli hanno chiesto di non parlare», dicono dallo staff, «più tardi arriva». L’ ex ministro, a distanza, ha comunque spinto una sua candidata: Grazia Francescato. Era stata l’ ultimo presidente prima di Pecoraro Scanio. Una staffetta a due. E lei ha ricambiato: «Non siamo a piazzale Loreto, ingiusto addossare tutte le colpe ad Alfonso». Alla fine è stata eletta. Poco dopo mezzogiorno, lo scontro. Angelo Bonelli, ex capogruppo alla Camera, dal palco illustra la mozione di maggioranza. «Basta con i veti ideologici. Serve la concretezza del quotidiano», urla al microfono, proprio mentre in sala vengono raccolte le firme contro l’ estrazione del petrolio in Basilicata. Il caos scoppia quando Angelo Bonelli dice: «Non dobbiamo più vedere scempi come quello nel parco della Sila». Il riferimento è agli impianti eolici voluti dai Verdi della Calabria.
La vicenda è finita al centro di un’ inchiesta del pm Luigi De Magistris.
Metà della sala insorge. Tutti in piedi a urlare. «Vai a casa». «Ladri». «Corrotti». Torna la calma. Bonelli si spende per la Francescato: «Non ha mai voluto poltrone». Lei si commuove. Lacrime e abbraccio. Il dibattito va avanti. «Mai con questo Pd – dice Fabio Roggiolani, dalla Toscana -. Ma bisogna cambiare i nostri vertici». Prende la parola Maurizio Pieroni, ex senatore: «E il rinnovamento? Otto anni fa siamo partiti da Grazia. E oggi ripartiamo da lei? ..Tocca dunque a Mario Pavese, di Mantova: «Il partito esiste solo quando bisogna rinnovare la tessera, è diventato solo un centro di potere». E via con altri interventi dello stesso tono. Loredana De Petris poco dopo le 18 interrompe il dibattito per dare la parola ai tre candidati-portavoce: Francescato; Marco Boato, ex parlamentare; e Fabio Roggiolani, l’ outsider.
Grazia Francescato nel suo intervento accenna alla squadra che vorrebbe nell’ ufficio politico: Bonelli, l’ ex sottosegretario Paolo Cento… Non può continuare. Urla e fischi. «E’ questo il nuovo? Vergogna», grida un delegato della Sardegna.
Alla conta l’ ex presidente del Wwf esce vincitrice (300 su 507 voti). I Verdi ripartono dunque dalla donna ambientalista che in un libro ha raccontato di aver incontrato l’ arcangelo Michele.
Il vero miracolo sembra però un altro: alla proclamazione si materializza l’ ex ministro Pecoraro Scanio, atteso da due giorni. «Mafioso, mafioso» è il grido che lo accoglie. (20 luglio 2008) – Corriere della Sera
E chi è MARCO BOATO che si candida alla guida dei verdi ?:
“ LOTTA CONTINUA” Adriano Sofri leader. La sua dirigenza si compose nei vertici anche di Giorgio Pietrostefani, Mauro Rostagno, Guido Viale, Cesare Moreno, Paolo Brogi, Carla Melazzini e Marco Boato.(ORA DEI VERDI) ?
Ma la scrittrice Grazia Francescato, scrive:”Il pianeta avvelenato”, “ In viaggio con l’arcangelo”” No global. Da Seattle a Porto Alegre” e “Il principio di precauzione”
Grazia Francescato, insieme ad Alfonso Pecoraro Scanio, scrivono:”Il principio di precauzione”
Dove posso leggere:
Jeremy Rifkin, economista americano, che ci ha spesso stupito per le sue lucide visioni del futuro che ci aspetta, definisce la terza guerra mondiale …..
E trovo anche:…Per aver portato in Italia Rifkin e, in generale, per il suo impegno, ho un debito di riconoscenza verso Fabrizia Pratesi, che per prima ha lanciato l’allarme in Italia sul biotech conducendo su questa campagna prima il mondo ambientalista e poi i “VERDI”, che ne hanno fatto “LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE.” …
…Anche se antiscientifici gli assunti dei fautori delle biotecnologie sono spesso antieconomici…
Quindi ecco Grazia Francescato che elogia Fabrizia Pratesi, e dove la ritrovo?
Al PARCO DI TOZZI! Voluto presidente da PECORARO!
Che bello ! Tutta la famigliola al completo!
L’appuntamento è a Capo Sant’Andrea, presso l’hotel Cernia, per scoprire il Sentiero delle Marine. Lungo il percorso si potrà apprezzare come compila il taccuino delle osservazioni un naturalista curioso che arricchisce le sue annotazioni con schizzi e commenti.
FULCO PRATESI E FABRIZIA PRATESI saranno all’Elba per il Festival del Camminare
Per dare un ulteriore messaggio positivo, Fulco e Fabrizia saranno inoltre presenti all’hotel Le Picchiaie, lunedì pomeriggio alle ore 15.00 (14 Aprile 2009)
Chissà se sul taccuino il “naturalista curioso”, annota anche le consulenze avute (insieme alla Sgrena) da Pecoraro Scanio, magari farà anche “SCHIZZI” riguardo la collocazione delle “BOE” di TOZZI del costo di 666′000 euro, disegnerà anche la parabola del “RADAR” sempre di TOZZI in programma ad appena 110′000 euro. Chissà quanti “schizzi” e quante annotazioni.
Chissà se si parlerà dei 900′000 euro per la pubblicità alla raccolta differenziata. CHISSA’.
Nell’ambito di queste idiozie “ecologiste” credo sia da inserire :
“Ambientalisti. I figli non sono abbastanza ecologici”
Si fa sterilizzare per non essere egoista nei confronti del pianeta
Toni Vernelli ha 35 anni, all’età di 27 dopo aver abortito chiese di essere sterilizzata con la convinzione di fare una scelta ecologica. “Avere un figlio è un atto di profondo egoismo, volto a mantenere la linea della propria eredità genetica a spese del pianeta”.
Siete perplessi? A tanto può arrivare la “psicosi” umana?
Non sapete dei “Vegani”? A differenza dei “Marziani” i Vegani esistono sul serio, e promuovono l’amore per “GAIA” ovviamente sono la quinta essenza dell’estremismo ecologico.
Vegetariano = chi esclude dalla sua alimentazione tutta la carne, di mammiferi, volatili, pesci, crostacei e di ogni altra specie.
Chi non mangia animali terresti ma si nutre di pesci NON è vegetariano.
Vegano = chi è vegan non consuma prodotti di origine animale: carne, pesce, latte e derivati (yogurt, formaggi, burro), uova, miele (che sono comunque fonte di sofferenza e morte per molti animali). Non usa prodotti di origine animale come pelle, pellicce, cosmetici ecc.
E io senza alcuna ipocrisia e preconcetto, rispetto queste scelte, ma siamo spesso al parossismo di relegare come “anormale” e “moralmente deprecabile” costumi e culture radicate e antiche quanto il genere umano.
Siamo arrivati a pensare di istituire una “tassa” per disincentivare il consumo di carne.
E questo è troppo, è inaccettabile!
Chiunque è libero di non mangiare un “uovo”, posto che io resti libero di mangiarmi un manzo.
Noi tutti siamo stati fra queste mani, tutto sommato se ancora galleggiamo è andata bene.
La centrale nucleare sicura esiste già?
Il reattore perfetto che l’Italia ignora.
Un prototipo da 300 megawatt dell’impianto tanto atteso dall’umanità, quello di quarta generazione che elimina per sempre il pericolo di incidenti (come quello sloveno) e disinnesca il problema delle scorie, è perfettamente in funzione da 6000 ore, oltre otto mesi, in uno stabilimento in Russia. E sta raggiungendo la sua massima efficacia di utilizzo grazie alla tecnologia di una ditta milanese. Il cui amministratore delegato, Domenico Libro, nell’attesa di un secondo impianto firmato a quattro mani con lo stato russo, garantisce chiavi in mano per il 2014 il primo reattore commerciale di questo tipo sul mercato globale: tra poco più di cinque anni.
Questa notizia la prendo da LIBERO 6/6/2008
Non posso certamente esprimere giudizi, ma devo peraltro notare come spesso informazioni determinanti siano state in passato relegate ad essere taciute e nascoste, non di meno si stanno conducendo notevoli progressi anche sull’utilizzo della fusione nucleare. La reazione di fusione nucleare produce, come unico tipo di scoria, 4He, un gas inerte e assolutamente non radioattivo (secondo la fisica nucleare è il nuclide più stabile possibile).
L’attuale progetto ITER ha un budget di 10 miliardi di Euro. Il successivo passo sarà il progetto DEMO si avvantaggerà dell’esperienza e integrerà il reattore con tutte le infrastrutture necessarie alla produzione di energia elettrica in modo efficiente.
La marina militare italiana aveva navi da guerra avanzatissime durante la seconda guerra mondiale, ma furono affondate facilmente dalle navi inglesi, semplicemente perché non disponevano del radar. Per similitudine immaginate di combattere bendati, magari con il miglior fucile del mondo, ma bendati. Comprenderete che anche un bambino potrebbe uccidervi a sassate.
Questo è accaduto, ma pochi sanno che il primo RADAR al mondo fù italiano, lo stesso Guglielmo Marconi in una conferenza del 1922 disse: “…. i quali raggi, incontrando un oggetto metallico, come un altro piroscafo o nave, sarebbero riflessi verso un ricevitore schermato dal trasmettitore ubicato sulla nave trasmittente e quindi rivelare immediatamente la presenza e la direzione dell’altra nave anche entro nebbia o in tempo cattivo”. I vertici della marina non seppero comprendere quanto anche un semplice marinaio reputerebbe essenziale!
Comprendere che sono inutili i più grandi cannoni se non sai dove mirare.
La corazzata tedesca Bismarck già nel 1941 aveva 4 stazioni radar collegate al puntamento dei cannoni, e disponeva anche di sistemi di rilevamento dei radar nemici, la Hood inglese affondò con tutti i suoi 1500 uomini e solo un caso fortuito decretò la fine della corazzata tedesca.
Avevano imbarcato poca nafta!
Conseguentemente procedendo non alla massima velocità fù intercettata dagli aereosiluranti inglesi e sempre per puro caso i Tedeschi restarono senza timone, rendendosi così facile preda degli inglesi.
La Hood Inglese fù colpita solo grazie al radar, e alla giusta importanza che fù data a questa tecnologia dai vertici della marina tedesca, permettendone lo sviluppo.
Sun Tzu nel suo trattato “L’arte della guerra” circa 2300 anni fa a buon motivo affermava :
Se vedo che le mie truppe hanno la possibilità di colpite il nemico, ma ignoro dove il nemico sia
vulnerabile, le mie possibilità di vittoria sono dimezzate.
Semplicemente eravamo i primi al mondo ad avere il RADAR, i vertici lo reputarono inutile.
I radar italiani furono pronti ad essere impiegati per l’armistizio.
Marconi ne parlava 25 anni prima!
La stessa miscela di incapacità, ignoranza e supponenza che sono difetti gravi nelle persone comuni, sono incomprensibili per capi militari di un paese che si avvia alla guerra.
Vi sono sempre stati i “COMUNISTI”
La storia si ripete innumerevoli volte. E’ la nostra condanna avere “ sinistrati verdi INCAPACI ” ai vertici?
Chi non è all’altezza del suo compito abbia la decenza di andarsene prima di fare danno, o nel caso specifico di limitare il danno. Visto che di danni ne sono già stati fatti.
E danni ancora più gravi si prospettano. Ecco perché il mio pensiero và alla politica, dai vari personaggi, adottata e perseguita.
Personaggi ancora purtroppo ai vertici di organismi statali strategici.
Le più grandi scoperte sono solo apparentemente frutto del caso, sono frutto di un intuito geniale, semplice, pragmatico!
Edward Jenner nel 1800, aveva constatato che tutti coloro che contraevano il vaiolo che colpiva i bovini, erano immuni del vaiolo umano. Inoculò ad un bambino del pus prelevato dalle pustole di individui colpiti da vaiolo vaccino; il paziente, al quale venne inoculato in seguito del pus vaioloso umano, non contrasse la malattia.
Era nato il “Vaccino”!
Il termine Vaccino? Dai bovini deriva.
Ma pochi sanno che i primi metodi di vaccinazioni risalgono al decimo secolo, quando i cinesi riducevano in polvere le croste secche dei malati di vaiolo e le assumevano inalandole, ma anche in India si inoculava la stessa polvere nella cute delle persone sane, pratiche analoghe anche in Turchia.
Sono notizie che apprendo da ARNOLD J. LEVINE nel suo libro “VIRUS”.
Le nostre difese immunitarie, e i virus sembrano animate da una logica straordinaria, una partita a scacchi; in cui la vittoria è la trasmissione del proprio patrimonio genetico.
Ben chiaro questo ultimo concetto nel libro di Richard Dawkins “IL GENE EGOISTA” .
Dal cui libro apprendo di un bruco che ha nella testa un organo che produce un suono attirando le formiche e vicino la coda dei beccucci da cui secerne una sostanza zuccherina, ha anche una seconda coppia di ugelli.
Da questi ultimi secerne una sostanza che ha una straordinaria proprietà, le formiche influenzate da questa sostanza diventano aggressive verso chiunque tenti di avvicinare il bruco, le formiche drogate per numerosi giorni diventano completamente asservite e strettamente dipendenti.
Formiche drogate, come drogata è l’opinione pubblica in cui notizie serie e importanti sono nascoste sotto il frastuono di IDIOZIE IRRILEVANTI, il cui unico scopo è tenere drogata la massa, con bugie ripetute allo spasimo.
Goebbels :“Qualsiasi bugia, se ripetuta frequentemente, si trasformerà gradualmente in verità”
Goebbels a capo del ministero della propaganda di Hitler, era un pazzo sanguinario, ma non era uno stupido. Era riuscito nell’impossibile!
Signori, credo sia il caso di trovare una nuova “bugia”: ora, che centinaia di e-mail, rubate da pirati telematici dai computer della University of East Anglia, in Gran Bretagna, rivelano che autorevoli ricercatori e scienziati inglesi e americani hanno spesso «forzato» e in qualche caso alterato i dati in loro possesso, per combattere gli argomenti degli scettici, concordando vere e proprie strategie di comunicazione per convincere l’opinione pubblica. Non mancano nella corposa corrispondenza riferimenti derisori e insulti personali a quanti mettono in dubbio la tesi del global warming, che uno degli autori delle mail definisce «idioti». «Questa non è una pistola fumante, è un fungo atomico », ha detto al quotidiano newyorkese Patrick Michaels, un esperto climatico che da tempo accusa il fronte del surriscaldamento di non produrre prove certe e dati convincenti a sostegno delle tesi catastrofiste.
Vi auguro ampi e fantasmagorici “GIROTONDI” per le festività.
MENO MALE CHE SILVIO C’E’.. nonostante “voi” .
Il responsabile per le aree vincolate e tutelate “LA DESTRA”
Piero Iannelli
pieroiannelli@gmail.com
13 dicembre 2009 a 20:34
Piero Iannelli
Caro Paolo Marani, stai tranquillo, dormi sereno..
IL GRANDE RISCALDAMENTO GLOBALE è una “bufala”..
Frutto della follia della malsana infame sinistra verde.
Se hai dubbi scrivimi che ti delucido.
Piero Iannelli
pieroiannelli@gmail.com
14 dicembre 2009 a 10:21
Paolo Marani
Ma una politica liberale per l’ambientalismo che roba è ?
Secondo me manco esiste, tanto è vero che IL LIBERALISMO non ha alcuna soluzione tranne un futile desiderio di RIPRESA economica, capace di sbloccare gli investimenti per affrontare il probelma climatico, energetico, ambientale.
E’ ovviamente un controsenso, dato che ognuno dei tre problemi, presi nell’insieme, non traggono alcun vantaggio della ripresa economica (che significa ripresa dei consumi, quindi dell’uso di risorse, quindi di immissione di Co2 e ripercussioni sia sul clima, che sull’esaurimento delle risorse, che nell’inquinamento).
Che ci piaccia oppure no, il liberalismo è ANTITETICO a una gestione scientifica del problema ambientale, dato che predica un maggior utilizzo delle risorse. E anche quando predica un aumento dell’efficienza cozza contro il paradosso di Jevons, che afferma che senza un cambio delle politiche ogni aumento di efficienza diventa una riduzione di costi, quindi un aumento di produzione, peggiorando i consumi anzichè ridurli.
L’unica soluzione che fin dal 1972 (Club di Roma) emerge è una politica di stabilizzazione delle variabili socio/economiche (crescita zero, rientro dolce della popolazione, transizione verso fonti sostenibili), che si riconduce ad una sola coppia di parole: DECRESCITA e SOBRIETA’.
Entrambe queste parole sono aliene al liberalismo, che anzi le giudica con fastidio. Quindi, in assenza di una vera rivoluzione verde (che parimenti non può provenire dalla sinistra, poichè vittima delle stesse logiche) mi viene semplicemente da dire che dovremo adottare questi principi “the hard way”, cioè imposti anzichè pianificati.
Vedete alternative ? Io no, perchè probabilisticamente non ce ne sono.
14 dicembre 2009 a 13:59
Anonimo
Il probelma “climatico, energetico, ambientale” ?
Il problema è facilmente risolvibile, se invece di elugubrazioni mentali si stesse con i piedi per terra.
PUNTO 1′
IL “CLIMA” non è un problema, perchè è solo una idiozia ambientalista, vi sono trattati al riguardo, e se questo non bastasse è sufficente guardare le temperature medie per comprendere che la terra non si stà riscaldando.
Brevi cenni vi sono nella precedente mia risposta.
PUNTO2″
Energetico e ambientale sono strettamente correlati, e serve una fonte alternativa al petrolio e al fossile.
Il solare serve solo a mungere soldi, l’eolico è una ulteriore idiozia in termini di prestazioni e di impatto ambientale.
Sono tecnologie che possono essere utili per piccole comunità dove “portare” energia sarebbe più dispendioso che produrla in loco.
Ma queste sono situazioni totalmente marginali.
Il nucleare a fissione è attualmente in termini di costi di produzione e di impatto ambientale l’unica fonte “VERDE” al di là dei vari casi psichiatrici contrari.
Il nucleare a fusione lo vedranno forse i nostri nipoti, certamente non i nostri figli.
Pertanto, in virtù del fatto che nel raggio di 200 km ci troviamo 62 centrali nucleari, sarei felice di terminare la discussione e di posare la prima pietra di 10 centrali nucleari.
Non sono un filosofo, ma sono consapevole che la rivoluzione verde basata sul’ idrogeno è una ulteriore follia.
Le celle a combustibile si basano sull’utilizzo del platino, e questo è costoso non perchè sia difficile l’estrazione.
Ma perchè è rarissimo! Peraltro insufficente alla metà del parco macchine circolante.
Sono dati facilmente reperibili, e non cè da discutere.
Se non bastasse il fatto che l’idrogeno non è un “COMBUSTIBILE” ma un VETTORE, e come vettore perde fino ad 75% dell’energia iniziale-
Ermete Realacci, Ministro per l’Ambiente del Governo “ombra.” Diplomato in Maturità Classica, ci spieghi Platone e lasci stare le cose serie.
PERCHE’ di filosofi e girotondeggianti verdi-sinistri NON NE POSSIAMO PIU’!
PIERO IANNELLI
14 dicembre 2009 a 14:33
donfrengo
ciao Piero,
posso venire a stoccare i materiali radioattivi a casa tua?
14 dicembre 2009 a 18:16
Piero Iannelli
Caro Donfrengo..
Ne approfitto della tua domanda per chiarire il concetto:
“MAI NEL GIARDINO DI CASA MIA”
Rigassificatori, centrali e tralicci la mappa dei no che bloccano l’ Italia
Repubblica — 13 settembre 2007
…Le infrastrutture dell’ energia fanno paura più dell’ inverno «al buio e al freddo» paventato dall’ Enel.
L’ avversione verso centrali elettriche, tralicci dell’ alta tensione, stoccaggi di gas, terminal per il metano liquido è uniforme in tutto il territorio nazionale rendendo impossibile aumentare la capacità di fare “scorta” di gas (e cambiare il numero dei fornitori) o dotarsi di una rete elettrica fortemente interconnessa con l’ Europa. Un interesse primario per un paese così dipendente dalle importazioni di materie prime per produrre l’ energia di cui ha bisogno. Invece l’ Italia paga alla sindrome Nimby (è l’ acronimo della frase inglese) una cifra impressionante: 40 miliardi stima una ricerca dello Studio Ambrosetti per conto dell’ Enel. Il 90% dei cantieri subisce contestazioni e la lista delle opere bloccate è lunghissima,: nove progetti di rigassificatori bloccati, due centrali a carbone il cui destino è sempre incerto, linee d’ interconnessione dell’ alta tensione che rimangono bloccate per decenni, altre che rischiano di essere mai realizzate, stoccaggi del gas che vengono sottoutilizzati.
Senza contare il costo dell’ elettricità più alto d’ Europa. Costruire ferrovie o autostrade non è facile, ma nel caso dell’ energia basta instillare il timore per la salute per ottenere sostegno della popolazione e così i vari comitati hanno lanciato allarmi quasi mai supportati da evidenze scientifiche……
Il caso del comune di Rapulla che riesce a bloccare per 14 anni la più importante linea elettrica (entrata in funzione solo a gennaio 2007) del Mezzogiorno può essere ridotto a un “mistero” della burocrazia nazionale, però tutta la legislazione attuale lascia agli enti locali l’ ultima parola nel settore energetico…
.. Il paradosso di un Italia accesa a macchia di leopardo è alle porte: la Calabria fa blocco sui tralicci che la dovrebbero attraversare per alimentare la Sicilia, il comune di Latina è contrario alla costruzione della stazione di arrivo del cavo sottomarino che interconnette la Sardegna. La Puglia dice che due rigassificatori a Taranto e Brindisi sono troppi, stessi dubbi per il Friuli Venezia Giulia….
….. I comitati “no-coke”, contrari alla riconversione a carbone della vecchia centrale Enel a Torrevaldaliga Nord hanno pesato nelle elezioni per il Comune di Civitavecchia e persino nella vittoria del centrosinistra nel Lazio…..…
…..Il ministro dell’ Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio è accusato di rallentare le autorizzazioni ai rigassificatori o imporre interpretazioni restrittive sugli stoccaggi. Ma ci sono esempi meno conosciuti: la sottosegretaria Laura Marchetti (Prc) ha sposato la causa del Comune calabrese di Montalto Uffugo contro una linea Terna. Dopo quattro varianti di tracciati alternativi bocciati, la quinta sembra essere quella buona. Linea da 200 km allungata di 27 attraversando altri sette comuni e aumentando i costi di una ventina di milioni. Peccato che gli altri sindaci siano già sul piede di guerra. Come si dice “non nel mio giardino” in dialetto calabrese? – LUCA IEZZI
Il quadro quindi ora è ben chiaro, ci sono tre linee ben definite:
1” “Accaparramento di risorse economiche per folli progetti, strumentali spesso a interessi
personali e criminali.” Il Parco del Vesuvio e il Parco D’Abruzzo ne sono stati un chiaro
esempio.
2” “Negare qualsivoglia miglioria delle infrastrutture, al fine di acquisire consensi locali,
da coordinare a consensi nazionali, finalizzati a smembrare una organica politica di
sviluppo”. Nell’articolo appena citato credo sia evidente.
3” Utilizzare il potere di veto, al fine esclusivo di accrescere il peso politico delle varie
Organizzazioni, sempre meno “consultite”, e sempre più spesso Organizzazioni ed Enti
Pubblici (solo apparentemente con fini ambientali) assurte a dignità superiore con veri e propri
poteri decisionali “con condicio sine qua non”. Emblematico è già citato caso del
“NECESSARIO E INDISPENSABILE” nulla-osta alla“Illuminazione del lungomare di
Sabaudia” del Presidente dell’Ente Parco del Circeo, Gaetano Benedetto. Questo negato
nulla-osta è da relazionarsi, per comprenderne l’assurdità, alle sovvenzioni a pioggia del
Gran Sasso dove sono state ristrutturate chiese, realizzati impianti per la distribuzione del gas e
persino l’illuminazione stradale a Pescosansonesco.
In virtù di questo concetto “mai nel mio giardino”
(ampiamente spiegato con lucidi esempi) ci ritroviamo scorie radiattive in mare, a 500 metri di profondità, tecnicamente impossibili da recuperare, quindi destinate inesorabilmente…. ad inquinare.
Non era preferibile un sito lontano dalle case, magari in un posto disabitato? Ve ne sono a decine di siti del genere.
O scavare una galleria sotto una montagna?
Ora non voglio dire che “IO” sono la scienza infusa, ma considera che è importante sapere per eventualmente contestare:
La “CONOSCENZA”.
“Dio impose all’uomo: “Di ogni albero del giardino puoi mangiare a sazietà. Ma in quanto all’albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai morirai”.
La conoscenza è l’arma più potente che esista, tanto è che tutti i regimi, di tutte le epoche e la stessa “SANTA CHIESA”, come appena avete visto, la teme profondamente più di qualsiasi altra cosa.
DALL’”ALBERO DELLA CONOSCENZA” DISCENDE addirittura IL “PECCATO ORIGINALE”
Ti copio e incollo un chiaro articolo di Franco Battaglia, Se ne cerchi il curriculum vedrai che certo non vende pizza.
Comunque sia “chi” parla si occupa di nucleare, e quanto meno sarebbe il caso di ascoltarlo senza andar dietro al Tozzi della situazione, o peggio ancora al Realacci, diplomato al liceo classico.
Come la mettiamo con le scorie nucleari?
Le scorie nucleari consistono per il 95% di uranio (l’elemento naturale di partenza) e per l’1% da plutonio, ed entrambi, se opportunamente riciclati, sono perfettamente utilizzabili come combustibile in reattori a ciclo chiuso.
Il restante 4% è la componente energeticamente inutilizzabile: ma il 3,5% contiene nuclidi che o sono stabili o dimezzano la loro attività ogni 24 ore, mentre lo 0,4% contiene nuclidi che dimezzano la propria attività in meno di 10 anni. Alla fine, del combustibile spento rimane meno dello 0,1% (principalmente stronzio 90 e cesio 137) che dimezza la propria attività in circa 30 anni. In definitiva, riciclando uranio e plutonio,queste scorie non riutilizzabili devono essere controllate per soli 100 (cento) anni – come si fa attualmente senza problemi – e non 100.000 (centomila).
Inoltre se l’energia elettrica che ognuno di noi consuma fosse tutta da fonte nucleare, le scorie annualmente prodotte dal singolo occuperebbero il volume di una tazzina di caffé
Infine, sempre della serie il danno e la beffa, è bene sapere che con la «modica» spesa di 250 milioni invieremo a rate a riprocessare in Francia tutte le barre di uranio delle nostre ex centrali nucleari (1.243 barre per un peso di 235 tonnellate) e regaleremo questo combustibile riprocessato alla Francia stessa, che le userà nelle proprie centrali e poi ci rivenderà, guadagnandoci, l’energia elettrica che queste produrranno proprio con il nostro uranio.
Comunque, in «compenso», ci verranno restituite, entro il 2025 alla fine del riprocessamento, le scorie radioattive vetrificate che dovremo allocare in un apposito sito, che ovviamente, al momento, non abbiamo, questo anche grazie alla sindrome Nimby che da troppo aleggia sull’Italia e che, se non debellata, ci porterà rapidamente alla rovina.
5. Dopo il grave incidente avvenuto nell’ex Urss nel 1986 alla centrale nucleare di Chernobyl, come si può affermare che il nucleare sia sicuro? Per quanto riguarda quest’incidente, va detto che questo non è figlio dell’energia nucleare, ma è figlio legittimo del comunismo.
Questo disastro è, infatti, potuto accadere sia per la completa mancanza della cultura della sicurezza e dell’individuo – che non c’era e non c’è nei paesi comunisti – sia per l’assenza di un decente livello di organizzazione dell’impresa e delle attività industriali, che anzi era caratterizzato da un’impressionante sciatteria e da un disimpegno personale collettivo.
E comunque nessuna di queste pericolose e obsolete centrali RBMK – che hanno il moderatore a grafite, che si può incendiare, come per altro è avvenuto a Chernobyl, che non hanno doppie pareti di contenimento dell’intera struttura, necessarie per impedire fughe radioattive verso l’esterno, ecc. – è in funzione nel mondo occidentale, tant’è che un incidente simile mai e poi mai da noi sarebbe potuto capitare.
Inoltre, considerato che ora siamo già alla terza generazione di centrali nucleari, molto più sicure di quelle già sicure che avevamo in funzione in Italia oltre 20 fa, si può tranquillamente dire che non siamo lontani dal rischio zero, ovviamente irraggiungibile.
Conclusioni: da quanto sopra si evince chiaramente che il Re ambientalista oltre che nudo è pure pericoloso (vuole solo affermare un’ideologia anticapitalistica, antioccidentale e terzomondista e non salvaguardare l’ambiente e le persone) e quindi è necessario che il Partito della Libertà affronti con decisione ed in modo scientificamente corretto i problemi legati, oltre che all’ambiente, all’energia e butti il cuore oltre l’ostacolo, inserendo nel proprio programma elettorale un punto irrinunciabile che dovrà dire: «Il piano energetico nazionale sarà allineato al mix energetico europeo».
Nucleare compreso quindi, perché a tale mix il nucleare contribuisce per il 28%.
In difetto di ciò è illusorio solo pensare che l’Italia possa tornare ad essere competitiva se non avrà energia abbondante, a basso costo e, tutto sommato, poco inquinante e rispettosa sia di Kyoto sia dei futuri nuovi limiti Ue, riguardo al contenimento dei cosiddetti gas serra. Ed a quanti poi dicono che costruire centrali nucleari in Italia è un vasto programma, va detto chiaramente che la via è comunque obbligata e quindi prima la classe politica si rende conto di questo e meglio è, dopo di che occorre nell’ordine: informare (molto e bene), convincere, correggere, decidere e poi agire senza tentennamenti ed a questo punto quasi sicuramente – sempre parafrasando De Gaulle – gli italiani seguiranno e magari pure volentieri.
Ok.. la tua tazzina di caffè “RADIOATTIVO” potrei tenerla serenamente in casa mia, basta schermarla.. e non giocarci a palla, e per farlo basta una lastra di piombo..
Nulla di più. Un contenitore in piombo è sufficente.
14 dicembre 2009 a 18:29
Piero Iannelli
Donfrengo… una sola cortesia.. trova un nome normale, mi sembra di prenderti in giro a chiamarti così.
Anche uno inventato, Pasquale, Filippo.. uno qualunque.. ma “Donfrengo”..
Piero Iannelli
pieroiannelli@gmail.com
15 dicembre 2009 a 23:51
donfrengo
in un conteniore in piombo ci metti tutti i soldini che prendi per dire certe cagate.
o utilizzerai la yucca mountain, ora che non sanno piu’ che cazzo farci?
me la suchi!
arrivederci
15 dicembre 2009 a 23:59
donfrengo
“In virtù di questo concetto “mai nel mio giardino”
(ampiamente spiegato con lucidi esempi) ci ritroviamo scorie radiattive in mare, a 500 metri di profondità, tecnicamente impossibili da recuperare, quindi destinate inesorabilmente…. ad inquinare.”
si vede che conviene smaltirle in questo modo.
“Non era preferibile un sito lontano dalle case, magari in un posto disabitato? Ve ne sono a decine di siti del genere.”
per quanti anni?hai fatto uno stdio sul territorio? sai tu dove DEVE RIMANERE DISABITATO?le senti le cagate che dici?
“O scavare una galleria sotto una montagna?”
scava, scava, coglione.
16 dicembre 2009 a 00:18
Piero Iannelli
Non commento, credo ti sei qualificato da solo..
Perdonami non ho tempo da perdere.
Piero Iannelli
pieroiannelli@gmail.com
16 dicembre 2009 a 01:12
donfrengo
ecco,non perdere tempo.
vai a scavare.
e poi mandaci una cartolina dallo Yucca.
Stoccatore di sto cazzo.
16 dicembre 2009 a 02:19
Piero Iannelli
Alla tua ignoranza e arroganza, rispondono milioni di Italiani.
Fossi pure “comunista”?
Non te la prendere per comunista .. non è in senso dispreggiativo!
Lo deduco dal tuo limitato vocabolario, che ruota solo sulla pretesa di offendere. Tipico di una mente limitata, che senza risorse per controbattere offende.
“COGLIONE” detto da te, è quasi ridicolo.. se non un complimento.
Il “wwf” dovrebbe proteggervi, siete in estinzione!
Comunismo messo al bando in Polonia:
vietati falce, martello e bandiere rosse
Due anni di carcere..
Pericoloso anche indossare una maglietta con Che Guevara?
Fortemente sentita dalla popolazione, che ancora non ha dimenticato le violenze e le privazioni causate da quasi mezzo secolo di dittatura.
Non te la prendere con me.. ho solo copiato e incollato.
Meno male che Silvio c’è..
16 dicembre 2009 a 12:12
donfrengo
“Alla tua ignoranza e arroganza, rispondono milioni di Italiani.”
quelli che hanno votato al referendum contro il nucleare.
Ps: il discorso sul comunismo, te lo rigiri nel culo.
Tu e quello che menomale c’è.
16 dicembre 2009 a 16:16
Cougar84
@Piero Iannelli: Per colpa del clima o no, prima o poi dovremmo sostituire queste risorse che ogni giorno usiamo per produrre energia.
Per 2 motivi, primo perché finiranno presto, secondo perché i prezzi saliranno progressivamente fino a diventare insostenibili.
E’ bastato vedere cos’è successo appena prima della crisi quando il prezzo della benzina è salito alle stelle. I pescatori non facevano più andare le barche, i servizi logistici rincaravano i prezzi e a catena tutti i prezzi salivano.
Tieni conto che con il petrolio non solo ci scaldi casa o ci fai andare un auto, ma ci fai la plastica e una marea di polimeri.
Ora guardati attorno e cerca qualcosa attorno a te che non abbia la plastica o comunque polimeri particolari … non ne troverai.
Prova ad immaginarne le conseguenze.
Ora … dobbiamo aspettare che ci arrivi la mazzata oppure è meglio prepararci adesso in modo da saltare l’ostacolo senza problemi?
Non è meglio investire ORA nelle rinnovabili o comunque nella ricerca sulle rinnovabili piuttosto che procrastinare un problema che potrebbe far percepire la crisi attuale come una sciocchezuola?
Tieni conto le possibili conseguenze di avviare un investimento sensato ( come dice Caruso ) sulle tecnologie rinnovabili fornirebbe posti di lavoro ( non ci sputeri sopra oggi come oggi ) se ci va bene anche un primato tecnologico ( così magari al posto che comprare i pannelli in cina li comprano in Italia ), riduzione dei costi di produzione. E piano piano che queste tecnologie entreranno in circolo saremo sempre meno dipendenti dal petrolio/carbone/uranio.
E’ vero le centrali nuclerari non “inquinano” se non per l’enorme problema delle scorie, ma non risolvono comunque il problema, serve solo a rinviarlo in avanti di qualche anno.
Questa si chiama riforma energetica …
16 dicembre 2009 a 19:25
Paolo Marani
@Cougar; dici innegabili ed ovvie verità. Il signor Piero Iannelli (che da come scrive sembra un esperto di copia/incolla con la licenza media al massimo) eviterà semplicemente di leggere quanto hai scritto. Ed è giusto che sia così, potrebbe sentirsene turbato e rivedere le sue misere convinzioni. Infine smetterebbe di votare per il nano con il duomo stampato in fronte. Cosa per lui inaccettabile, poichè l’unica maniera per essere felici è sacrificare il proprio cervello in nome dell’idolo che indica la via. Peccato che sia una via sbagliata, riuscirei a smontare il signor Iannelli in 15 minuti netti, se ne avessi la possibilità.
16 dicembre 2009 a 20:08
Piero Iannelli
Non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare..
“smetterebbe di votare per il nano con il duomo stampato in fronte.”
Che tristezza la sua mente..l’arroganza, la descrive ampliamente.
E da come scrive, sarà certamente un autodidatta.
Comunque si curi, alla lunga il fegato ne risente.
Il riscaldamento globale è una fesseria..
E se non bastassero le recenti mail trovate, basta guardare i dati delle temperature medie per rendersene conto.
Le rinnovabili intese come le intendete voi sono utopie irrealizzabili e con costi insostenibili su larga scala.. I numeri parlano chiaro e numerosi motivi per cui sono utopie sono ampliamente dimostrati.
L’energia da rinnovabili, non è affidabile, perchè il solare di notte non funziona.. ( ..e già) e il vento non sempre soffia, ( e non sono io a dirlo) pertanto, comunque servirebbero impianti convenzionali.
Almeno in questo specifico argomento posso dire che Margherita Hack dichiara le mie stesse considerazioni:”Acquistiamo energia nucleare da Francia e Slovenia e se dovesse verificarsi un incidente in una zona confinante con l’Italia saremmo i primi a subirne le conseguenze”
A volte la soluzione di un problema è a portata di mano, nota a tutti è la polemica riguardo l’impatto ambientale delle gigantesche torri eoliche e peraltro nota è l’avversione, di molti per la scarsa ventosità, tipica della nostra penisola, che ne inficerebbe la convenienza economica.
I costi per unità di energia prodotti sono enormemente superiori, al nucleare, e il problema delle scorie è una balla, pompata da associazioni ambientaliste per pura e mera propaganda, a scopi di lucro.
Semplici ladronigi, nulla più.
L’allarmismo a tutti i costi?
LEGAMBIENTE ATTENTISSIMA!
I motivi comprendeteli leggendo:
Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani e coordinatore del Comitato Nazionale del Paesaggio in Lucania, si è preso la briga di pubblicare una lettera in cui il presidente regionale e consigliere nazionale di Legambiente, Gianfranco Di Leo, chiedeva all’amministratore delegato della Fri-el S.p.a. (industria che realizza centrali eoliche) 5 7 . 0 0 0 e u r o! (più Iva OVVIAMENTE)
«per la promozione, gestione e realizzazione sia del Piano di comunicazione integrata che delle attività di accompagnamento e facilitazione delle iniziative imprenditoriali sul territorio».
E CHE TUTTI SAPPIANO ALLORA IL “VOSTRO IMPEGNO” PER IL PIANO DI COMUNICAZIONE INTEGRATA! SIETE CONTENTI? Chissà quante adesioni e offerte riceverete anche per merito mio, che DIFFONDO quanto semplicemente leggo!
Ricordo una memorabile citazione della stessa Maraini che su Paese sera, il 7 maggio 1969, scriveva: “Gli INTELLETTUALI, guarda caso sempre di SINISTRA, sono gli unici, assieme ai POLITICI guarda caso sempre di sinistra, che dicono la verità”.
SENECA avrebbe da dire: “imago animi est sermo”
Il parlare rispecchia l’animo di chi parla!
Ora OVVIAMENTE la MARAINI non avrebbe detto SINISTRA!
NO DI CERTO! ORA SAREBBE FUORI MODA?
AVREBBE DETTO “DEMOCRATICI”, ESCLUDENDO “DI sinistra”!
Perdonate ma immaginavo ci si potesse fare due chiacchiere, ma vedo che è impossibile.
Il “comunismo” annebbia l’intelletto.
La Maraini aveva ragione..
16 dicembre 2009 a 23:12
Paolo Marani
Beato lei che si bea della sua ignoranza.
Nemmeno sa che in Spagna la rete elettrica riesce a reggere per brevi periodi fin oltre il 40% da sole fonti rinnovabili (praticamente solo eolico, perchè il numero di impianti FV è ancora troppo esiguo per essere apprezzabile).
La favolina da piero angela dei poveri secondo cui le rinnovabili non funzionano perchè il vento e il sole sono intermittenti, meritano risposte adeguate (che sono tra l’altro ovvie). Le fonti rinnovabili se ben distribuite sul territorio (come indica il lavoro di Domenico Coiante, ricercatore serio), compensano statisticamente la loro intermittenza. Il solare insegue la traettoria dei consumi (che è più alta di giorno che di notte) mentre l’eolico distribuito minimizza l’impiego di strumenti di accumulo, purchè la finalità della rete di distribuzione sia progettata per questo scopo.
Il GSE afferma che la rete attuale non può assorbire più del 15-20% di fonti rinnovabili intermittenti… soprattutto perchè è obsoleta, va rinnovata uscendo dalla logica dei diruttori collegati ad albero (che assecondano pochi impianti di grandi dimensioni) per passare a “isole” autosufficienti con scambio dinamico del surplus. Cosa possibile, come dimostrato in qualche impianto sperimentale in germania, anche se ovviamente molto più costoso.
Ma fra questo e il black-out o il razionamento, io preferisco questo.
Quanto al nucleare, anche i tonti sanno che l’energia che compriamo dalla francia (oltre il 13% del nostro fabbisogno) l’acquistiamo di notte, dove viene SVENDUTA a basso prezzo (ebbene si, gli impianti nucleari non li puoi fermare la sera e fare ripartire la mattina) e servono quasi esclusivamente per POMPAGGIO nei bacini idroelettrici, con perdita attorno al 20%, per utilizzare l’energia potenziale accumulata nelle ore diurne, quando può essere venduta a prezzi ben superiori.
Credi davvero che i francesi ce lo lasceranno fare ? cioè essere indipendenti al punto di evitare le importazioni a loro tanto necessarie ? Ovvio che no, mica sono fessi, piuttosto ci regalano l’elettricità. I veri fessi invece sono quelli come lei, che credono a tutte le favolette lette in giro per la rete, senza interessarsi in prima persona dei dati.
Non sono MAI stato comunista in vita mia, spero proprio che i comunisti non siano come lei, perchè in questo caso “mente annebbiata” sarebbe l’epiteto più opportuno che le calza a pennello.
La smetta di fare compia/incolla con post chilometrici, e provi a inventarsi un contenuto un po più originale.
17 dicembre 2009 a 00:47
Piero Iannelli
Inizi bene educato e mi dai del “LEI”.. poi esordisci “FESSO”
Allora continuo con FESSO. Ti spiace?
Scusa “fesso”:
E’ di questi giorni la notizia di alcuni emendamenti presentati dal governo alla Finanziaria 2010 che se approvati ucciderebbero nella culla lo sviluppo delle rinnovabili italiane.
CHIARO?
”riduzione drastica del valore del prezzo di riferimento del Certificato Verde che passerebbe dal prezzo medio di mercato pari a circa 85,00 €/MWh a circa 40,00 €/MWh (pari alla differenza tra 120 €/MWh e il prezzo medio dell’energia elettrica)”.
Semplice.. le “RINNOVABILI” si tengono in piedi, spalmando sia su chi le utilizza sia su chi non ne usufruisce il costo folle.
PERCHE’ caro “fesso” che non sei altro.. l’energia da rinnovabile costa almeno 4 volte tanto.
Ora “SILVIO” ha detto, riesci a camminare con le tue gambe?
NO.. Bene allora muori, o vai a zappare.
FESSO
IN DUE RIGHE come fai a scrivere TRE idiozie?
Il nucleare tradizionale è una bufala frutto di tecnologia costosa e oramai obsoleta, e non serve granchè contro i cambiamenti climatici.
1 i cambiamenti climatici si verificano forse fra i tuoi rari neuroni
2 il nucleare attualmente è la fonte meno costosa e inquinante
3 non è obsoleta semplicemente perchè la reazione di scissione genera CALORE, quanto di più semplice da utilizzare con una turbina..
Vuoi un disegno?
Dici:
Orlando: La “potenza” di un impianto non si misura in KW/ora ma in KW e basta!
FESSO : VAI A ZAPPARE!!!!
FESSO: “Potenza – in fisica, concetto di lavoro applicato nel tempo”
FESSO:In elettrotecnica la potenza è definita come il lavoro svolto da una carica elettrica in un campo elettrico nell’unità di TEMPO.
quindi ignorante che non sei altro: si misura in kW/ora
Ma riesci pure a scriverlo errato la k “minuscola” W “maiuscola”
Il chilowatt o kilowatt (simbolo: kW) è un’unità della potenza del Sistema Internazionale di unità di misura, definita come uguale a mille watt. Spesso invece del simbolo standard kW viene erroneamente utilizzato KW con il prefisso moltiplicativo maiuscolo
Lo vedi che sei FESSO?
E sei pure INGEGNIERE ELETRRRONICO?
Perche ti scaldi tanto con quel povero disgraziato che giustamente ti propone
“un motore a gatto imburrato che sembra produrre energia infinita senza emissioni”..
Tutto sommato mi sembra più serio e preparato di te..
Oggi porti a casa 1Kw di picco con meno di 5000 euro, significa che con 10.000 euro tondi stai a posto per tutta la vita.
Fesso gli impianti fotovoltaici durano 15 anni!.. non di più.
E con 1 kW (non Kw arifesso ignorante) ci fai “NULLA”
In francia l’allaccio minimo è 6 kW, e da noi MALEDETTI italiani ottusi è di 3 kW..
Perchè grazie a persone come te fesse arroganti e impreparate siamo nella cacca!
Peraltro parli di PICCO.. la lavastoviglie la fai andare a candele o a pedali?
FESSO dici:
“..certe cose dobbiamo “smettere” di farle. Perchè rendere efficiente uno spreco è comunque uno spreco, e domani non potremo più permettercelo.
I cambiamenti climatici, e la crisi economica, sono alla fin fine cose buone”
Meno male che i cambiamenti climatici somo nella tua testolina di “ingegnere” e ti pregherei di andare dai disoccupati a spiegare che la crisi è una cosa BUONA!
Ma sei per caso del WWF? Un altro spostato di capoccia?
Di quelli che non mangio per non fare cacca?
Lo sai che uno di questi si è sparato per dar da mangiare ad un RAPACE?
Non lo fare!.. non spararti.. Silvio vuole bene anche a te..
Dici:
Dalle email emerge che non c’è nessuna cospirazione, al massimo qualche tentativo di evidenziare i dati che risultano più a sostegno della gravità del problema, ma nessuno ha mai messo in dubbio che i dati non siano veri. Tra l’altro si riferivano al 1999, e da allora è passato qualche annetto, mi pare.
Ma le leggi le notizie o le partorisci al bagno?
Dimmi la verità.. non sei ingegnere, confessa..
Dai scherzavo.. non sei “FESSO”.. ora leggiti la cazzata del
” riscaldamento globale” poi cerca di trovare un nuovo lavoro che a breve con i tuoi pannelli ci acchiappiamo le farfalle.
Chi é che si é inventato il “global warming”?
Trattasi di tale Michael Mann. Master (PhD) a 33 anni. Un anno dopo, Assistant Professor all’Università di Virginia. Dopo aver pubblicato nel 1999 un articolo in collaborazione con altri, che congetturava l’andamento delle temperature dell’emisfero Nord e segnatamente del continente americano (un concetto peraltro molto difficile da stabilire), articolo assolutamente privo di basi scientifiche, matematiche, e storiche, il giovanotto è diventato:
- Scientific Advisor della Casa Bianca (ma Bush non gli dà più retta)
- Responsabile della stesura del capitolo che riguarda il warming dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
- Membro del Board del Journal of Climate
- “Referee” (cioè uno che può bocciare, anonimamente, un articolo scientifico per “insufficienza” di basi scientifiche) di Nature, Science, Climatic Change, Geophysical Research Letters, Journal of Climate, JGR-Oceans, JGR-Atmospheres, Paleo oceanography, International Journal of Climatology, NSF, NOAA, and DOE (Department of Energy)
- Autore di programmi per CBS, NBC, ABC, CNN, BBC, NPR, PBS, WCBS, Life, Time, Newsweek, USN&WR, ….
Insomma una star. Profumatamente pagata. Che importa se quello che dice è una bufala?
La comunità scientifica (seria) lo ha sbugiardato in mille modi, ma gli eco-fondamentalisti hanno fatto del suo articolo la Genesi della loro Bibbia. Consacrata a Kyoto dal resto del modo. Possiamo sperare che
Kyoto scacci Kyoto, cioè che rinsaviscano?
Mai. Sono (quasi) tutti degli eco-talebani, environterrorists…
Il riferimento a Kyoto parrebbe ambiguo. Chiarisco il concetto: dati scientifici incontrovertibili, trovati da ricercatori di Kyoto, FALSIFICANO, in senso popperiano, la sua teoria…dunque ci si dovrebbe aspettare una nuova conferenza dove si dica: ragazzi, scusateci, abbiamo toppato alla grande…
Invece, non è successo….
Background (antefatto)
1990. L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, un organismo creato dal World Meteorological Organisation e da United Nations Envinomental Program) pubblica il suo rapporto sui cambiamenti climatici. Viene pubblicato un grafico sull’andamento della temperatura media al suolo. Dal grafico si evince che in tempi recenti (700 AD – 1300 AD) c’è stato un periodo “caldo”. Mentre fra il 1300 e 1860 si alternano periodi freddi e “meno” freddi. Complessivamente l’intero periodo è noto con il nome di Little Ice Age (Piccola Glaciazione). Centinaia di studi confermano queste conclusioni. Altre centinaia di resoconti storici danno conto degli stessi fatti. Uno per tutti: a Londra, durante la Piccola Glaciazione, il Tamigi gelava al punto che vi si potevano tenere sopra delle “Frost Fairs”. Dal 1870 ciò non avviene più.
1995. Improvvisamente, senza alcuna spiegazione di carattere scientifico, nel suo rapporto quinquennale l’IPCC scrive che, per la prima volta nella storia dell’umanità, si è in presenza di “a discernible human influence on global climate”. Studi citati? Nessuno.
1999. Mr Michael Mann pubblica un articolo. Riguarda, si badi bene, solo l’Emisfero Nord del pianeta, e segnatamente Stati Uniti & Canada. Questo studio si basa su inferenze sulla temperatura desunte dagli “anelli” dei tronchi d’albero (tree rings) messi in (dubbia, perché imprecisa) relazione con le temperature alla superficie del suolo. Inoltre, si prendono in considerazione le registrazioni delle temperature dal 1900 in avanti (prese, per lo più, in città. Cioè in ambienti dove c’è una sorta di “inquinamento” termico, causa le innumerevoli fonti produttrici di calore). Ma il ragazzo fa di meglio: usa un programma al computer basato su un metodo matematico detto PCA, principal components analysis). Risparmio i dettagli matematici. Mette dentro i suoi dati e oplà! Viene fuori un grafico che è all’origine della bufala universale detta “global warming”.
Perché questo programma produce un andamento delle temperature medie nell’ultimo millennio sostanzialmente stabile, anzi, leggermente decrescenti. Salvo, guarda caso, per l’ultimo secolo, dove c’è una crescita esponenziale. Dovuta, c’è bisogno di dirlo? All’uomo che produce troppa anidride carbonica.
Miracolo!
E’ sparito il periodo caldo “Medieval Warm Period” (è un bene: allora non c’era produzione di anidride carbonica). Ma è sparita anche la Piccola Glaciazione: è un bene anche questo, visto che oscillazioni di temperatura NATURALI inficierebbero la conclusione principale del lavoro: è l’uomo, tramite la produzione di anidride carbonica, che sta riscaldando il pianeta.
Per pararsi il fondo schiena, Mr Mann produce, nel suo grafico, un’aggiunta ingegnosa. Fa il diagramma del possibile margine di errore (per inciso: il margine di errore è superiore alla variazione di temperatura che si pretende di misurare. Già questo squalificherebbe il soggetto, perché in altri termini suona così: il pianeta si è riscaldato negli ultimi cento anni di 0,4°C. Ma l’errore possibile sulle temperature stimate del millennio precedente è pari a 0,6°C). L’anno dopo il lavoro di Mr Mann riceve l’onore di essere incorporato nella pubblicazione americana sullo “Stato del Clima Mondiale”.
Qui si compie la manipolazione finale. Il lavoro di Mann era intitolato “Northern Emisphere Temperatures during the Past Millenium. Inferences, uncertainties and limitations”. Il grafico viene intitolato “1000 years of GLOBAL CO2 and Temperature Change.”
Non solo il grafico rende “globale” cioè valido per l’intero pianeta ciò che nello studio originale era asserito solo per l’Emisfero Nord. No. Dal grafico sparisce anche la indicazione sul possibile margine di errore.
Ecco dunque come nasce il Global Warming: con una truffa matematica, ed una insolente generalizzazione di un dato locale, per giunta estremamente dubbio nella sua entità vera.
Commenti
Mettere nello stesso grafico dati veri (temperature misurate, ma in città) con dati STIMATI è scientificamente inaccettabile. Non solo. Ma non si tiene conto di innumerevoli riserve che rendono le deduzioni basate sugli “tree rings” piuttosto inattendibili. Gli alberi cresocono solo d’estate. Quindi non “misurano” la temperatura per tutto l’anno. Inoltre, la loro crescita è influenzata non solo dalla temperatura, ma anche dalla pioggia, dalle malattie vegetali, dalla competizione con altri alberi, dal grado di insolazione, ecc. I
Inoltre: il 71% della superficie terrestre è costituita da mari o laghi o fiumi, che hanno una grandissima influenza sul clima. Ci sono, proprio per questo, altre decine di metodi per dedurre stime sulla temperatura (ossigeno 18, carbonio 14, analisi del ghiaccio, studio dei sedimenti nei laghi, ecc ecc ecceterissima. Nulla di tutto ciò è stato incluso nello studio di Mr Mann. Tra l’altro non si è neppure d’accordo sui dati registrati durante il secolo scorso. Perché le temperature registrate dall’uomo mostrano sì un aumento della temperatura media (0,4°C circa) negli ultimi decenni. Ma misure dallo spazio riducono tale valore a 0,2°C. E tali misure da satelliti sono confermate da quelle fatte con palloni sonda.
Quando una nuova teoria scientifica butta all’aria quella esistente, in genere la si accoglie con un salutare scetticismo. La teoria della relatività ci ha messo decenni ad essere accettata (ad Einstein fu conferito il Nobel non per la sua teoria, ma per un lavoro – sperimentale, dunque verificabile – sull’effetto fotoelettrico). Tutti la studiano, la verificano, la confutano o, per lo meno, attendono conferme.
Sul Global Warming, niente di tutto questo. C’è stata un’entusiastica accoglienza, su questa teoria (che fra l’altro due scienziati hanno dimostrato essere fasulla anche dal punto di vista matematico). Su questa base si è costruito l’accordo di Kyoto. Su questa base si dovrebbero spendere decine o centinaia di miliardi di euro per ridurre le emissioni di anidride carbonica.
Perché? Ma perché questi pseudo scienziati si sono sentiti dire da Mann esattamente cioò che volevano ascoltare.
Reduci dal clamoroso fallimento sulle previsioni di penuria di risorse naturali, disinnescata la population bomb, passato a miglior vita the nuclear winter, avevano bisogno di un nuovo Vangelo Millenaristico. L’anidride carbonica è il Nemico perfetto.
Ho letto che si pretenderebbe, entro il 2015, ridurre le emissioni del 15%. Cioò corrisponde a separare dalle emissioni di fonti di calore SOLO SETTE MILIARDI DI TONNELLATE DI CO2. SETTE MILIARDI DI TONNELLATE. All’anno.
A parte i costi, dove pensano di sistemarle, queste settemila milioni di tonnellate di gas? Ma questa direbbe un romanziere è un’altra storia…e ve la racconteremo la prossima volta.
Riferimenti
R. Muller è un fisico della Berkeley University, ed il suo articolo si trova su Technolgy Review, (che è una rivista pubblicata dal MIT), il 15.10.2004 (http://www.technologyreview.com/Energy/13830/).
Laddove Muller parla di “hockey stick” deve intendersi il grafico pubblicato da Mann nel suo studio e che, come io ho ricordato, ha dato inizio all’isteria del global warming.
Cristopher Monckton, Lord of Brenchley, è invece un giornalista che si occupa di scienza, e che pubblica i suoi articoli sul Sunday Telegraph.
Insomma, uno scienziato e un divulgatore.
Istruzioni per il prosieguo della discussione: legga, rifletta, concluda. Poi nei riparliamo. Ah: come lei può constatare le ho mandato i riferimenti dei lavori sia di chi afferma che il global warming è causato dall’uomo, sia di chi afferma e prova il contrario.
Muller, The global warming bombshell
“This plot purports to show that we are now experiencing the warmest climate in a millennium, and that the earth, after remaining cool for centuries during the medieval era, suddenly began to heat up about 100 years ago–just at the time that the burning of coal and oil led to an increase in atmospheric levels of carbon dioxide…..
But now a shock: Canadian scientists Stephen McIntyre and Ross McKitrick have uncovered a fundamental mathematical flaw in the computer program that was used to produce the hockey stick. In his original publications of the stick, Mann purported to use a standard method known as principal component analysis, or PCA, to find the dominant features in a set of more than 70 different climate records.
But it wasnt so. McIntyre and McKitrick obtained part of the program that Mann used, and they found serious problems. Not only does the program not do conventional PCA, but it handles data normalization in a way that can only be described as mistaken.
Now comes the real shocker. This improper normalization procedure tends to emphasize any data that do have the hockey stick shape, and to suppress all data that do not. To demonstrate this effect, McIntyre and McKitrick created some meaningless test data that had, on average, no trends. This method of generating random data is called Monte Carlo analysis, after the famous casino, and it is widely used in statistical analysis to test procedures. When McIntyre and McKitrick fed these random data into the Mann procedure, out popped a hockey stick shape!
That discovery hit me like a bombshell, and I suspect it is having the same effect on many others. Suddenly the hockey stick, the poster-child of the global warming community, turns out to be an artifact of poor mathematics…”
Cristopher Monckton, “Apocalypse cancelled”, Sunday Telegraph, 5 nov 2006
Lo scopo dell’articolo è quello di dimostrare che non c’è unanimità di vedute fra gli scienziati sull’argomento global warming, ma che una ben strutturata lobby di eco-ayatollah fa in modo che il dibattito si consideri concluso. Kyoto, purtroppo, ne è la conseguenza. Monckton ha passato diversi mesi a leggersi tutta la bibliografia per arrivare a queste conclusioni.
“ALL TEN of the propositions listed below must be proven true if the climate-change “consensus” is to be proven true.”
Proposition Conclusion
1. That the debate is over and all credible climate scientists are agreed. False
2. That temperature has risen above millennial variability and is exceptional. Very unlikely
3. That changes in solar irradiance are an insignificant forcing mechanism. False
4. That the last century’s increases in temperature are correctly measured.Unlikely
5. That greenhouse-gas increase is the main forcing agent of temperature.Not proven
6. That temperature will rise far enough to do more harm than good. Very unlikely
7. That continuing greenhouse-gas emissions will be very harmful to life.Unlikely
8. That proposed carbon-emission limits would make a definite difference. Very unlikely
9. That the environmental benefits of remediation will be cost-effective. Very unlikely
10. That taking precautions, just in case, would be the responsible course. False
Conclusioni
Mi sto dilettando, si fa per dire, della lettura di un ponderoso volume pubblicato dalla Cambridge University Press: “IPCC Special Report on Carbon Dioxide Capture and Storage”. La raccolta e l’immagazzinamento dell’anidride carbonica sono una tappa indispensabile ed irrinunciabile nel processo che vede impegnati i paesi firmatari di Kyoto se vogliono rispettare gli obbiettivi di diminuzione di CO2 nell’atmosfera. Sono 423 dense pagine che dimostrano come si possa sprecare molto tempo ed ingenti risorse dietro a non-problemi.
Perché le conclusioni, che si trovano nel testo, sono le seguenti:
a) oggi come oggi le tecnologie da cui derivano le emissioni di CO2 NON consentono, se non marginalmente, la riduzione di tali emissioni (con costi, peraltro, elevatissimi)
b) le idee per immagazzinare GRANDI quantità di CO2 sono praticamente inattuabili, in quanto prevedono la dispersione in mare (col risultato di inquinarlo e comunque di rimandare, nel lungo periodo, la CO2 nell’atmosfera), o sotto terra (ma non ci sono tecnologie che garantiscano la “tenuta” di questi oceani di CO2, che fra l’altro andrebbero pompati a 3-4000 m di profondità: dunque per qualche migliaio di anni bisognerebbe sorvegliare e monitorare questi depositi, e non si sa chi e con quali mezzi potrà farlo);
c) i mezzi per trasportare la CO2 non ci sono (ci vorranno delle pipelines, o delle navi appositamente attrezzate, e delle piattaforme capaci di pompare la CO2 dentro fondali di almeno 3000 m di mare, a profondità di almeno 500 m sotto il fondo)
d) la spesa per mettere in piedi l’intero ambaradam è difficile da calcolare. Al momento, si viaggia verso i 700 miliardi di dollari l’anno. Ma potrebbe essere sbagliata: per difetto.
Questo ponderoso ed inutilissimo studio chiarisce anche che, se NON si modificano le tecnologie con cui si produce energia, NON sarà quindi possibile ridurre, tramite cattura e immagazzinamento, la produzione di CO2.
In un soprassalto di realismo (che credo sfuggito di mano agli estensori) si spinge anche a raccomandare L’ENERGIA NUCLEARE come fonte di produzione di energia pulita. Ecco il testo integrale di questo sorprendente paragrafo iniziale del “Summary for Policymakers”:
“What is CO2 capture and storage and how could it contribute to mitigating climate change?
1. Carbon dioxide (CO2) capture and storage (CCS) is a process consisting of the separation of CO2 from industrial and energy-related sources, transport to a storage location and long-term isolation from the atmosphere. This report considers CCS as an option in the portfolio of mitigation actions for stabilization of atmospheric greenhouse gas concentrations.
Other mitigation options include energy efficiency improvements, the switch to less carbon-intensive fuels, nuclear power, renewable energy sources, enhancement of biological sinks, and reduction of non-CO2 greenhouse gas emissions. CCS has the potential to reduce overall mitigation costs and increase flexibility in achieving greenhouse gas emission reductions. The widespread application of CCS would depend on technical maturity, costs, overall potential, diffusion and transfer of the technology to developing countries and their capacity to apply the technology, regulatory aspects, environmental issues and public perception (Sections 1.1.1, 1.3, 1.7, 8.3.3.4).”
L’IPCC è l’Intergovernmental Panel on Climate Change. Dunque una burocrazia che già nel nome porta scritta la sua “mission”: occuparsi di un cambiamento climatico che viene assunto come un fatto evidente, irreversibile, pericoloso, antropologico.
Per scrivere questo rapporto si sono mobilitati 100 “lead authors” e 25 “contributing authors”. E’ stato rivisto dal oltre 200, fra “esperti” e rappresentanti di governi. Il processo di revisione fu coordinato da 19 Review Editors. Molte le sessioni plenarie di esperti tenutesi in Canada (18-22 Nov 2002); Oslo (luglio 2003); Australia (dicembre 2003), Brasile (agosto 2004), Spagna (aprile 2005). La sessione finale si è tenuta a Montreal, dal 22 al 24 settembre 2005. Inoltre: “In addition, many individual meetings, teleconferences and interactions with governments have contributed to the successful completion of this report.”
Quindi questa eco-burocrazia trae la sua ragione d’essere proprio dal “global warming”. Da ciò discendono finanziamenti, viaggi, pubblicazioni, tavole rotonde, seminari, cattedre. Cioè soldi, status, notorietà, il giro dei salotti buoni.
Tratto da: http://ecobufale.myblog.it
Last Updated ( Wednesday, 04 March 2009 12:57 )
17 dicembre 2009 a 02:03
Piero Iannelli
P.s. riguardo la durata, del tuo favoloso impianto.. che stimi infinita:
Qual’è la durata di un impianto fotovoltaico?
Nelle analisi tecniche ed economiche si usa fare riferimento ad una vita utile complessiva di 20-25 anni. In particolare, i moduli, che rappresentano i componenti economicamente più rilevanti, hanno in generale una durata di vita garantita dai produttori oltre i 20 anni.
Ma l’inverter.. campa 10 /12 anni.. più le varie incognite e manutenzioni straordinarie di tutto l’impianto.. più i cali di rendimento.
Quindi hai 15 anni circa di vita media .. ok?
ciao ingegnè!
17 dicembre 2009 a 02:19
Piero Iannelli
A Cougar84..
L’unico problema che lei si pone, riguarda le scorie.. si legga questo interessante articolo, simpatico il fatto di San Piero radiattivo, e di naturali per quanto eccezionali “CENTRALI NUCLEARI”..
E non essendo nessuno di noi esperti di scorie , credo sia il caso di considerare Il Professor Marino Mazzini (Professore Ordinario del raggruppamento “Impianti Nucleari” presso l’Università di Pisa) ci ha mandato un approfondimento sul tema delle scorie radioattive.
Si ricorda che una breve intervista proprio al Professor Mazzini è stata trasmessa da “Striscia la Notizia” di recente.
Segue il testo inviatoci.
Le scorie radioattive: un mito da ridimensionare – di M. Mazzini (novembre 2009)
Credo non sia più possibile tacere di fronte alla strumentalizzazione del rischio nucleare di alcuni gruppi della nostra società. Essi, sfruttando la paura della gente, hanno fatto di tale rischio una vera e propria costruzione intellettuale per i propri scopi politici e personali (carriera), distorcendo completamente la verità.
In realtà, anche nel caso delle scorie nucleari i tecnici del settore operano in modo da imitare la natura (o quanto fatto da Dio, per i credenti), in quella ricerca dell’eccellenza per quanto concerne sicurezza dell’uomo e tutela ambientale che caratterizza tutta l’ingegneria nucleare, e non nel modo barbaro ed irresponsabile che è implicito nella rappresentazione che di tali attività danno in generale i media.
Le “scorie nucleari” sono rifiuti solidi contenenti sostanze radioattive, condizionati, cioè resi inerti e sicuri per poterli maneggiare senza rischi per gli addetti e per la popolazione in tutte le fasi del processo: dalla produzione, al condizionamento, al trasporto, all’immagazzinamento temporaneo, fino allo smaltimento definitivo. I contenitori in cui sono racchiusi tali rifiuti sono realizzati in modo da assolvere la loro funzione di schermatura ed isolamento del contenuto sia in condizioni normali che in caso di incidenti di una certa gravità. Ad es., essi possono resistere ad un incidente stradale che coinvolga, oltre all’automezzo che li trasporta, un autobotte che trasporta benzina o altro liquido infiammabile: non si avrebbe alcuna contaminazione radioattiva dell’ambiente né in conseguenza dell’urto, né a seguito dell’incendio che potrebbe svilupparsi subito dopo, con immersione del contenitore fra le fiamme per oltre mezz’ora. Per inciso, in tale incidente si avrebbe invece l’immissione in atmosfera di sostanze pericolose convenzionali, tossiche e cancerogene, derivanti dalla combustione della benzina e dei mezzi, quali benzene, idrocarburi policiclici aromatici, particelle fini – PM10 e PM2,5 -, metalli pesanti, ecc., con conseguenze per l’ambiente e la popolazione certamente tutt’altro che trascurabili.
La caratteristica fondamentale dei “rifiuti radioattivi” è ovviamente il loro contenuto in termini di radioattività, cioè la presenza di isotopi che decadono con emissione di radiazioni Alfa (nuclei di elio), Beta (elettroni) o Gamma (onde elettromagnetiche), in generale trasformandosi in isotopi stabili innocui o in altri isotopi ancora radioattivi (è il caso ad es. delle catene radioattive dell’uranio, del torio e di tutti gli elementi transuranici prodotti artificialmente dall’uomo). Perché una sostanza sia considerata un rifiuto radioattivo, oltre ad essere un materiale di scarto di un processo che coinvolge o produce isotopi radioattivi, deve originare più di una disintegrazione al secondo (Bequerel, in sigla Bq) per grammo di materiale.
In realtà tutto ciò che è presente sulla Terra (piante, animali, rocce, il nostro stesso organismo, gli oggetti che usiamo quotidianamente, l’acqua che beviamo, i cibi che mangiamo, ecc.) è radioattivo, con una radioattività media dell’ordine di 0,1-1 Bq/g. Questo ed altre sorgenti di radiazioni naturali, come i raggi cosmici, comporta per tutta l’umanità una dose naturale di radiazioni (in media 2 milliSievert all’anno), a cui l’organismo umano si è certamente adattato nelle decine di migliaia di generazioni che ci hanno preceduto su questa Terra. Ma la radioattività naturale e di conseguenza la dose naturale di radiazioni è molto variabile da punto a punto della superficie terrestre, con valori in alcune aree doppi, tripli ed in qualche caso anche 10 volte superiori ai valori medi sopraindicati, senza che questo comporti differenze nello stato di salute o nell’attesa di vita delle popolazioni che vivono in tali zone rispetto a quelle che vivono in zone vicine con simili caratteristiche per quanto riguarda clima, diete alimentari, contesti economici, sociali, ecc. Ad es. nel nostro Paese gli abitanti del Viterbese e della zona dei Campi Flegrei sono soggetti a dosi di radiazione 2-3 volte la media nazionale, ma la mortalità per cancro in tali zone non è diversa da quella degli abitanti delle altre zone del Lazio o della Campania. Per fare un altro esempio, la radioattività dei blocchetti di granito usati per pavimentare P.zza S. Pietro è così elevata da dare un’intensità di dose oltre 10 volte il fondo naturale medio in Italia, comparabile con quella della zona di 30 Km di raggio interdetta alla popolazione attorno al famoso reattore di Chernobyl (ma a nessuno è venuto in mente di interdire l’accesso a P.zza S. Pietro della gente per la pericolosità della situazione!).
Chiariti questi concetti, ritorniamo al problema dei rifiuti radioattivi.
La quantità delle scorie nucleari
Oltre il 99% dei circa 26.000 m3 che sono attualmente distribuiti in depositi temporanei in varie regioni italiane sono a medio-bassa radioattività, prodotti in oltre 40 anni, in conseguenza di:
- attività connesse con il ciclo dell’energia nucleare (fabbricazione degli elementi di combustibile nucleare, riprocessamento – a scopo sperimentale – di elementi di combustibile esauriti, produzione di energia elettrica, ecc.);
- materiali derivanti dallo smantellamento di impianti nucleari;
- esercizio di apparecchiature e reattori sperimentali per attività di ricerca;
- uso di radioisotopi, acceleratori di particelle e sorgenti radioattive in medicina, nell’industria, nella ricerca scientifica e tecnologica, ecc..
A questi rifiuti sono da aggiungere quelli che deriveranno dallo smantellamento delle centrali nucleari dimesse e ciò porterà il totale a circa 100.000 m3, per fare cifra tonda.
Analisi recenti circa i rifiuti radioattivi dovuti alle attività umane distinguono innanzitutto tra materiali:
• a bassa attività, che occupano il 90% del volume e contengono l’1% della radioattività,
• ad attività intermedia, il 7% in volume ed il 4% per radioattività,
• ad alta attività, il 3% in volume ed il 95% per radioattività.
I rifiuti a bassa radioattività, condizionati come indicato all’inizio di questo articolo, possono essere smaltiti in tutta sicurezza in discariche superficiali o a poca profondità adeguatamente progettate e gestite, come dimostrano le esperienze spagnola, svedese, ecc. Dopo qualche secolo saranno completamente decaduti e pertanto non più “rifiuti radioattivi”.
Solo i rifiuti ad alta attività richiedono un trattamento molto accurato, ma si tratta di quantità modeste, che per essere smaltite in sicurezza non pongono problemi insormontabili. Infatti, una centrale da 1000 MW elettrici, che produce in un anno 7-8 miliardi di kWh di energia elettrica, dà luogo ad un quantitativo di scorie ad alta attività che può essere inglobato in circa 6 tonnellate di matrice vetrosa, racchiuse in recipienti di rame o di acciaio inossidabile del volume totale di pochi metri cubi. Nel considerare queste cifre si deve tenere conto che esse possono variare in ragione dei processi e del combustibile adottati, ma il loro ordine di grandezza non cambia.
Il trattamento e la deposizione finale delle scorie nucleari
Anche in questo caso i tecnici del settore nucleare operano con elevati standard di sicurezza e tutela ambientale. I rifiuti, resi inerti e sicuri per essere maneggiati senza rischi eccessivi in tutte le fasi del processo, hanno ovviamente un livello di radioattività elevatissimo e restano più radioattivi dei minerali da cui si è partiti per migliaia o decine di migliaia di anni. Peraltro, le tecniche di trasmutazione degli elementi transuranici attualmente allo studio ridurranno considerevolmente i tempi di dimezzamento degli elementi a lungo periodo, semplificando il problema.
E’ comunque possibile smaltire in sicurezza questi materiali in formazioni geologiche di sale, argilla o granito, come nel caso dei depositi che sono attualmente in fase di progettazione o realizzazione. I contenitori di rame o acciaio inossidabile, sigillati per saldatura, contenenti le scorie vengono sepolti in cunicoli scavati all’interno del deposito, ad una profondità tra 300 e 1000 m, e sigillati con bentonite in modo da ripristinare la continuità strutturale dello strato.
Chi garantisce che tale sistemazione non darà alcuna interazione con gli ecosistemi in superficie per il lunghissimo periodo di tempo necessario al decadimento delle sostanze radioattive contenute? Le caratteristiche intrinseche dei materiali utilizzati e le analogie naturali. Infatti:
• il vetro ed il rame, nelle condizioni chimico-fisiche in cui operano all’interno del deposito, non sono soggetti ad alcun effetto di corrosione (ad es. in condizioni simili il rame si ritrova allo stato nascente di metallo puro, dopo la sua formazione alcuni miliardi di anni fa);
• uno spessore d’argilla di centinaia di metri isola completamente il suo contenuto dall’ecosistema, per le caratteristiche dell’argilla di impermeabilità all’acqua; inoltre la sua plasticità dà garanzie di tenuta anche in presenza di terremoti e sconvolgimenti geologici, che in nessun caso potrebbero fratturarla.
Sulla terra esistono situazioni analoghe a quella di un deposito sotterraneo di scorie che dimostrano l’improbabilità dell’eventuale risalita verso l’ecosistema dei prodotti radioattivi, in periodi di tempo dell’ordine delle ere geologiche. In Canada, nella zona del Cigar Lake, esiste una formazione minerale con contenuto di uranio, e quindi di prodotti delle relative catene di decadimento (radio, polonio, ecc.), assolutamente eccezionale: fino al 60% in peso. Il minerale uranifero si trova in profondità, separato dal materiale sabbioso sovrastante da uno spessore di argilla. In superficie non c’è alcuna traccia anomala di radioattività o di elementi radioattivi derivanti dalle catene di decadimento dell’uranio, nonostante che uno di questi (il Radon) sia un gas nobile, completamente inerte dal punto di vista chimico, che si libera facilmente in atmosfera.
In un altro analogo naturale, ad Oklo in Gabon, c’è una formazione minerale simile a quella di Cigar Lake per concentrazione di uranio, ma senza lo strato di protezione di argilla; l’acqua può quindi penetrare liberamente nel terreno. Due miliardi di anni fa, questo portò a condizioni tali che decine di depositi divennero critici e funzionarono naturalmente come reattori nucleari, in modo intermittente, per un milione di anni, originando tutta la gamma dei prodotti di fissione e di attivazione che si producono negli attuali reattori nucleari. Queste sostanze pericolose sono rimaste in loco, con spostamenti limitati al massimo ad alcune decine di metri, in un terreno assolutamente normale, certamente non selezionato per poterli trattenere. Come risultato, tra gli ecosistemi e le popolazioni che vivono nell’area e quelli in aree contigue, con clima, habitat e abitudini di vita simili, non è possibile evidenziare differenze apprezzabili.
L’eredità e i posteri
Merita un’ultima considerazione il concetto di eredità lasciata ai posteri in termini di scorie radioattive, che è in stretta relazione con quello di sostenibilità. Considerare i depositi di materiali radioattivi che ci si appresta a realizzare un fardello troppo pesante per le generazioni future implica che il progresso tecnologico debba improvvisamente fermarsi o indietreggiare e che i nostri posteri, vestiti di pelli ed armati di clave, risulteranno esposti ad un rischio per loro tremendo e incomprensibile. Al contrario, considerando i risultati ottenuti dallo sviluppo tecnologico in pochi secoli di scienza sperimentale, è invece lecito supporre che le nostre odierne preoccupazioni faranno sorridere i nostri pronipoti, che avranno a disposizione conoscenze ben più profonde ed ampie delle nostre. Talora si suggerisce che i depositi potrebbero diventare per loro miniere di materiali utili.
Pertanto, anziché ostacolare lo sviluppo tecnologico con miti e leggende terrorizzanti, ben al di là di ovvi criteri di prudenza, sarebbe bene mettere tutto il nostro impegno nel rendere sempre più umano e solidale il contesto in cui esso avverrà, così da crescere contemporaneamente nella conoscenza e nella responsabilità.
Ok?..
17 dicembre 2009 a 12:17
donfrengo
“è invece lecito supporre che le nostre odierne preoccupazioni faranno sorridere i nostri pronipoti”
ed è lecito anche mandarti a cagare a mare?
17 dicembre 2009 a 12:48
Piero Iannelli
ERESIA!!!!!
Se ti sente un ambientalista di sinistra.. ci fà carcerare a tutti!
A mare si buttano solo i bidoni di scorie radioattive..
17 dicembre 2009 a 13:07
donfrengo
Ma no quelli conservateli in un conenitore di piombo.
Per i tuoi nipotini.
Di piombo.
17 dicembre 2009 a 13:11
donfrengo
Commovente il tentativo di dirottare e insabbiare le responsabilità della gestione rifiuti (tossici e non).
Ilaria Alpi infatti è morta per una cacata a mare di troppo.
17 dicembre 2009 a 14:46
Paolo Marani
Caro sig. Iannelli.
Impossibile leggere il suo post kilometrico, mi fermo pertanto alle prime righe, visto che il senso successivo immagino sia dello stesso tenore.
La “potenza” si misura in WATT (o suoi multipli).
L’”Energia” si misura in Joule, calorie, Wattora (W/h).
Tentando di correggermi, in realtà ha sconfessato se stesso, perchè avevo perfettamente ragione.
Dire che la potenza è di 1000 KW/h è sbagliato!
Dato che non mi crede, prenda un ferro da stiro a caso e legga l’etichetta, la sua potenza è espressa in WATT o WATTORA ?
Oltre che ignorante nel profondo, è pure arrogante e presuntuoso.
Perchè quando qualcuno ha ragione, anche una persona intransigente e corretta come me loammette senza discussioni.
Ma dato che lei ha TORTO (e se lo scrive pure da solo), non vedo perchè debba stare a parlare ancora con lei.
Non sono un esperto di scorie nucleari, pertanto non ne parlo. Per quanto poche ne abbiamo ereditate dai pochi anni di funzionamento dei nostri impianti, so solo che la SOGIN le sta ancora pagando per centinaia di milioni di euro all’anno (e son passati, quanti, oltre 30 anni ?)
Si immagini lei riprendendo il nucleare i costi dove arriverebbero, fra costruzione, dismissione, trattamento scorie. Senza nemmeno citare l’inquinamento, una analisi LCA fatta con l’accetta (ammesso che lei sappia cosa sia) parifica quasi il costo del nucleare con quello di una moderna turbogas. L’energia eolica è “appena” più costosa, mentre il FV è ancora circa una decina di volte più costosa, ma il trend è di ridurre i costi molto velocemente, raggiungendo il “break even” auspicabilmente entro il 2030.
Gli inverter, come lei saprà, sono componenti elettroniche a stato solido. Il costo può essere stimato attorno ai 1000€ per ogni 10Kw/p dell’impianto, si tratta quindi di una funzione trascurabile del valore dello stesso.
Anzi, con le nuove tecnologie a mossfet, che promettono un guadagno di efficienza di qualche %, sarà forse in futuro conveniente SOSTITUIRLI anche se funzionano. In ogni caso ci sono aziende che offrono garanzie di un decennio anche sugli inverter, che mome già riferito hanno un costo che è una frazione di quello di tutto l’impianto.
Come mi diverto a spontarla punto per punto… P.S. il termine “fesso” non era rivolto a lei personalmente, ma solo alle persone (tra cui lei) che amano fare copia/incolla invece di scrivere di proprio pugno e ragionare con la propria testa.
Comunque non si preoccupi, di braccia agricole ne avremo presto assai bisogno, lei ha un brillante e sicuro futuro all’orizzonte.
17 dicembre 2009 a 17:11
Piero Iannelli
Gent. Sig. Ing. Paolo Marani.
Grazie per :“ ignorante nel profondo, è pure arrogante e presuntuoso..”
Lei dice:
“”Io ti posso dire che un mio cliente ha un impianto da 2,7 kW/h e (viste con i miei occhi) non paga nulla di elettricità da circa 1 anno .””
Ma poi precisa:
“”..Orlando: La potenza di un impianto non si misura in KW/ora ma in KW e basta!””
Scusi.. riesce a far pace col cervello?
Comunque :
Parlare di “POTENZA” come potrà facilmente controllare, in varie discipline esprime l’”ENERGIA” necessaria per un determinato “LAVORO” in un determinato “TEMPO”…
Se parla di “POTENZA” a questa parola và necessariamente legata la parola “TEMPO”
.
la potenza di una forza che compie il lavoro di un Joule in un secondo si chiama Watt (W); nel sistema di unità pratico
Il Cavallo Vapore (C.V.) corrisponde alla potenza di una forza che compie il lavoro di 75\,kgm in un secondo. Tenuto conto che 1,kgm è pari a 9,8 J, si ha il legame fra il C.V. ed il Watt
In breve basta guardare un semplice dizionario per scoprire:
kWh (kilowattora)
Unità di misura dell’energia elettrica prodotta o consumata (si legge sulla bolletta).
E NOI DELLA “BOLLETTA” STIAMO PARLANDO.
Il costo di costruzione di una centrale per produrre un Tera Watt con il gas, sale al doppio per una centrale a carbone, sale del triplo per una centrale nucleare.
60 volte per il fotovoltaico.
ING. MARANI riesce a leggere? SESSANTA!
Parole sue:
“Dire che qualcosa funziona o non funziona solo perchè economicamente conveniente, è ovviamente una fesseria.”
DUNQUE ..Se l’energia prodotta dai suoi pannelli “costa” 60 volte tanto..
la considera una “FESSERIA”..?
Ecco questa sua “perla”, mi conforta.
Resto ignorante nel profondo, nonché arrogante e presuntuoso.
Mi auguro SILVIO BERLUSCONI possa a breve eliminare gli incentivi a queste forma di follia ENERGETICA, frutto di squilibrati pazzi ambientalisti, che insistono con questa TRUFFA del cambiamento climatico e dell’ aumento della CO2.
La caratteristica saliente inoltre è che la massima parte dei costi per una centrale a petrolio, a carbone e a gas, sono dovuti al costo del combustibile, mentre per il nucleare, l’idroelettrico l’eolico e il fotovoltaico, invece lo sono per gli impianti.
Le fonti solari permettono soltanto di risparmiare poco combustibile convenzionale o nucleare a costi altissimi e non aggiungendo di fatto potenza al sistema elettrico.
Però oggi sono molto FELICE!
Certamente lei meno:
La finanziaria 2008, prevedeva dal 1° gennaio 2011 la messa al bando delle lampadine a incandescenza, contrastava con la normativa europea, che prevedeva di iniziare già dal 2009.
Quindi il regolamento andrà modificato, ma senza fretta..
Pertanto nell’attesa.. campa cavallo..
BERLUSCONI GRAZIE!!!!
Bene.
links di alcuni articoli relativi alla natura del problema, alcuni di questi sono in inglese dal momento che c’e’ molta piu’ letteratura in lingua inglese sul tema.
L’Illusione dell’Energia dal Sole
http://www.ugis.it/a021007-librofochi.html
e l’articolo
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=236751&START=0&2col=
Articolo: La truffa dell’eolico. Come i soldi pubblici vengono sprecati
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=26663
“Energia Nucleare? Si per Favore…”
http://www.21mosecolo.it/sitonew/xx21mo/xx21mopoplibri.php?D1=75.
Perche’ immagazzinare energia e’ molto difficile…..
The limits of energy storage technology
http://www.thebulletin.org/web-edition/columnists/kurt-zenz-house/the-limits-of-energy-storage-technology
E perche’ l’economia a idrogeno non e’ al momento attuabile (se mai lo sara’)……
Hydrogen economy: energy and economic black hole
http://www.energybulletin.net/node/4541
Un bel video che dimostra la complessita’ nel gestire la produzione elettrica relativamente alla domanda e’ illustrato in questo video (in inglese). Si puo’ notare come sia di gran lunga piu’ facile con un sistema centralizzato e a comando.
http://www.bbc.co.uk/britainfromabove/stories/people/teatimebritain.shtml
Breve articolo sulla situazione nucleare nel mondo
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=25568
Ciclo del plutonio in un reattore nucleare e uso degli isotopi del plutonio nei reattori e nelle armi nucleari
http://www.world-nuclear.org/info/inf15.html
Articolo sulla fisica del fotovoltaico di Domenico Coiante
http://docs.google.com/gview?a=v&q=cache:1d8-pzXVAToJ:www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/efficienzafotovoltaicocoiante.pdf+domenico+coiante+limiti+teorici+fotovoltaico&hl=en&gl=uk
Quanto costano i pannelli FV in termini di spesa energetica?
Ecco qui un bell’articolo
http://www.portalsole.it/sezione.php?d=74
Articolo sui costi del nucleare di Domenico Coiante
http://www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/coiantecostonucleare.pdf
Articolo sul termodinamico di Rubbia di Domenico Coiante
Il progetto Archimede: grande invenzione o patacca?
http://www.aspoitalia.it/component/content/article/140
Confrontiamo il KWe installato nucleare con il KWe installato termodinamico cosiddetto di Rubbia
Dai dati sui costi e rese Andasol1, Spagna abbiamo 50MW, 160 milioni di KWh/anno con costo del’impianto solare installato di 310 milioni di euro
310mln euro/50MW=6200euroKWe
fattore d’uso=160mlnKWh/(50Mwx24×365)= 36% (meno male genera in continuita’!)
costo relativo al fattore d’uso= 6200/36%= 17200euro/KWe f.u.
combustibile=zero (ignoro il gas usato per mantenere caldi i sali!)
dai dati di Domenico Coiante relativi ad un KWe nucleare installato.
costo KWe nucleare relativo al fattore d’uso
2500euro/75%=3400 euro / KWe f.u.
Costo uranio annuo = 7000KWhx0.01=70 euro
risparmio sugli impianti= 17200-3400=13800 euro al KWe f.u. installato. Sai quanto Uranio compro e gestisco con 13800 euro rapportato ai 70 euro annui?
Inoltre, una centrale nucleare dura 40-60 anni. Il termodinamico si stima 20-30 anni.
Qui caro INGEGNERE troverà i motivi per cui è da idioti spendere follie per limitare di poco l’energia consumata:
Aumentare l’efficienza significa consumare meno energia e risorse?
Il fenomeno e’ noto da molto tempo come paradosso di Jevons
http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=71941098bb608995
http://www.energia.in/Notizie-flash/Altrimenti-smettiamola-di-respirare.php
Le leggende su Tesla: breve articlo che spiega l’ovvio
“…si ricorre ai metodi usati solitamente dai ciarlatani e dalle persone che soffrono di delirio mentale per imbrogliare i creduloni e indurli a credere in quello che dicono, cioè si recita la formula da imbroglioni: “quello che dico è vero ma non posso dimostrarlo perché viene tenuto segreto”, e incredibilmente c’è sempre chi abbocca…”
http://alieniemisteri.altervista.org/tesla_inventore.htm
Bene.. la conversazione termina qui, chi scriverà dopo di noi darà il suo giudizio.
Lo stesso Prodi, ha varato proprio per i talebani verdognoli sinistrati, una norma simpaticissima!:
Le centrali nucleari si considerano “SEGRETO MILITARE”, pertanto “non esistono” per il famoso “REFERENDUM”.
E certamente la strada da perseguire.. CENTRALI NUCLEARI ORA!
Basta che Non lo sappia Paolo Marani.. (Grazie a Prodi E’ SEGRETO!)
Sbrigati a montare gli ultimi pannelli..agli ultimi allocchi…
Piero Iannelli
17 dicembre 2009 a 20:37
Cougar84
“L’unico problema che lei si pone, riguarda le scorie.. si legga questo interessante articolo, simpatico il fatto di San Piero radiattivo, e di naturali per quanto eccezionali “CENTRALI NUCLEARI”..”
Forse non hai letto bene il mio commento.
Ti suggerisco di rifarlo, perché le scorie non sono il problema …
Il punto che voi fan del nucleare non capite è che la strada da perseguire è comunque il rinnovabile.
Il punto è:
iniziamo a creare mercato adesso in modo che si sviluppi e diventi veramente efficente oppure aspettiamo di trovarci in mutande quando non avremo più niente con cui far andare le macchine?
Il problema delle scorie sarebbe risolvibile se fossimo in un paese idilliaco, ma siamo in Italia la patria della mafia.
METTI CASO che per SFIGA alle scorie ci arrivi u’padrino. Cosa pensi che faccia? Te li butta in mare/sottoterra(vedi napoli) i tuo bel discorso sulle “scorie sicure” va a ramengo e non poco …
Iniziamo a creare un mercato per le rinnovabili, poi vedrai che nel tempo diventeranno efficenti e sostituiranno pian piano le attuali.
Però devi tenere conto che A) le riserve si stanno esaurento B) il prezzo progressivamente salirà.
Ora se tieni conto che per produrre tecnologie rinnovabili DEVI COMUNQUE fare affidamento sull’energia odierna.
Ergo, meglio iniziare ora con un costo ipotetico di 10 piuttosto che tra 20 anni con un costo di 200 …
Capito?
Inoltre, iniziando subito diminuisce quella che è il rincaro dovuto all’esaurimento delle scorte, perchè fai diminuire la richiesta … quindi consumi meno … quindi risparmi …
E ovvio che se domani mettiamo giù 500 kW/p di pannelli non ci cambia la vita, però mette in moto un mercato che se prende piede come si deve è destinato ad evolversi.
Sono leggi fondamentali dell’economia.
Devi pensare al futuro.
Il problema non è ora è tra x anni …
La strada che ci scegliamo ora ci permettarà di affrontare nel modo giusto il problema che avremo tra x anni.
Pensaci … e rileggi meglio il mio precedente commento.
Ciao,
Marco
17 dicembre 2009 a 22:30
Paolo Marani
Cougar: Hai perfettamente ragione, però lo stesso vale anche per le rinnovabili. In sud italia (dove le condizioni ventose sono più favorevoli) si sprecano oramai le segnalazioni di loschi figuri che si accaparrano i finanziamenti europei e costruiscono impianti eolici in barba ad ogni logica. Talvolta persino intascando i soldi e non allacciandoli alla rete, o non facendo manutenzioni, o violando le norme elementari sulla tutela del territorio.
Sgarbi è un cialtrone patentato, ma nella denuncia di come si sta comportando la criminalità a Salemi, ad esempio (che vede nell’eolico il nuovo business) in parte c’ha pure ragione.
Non oso nemmeno pensare se la il business fosse il nucleare anzichè l’eolico… sarebbe una TRAGEDIA!
Premesso che la criminalità organizzata può fare danni comunque, soprattutto disastri ambientali, ritengo che il pericolo di qualche decina di pale eoliche costruite con il menga sia infinitamente inferiore di una centrale nucleare fatta a furia di appalti truccati.
Questo fatto è indiscutibile, pertanto del nucleare NON MI FIDO, soprattutto per motivi di sicurezza ambientale e motivi economici. Anche se portassero a un “misero” risparmio di costo al KWh, forse il prezzo non vale assolutamente la candela.
18 dicembre 2009 a 11:02
Cougar84
“In sud italia (dove le condizioni ventose sono più favorevoli) si sprecano oramai le segnalazioni di loschi figuri che si accaparrano i finanziamenti europei e costruiscono impianti eolici in barba ad ogni logica.”
CERTO! E’ per questo che dev’essere lo STATO che amministri questi investimenti, e per farlo devi avere una politica energetica per le rinnovabili.
Non dare a $Pigs&Dogs i permessi di costruire a muzzo perché oltre che essere dispendiosi sono anche inutili.
18 dicembre 2009 a 13:24
Paolo Marani
Signor piero Iannelli, con lei non parlo perchè è solo un ignorante provocatore, che ribadisco dice cose insensate e spinte da furia emotiva. Preferisco ragionare con persone serie e rispettose, non certo scontrarmi ideologicamente come vuole fare lei.
X Cougar: Pretendere che sia lo STATO che piloti e amministri gli investimenti mi sembra parimenti eccessivo, dovrebbe limitarsi a distribuire saggiamente le risorse e garantire la legalità. Senza una sana imprenditoria non è possibile mantenere una crescita a tre cifre percentuali, quanto sarebbe necessario per trasformare le rinnovabili in una reale soluzione al problema. Occorre gente disposta ad “investire”, al sud la si trova, ma troppo spesso è legata alla criminalità organizzata, alla ricerca di soldi facili e senza alcuna etica.
Viviamo purtroppo in un paese che da una parte firma il trattato di kyoto, dall’altra fa di tutto per costruire inceneritori (che sono una spaventosa fonte di CO2), che regala soldi per le ricerche sul carbone pulito (che dal punto di vista ambientale è un ossimoro oltre che un insulto per le leggi della termodinamica) e dall’altra riduce gli incentivi alle rinnovabili PRIMA che abbiano potuto creare un sifficiente indotto in grado di auto-finanziare un mercato nascente, in grado di offrire tanti posti di lavoro come successo in Germania.
Queste sono le contraddizioni che dovremmo risolvere, non certo fare le pulci sulle convenienze economiche (poco lungimiranti) del momento, destinate a cambiare in futuro.
E visto che il sig. Iannelli non si fida di quanto dico io, si fidasse almeno di quanto dichiara sui costi l’ENEL, che tra l’altro dovrebbe favorire smaccatamente il nucleare visto che ha buone prospettive di investimento in proposito
http://www.enel.it/attivita/ambiente/energy/politiche80_hp/politiche80/index.asp
Ops… sorpresa… l’eolico ha un costo di investimento addirittura dimezzato rispetto all’idroelettrico. Che cosa sarebbe successo se, negli anni 50, fosse arrivato qualche pazzo dicendo “NON COSTRUITE DIGHE, COSTANO UN ESAGERAZIONE, MEGLIO BRUCIARE OLIO DI PALMA IMPORTATO DALL’INDONESIA ?”
Qualche altro pazzo probabilmente gli avrebbe dato ascolto, e oggi non avremmo il nostro 15% fornito dall’idroelettrico, con il quale l’Italia è stata completamente autosufficiente fino alla fine degli anni 60. (quando il petrolio e il gas naturale a bassissimo prezzo ha fatto esplodere i consumi rendendo l’idroelettrico insufficiente).
Analogamente, fra 20 anni, non voglio che arriverà qualcuno a dire… ma quanto erano coglioni i nostri padri, quando avevano le risorse sufficienti a una transizione di massa verso l’eolico e il fotovoltaico, e invece non l’hanno fatto perchè temevano che costasse troppo?
La differenza fra essere lungimiranti e essere filo-berlusconiani sta tutta quì, la limitatezza delle visioni strategiche.
Di queste cose scrivo anche in un blog, e sto meditando di diventare socio finanziatore del Kitegen di massimo ippolito:
http://mizcesena.blogspot.com/2009/09/parte-il-kitegen-il-futuro-delleolico.html
Oltre che essere socio di ASPO italia che studia le conseguenze del picco del petrolio:
http://mizcesena.blogspot.com/2009/09/il-paradigma-della-crescita-ha-le-ore.html
Mi raccomando, eh ?? La POTENZA va sempre espressa in KW, perchè se una turbina eolica da 100KW non viene colpita dal vento, la sua produzione è di ZERO KWh… e se dovessi comprarla in KWh potrebbero anche regalarmela gratis!
18 dicembre 2009 a 19:49
Piero Iannelli
Gent. Sig. Ing. Paolo Marani.
Grazie per :“ ignorante nel profondo, è pure arrogante e presuntuoso..”
Lei dice:
“”Io ti posso dire che un mio cliente ha un impianto da 2,7 kW/h e (viste con i miei occhi) non paga nulla di elettricità da circa 1 anno .””
Ma poi precisa:
“”..Orlando: La potenza di un impianto non si misura in KW/ora ma in KW e basta!””
Scusi.. riesce a far pace col cervello?
Comunque :
Parlare di “POTENZA” come potrà facilmente controllare, in varie discipline esprime l’”ENERGIA” necessaria per un determinato “LAVORO” in un determinato “TEMPO”…
Se parla di “POTENZA” a questa parola và necessariamente legata la parola “TEMPO”
.
la potenza di una forza che compie il lavoro di un Joule in un secondo si chiama Watt (W); nel sistema di unità pratico
Il Cavallo Vapore (C.V.) corrisponde alla potenza di una forza che compie il lavoro di 75\,kgm in un secondo. Tenuto conto che 1,kgm è pari a 9,8 J, si ha il legame fra il C.V. ed il Watt
In breve basta guardare un semplice dizionario per scoprire:
kWh (kilowattora)
Unità di misura dell’energia elettrica prodotta o consumata (si legge sulla bolletta).
E NOI DELLA “BOLLETTA” STIAMO PARLANDO.
Il costo di costruzione di una centrale per produrre un Tera Watt con il gas, sale al doppio per una centrale a carbone, sale del triplo per una centrale nucleare.
60 volte per il fotovoltaico.
ING. MARANI riesce a leggere? SESSANTA!
Parole sue:
“Dire che qualcosa funziona o non funziona solo perchè economicamente conveniente, è ovviamente una fesseria.”
DUNQUE ..Se l’energia prodotta dai suoi pannelli “costa” 60 volte tanto..
la considera una “FESSERIA”..?
Ecco questa sua “perla”, mi conforta.
Resto ignorante nel profondo, nonché arrogante e presuntuoso.
Mi auguro SILVIO BERLUSCONI possa a breve eliminare gli incentivi a queste forma di follia ENERGETICA, frutto di squilibrati pazzi ambientalisti, che insistono con questa TRUFFA del cambiamento climatico e dell’ aumento della CO2.
La caratteristica saliente inoltre è che la massima parte dei costi per una centrale a petrolio, a carbone e a gas, sono dovuti al costo del combustibile, mentre per il nucleare, l’idroelettrico l’eolico e il fotovoltaico, invece lo sono per gli impianti.
Le fonti solari permettono soltanto di risparmiare poco combustibile convenzionale o nucleare a costi altissimi e non aggiungendo di fatto potenza al sistema elettrico.
Però oggi sono molto FELICE!
Certamente lei meno:
La finanziaria 2008, prevedeva dal 1° gennaio 2011 la messa al bando delle lampadine a incandescenza, contrastava con la normativa europea, che prevedeva di iniziare già dal 2009.
Quindi il regolamento andrà modificato, ma senza fretta..
Pertanto nell’attesa.. campa cavallo..
BERLUSCONI GRAZIE!!!!
Bene.
links di alcuni articoli relativi alla natura del problema, alcuni di questi sono in inglese dal momento che c’e’ molta piu’ letteratura in lingua inglese sul tema.
L’Illusione dell’Energia dal Sole
http://www.ugis.it/a021007-librofochi.html
e l’articolo
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=236751&START=0&2col=
Articolo: La truffa dell’eolico. Come i soldi pubblici vengono sprecati
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=26663
“Energia Nucleare? Si per Favore…”
http://www.21mosecolo.it/sitonew/xx21mo/xx21mopoplibri.php?D1=75.
Perche’ immagazzinare energia e’ molto difficile…..
The limits of energy storage technology
http://www.thebulletin.org/web-edition/columnists/kurt-zenz-house/the-limits-of-energy-storage-technology
E perche’ l’economia a idrogeno non e’ al momento attuabile (se mai lo sara’)……
Hydrogen economy: energy and economic black hole
http://www.energybulletin.net/node/4541
Un bel video che dimostra la complessita’ nel gestire la produzione elettrica relativamente alla domanda e’ illustrato in questo video (in inglese). Si puo’ notare come sia di gran lunga piu’ facile con un sistema centralizzato e a comando.
http://www.bbc.co.uk/britainfromabove/stories/people/teatimebritain.shtml
Breve articolo sulla situazione nucleare nel mondo
http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=25568
Ciclo del plutonio in un reattore nucleare e uso degli isotopi del plutonio nei reattori e nelle armi nucleari
http://www.world-nuclear.org/info/inf15.html
Articolo sulla fisica del fotovoltaico di Domenico Coiante
http://docs.google.com/gview?a=v&q=cache:1d8-pzXVAToJ:www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/efficienzafotovoltaicocoiante.pdf+domenico+coiante+limiti+teorici+fotovoltaico&hl=en&gl=uk
Quanto costano i pannelli FV in termini di spesa energetica?
Ecco qui un bell’articolo
http://www.portalsole.it/sezione.php?d=74
Articolo sui costi del nucleare di Domenico Coiante
http://www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/coiantecostonucleare.pdf
Articolo sul termodinamico di Rubbia di Domenico Coiante
Il progetto Archimede: grande invenzione o patacca?
http://www.aspoitalia.it/component/content/article/140
Confrontiamo il KWe installato nucleare con il KWe installato termodinamico cosiddetto di Rubbia
Dai dati sui costi e rese Andasol1, Spagna abbiamo 50MW, 160 milioni di KWh/anno con costo del’impianto solare installato di 310 milioni di euro
310mln euro/50MW=6200euroKWe
fattore d’uso=160mlnKWh/(50Mwx24×365)= 36% (meno male genera in continuita’!)
costo relativo al fattore d’uso= 6200/36%= 17200euro/KWe f.u.
combustibile=zero (ignoro il gas usato per mantenere caldi i sali!)
dai dati di Domenico Coiante relativi ad un KWe nucleare installato.
costo KWe nucleare relativo al fattore d’uso
2500euro/75%=3400 euro / KWe f.u.
Costo uranio annuo = 7000KWhx0.01=70 euro
risparmio sugli impianti= 17200-3400=13800 euro al KWe f.u. installato. Sai quanto Uranio compro e gestisco con 13800 euro rapportato ai 70 euro annui?
Inoltre, una centrale nucleare dura 40-60 anni. Il termodinamico si stima 20-30 anni.
Qui caro INGEGNERE troverà i motivi per cui è da idioti spendere follie per limitare di poco l’energia consumata:
Aumentare l’efficienza significa consumare meno energia e risorse?
Il fenomeno e’ noto da molto tempo come paradosso di Jevons
http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=71941098bb608995
http://www.energia.in/Notizie-flash/Altrimenti-smettiamola-di-respirare.php
Le leggende su Tesla: breve articlo che spiega l’ovvio
“…si ricorre ai metodi usati solitamente dai ciarlatani e dalle persone che soffrono di delirio mentale per imbrogliare i creduloni e indurli a credere in quello che dicono, cioè si recita la formula da imbroglioni: “quello che dico è vero ma non posso dimostrarlo perché viene tenuto segreto”, e incredibilmente c’è sempre chi abbocca…”
http://alieniemisteri.altervista.org/tesla_inventore.htm
Bene.. la conversazione termina qui, chi scriverà dopo di noi darà il suo giudizio.
Lo stesso Prodi, ha varato proprio per i talebani verdognoli sinistrati, una norma simpaticissima!:
Le centrali nucleari si considerano “SEGRETO MILITARE”, pertanto “non esistono” per il famoso “REFERENDUM”.
E certamente la strada da perseguire.. CENTRALI NUCLEARI ORA!
Basta che Non lo sappia Paolo Marani.. (Grazie a Prodi E’ SEGRETO!)
Sbrigati a montare gli ultimi pannelli..agli ultimi allocchi…
Piero Iannelli
18 dicembre 2009 a 23:33
Cougar84
Paolo Marani: Si intendevo in quel senso … solo che ho usato le parole sbagliate.
19 dicembre 2009 a 10:12
Paolo Marani
Non capisco perchè le farneticazioni del sig.Iannelli rimangono, mentre i miei post vengono censurati, boh! Comuqnue, finchè si da la zappa sui piedi da solo…
19 dicembre 2009 a 11:05
Cougar84
Piero Iannelli: mi dispiace che tu riesca a vedere solo il problema immediato …
Paolo Marrani: Probabilmente hai postato troppi link e il tuo post è andato nello spam. Scommetto che caruso non ci ha ancora fatto caso.
19 dicembre 2009 a 11:22
Piero Iannelli
62 centrali nucleari a 200 km dai nostri confini, spese folli per sostenere eolico e solare..la cui produzione è 0 “ZERO”.
Deliri sul cambiamento climatico.
Si parla della fusione? Da autorevoli fonti non prima di 50 anni..
Sono per questo cieco?
Io parlo di fatti, provabili e dimostrabili.
Per questo stò accumulando offese da un sedicente ingegnere incapace di scrivere correttamente kW/h.
Vedi tu..
19 dicembre 2009 a 16:11
Paolo Marani
No piero, stai accumulando offese solo perchè ti arrocchi in posizioni indifendibili (e te ne compiaci pure).
Dici “sono per questo cieco?”
Si, un pochetto cieco lo sei, perchè sei troppo emotivo e poco razionale.
Nessuno ha parlato ancora della fusione nucleare, non so cosa possa centrare, io aspetto come tutti il 2016 per capire se il progetto ITER andrà in porto oppure no.
Comunque, non fare troppo il pignoletto, KWh si scrive ovviamente senza barra, ma scrivendo in frtta talvolta ce la si mette per assonanza con Km/h, è ovviamente un errore di battitura, ma non da luogo ad errate interpretazioni poichè si capisce comunque senza ambiguità che si tratta di energia e non di potenza.
La produzione dell’eolico comunque non è “zero”, ma solamente piccola rispetto ad un fabbisogno fatto di sprechi. Mi fai venire in mente quell’altro “leso” di Umberto Veronesi, che è andat in TV a dire che dai fumi degli inceneritori esce “ZERO” ;o)))
20 dicembre 2009 a 03:54
Piero Iannelli
Chi non la pensa come te è leso..
Ma le chiacchiere stanno a zero, le rinnovabili, costano troppo, e l’impatto ambientale per l’eolico non sempre è giustificabile.
Con una torre di 100 metri.. almeno di trenta si deve scavare..
Ma se per il solare termico, un minimo di vantaggi ci sono, in determinate condizioni.. Per i tuoi pannelli fotovoltaici, privati degli incentivi statali no.
E questo tu lo sai bene.
Vuoi giocare a fare l’ARCHIMEDE?
Fallo con i soldi tuoi, non con le mie tasse..
Perchè devo finanziare te, e pagare l’energia 4 volte tanto?
Il nucleare a conti fatti inquina certamente meno di ettari e ettari di pannelli.. e l’energia per costruirli, per tenerli efficenti.. per smaltirli.
E di notte? comunque andiamo a carbone?
Offendi.. non hai altri argomenti.
LA POTENZA esprime la quantita di energia necessaria per un determinato lavoro in un determinato tempo.
Non mi sembra ti sia chiaro questo concetto, al di là delle maiuscole e delle minuscole.
La potenza di picco con le nuvole .. ?
Cara, stasera niente forno.. perchè piove..
Ho le pile scariche..
Ma che fico! Che bello il RISPARMIO!
Grazie a SUPER SILVIO.. invece avremo ottime CENTRALI NUCLEARI per far fulmini e giocarci..
Ecco.. serve lo SPARAFULMINI.. e anche il motore a gatto imburrato sul pannello solare..
IL CLIMA STA” CAMBIANDO?
Si per i climapatici.. E basta con sta idiozia, dai cambia gioco..
Gioco nuovo:
ALLARME, il clima credevamo trenta anni fà stesse raffreddandosi, poi riscaldandosi.. ma finalmnte la CATASTROFE E’ ARRIVATA!!!!
Mettetevi in salvo.. il clima non cambia, stesse temperature medie.
Colpa dei marziani?
FRA 30 anni non ci sarà più acqua potabile?
Compratevi la gazzosa!
Sicuramente colpa di Berlusconi..
20 dicembre 2009 a 04:23
Piero Iannelli
Vedo che si finalmente giunti!
Riconoscimento dell’obiettivo dei 2 gradi
Nell’Accordo di Copenhagen, i Paesi esprimono la loro intenzione di limitare a un massimo di due gradi il riscaldamento del clima a livello globale. Non sono tuttavia riusciti ad accordarsi su una riduzione di almeno il 50 per cento delle emissioni di gas serra, condizione necessaria per raggiungere l’obiettivo fissato…
Ossia limitiamo di due gradi, MA non riduciamo la co2, neanche per quello che noi crediamo possa servire..
PERO’.. NESSUN ACCORDO GIURICAMENTE VINCOLANTE.
Che vuol dire, dato che sono qui riuniti una masnada di psicotici ambientalisti, facciamo sta commedia, così evitiamo qualche morto in piazza, e poi ce ne torniamo zitti zitti a fare come prima.
Nel frattempo si sono dispersi e non torneranno certo qui a spaccere le vetrine.
Condivido pienamente, con i pazzi serve tatto e zucchero per la pillola.
20 dicembre 2009 a 10:00
Paolo Marani
Se prima avevo qualche dubbio, adesso non ce l’ho più… sei proprio “leso” ;o)) Sarà stato il fulmine ?
Buon Natale.
Paolo