Non ho voglia di maramaldeggiare sulle spoglie già abbastanza ridicolizzate di certa stampa nazionale e internazionale o su quelle di alcuni politici nostrani che avevano previsto il declino del Cav e si son ritrovati a dover mandar giù il boccone amaro dell’ennesimo successo di Berlusconi.
Come al solito, è la Storia e sono i fatti a dare le migliori risposte.

In un momento come questo, però, si potrebbe anche correre il rischio di eccedere negli entusiasmi, finendo per perdere un’occasione irripetibile e irrinunciabile: dare una svolta e fissare una rotta sicuramente vincente.
Meno “Papi” e più “Silvio”, anche se entrambe sono facce della stessa medaglia.

L’Italia ha bisogno del Berlusconi statista che ha dimostrato di saper essere nei giorni scorsi e che la comunità internazionale ha riconosciuto come tale.
Ciò di cui non ha più bisogno invece, è di ritrovarsi in balia degli scandali che il buon Papi può creare coi suoi atteggiamenti più libertini e che frenano il Paese stringendolo nella morsa della morbosità di un’opposizione a caccia del pretesto giusto per delegittimare il voto popolare.

Il G8 è passato e che piaccia o no ha sancito il trionfo del Cavaliere sui menagramo che lo avevano messo all’angolo e speravano nel suo definitivo knok out, ma le polemiche non tarderanno a riaffacciarsi sulle prime pagine dei giornali e a dettare i temi dell’agenda politica.
A tutto questo, Berlusconi dovrà rispondere come ha fatto nei tre giorni appena passati: da statista!

Dunque, avanti così, Presidente…