L’Espresso fa l’inchiesta, il Times la prende per buona e la copia e infine Repubblica pubblica accredita il tutto col crisma della Santa Stampa Straniera.

Ecco come funziona il gioco delle tre carte.
Ecco svelato “metodo” con cui giornali nazionali e internazionali palleggiano le stesse notizie per sputtanare il premier italiano.

Ricapitolando:

l’Espresso esce con alcune rivelazioni anonime di cortigiani indispettiti della corte del Cav:
Gianni Letta non va più a cena a casa del suo amico Silvio, il retroscena; accompagnato dalla solita dichiarazione non firmata: “Berlusconi si è trasformato in un re Mida al contrario: quello che tocca si sporca”.

Il Times (versione domenicale – Sunday), pubblica un articolo del suo inviato in Italia John Follain:
medesimo retroscena e, roba da non crederci, medesima confessione del solito innominabile: “

Insiders say Gianni Letta, Berlusconi’s undersecretary and key lieutenant, has distanced himself from the prime minister and has for several months declined his invitations to dinner.

“Berlusconi has turned into the opposite of King Midas: he dirties everything he touches,” a disaffected associate said.”

E Repubblica cosa fa?
Imbroglia i suoi lettori spacciando per genuine le finte ricostruzioni con cui i giornali stranieri parlano (male) delle vicende del premier italiano.

L’obiettivo è fin troppo evidente: dar l’impressione che anche fuori dei nostri confini l’opinione verso Berlusconi sia pessima e che lo sia in maniera indipendente, cioè non contaminata dalle polemiche politiche che hanno spadroneggiato negli ultimi mesi in Italia.

Purtroppo però il “trucco” è stato svelato: gli inviati dei giornali stranieri non fanno granchè di proprio, ma si limitano a copiare e incollare le ricostruzioni fatte dai giornali italiani e in particolar modo da quelli avversari del Cavaliere.

La domanda finale, dunque, è molto semplice: perchè dovremmo fidarci di quel che dicono dall’estero se è soltanto la fotocopia delle assurdità che vengono commentate in Italia.

Di Repubblica ce ne basta una…anzi, c’avanza!