Qualche giorno fa avevo toccato l’argomento, stupito dal modo in cui la notizia in questione era stata riportata.
Si parlava delle ultime “confessioni” di Brusca durante il processo contro il generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu: tema scottante, visto che si fa riferimento al presunto accordo tra mafia e uomini dello Stato.
Ebbene, Brusca, interrogato dal pm Antonio Ingroia (quello con cui Travaglio passa le vacanze parlando a bordo piscina col finanziere favoreggiatore-spione Ciuro) dice di essere a conoscenza del famigerato “papello”, ovvero il carteggio in cui sarebbero stati scritti nero su bianco i termini dello scambio tra i boss siciliani e le istituzioni.
La notizia finisce su tutti i media.
Quello che non risulta, però è il seguito dell’interrogatorio.
La parte in cui, cioè, l’avvocato difensore dei due carabinieri invita il Brusca a spiegare se avesse mai visto quel “papello” e quale dunque fosse la fonte di quelle informazioni. La risposta ha dello sconcertante: “non ho mai visto quel “papello” ma ne ho letto sui giornali, su Repubblica“.
Niente da aggiungere.
Non fosse che il 1 giugno, il pluricondannato (benchè lui smentisca) in primo grado Travaglio ci regalava l’occasione per tornare a parlarne.
Perchè?
Perchè il giornalista piemontese piomba nuovamente su quei fatti e fa preciso riferimento alle nuove rivelazioni del pentito Brusca (che si affretta a definire “attendibilissimo” da parte di molte procure).
Non è la prima volta che Travaglio torna alla carica su questo presunto accordo tra uomini dello stato e mafia.
Evidentemente gli piace questa teoria del complotto.
Di cui però, altrettanto evidentemente, trascura piccoli (si fa per dire) particolari.
Intanto: di quel presunto accordo, nessuno dei punti sarebbero stati rispettati, eppure Riina finì “al gabbio” lo stesso.
Secondo di poi: di quel presunto “papello” non v’è traccia.
Ma Travaglio insiste e ci fa sapere che ora anche Brusca lo cita.
Tutto torna, in testa, sua.
Non fosse che Travaglio, quello a cui i fatti non scappano mai, dimentica di dire un paio di cosette che potrebbero anche smontare o comunque mettere in bilico le sue convinzioni: di quel “papello” Brusca viene a conoscenza tramite i giornali (La Repubblica) e quindi la sua attendibilità non può essere poi così alta; in secondo luogo, spunta fuori un altro testimone-pentito con le cui rivelazioni è in grado di mandare a monte decine di processi e di altrettante condanne, ma soprattutto di raccontare un’altra storia in cui il fantomatico accordo non avrebbe mai avuto luogo. Sono le dichiarazioni di tale Spatuzza, che hanno dato adito a nuove inchieste di cui si dovranno attendere gli esiti.
Il quesito dunque nasce legittimo: perchè Travaglio fa finta di niente?
Spero tanto non sia questo lo spirito che animerà il nuovo foglio che sta per vedere la luce e di cui Travaglio sarà socio e editorialista, perchè altrimenti dovrebbero cambiarne il nome al più presto.
Non “Il Fatto”, bensì “I Fatti che più ci piacciono”!
Viva il metodo Travaglio!




















































61 comments
Comments feed for this article
3 giugno 2009 a 17:09
sytry82
Certo che … sei proprio divertente!
Uno che sostiene berlusconi si mette a cercare la pagliuzza nell’occhio di Travaglio.
eheheheheheh
3 giugno 2009 a 17:10
Marco Caruso
sapessi quanto mi diverto io…
3 giugno 2009 a 17:18
claudio
ho cliccato sul link ma mi e’ apparso il velino di capezzone, portavoce del pdl ed emblema del doppiopensiero orwelliano.
potresti citare un’altra fonte prima di far partire la discussione?
cmq e’ curioso che nonostante silvio, teoricamente, non c’entra niente col periodo delle stragi di stato e nessuno manco lo nomina, le agenzie vicino a silvio gettino acqua sul fuoco, e pur ovviamente mai nominando forza italia, si affrettino a gettare acqua sul fuoco delle responsabilita politiche di quelle stragi. excusatio non petita…
cmq dai, cita un’altra fonte e ne parliamo.
3 giugno 2009 a 17:20
Marco Caruso
veramente la fonte è Jannuzzi e non Capezzone.
mi sembra che Jannuzzi sia giornalista apprezzabile a destra come a manca…quindi.
e poi: puoi andare sul sito di radio radicale e ascoltarti le 2 ore e qualcosa di registrazione dell’udienza ma dubito tu abbia tutta questa voglia…
via, fidati e andiamo avanti.
anche Travaglio non mi piace, ma lo prendo comunque come fonte.
3 giugno 2009 a 17:31
pippo io
eccola qua la scoreggina!
un’altra, il tuo meteorismo internautico appesta la blogosfera.
BRAVO PENSTORE BRAVO, CHE BRAVO CHE SEI, CHE ACCURATO, che raffinato e scomodo articolista!
cos’ha scoperto il nostro eroe dal velino? (dal velino signori, dal velino!).
Con il solo scopo di screditare travaglio ed il suo”metodo”, dal momento che solo lui ha capito come fare e non perde occsione di mostrarci la propria abilità, il pensatore si attacca a una affermazione di questo autorevole giornale on line per citare tale Spatuzza, un testimone che mette in crisi quanto detto da altri pentiti citati dal travaglio per suffragare la teoria del doppio stato e del patto mafia/stato del 93.
Al Pensatore, ormai messo all’angolo dalle 20 nerbate quotidiane che tramite l’opus dei si fa dare per espiare i peccati del papi e quindi poterlo poi difendere, non interessa il fatto che le affermazioni dello spatuzza siano al vaglio degli inquirenti, dal momento che pare costui essere ai primi canti quindi ovviamente da verificare, no!
Il buonsenso di qualsiasi homo sapiens aiuterebbe ad avere prudenza in questi casi ma nel pensatore no, scoperto il Pansa che è in sè, continua a dimenarsi nella palude berlusconiana, gloriandosi come un qualsiasi peccatore capitale dei propri successi giornalistici anti travaglio e facendolo con se stesso e basta.
Ormai a furia di compiacersi e masturbarsi il sospetto che il suo pene abbia la forma del joystick è fondato, ma non diciamoglielo, probabilmente ha in serbo altri mirabolanti SGUBB ai danni del travaglio, notizione che faranno finalmente vacillare il mito del bel sabaudo, come dimostrano tutti gli articoli inutilmente scritti in questi anni contro di lui da questo eterno studente.
peccato è sempre sempre sempre più plausibile travaglio quando parlate dello stesso argomento.
3 giugno 2009 a 17:37
Marco Caruso
@ Pippo: veramente la notizia l’ha data il velino, ma l’affermazione è tutta di Brusca.
esatto, ed è proprio quello che Travaglio non fa. Marcia sopra una teoria complottistica che gli garantisce la stima di tanti professionisti dell’antimafia e di quei tanti italiani sempre a caccia di un motivo per detestare lo Stato e scorgervi atteggiamenti delinquenziali.
calma, ragazzo, calma!
3 giugno 2009 a 17:44
Marco Caruso
PS: altra curiosità. Di solito Travaglio non se ne lascia scappare una di inchiesta in corso…e di più: non aspetta nemmeno la fine per trarne le dovute conclusioni.
ora, magicamente, fa il finto tonto e l’attendista.
personalmente, avrei fatto le dovute citazioni del caso parlando di un argomento così scottante.
ma capisco perfettamente che i libri non si vendano riempiendoli di pagine bianche…
3 giugno 2009 a 17:50
filippo tacchini
a ridagli che tratta travaglio come un uomo politico… chissenefrega delle sue vacanze….
e cmq sei ridicolo i motivi ormai li sai
bye
3 giugno 2009 a 17:51
Marco Caruso
ciao Filippo, grazie per essere stato così conciso!!
3 giugno 2009 a 18:18
tequilero
Perdonami Marco, ma mi serve un chiarimento.
Sul Velino leggo:
Nel corso dell’udienza di ieri Giovanni Brusca, interrogato dall’accusa, sostenuta sempre dai pm Antonio Ingroia e Antonino Di Matteo, ha raccontato di aver saputo da Riina che, dopo la strage di Capaci, “persone dello Stato e delle Istituzioni” si erano “fatti sotto” per trattare la cessazioni delle stragi, e che Riina aveva consegnato loro il “papello” con le richieste per mettere fine agli attentati, e di avere anche saputo da Riina il nome dell’“uomo delle istituzioni” a cui era rivolta la trattativa (nome che Brusca non ha voluto fare in aula per via di indagini in corso che lo vincolano al segreto)
Quindi Brusca afferma di aver saputo del contatto tra mafia e stato e del papello, da Riina, e non da Repubblica.
Poi alla domanda di come conosceva il contenuto e le condizoni risponde di averle lette su Repubblica
Ora o Brusca è totalmente inattendibile, anche quando parla di cose che gli ha riferito Riina e non un quotidiano, oppure Brusca mente quando riferisce le cose dette da Riina e dice la veirtà quando riferisce di aver letto certe cose, oppure dice il vero, sia quando cita cose riferite Riina sia quando parla del quotidiano.
Quanto a jannuzzi è lo stesso che ha scritto di un incontro segreto tra PM avvenuto in svizzera con lo scopo di attaccare l’uomo del popolo.
Peccato le 4 persone si trovassero in stati diversi nel momento indicato dal giornalista.
Nessuna scusa per la bufala, ma un bel pacchetto di soldini pagati dal so editore (chissa chi)ai diretti interessati.
Questo, ovviamente, non vuol dire che jannuzzi scriva bufale.
Solo per inquadrare il personaggio.
Ciao
3 giugno 2009 a 19:01
Mork
NOn si tratta di Travaglio ma di un’altra perla da inanellare:
Del caso Berlusconi si occupa oggi la Sueddeutsche Zeitung con il vistoso articolo al centro della pagina editoriali. “Il privato come politico”, s’intitola il commento di Hans-Juergen Jakobs. Scrive: “Per anni il politico populista di destra non ha mai temuto di sfruttare la sua vita personale al servizio del suo potere e del suo ego. Per questo appare oggi grottesco che egli combatta contro i fotografi… quanto può essere privato un politico che con tanto amore si denuda e mette in scena se stesso davanti al popolo? La risposta è semplice: non può esserlo.
“Chi si mette sul mercato con ogni mezzo e si espone in spettacolo così volentieri – continua la SZ – ha spostato da solo pesi e misure. Chi confonde vino, donne e canzoni con le public relations di un governo non può aspettarsi di essere un giorno onorato nel Pantheon con un busto come statista… in Italia il dibattito è serio come fu su Clinton negli Usa: il capo del governo mente? … e così il presidente del Consiglio così vicino agli show e alle showgirl alla fine è riuscito a ricordare un vecchio slogan del Sessantotto: il privato è politico”.
Il quotidiano pubblica anche una vignetta in cui Berlusconi è raffigurato mentre con in mano una rete acchiappafarfalle cerca di afferrare foto-santini di donne nude che volano nell’aria. Il titolo della vignetta è “Sammler aus Leidenschaft”, cioè collezionista per passione.
Tanto per parlare di cosa ha taciuto fino ad ora la stampa italiana che speriamo trovi il coraggio di venire allo scoperto in massa (certo non lo chiedo a Il Giornale…).
Marco, cerca di comprendere che stai difendendo un marpione non il bene dell’Italia.
3 giugno 2009 a 21:10
dersuchende
che pena pensatore fallico e fallito
3 giugno 2009 a 23:02
Heinz
Più che altro non capisco perchè essere giudicato in primo grado per Travaglio costituisca il suo unico e perenne status di delinquente, mentre la sentenza ugualmente di primo grado per Mills (ma anche qualunque altra) conti per Berlusconi (e cortigiani) come un’opinione del Bar Sport, a cui può dire “inaccettabile” come e quando vuole. Ormai è abituato? Si sente sicuro dietro lo scudo Alfano?
Ma perchè mai se gli obiettivi del lodo Alfano sono quelli nobili sbandierati, questo non si applica solo al periodo di principato degli interessati? Per lo stesso motivo per cui il periodo di prescrizione continua anche con l’inizio di un procedimento?
3 giugno 2009 a 23:20
claudio
corriere sveglia!!
3 giugno 2009 a 23:27
Orlando
E tu? fai sempre finta di niente?
“(AGI) – Roma, 29 mag. – Confermato dalla Cassazione il
proscioglimento del giornalista Marco Travaglio, in relazione
ad alcune frasi, contenute in un articolo pubblicato nel 2007
dal quotidiano ‘L’Unita”, ritenute diffamatorie da Fabrizio
Del Noce. La quinta sezione penale della Suprema Corte ha
infatti dichiarato inammissibile il ricorso dell’ex direttore
di RaiUno contro la sentenza con cui, nel dicembre scorso, il
gip di Roma aveva disposto il non doversi procedere nei
confronti di Travaglio e di Antonio Padellaro, all’epoca
direttore del quotidiano, “perche’ il fatto non sussiste”.”
http://www.articolo21.info/1040/news/cassazione-prosciolto-travaglio-del-noce.html
Ce ne sono di cose che il tuo “papi” non dice o fa filtrare un po’ male… dai su, te non sei proprio nessuno per dare del mistificatore a Travaglio.
Se vuoi far parte dei “santi martiri Berlusconiani” almeno riporta tutte le notizie su Travaglio. Alla faccia del “garantismo” (solo quando si tratta del tuo Premier eh!?). “Due pesi due misure…” tsk…
3 giugno 2009 a 23:28
Orlando
Ah, dimenticavo… “il solito metodo Anti-Travaglio”… eheheh
3 giugno 2009 a 23:51
Orlando
Un’ultimissima cosa… quella notizia che tu citi l’ha data solamente il Velino di Capezzone. Non ne ho trovato traccia da nessun’altra parte… ora, io non ho niente contro Capezzo(lo)ne e il suo Velino… ma che sia attendibile come notizia?
3 giugno 2009 a 23:56
Matteo Maratea
Ciao Marco, anche a me serve un chiarimento come tequilero.
Lui ti chiede delle giuste delucidazioni:
Sul Velino leggo:
Nel corso dell’udienza di ieri Giovanni Brusca, interrogato dall’accusa, sostenuta sempre dai pm Antonio Ingroia e Antonino Di Matteo, ha raccontato di aver saputo da Riina che, dopo la strage di Capaci, “persone dello Stato e delle Istituzioni” si erano “fatti sotto” per trattare la cessazioni delle stragi, e che Riina aveva consegnato loro il “papello” con le richieste per mettere fine agli attentati, e di avere anche saputo da Riina il nome dell’“uomo delle istituzioni” a cui era rivolta la trattativa (nome che Brusca non ha voluto fare in aula per via di indagini in corso che lo vincolano al segreto).
Quindi Brusca afferma di aver saputo del contatto tra mafia e stato e del papello, da Riina, e non da Repubblica.
Poi alla domanda di come conosceva il contenuto e le condizoni risponde di averle lette su Repubblica.
4 giugno 2009 a 00:02
ilprimopasso
Bello il nome “il fatto”.
Magari impegnativo…
http://ilprimopasso.wordpress.com
4 giugno 2009 a 09:24
Orlando
Per inciso, Travaglio nel suo passaparola non parla di Brusca che sa del papello ma di Brusca che ha rivelato di sapere chi è l’uomo delle istituzioni che ha trattato con la mafia.
Ulteriore precisazione, Travaglio non smentisce di esser stato condannato in primo grado, ma smentisce di essere condannato in via definitiva. Se fai caso, su Annozero, quando Lupi tenta di sminuirne le affermazioni dicendo che è condannato dapprima dice Travaglio dice non è vero e quindi puntualizza “solo in primo grado, non in via definitiva”. Lupi su questa affermazione sorvola, perché il suo intento non è attaccare i contenuti (inattaccabili) ma la persona.
Ultima cosa: ma te leggi solo il Velino? Inoltre, perché due notizie apparse SOLO sul Velino devono smentire Travaglio o l’attendibilità di Brusca? Per quanto non mi piaccia comunque il ricorso al pentitismo…
Insomma, alla fine, la tua disamina anti-Travaglio fa acqua da tutte le parti…
4 giugno 2009 a 09:42
pippo io
figurati orlando! travaglio è un uomo distrutto dopo questo post
4 giugno 2009 a 10:08
Mork
Se gli interventi su questo blog sono uno specchio dell’elettorato direi che berlusconi è a quota 5% o meno.
Vi vede che generalmente chi lo vota non sa neanche come si scrive la parola “computer” ma sa molto bene come si scrive la parola “fede” (inteso come emilio), ed i nomi di trasmissoriuncole da nonnette e fesserie in genere.
Marco, stai difendendo un marpione grosso grosso. Svegliati!
4 giugno 2009 a 11:14
caposkaw
ehi, mork, ci hai laurea tu?
e quanto l’hai pagata, o meglio, quanto l’ha pagata babbuccio?
non si conquista il voto della gente chiamandola ignorante…
tanto per precisare, i coglioni orgogliosi di essere coglioni siete voi…
4 giugno 2009 a 11:57
Sharino
Io noto su internet e sui vari social network un’avversione palese al premier. Onestamente credo che dipenda dal fatto che +internet = -TV e questo è già un primo buon motivo.
Tuttavia il fatto che sul blog di marco ci siano più commenti antiberlusconiani non significa molto, infatti un modo abbastanza efficace di avere commenti è provocarli. Un’affermazione corretta attira 3 o 4 “bravo” mentre una stronzata colossale, quasi offensiva dell’intelligenza nella sua cecità, attirerà un sacco di “asino”.
Come abbiamo avuto modo di vedere più volte, all’autore non importa molto di avere consensi, ed è assolutamente ermetico ai ragionamenti che gli vengono proposti: egli ha il solo interesse di sbandierare la sua prostrata opinione per scatenare l’ira dei lettori e goderne.
es. foto grillo (post ultra-datato ma piazzato in home)
es. foto di travaglio (post vecchissimo ma ugualmente utile)
es. tutta la “saga” anti-travaglio
esempio, ultimo in ordine temporale, ma primo in ordine di importanza, ben al di sopra di quelli appena elencati, Giovanni Falcone.
Trovate un comunista sufficientemente schierato e chiuso, fategli attaccare (più che altro deridere) quotidianamente il premier più di quanto questo si possa attaccare normalmente, meglio se con cose forzate, se non proprio false, e vedrete quanti “asino” riceverà, bilanciando così il blog di caruso quanto a seguaci/detrattori del premier.
Sharino
4 giugno 2009 a 12:48
Mork
Il mio “se” non era casuale.
caposkaw, ti saluto, questo è il massimo della confidenza che si meritano i tuoi commenti.
4 giugno 2009 a 13:53
donfrengo
secondo voi è piu’ grave andare con minorenni
o metterlo nel culo per 20 anni a tutti?
4 giugno 2009 a 14:13
Mork
Caruso ed enrix,
volevate le prove che siamo in regime:
http://www.youtube.com/watch?v=IkDq4rbS1gs
Firenze: entra solo chi applaude
“Vieni a vedere Berlusconi, vuoi entrare per applaudire Berlusconi”? “No”. “E allora resta qui”. Questa la sconcertante risposta del servizio d’ordine che ha gestito il servizio d’ordine a Firenze: entravano soltanto i sostenitori del Premier.
VERGOGNA!!!!
4 giugno 2009 a 16:12
enrix
Ehi, Mork & Mindi, senti la mia mancanza?
Quelle sconcertanti risposte dai servizi d’ordine si sentono dappertutto da che mondo e mondo, quando una personalità di spicco interviene in pubblico e si presentano gruppi di contestatori.
Tu credi che all’Università di Torino nel 2007 gli studenti che volevano entrare per contestare Padoa Schioppa siano stati bloccati all’ingresso dai bidelli?
Strani bidelli allora. Eramo armati di Manganello e ci son volute 18 ambulanze.
E che era? regime anche quello?
Il tuo problema, caro Mork, è mettersi in bocca quella parola con troppa facilità. Ci sono paesi dove i giornalisti te li accoppano con una raffica di mitra solo per un articolo, e muoiono a centinaia, eppure non sono neppure quelli classificati come regime.
Vergogna lo dico io a te perchè bastan ste minchiate a scaldarti il pisello, con tante cose più gravi che ci sono ma che tu non sai leggere perchè non sono scritte in stampatello maiuscolo come sul sussidiario della prima media.
Piuttosto scrivi: bei coglioni quelli che fan ressa e perdono una giornata per entrare ad applaudirlo, e magari mi trovi d’accordo, anche se per me son pure coglioni quelli che si scaldano tanto il piscio per entrare a contestarlo, che ci son tante cose più utili da fare.
4 giugno 2009 a 16:23
enrix
Comunque non ne ha parlato slo il velino, ma anche altri.
Ad es., il messaggero:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=59205&sez=HOME_INITALIA
4 giugno 2009 a 16:30
enrix
“Per inciso, Travaglio nel suo passaparola non parla di Brusca che sa del papello ma di Brusca che ha rivelato di sapere chi è l’uomo delle istituzioni che ha trattato con la mafia.”
Per l’esattezza:
“Brusca ha detto …. che una trattativa avviata dopo la strage di Capaci e prima di via d’Amelio,…fu portata avanti da un uomo politico, da un uomo delle istituzioni, …al quale lui aveva sempre detto di essere giunto, per identificarlo e per individuarlo, tramite sue deduzioni. INVECE nel processo ha detto che quel nome glielo fece esplicitamente il capo della mafia dell’epoca Toto Riina, dice testualmente Brusca “Riina mi fece il nome dell’uomo delle istituzioni con il quale venne avviata, attraverso uomini delle forze dell’ ordine, la trattativa con Cosa Nostra dopo la strage di Capaci”.
E’ questa precisione e soprattutto costanza nel raccontare versioni sempre identiche delle circostanze, che rende attendibili i pentiti della mafia. Sono uomini tutti d’un pezzo ai quali non si sbaglia mai prestando fede. Ieri sanno una cosa perchè l’hanno dedotta, oggi invece la sanno perchè gli è stata raccontata, ma quello che conta è il risultato. Si tratta solo di decidere quand’è il momento giusto per credergli.
“Gli uomini delle forze dell’ ordine sono presumibilmente il generale Mori e il capitano Dedonno che avviarono, tramite Ciancimino, la trattativa con Riina e Provenzano che poi finì il 15 gennaio 93 quando Riina fu arrestato”
Mera opinione di Travaglio sparata alla cazzo nel contesto sbagliato, in quanto Brusca non ha assolutamente detto questo.
4 giugno 2009 a 16:51
Sharino
Sul fatto specifico sono d’accordo con enrix.
Ci sono molti video in cui la polizia interviene ad allontanare i contestatori, ne pubblicai io uno tempo fa in cui urlavamo cosa si sarebbe fatto con la spazzatura, e giù polizia a minacciarci ecc…
Riguardo il servizio d’ordine: è dalla notte dei tempi che il SdO viene pagato per evitare casini, mi sembra logico che abbia fatto ciò per cui viene pagato.
Un po’ meno logico mi sembra farsi “beccare” e marchiare come contestatori PRIMA di entrare, potevano essere più scaltri i ragazzi non trovi?
Ancor meno logico mi sembra il fatto che la claque sia onnipresente sugli schermi dei TG e dei programmi tipo Porta a porta, così come le percentuali di gradimento sbandierate tutti i giorni, quasi a dire “ehi tu? ma non ti senti un po’ stupido a non amare silvio? suvvia, lo amano tutti!!”
Vuoi vedere una cosa più preoccupante dei quattro ragazzini urlanti?
dedica pochi secondi a questo video, salta a 8:43, vedrai che la polizia se li carica in macchina e li porta via, mentre il TG ne da una diversa versione.
http://www.youtube.com/watch?v=OzXXosJwgpM
Non è un problema che vengano allontanati, dopotutto stanno spaccando le palle da oltre 15 minuti, quello che contemporaneamente mi spaventa e mi chiarisce la situazione Italia, è proprio quella versione del TG
Sharino.
4 giugno 2009 a 17:50
enrix
Esattamente come accadde per Padoa Schioppa, dove di pestaggi e ambulanze non parlarono certo nè i TG, nè i principali quotidiani.
Le agenzie non parlarono neppure di cariche della polizia (che si videro invece in youtube, in video privati)
http://news.kataweb.it/item/269339/governo-padoa-schioppa-contestato-all-universita-di-torino-da-un-gruppo
4 giugno 2009 a 18:48
Mork
Enrix, hai letto forse che qualcuno qui difende Padoa Schioppa?
Io difendo SOLO il mio senso civico ed i SACROSANTI diritti dei cittadini, non ci sto ASSOLUTAMENTE a buttarmi nella mischia ed a discutere di chi è stato più cattivo tra i potenti.
Questo giochino lo lascio a chi non comprende quanto esso sia stupido.
…un ultima cosa: il discorso sui mitra e l’accoppare qualcuno per la parola VERGOGNA non ti fa onore affatto. Complimenti per l’educazione ed il senso civico, un consiglio usa termini più moderati con me e discuti civilmente. Se proprio ti piace puoi permettere di usare quel linguaggio da bulletto solo in presenza fisica, magari vieni a più miti consigli.
Cordialmente.
4 giugno 2009 a 19:37
Paolo
Ma è ancora in piedi sto blog? Cavolo, devono pagarvi bene per continuare a sparare cazzate nonostante smentiti commento per commento….
P.
4 giugno 2009 a 19:40
Marco Caruso
ahahah…smentiti commento per commento?
Paolo, ma che dici?
dove sarebbero le smentite?
e comunque mi spiace, non potrai chiedere nessun aumento della paghetta al tuo partito perchè ti pagano già meglio di tanti altri.
sai…è un lavoro anche “smentire commento per commento” pur senza smentire un bel niente…
un ottimo lavoro…
te lo dice uno che non lo fa, ma vorrebbe tanto guadagnare soldini dicendo fandonie!
4 giugno 2009 a 19:46
Anonimo
dersuchende,ma ce l’hai sempre in testa,…. ma vai a cagher. compris
4 giugno 2009 a 20:02
Grigio
enrix
“Ci sono paesi dove i giornalisti te li accoppano con una raffica di mitra solo per un articolo, e muoiono a centinaia, eppure non sono neppure quelli classificati come regime.”
Se non ricordo male c’è chi ha mimato in pubblico una raffica di mitra verso i giornalisti, con a fianco un tal Putin, e si compiaciuto di tal gesto!
Non è solo una questione di rozzaggine in stile e cattivo gusto in intenti… è la presunzione di poter far tutto in ragione di un potere televisivo e di una nostalgia del popolo italico di “uomo forte” che risolve i cazzi di noi sudditi perchè “quello che ha fatto lui non lo ha fatto nessuno e allora chissa quello che farà per noi”!!!
Poi qualcuno mi dice dati economici alla mano cosa cazzo ha fatto berlusconi per l’Italia perchè o non sa fare, o non vuole fare o porta sfiga; in tutti i casi ha rotto i coglioni… se poi quelche allocco lo venera ancora, si prenda il mio vaffanculo!
4 giugno 2009 a 20:34
34
“In Usa sarebbe costretto a rispondere e se le risposte non fossero soddisfacenti sarebbero guai seri… Così Alexander Stille, professore di giornalismo presso la Columbia University e collaboratore , tra gli altri, del “New Yorker” e del “New York Times” commenta con Articolo21 le dichiarazioni di Berlusconi sui giornali stranieri e sottolinea le abissali differenze con l’etica politica americana.
“I quotidiani stranieri sono in collegamento con la sinistra italiana”. Non sapevamo che Times, Financial Times ed Economist facessero propaganda marxista…
Neanche io a dire il vero. E’ fin troppo ovvio che non sono di sinistra né tantomeno manovrati dalla sinistra italiana. Ma Berlusconi ha spesso trovato molto vantaggioso dipingere il mondo come una battaglia continua tra bene e male in cui lui è il paladino del bene. Lui, la luce contro l’ombra, contro il comunismo… E quindi, usare i giornali stranieri in questa chiave ora gli torna molto utile…
Ipotizziamo che un quotidiano americano ponesse alcune domande al presidente Usa. Obama potrebbe non rispondere?
Certo, potrebbe accadere. Quello che invece non può succedere è che in un processo per corruzione (Mills, ndr) un presidente vede condannato un suo coimputato per una tangente e non si dimette. Non può accadere che un presidente frequenti una ragazzina di 17-18 anni e poi sfugga alle domande sul rapporto con lei. In Usa sarebbe costretto a rispondere e se le risposte non fossero soddisfacenti sarebbero guai seri.
E’ il tema al centro del dibattito di questi giorni: il caso Noemi o quello delle sue altre frequentazioni è un fatto privato o pubblico?
E’ un fatto decisamente pubblico. E politico aggiungo. Perché non riguarda solo una ragazzina ma una lampante forma di sessismo, un evidente atteggiamento misogino, la maniera di trattare le donne come oggetti. In quale altro modo dipingeresti la sua celebre affermazione all’indirizzo di un’assessora “posso palpare un po’ la signora”?
Che effetto hanno queste affermazioni sulla credibilità dell’Italia all’estero?
L’Italia gode di grande stima e apprezzamento, anche se non troppo nel mondo politico. Ma ad esempio i rapporti tra Usa e Italia sono molto buoni. Altra cosa è il giudizio sul premier. Berlusconi viene visto molto spesso, e non soltanto dai giornalisti come un buffone, una persona non seria, che si comporta in modo stravagante, davvero anomalo.
C’è un modo per superare l’anomalia?
Certo che c’è. Ma non è stato mai affrontato dal centro destra e, purtroppo neppure dal centro sinistra: si chiama risoluzione del conflitto di interessi. “
4 giugno 2009 a 21:17
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“ROMA – Le parole dell’autorevole “Financial Times” non potevano essere più nette: “il vero peccato di Berlusconi è di essere uno dei peggiori gestori dell’economia italiana” ha scritto ieri in una nota Tony Barber. Anche se il “caso Noemi” è giudicato in tutta la sua gravità, è sull’economia che il giudizio sul nostro premier dovrebbe fare aprire gli occhi agli italiani. “Peggio di tutto, il debito pubblico italiano aumenterà al 116% del prodotto interno lordo nel 2010. In altre parole l’Italia tornerà dove era alla fine degli anni ’90. Noemi o non Noemi, questo è il vero peccato di Berlusconi”.
Parole pesanti e decisive, pubblicate sul più importante quotidiano finanziario del mondo. Oggi l’house-organ della famiglia Berlusconi (“Il Giornale”) cerca disperatamente di svilire questo giudizio, asserendo che con il secondo Governo Berlusconi (2001-2006), il rapporto deficit/pil calò da -3,1% a -2,4%. Naturalmente non è vero, è una cifra falsa. I dati reali sul rapporto deficit/Pil – annunciati dal nostro Istituto centrale di Statistica il 1° marzo 2006 – dicono che nel 2005 questo rapporto era peggiorato al -4,1%. Nel giugno 2006, lo stesso Giulio Tremonti asseriva, rispondendo al suo successore, nuovo ministro dell’economia Tommaso Padoa Schioppa, che il rapporto deficit/pil poteva tranquillamente essere portato a -3,8%, dato che, in quel momento era più alto e dunque ben superiore alla cifra fornita oggi dall’house-organ di Arcore. L’errore non è nemmeno una svista ma una consapevole bugia, in quanto viene riportato, con qualche decimale in meno, il dato relativo alle stime del Governo.
Tutti i dati economici indicano che le varie coalizioni guidate dal Cavaliere hanno nettamente peggiorato il contesto macroeconomico italiano, anche perché il loro obbiettivo principale è stato sempre quello di smantellare gli strumenti anti-evasione, cioè la ricerca di un’equa redistribuzione del carico fiscale, ora del tutto sbilanciata a sfavore del lavoro dipendente, per soddisfare l’elettorato di riferimento e gli interessi corporati di cui sono tradizionalmente rappresentanti.
In realtà è tutta la stampa internazionale a sottolineare come questo governo, e in particolar modo il suo leader, sia “unfit”, cioè inadatto a reggere le sorti della Cosa pubblica. L’Italia ha da sempre, nel contesto internazionale, un problema di leadership e di autorevolezza, che Silvio Berlusconi ha enormemente aggravato, soprattutto dopo le sue vicende personali legate alle dichiarazioni di Veronica Lario e dei vari protagonisti del “Casoriagate.
La netta sconfitta patita dalla Fiat in Germania, dopo che il Governo tedesco ha deciso di scegliere un partner considerato più affidabile come l’austro-canadese Magna, è soltanto uno dei tanti elementi a supporto di questa sconsolata constatazione. Il piano industriale proposto da Marchionne non soltanto proveniva da un’industria che fabbrica automobili da più di un secolo, esattamente come la Opel, ma era sostanzialmente più credibile, come aveva riconosciuto anche la stampa economica internazionale. Eppure, il governo tedesco, pur fratturandosi al suo interno, gli ha preferito un’azienda di Paesi considerati più seri del nostro, passando sopra al fatto che Magna non costruisca direttamente automobili e non sia riconoscibile dal mercato in quanto tale.
Come se non bastasse, un autorevole quanto equilibrato giudizio sulla politica economica dell’attuale governo è stato fornito ieri dalla relazione del Governatore della Banca d’Italia, mai così critica e netta. Mario Draghi ha riportato le cifre dell’attuale crisi economica, del resto ampiamente conosciute e ha insistito sul fatto che il vero “cuore” della recessione sta nella debolezza dei redditi delle famiglie italiane, nei confronti dei quali l’attuale Governo non ha fatto nulla (a meno che si voglia individuare come tremonti giulioqualcosa di più del nulla la social card, caricata con 40 euro mensili). A fronte di ciò vi è l’impossibilità di giungere ad una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali, edificando un nuovo sistema di garanzia del reddito, che, secondo Draghi, “attenua la preoccupazione dei lavoratori, sostiene i consumi, accresce la mobilità tra imprese e settori, favorisce la riallocazione delle competenze individuali verso gli impieghi più produttivi”.
Oggi il ministro Sacconi replica al Governatore della Banca d’Italia asserendo che più di quanto ha fatto – cioè niente – il Governo non può fare perché non ci sono risorse, che invece sarebbero oramai emerse se non si fosse interrotta bruscamente la politica di stretta all’evasione fiscale del II Governo Prodi, così inopinatamente combattuta dalla destra.
Intanto il ministro dell’economia Giulio Tremonti – il principale responsabile di questa drammatica situazione – ha ricominciato a provare fastidio per l’indipendenza di giudizio di Mario Draghi. È probabile che sarebbero più utili un Bondi o un Cicchitto a dirigere la Banca d’Italia. Ma, a quel punto, il disastro diventerebbe irreversibile.”
E allora??
4 giugno 2009 a 22:10
lm
veramente Draghi ha detto tutta un’altra cosa:
“In Italia la crisi mondiale determinerà, secondo le previsioni più aggiornate, una caduta del PIL di circa il 5 per cento quest’anno, dopo la diminuzione di un punto nel 2008.
Il crollo della domanda estera ha provocato una forte contrazione della
produzione industriale e degli investimenti. La reazione delle imprese, in particolare di quelle più esposte al ciclo internazionale, è stata immediata: chiusura provvisoria di interi stabilimenti o linee produttive; riduzione, temporanea o permanente, della manodopera; rinvio degli acquisti, sia di semilavorati sia di beni capitali; dilazioni insolitamente lunghe dei pagamenti ai fornitori. Nei sei mesi da ottobre 2008 a marzo 2009 il PIL è caduto in ragione d’anno di oltre 7 punti percentuali rispetto al semestre precedente.
I recenti segnali di un affievolimento della fase più acuta della recessione
provengono dai mercati finanziari e dai sondaggi d’opinione, più
che dalle statistiche finora disponibili sull’economia reale. Il ritorno a una
crescita duratura richiede che l’economia internazionale si riprenda stabilmente, che la debolezza del mercato del lavoro non si ripercuota ancora più duramente sui consumi interni, che si rafforzi la struttura del nostro sistema produttivo”
mica ha detto che è colpa di Berlusca. Anzi, ha detto che:
“La crisi ha reso più evidenti manchevolezze di lunga
data nel nostro sistema di protezione sociale”
e tuttavia:
“Opportunamente il Governo ha già incluso tra le misure anticrisi meccanismi temporanei di sostegno al reddito che agiscono anche in caso di sospensione dell’attività nelle imprese non coperte dalla Cassa integrazione. Ha inoltre previsto un intervento sperimentale a favore di una parte dei collaboratori a progetto”
lo dicevo un par di giorni fa: non sono mica le idee di Marco Ferrando a poter risolvere i problemi economici del Paese.
4 giugno 2009 a 22:15
lm
che ci risolvono le parole dello “autorevole” Financial Times.
Se gli illustri giornalisti del più letto quotidiano economico inglese si fossero dati la briga di criticare i banchieri e i financial boys della City, forse adesso il mondo intero non si troverebbe in questo bel casino di caduta della domanda.
4 giugno 2009 a 22:16
lm
non si sarebbe trovato…
4 giugno 2009 a 22:48
bill
Ma povera sinistra: sono questi quattro arrampicatotri sugli specchi i suoi (scarsi) elettori?
Sono questi quattro, secondo cui andare a rompere le palle ad una manifestazione politica sarebbe una azione democratica? Non lo è, è solo la speranza per due decine di poveri culi di far apparire su un qualche tg quello che non è. A me Franceschini fa molto più schifo di quanto ne faccia il Cav a questi quattro cialtroni militanti. Mi fa schifo quell’ameba e i suoi ladri in Abruzzo piuttosto che nel napoletano (che i poveretti si guardano bene dal solo citare), oltre ai vari Cofferrati che fanno girare per atri lidi (a Bologna è semplicemente impresentabile..). Ma non mi salta in mente di andare alle loro manifestazioni a rompere i coglioni. E parlano di regime.. Ridicoli.
5 giugno 2009 a 00:38
Grigio
“fa molto più schifo”
azz un purista, ariano!!!
5 giugno 2009 a 00:59
dal Chianti
mezzo copio incollo da dove sai
caruso, vedo che hai abbandonato il titolo, un po’ pomposo per te, di pensatore
perché t’ accòri (da cuore) tanto difendendo tutta una cricca di lestofanti??
aspiri ad emulare ?
o per sentirti un po’ più altolocato tiri fuori sto caruso che non sarebbe altro ragazzo barbiere?
ti ha già detto qualcuno che non sei affatto moderato perché, secondo me, hai paraocchi critici da cavallo al passo, che se per caso avrai da galoppare ti si potranno chiudere e allora, forse, un bell’ albero spunterà sul tuo cammino, per darti conto di quante ossa avrai
fai bene a leggere di tutto, ma forse ti sfuggono topolino e gli annunci di compagnia a pagamento
fattici un giro e accompagna chi ti porta al di là del mondo, non ne risentiremo della tua mancanza
o è meglio al fresco? emulando il tuo pappone-pappino, giacché tu ciofeca te se bevono concentrato
5 giugno 2009 a 06:26
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Im e bill: ma non dite cazzate, che tanto non vi ascolta più nessuno..
Avete superato la soglia del ridicolo già da un po’.. non cominciate a scavare che vi fate male alle unghie..
E ORA FERMI TUTTI!!!
ANDATE SUL SITO DI EL PAIS!… e capirete perché io passerò la giornata su questo blog..
Buona fortuna, anguilla pensante.
Fatti onore e facce ride’…
5 giugno 2009 a 07:13
Anonimo
A dal chianti,ti sei gia messo il condom in testa? Bravo! Au revoir
5 giugno 2009 a 08:07
Peter Gomez da Voglio Scendere
A trasformarlo nella ‘Pravda’ ci aveva pensato, martedì 5 maggio, il Cavaliere in persona. “Trovate tutto su ‘Chi’! Trovate tutto su ‘Chi’!”, aveva continuato a ripetere il presidente del Consiglio negli studi di ‘Porta a Porta’, quando si era presentato dall’amico Bruno Vespa per giustificare la sua partecipazione al compleanno della diciottenne Noemi Letizia in quel di Casoria. Era stato così che il settimanale di gossip della Mondadori, diretto da Alfonso Signorini, il giornalista più vicino alla presidentessa Marina Berlusconi, era diventato all’improvviso il faro che tutte le testate del gruppo, da ‘il Giornale’ di Mario Giordano fino ai tg e ai gettonatissimi programmi Mediaset della mattina e del pomeriggio, dovevano seguire.
Per più di un mese la grande macchina della propaganda berlusconiana, impegnata allo spasimo nel tentativo di ridurre i danni causati dall’esplodere del caso Lario-minorenni, è ruotata intorno alle interviste, alle foto posate, alle versioni ‘ufficiali’ dell’accaduto pubblicate dal rotocalco. Seguendo uno schema consolidato, ‘Chi’ offriva ai suoi quasi tre milioni di lettori una serie di temi in gran parte falsi (per esempio le bugie di Elio Letizia, il padre di Noemi, che assicura di essere un “socialista riformista” vecchio amico del premier) poi ripresi da siti Internet, televisioni e quotidiani. Insomma, mentre gli altri direttori del ‘comitato elettorale’ (definizione di Enrico Mentana) erano impegnati a nascondere le notizie – le dichiarazioni di Veronica Lario e dell’ex fidanzato di Noemi, Gino Flaminio – o a segnalare agli avvocati di Berlusconi la presenza di fotografie compromettenti da far sequestrare dalla magistratura romana, Signorini si muoveva da spin doctor. A Napoli veniva inviato il migliore e più roccioso tra i suoi cronisti: Gabriele Parpiglia, 30 anni, ex addetto stampa dell’agenzia fotografica del pluriprocessato Fabrizio Corona e suo grande amico.
Descritto da tutti come un ragazzo sveglio e col pelo sullo stomaco, Parpiglia ha cominciato al settimanale ‘Star Tv’ dove seguiva, tra l’altro, i ‘tronisti’ e i ‘corteggiatori’ del programma ‘Uomini e donne’ di Maria De Filippi: una strana fauna di figuranti del mondo dello spettacolo che per fama e denaro, come ha ammesso proprio il giornalista, è disposta a dire tutto e il contrario di tutto. In quell’ambiente Parpiglia si muove così con disinvoltura. E lo dimostra subito, intervistando Noemi mentre un fotografo la riprende con i genitori e il sedicente fidanzato Domenico Cozzolino, un pr di discoteca, casualmente anche lui ex ‘corteggiatore’ del programma della De Filippi.
Il pezzo, rilanciato da tutte le tv, ha comunque uno scopo preciso: dire agli italiani che Noemi “è illibata”, tanto che la ragazzina assicura di aver baciato in vita sua solo Domenico. Sembra gossip, ma in realtà ‘Chi’ sta facendo, con abilità, politica.
Parpiglia del resto sa il fatto suo. Molti trucchi del mestiere li ha imparati proprio dal re di Vallettopoli, Fabrizio Corona. Con lui ha anche scritto un libro (‘La mia prigione’) e soprattutto ha partecipato, sia pure nelle vesti di semplice testimone oculare, ad alcune memorabili ‘operazioni’ oggi ritenute dalla magistratura un ricatto bello e buono: la più celebre di tutte è senz’altro l’intervista ai transessuali che trascorsero con Lapo Elkann una notte brava a base di droghe, poi sfociata in un ricovero in ospedale. Insomma, Parpiglia è il tipo giusto per giocare, all’occorrenza, anche pesante.
Il primo obiettivo di ‘Chi’ diventa quindi quello di minare la credibilità di Gino Flaminio, l’ex fidanzato di Noemi, che a ‘Repubblica’ ha raccontato come l’amicizia tra la teenager e il premier fosse nata dopo che Berlusconi aveva visto un suo book fotografico. Una versione nei fatti poi confermata anche dalla zia di Noemi, che dimostra come il presidente del Consiglio abbia mentito quando ha sostenuto di essere un amico di vecchia data della famiglia Letizia.
Così Parpiglia, memore degli insegnamenti di Corona, fa allestire al ristorante La scialuppa di Napoli una sorta di set fotografico. Lì, dopo essersi presentato come un giornalista della stampa estera, incontra verso le 17 Gino e suo padre, mentre tutto viene fotografato e registrato. La conversazione però è piuttosto deludente. L’ex fidanzato di Noemi spiega di non aver ricevuto una lira da ‘Repubblica’, non smentisce una virgola dell’intervista precedente, e si limita ad aggiungere di aver invece raggiunto un accordo economico da circa 10 mila euro con ‘Novella 2000′ (che nega). Il colpo comunque riesce lo stesso, perché Gino alla fine chiede e ottiene per il disturbo 500 euro. Ma il pezzo e le foto non escono su ‘Chi’. Signorini e Parpiglia (che hanno lavorato a ‘Lucignolo’ con il direttore del ‘Giornale’, Mario Giordano), dirottano il tutto sulle pagine del quotidiano di via Negri. Qui l’articolo, intitolato ‘Ecco le verità a pagamento dell’ex di Noemi’, viene firmato da Parpiglia e da un altro cronista, non presente a Napoli. Il clima politico si arroventa e il Pdl, capeggiato da Maurizio Gasparri, accusa di fatto ‘Repubblica’ di versare soldi per le interviste. È una balla, ma l’importante è screditare. Il set del ristorante La scialuppa non ha comunque cessato di sorprendere.
Mercoledì 27 maggio, a mezzogiorno, squilla il cellulare del giornalista de ‘L’espresso’ Marco Lillo. A cercarlo è Roberta Arrigoni, titolare di un’agenzia fotografica, la Uno Press, fornitrice abituale di ‘Chi’ e di altri settimanali. La Uno Press è una società importante. E, come risulterà qualche giorno dopo, è amministrata da Tonino De Filippo, un grande amico di Signorini, tanto che il direttore di ‘Chi’ ne ha celebrato il matrimonio civile nel settembre del 2008 a palazzo Duganani a Milano.
Roberta dice di poter mettere ‘L’espresso’ in contatto con una ragazza che è stata l’amante del premier e per questo è stata favorita nel concorso del ‘Grande Fratello’. Se fosse vero sarebbe un caso lampante di conflitto d’interessi.
L’Arrigoni vive e lavora a Milano, ma invita Lillo a raggiungerla l’indomani a Napoli dove, a suo dire, l’amante di Berlusconi dovrebbe posare per un servizio fotografico. La donna fissa l’appuntamento al ristorante La scialuppa. Qui l’agente fotografico e la sedicente fiamma del Cavaliere si siedono allo stesso tavolo (o a quello immediatamente vicino) dove è anche stato fotografato Gino Flaminio. La ragazza è la polacca Laura Drzewicka, già concorrente del ‘Grande Fratello’, e davanti a Lillo e al suo collega Claudio Pappaianni (muniti di registratori), chiede 50 mila euro per un’intervista. La proposta viene rifiutata. L’unica cosa che ‘L’espresso’ può eventualmente acquistare sono documenti e foto, ma solo se di buona qualità. Mai le interviste.
L’incontro in ogni caso prosegue e i giornalisti pongono a Laura domande sui suoi presunti rapporti con il premier per saggiare l’attendibilità del suo racconto. Dopo qualche minuto i due si accorgono di essere spiati da un tavolo vicino dove siedono una decina di persone. Due uomini anzi li fotografano, prima di andarsene in motorino. La trappola a quel punto è evidente. Chi l’abbia organizzata esattamente lo stabilirà la magistratura di Napoli e l’Ordine dei giornalisti.
Il resoconto parziale dell’accaduto, sotto il titolo fuorviante ‘L’espresso pronto a pagarmi per incastrare Silvio’, viene infatti pubblicato da ‘il Giornale’. E a firmare l’articolo, senza spiegare come la soubrette fosse un’agente provocatore, è lo stesso cronista che il giorno prima aveva scritto con Parpiglia il pezzo su Gino, l’ex fidanzato di Noemi. Questa volta, insomma, Agatha Christie non serve per capire come sono andate le cose. Perché la macchina berlusconiana della menzogna esiste e continua a funzionare.
5 giugno 2009 a 08:18
Anonimo
Peter Gomez……..ah mbeh !!! allora alziamo le mani …..e’ bibbia!
5 giugno 2009 a 08:24
Anonimo
Mork,e’ scioccante vedere quella marea di gente che acclama il cav a Firenze , vero?
E’una cosa insopportabile!
Tu chi sei fra quei quattro ( quattro!porca miseria) scalmanati?
5 giugno 2009 a 08:45
Mork
4 Giugno 2009 a 22:48
bill
Quel diritto di partecipare e dire CIVILMENTE (nessuno approva manifestazioni violente) con cartelloni che non si è affatto d’accordo è SACROSANTO, sancito dalla costituzione ed esercitabile in una pubblica piazza.
Se non lo capisci allora sono proprio contento che fra te è me ci sia una distanza intersiderale, io con i piedi per terra ben saldi alla civiltà e tu…non si sa dove con la testa.
5 giugno 2009 a 09:21
Orlando
@Enrix: con la tua precisazione, quindi, concordi su di me che la sparata sul “papello” di Caruso è fatta “alla cazzo”. Seconda cosa: Travaglio come tu hai notato dice “presumibilmente” (=per quanto si può presumere, prevedere; con buona probabilità) ossia dal SUO punto di vista, per le informazioni che ha raccolto LUI presume che… ovviamente può sbagliare perché in questo caso non ha citato alcun virgolettato e magari un approfondimento (che non penso verrà mai) potrebbe smentirlo.
Cos’è? un giornalista ora non deve presumere ma deve semplicemente enunciare i fatti in maniera asettica? Allora sarebbe un anchorman da TG5… su su, te non vedi l’ora di dar contro a Travaglio, ormai s’è capito abbondantemente. Chi se ne frega se le obiezioni vengono fatte, per usare una tua espressione, “alla cazzo”?
Sulla notizia io mi riferivo proprio al titolo del “Velino” che diceva che Brusca sapeva del papello perché lo ha letto su Repubblica. Sul Messaggero non ho visto niente di simile… l’articolo del Velino, quindi, per lo meno si presta alla stessa spietata analisi delle parole di Travaglio… ma così non è. Come mai?
5 giugno 2009 a 10:21
Anonimo
Anonimo che dice
Peter Gomez……..ah mbeh !!! allora alziamo le mani …..e’ bibbia!
..mavacagher!! compris….?
5 giugno 2009 a 11:16
lm
a 34
guarda che a sentire le cose che diceva Draghi c’era, come al solito, la crema della crema del paese.
ma ti rendi conto di quello che dici. leggi e studia, prima di aprire bocca.
5 giugno 2009 a 11:56
34
Im
di sicuro non prendo lezioni da te..
Non mi sembri un professorone, sai??
Quello che non copi dal TGcom, fai fatica a scriverlo.. che è tutto dire..
5 giugno 2009 a 12:06
lm
a 34, casso c’entra TGcom
io sto parlando ed ho attinto dalla Relazione del Governatore (che leggo regolarmente).
perchè non la leggi invece di fare lo spiritoso? prendi almeno lezioni da Draghi.
5 giugno 2009 a 17:20
teo
Mork — Ma che video stai facendo vedere!!
E’ finto sono una comparsa del video….
5 giugno 2009 a 18:01
Mork
Ciao teo
quale comparsa sei?
5 giugno 2009 a 18:03
Mork
teo, il video è su you tube ma volevo chiederti: e il birbantello che compare e che ha cercato visibilità da Santoro è un vostro collega attore?
…. se si allora siamo all’apoteosi della finzione
6 giugno 2009 a 18:26
gb
Grande post, belle parole. Condivido e appoggio!
Bello sì, il metodo Travaglio. Bravi sì quelli che lo stanno a sentire a bocca aperta facendo sì con la testa.
L’unico sollievo: non sono il mondo reale, sono pochi milioni di esclusi. E domani l’altro si conteranno quanti pochi sono.
6 giugno 2009 a 18:29
Marco Caruso
lo dico sempre anch’io Gb!!!