Grande clamore per la pubblicazione delle motivazioni (già notorie da almeno tre mesi) della condanna a 4 anni e 6 mesi ai danni dell’avvocato inglese David Mills in cui si fa esplicito riferimento al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.

Tutte le considerazioni son buone, ma mi preme giusto ricordare alcune cose.

Art 27 comma 2, Costituzione: “l’imputato non è considerato colpevole fino a condanna definitiva”.

Mills (non Berlusconi) condannato in primo grado (mancano Appello e Cassazione) per corruzione in atti giudiziari.

Di Pietro: “Non ci voleva Mandrake per capire che la condanna di Mills non poteva che comportare anche la condanna morale e giuridica di Berlusconi”. “Dimissioni!”.

Condanna giuridica? Dimissioni?

Poi si stupiscono se gli danno di giustizialisti forcaioli.
Poi si stupiscono se Berlusconi vuole con tutte le sue forze tutelare il governo voluto dai cittadini con libere elezioni con una legge, il lodo Alfano, che argini i possibili attacchi alla Repubblica di una magistratura politicizzata che non riesce proprio a fare a meno di intervenire a gamba tesa sulle vicende istituzionali italiane.