Elezioni anticipate dopo il referendum? Perchè si, ma soprattutto perchè no.

No, non mi riferisco alle (im)possibili conseguenze del divorzio tra i coniugi Berlusconi, ma molto più concretamente al domino che potrebbe innescarsi con una vittoria del SI ai quesiti referendari che andrebbero così a modificare la legge elettorale in vigore.
Alcuni ipotizzano appunto un ritorno alle urne. Ma a che prezzo?
Berlusconi avrebbe certamente un’occasione unica per far fuori la Lega e umiliare il PD (visto che il premio di maggioranza non andrebbe più alla coalizione, bensì alla singola lista) nonchè di rendersi autosufficiente in Parlamento e nel Governo (il tanto ambito 50% + 1); una (ennesima) vittoria del Cavaliere (decisamente probabile visto il livello di gradimento attuale del Premier) gli darebbe infatti una maggioranza senza paragoni nel resto del mondo democratico.
E questi sarebbero i “pro” che per primi mi saltano agli occhi.
Di contro, però, sappiamo benissimo che l’Italia ha bisogno di tutto meno che di un nuovo stop all’azione di governo ed una nuova campagna elettorale che paralizzerebbe le riforme per almeno sei mesi (senza contare le spese che lo Stato dovrebbe sopportare per far tornare il Paese alle urne!!!).
A tutt’oggi, comunque, la maggioranza è sufficientemente forte per dar concretezza al programma di governo presentato agli elettori giusto un anno fa.
Ed è questo a cui il Cavalire deve pensare. Non ad altro.

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Comments
12 Responses to “Elezioni anticipate dopo il referendum? Perchè si, ma soprattutto perchè no.”
  1. Giulio Mancabelli scrive:

    Proprio perché la legge andrebbe tutta rifatta per agevolare il processo innovatore ed accelerare le prassi istituzionali serve un salto di qualità. Quindi, per spezzare questo perversa impostazione ed agire al prossimo referendum del 21 c.m. occorre semplicemente fuoriuscire da ogni indicazione e schema di casta e scegliere un secco “NO” al primo quesito elettorale (oppure astenendosi) ed invece abrogare con un “Sì” il 2° ed il 3° quesito. In questo modo si creerebbero quelle dissonanze necessarie ad obbligare la classe politica ad uscire allo scoperto ed aprire il confronto per mettere meglio a punto il sistema elettorale completandolo giacché un sistema di qualsivoglia genere e tipo… per reputarsi tale deve imprescindibilmente enucleare la ricorsività del ciclo e “per check and balance criterio” poter incrementare qualità e massimizzare governabilità-decisionalità, rappresentatività, economicità gestionale implementando sussidiarietà! Diversamente, mai si potrà qualificare per sistema il ritrovarci di tanto in tanto obbligati a speculativi “pitstops” costituiti da inutili referendum ed infruttuose bicamerali per ulteriormente mantenere parziale e transitivo il meccanismo elettorale per rendere intransitiva ed autoreferenziale la sola casta! Quindi, servono inderogabili innovazioni ed adeguamenti su molti fronti e livelli perché pur essendo giunti nel terzo millennio, ci ritroviamo anacronisticamente tuttora ancorati ad un bicameralismo “ridondante” perfetto che non ha eguale al mondo! Allora, sarebbe opportuno muoversi per non rischiare di ritrovarci rinchiusi in un modello a bipartitismo forzoso e blindato a soli “barriti e ragli” simile a quello che ci sta da tempo sempre più trascinando nell’attuale recessione quello che fino a l’altro ieri era stato tanto acclamato e decantato dell’“american way of live” ha fatto flop!
    Modelli che si volevano imitare quanto quello maggioritario ma, che l’elettorato alle ultime elezioni ha sancito di voler respingere dimostrando di preferire ad un bipartitismo forzoso e blindato un bipolarismo aperto. Bipolarismo che solo se ben articolato attraverso un sistema più completo e meglio articolato quanto con il sistema semialterno propone potrebbe un modo virtuoso massimizzare governabilità-decisionalità, rappresentatività, economicità gestionale implementando sussidiarietà! Giacché un sistema per reputarsi tale dovrebbe imprescindibilmente enucleare la ricorsività del ciclo e “per check and balance criterio” poter incrementare qualità e non doversi ogniqualvolta rimettersi ai suddetti impropri viziosi pit-stops!
    Appunto, se si volesse effettivamente rendere il sistema istituzionale più veloce accelerandone i processi, oltre a procedere a quanto hanno già intenzionalmente espressero ancor prima delle elezioni Europee, sia il Pres. del Consiglio Berlusconi quanto l’On. Franceschini che si erano nel merito spesi, dichiarandosi disposti a dimezzare anche i Parlamentari contestualmente a questo “ammodernamento” per poter effettivamente rendere virtuoso il sistema nel suo complesso, servirebbe innanzitutto mettere a punto e completare il meccanismo delle leggi elettorali facendo si che la semplificazione del quadro politico venga rimessa automaticamente all’insita dinamica articolazione dello stesso meccanismo quanto il semialterno enuclea, senza la necessità d’introdurre alcuna soglia e/o doversi rimettere a continuativi speculativi pit-stops costituiti da inutili referendum ed infruttuose bicamerali per ulteriormente rendere parziale e transitivo il meccanismo elettorale per invece mantenere perpetua e sempre più intransitiva ed autoreferenziale la sola casta!

  2. sagra scrive:

    per Marco Caruso

    “A tutt’oggi, comunque, la maggioranza è sufficientemente forte per dar concretezza al programma di governo presentato agli elettori giusto un anno fa.
    Ed è questo a cui il Cavalire deve pensare. Non ad altro.”

    La maggioranza è sufficientemente forte perché “ha poche idee, confuse ma solidamente coese”.
    Il Referendum è la seconda spallata alla Lega, sempre più isolata dopo la confluenza di AN sotto la monarchia del Berlusca. E la Lega ha già avvisato che la cosa può avere conseguenze.

    Per la verità Bossi ha già dimostrato di essere un “bauscia”, minacciando fuoco e fiamme, venendo poi a più miti consigli con l’arrivo di potere e prebende.
    Sarà pure “autentico Padano”, ma il comportamento resta tipicamente italico.

    Berlusca sa che la Lega per lui può anche risultare fatale: Se la consultazione elettorale referendaria gli regalerà la maggioranza parlamentare, troverà pane per i suoi denti e la vita potrebbe diventare difficile.

    Paradossalmente la crisi lo protegge, gli fornisce un alibi formidabile buono per qualunque scemenza.
    Ma la crisi passerà, e la scuse per il malgoverno diventeranno sempre meno credibili. Aliltalia docet!

    Sagra

  3. secondo me , di riforme degne di nota questo governo non ne ha fatte.
    si è limitato ad alcune azioni di rapina da parte leghista a danni del meridione.

    i due quesiti sul premio di maggioranza non mi piacciano ma andrò a votare per togliermi la Lega dalla balle (in qualunque caso)

    saluti

  4. pippo io scrive:

    in ogni caso non c’è molto entusiasmo attorno al referendum, lega a parte

  5. gundam scrive:

    IL CHE potrebbe (dico potrebbe )succedere
    anche se nn MI meraviglerei che il SI al REFERENDUM sia una UNA POLPETTA AVVELENATA di franceschiello:
    provo a spiegarmi:PASSA IL SI,…….la LEGA si incavola NO POCO e si fa la crisi……
    a questo punto pero’ la SX si riunifica tutta nel PD superando alle consultazioni il PDL…….
    NN SO SE MI SONO SPIEGATO………..ma dietro questo (strano)SI vedo la regia di QUALCUNO

  6. Anonimo scrive:

    Scusate, ma oltre all’ovvia scopiazzatura del post di Guzzanti, c’è un serio problema di comprensione.
    Ovviamente andare alle elezioni anticipate per umiliare il pd e liberarsi della lega, è una tesi che non merita commenti (manco i pupi che discutono dei power rangers sono cosi puerili).
    Guzzanti parla di elezioni anticipate, a prescindere dai referendum, per dare modo a questa maggioranza ed a questo governo di eleggere il presidente, cosa che non gli sarebbe consentita altrimenti alla fine naturale del mandato.
    Questo, sopratutto se consideriamo che a Napoli lo fischiano, che il divorzio il suo peso lo ha e che in abruzzo ed in sardegna si stanno accorgendo dell’enorme truffa di cui sono stati oggetto da parte del governo, e che i risultati della dilettantesca gestione della crisi iniziano a palesarsi.
    La volta precedente che hanno governato fino in fondo, l’effetto immunizzazione predetto Da Montanelli ci ha regalato 7 anni di governi di sinistra trasversali (dall’assemblea di condominio fino al quirinale).
    Insomma, l’idea di Guzzanti (condivisibile o meno che sia) è un poco più complessa (ma siamo ben lontani dalla fisica dei quanti) di “mettiamolo nel culo a bossi” e “facciamo piangere i comunisti”. Anche se una vittoria del si, ammetto che potrebbe dare un incentivo in più ib questa direzione.
    Cmq, non la trovo una discussione particolarmente appassionante.

  7. pippo io scrive:

    ma il blog è tuo, io mi limito a commentare, se hai niente da dire puoi stare zitto, sicuramente prima tu di me.

  8. Marco Caruso scrive:

    pippo…tu che critichi me per mancanza di originalità è davvero esilarante…

    parli tu, che ripeti a pappagallo tutto quello che trovi già scritto su quei due o tre blog da cui ricarichi il tuo serbatoio d’odio…

    finiscila, va…

  9. pippo io scrive:

    risposte alle domande di poliscor
    1) no, si, boh.
    2) da nessuna parte, è che il pensatore fa il fine analista, spesso pontifica, ma sfarina poco dal suo sacco. Quindi è meglio chiarire subito a tutti quando è scoop cioè mai e quando non lo è.
    3) a che prezzo non lo so, ma la domanda a che prezzo la trovo molto generalista, molto banale, se rivince berlusconi si rafforza ancor più definitivamente, se perde berlusconi forse si rafforza l’opposizione.
    e il post è finito, anche perchè finisce da sè, la conclusione è che è meglio che non ci sia crisi perchè sennò ci sarebbero problemi di ordine pubblico, pestilenze e carestie.
    Tecnicamente qua l’autore ha posto una domanda e s’è dato una risposta convincente ed esauriente. Cosa si dovrebbe fare? discutere nel merito non so che cosa che tanto lui ripeterebbe “vai a leggerti cos’ho scritto?”

  10. Polìscor scrive:

    Pippo te, ma possibile che ogni post di ogni blog per voialtri comugrillini deve essere per forza uno scoop? Dove sta scritto “POPOLO! ODI! BERLUSCONI VUOLE LE ELEZIONI ANTICIPATE! IO LO SO E TE NO, GNE GNE GNE!”?
    Se leggi in vece di pontificare, ti accorgi che nel post sta scritto: “Ma a che prezzo?”
    E’ una domanda legittima, che va un pochino oltre la chiacchiera da bar tanto cara agli ovini che razzolano il nostro Paese, cui è ostico qualsiasi ragionamento vada oltre “figo/schifo”, ed è una domanda che non ha facile risposta. Ma chiunque abbia a cuore questo Paese dovrebbe porsela. Te intanto rilassati pure.

  11. Polìscor scrive:

    Chiedo venia per lo spazio che m’è cascato tra “in” e “vece”, sto punendo la tastiera infame. ;-)

  12. pippo io scrive:

    questa possibilità l’ha tirata fuori guzzanti ormai il 10 aprile nel suo blog.
    sei vecchio, aggiornati.

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