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“Sono vicino a Silvio con il mio affetto e la mia stima.”
“La sua persona esce ulteriormente rafforzata dopo questo attacco di cui è stato vittima, attacco indegno di un Paese serio.”
“Mi auguro che lo sdegno che accomuna oggi la gran parte degli italiani possa tradursi da domani in comportamenti più degni di una società civile.”
“Non c’ è niente, proprio niente.
Ma si può colpire una persona così?”
“Siamo stupefatti che si cerchi di aggiungere fango a fango.”
“Stanno gettando fango nel ventilatore. E a chi arriva, arriva.”

“Sono attentati politici e personali dalle conseguenze distruttive. Senza che esistano filtri a tutela delle persone. Anzi, senza garanzie di nessun tipo perché, offerta in questo modo agli occhi del pubblico, la vicenda si rivela innanzitutto come l’ autentico massacro di una persona, la sua distruzione senza difese e senza scampo.”

“Inutile chiedersi chi e come sta impaginando questo iper-pettegolezzo criminale in una trama politicamente sensibile, e se ci saranno, come si dice, altri uomini politici coinvolti in una sceneggiatura micidiale. Forse dai veleni ci si libera solo con una presa di coscienza, con un atto civile di solidarietà fra gli operatori dell’ informazione.”

No…non si parla del caso Noemi.
E…no, non è una presa di coscienza da parte del quotidiano La Repubblica.
Berlusconi non c’entra niente.

Era il 2007, mese di marzo.
E queste sono le parole che l’opposizione e i giornalisti di largo Fochetti riservano a commento della vicenda umana del portavoce di Prodi (e poi del suo governo), Silvio Sircana, fotografato mentre con la sua auto si accosta là dove un transessuale aspettava di ricevere qualche cliente e sbattuto in prima pagina dal Giornale e poi da tutti gli altri.

Così Franceschini:
“L’on. Sircana ha tutta la mia solidarietà personale e politica. E’ del tutto evidente che siamo di fronte alla costruzione di un caso per gettare fango su di lui e sul ruolo che attualmente ricopre”.

E le parole di Sircana, ovviamente confortate dal sostegno di tutta la sua parte politica:
“Non si crocifigge una persona, per una sciocchezza del genere. Non si espone alla gogna mediatica un uomo, per una piccola e stupida deviazione di percorso, in una sera di mezza estate. Se quello che è successo dovesse essere oggetto di qualsiasi analisi di tipo processuale, anche presso il più spietato dei tribunali religiosi, verrebbe derubricato così: il fatto non sussiste. E invece, su un fatto che non esiste, si è montata purtroppo una panna ignobile. Quindi perché avrei dovuto dimettermi? Per una non-notizia? No, non ci sto. Le vere notizie sono altre…”!

Ecco appunto.
Le vere notizie sono altre!
Ma evidentemente c’è chi pensa che il caso Noemi valga più di qualunque altro fatto.
Perchè di mezzo c’è Berlusconi e l’occasione è troppo ghiotta.
Così è stato organizzato un tribunale morale alle intenzioni senza avere nemmeno il coraggio di mettere nero su bianco il capo d’accusa principale.

Una vergogna.
Che per lo meno ha messo in mostra il lato più sincero di questa opposizione livorosa: farebbero di tutto pur di affondare il proprio avversario.
Pare però che gli italiani più che a vaccinarsi contro Berlusconi abbiano preferito vaccinarsi contro questa sinistra e questa mentalità forcaiola.
E i sondaggi lo dimostrano…

“Discutiamo di questo metodo, cari lettori. Del “metodo Travaglio” e delle “agenzie del risentimento”. Di una pratica giornalistica che, con “fatti” ambigui e dubbi, manipola cinicamente il lettore/spettatore. Ne alimenta la collera. Ne distorce la giustificatissima rabbia per la malapolitica. E’ un paradigma professionale che, sulla spinta di motivazioni esclusivamente commerciali (non civiche, non professionali, non politiche), può distruggere chiunque abbia la sventura di essere scelto come target”.

Firmato, Giuseppe D’Avanzo.

Era il 14 maggio 2008 e il giornalista di Repubblica ammoniva Travaglio per il suo “metodo” usato contro il presidente Schifani.

Evidentemente, il maestro si è montato la testa e ha perso il lume della ragione, scadendo ai livelli dell’allievo che intendeva criticare, giocando con le sue stesse regole.

Diceva sempre D’Avanzo:

“Che cos’è un “fatto”, dunque? Un “fatto” ci indica sempre una verità? O l’apparente evidenza di un “fatto” ci deve rendere guardinghi, più prudenti perché può indurci in errore? Non è questo l’esercizio indispensabile del giornalismo che, “piantato nel mezzo delle libere istituzioni”, le può corrompere o, al contrario, proteggere?”.

Ecco: forse un ripassino della lezione che lui pretende di impartire agli altri sarebbe più che auspicabile!

Tutto il “caso Noemi”, infatti, è costruito su un fatto chiaro, che però è stato distorto e manipolato al fine di renderlo ambiguo e di sollevare dubbi nel lettore/spettatore.
Per confortare la tesi iniziale, quella secondo cui Berlusconi avrebbe rapporti con minorenni, si è cercato di dar credito a voci e circostanze che nulla dicevano, nulla provavano e da nessuna parte portavano.

Cosa indicano le “prove” portate da Repubblica?
Niente di niente!

Ma allora perchè D’Avanzo tradisce sè stesso e si ostina a cercare una verità che non può dimostrare, fornendo così a chi legge un motivo per covare sempre maggior odio, rinfocolato da intriganti allusioni, forse verosimili, ma sicuramente non reali?

Abbiamo toccato il fondo! Si!
L’informazione in Italia sta piano piano morendo in questi giorni. La sua credibilità sta per essere spazzata via.
I giornali pullulano di foto di Noemi, video di Noemi (addirittura, scooooooop, di Noemi con un’amica), interviste ad ex fidanzati di Noemi…e per mettere la ciliegina sulla torta, eccoti là degli pseudo giornalisti con la bava alla bocca che si insinuano nelle vite altrui spiattellandole in prima pagina pur di arrivare al boccone più succulento, l’odiato Cavaliere.
Tutto pur di: vendere più copie; passare dalla redazione locale a quella nazionale del quotidiano; colpire l’avversario politico imbastendo contro di lui un processo mediatico senza prove, ma soprattutto senza accuse specifiche. Solo allusioni, solo illazioni.
Il Nulla fatto notizia, la notizia trasformata nel Nulla più totale.
Uno schifo da far vergognare anche il più stolto dei forcaioli.
Poi non venitemi a dire che c’è un regime, per carità…

Avete notato che nessuno si è preso la briga di andare direttamente all’origine di tutto questo “caso”?
Perchè nessuno si è presentato a casa della signora Lario per chiederle spiegazioni?

Sarebbe stato tutto molto più facile.
Bastavano tre semplicissime domande:

  1. signora Veronica, lei sostiene che suo marito non stia molto bene: cosa intende dire?
  2. signora Veronica, lei sostiene che suo marito frequenti minorenni: intende forse dire che intrattiene rapporti sessuali con delle ragazzine?
  3. signora Veronica, può darci qualche riscontro di quanto dice?

Invece no.
La signora Lario ha lanciato un sasso pesantissimo e le si è permesso di ritrarre il braccio.
Si dirà che non è lei a dover dare spiegazioni, ma si capirà anche che qualunque accusa si voglia rivolgere ad una persona senza uno straccio di prova troverà una sola risposta: “non è vero”!

Perchè insistere allora?
E’ ovvio che a Repubblica è sottinteso un interesse politico in questa vicenda: con le elezioni alle porte e un’opposizione incapace di presentarsi come una credibile alternativa di governo, non resta che buttarla in caciara, imbastire l’ennesimo processo mediatico e sperare che funzioni.
Tanto si sa: l’importante è buttare merda addosso, che poi sarà difficile ripulirsi del tutto…

Ah: e ricordatevi che siamo in un tenebroso regime!

Veronica, RISPONDI!

Forse le risposte che stanno arrivando sul “caso Letizia” non andranno troppo a genio a quelli di largo Fochetti…

Prima il padre di Noemi al Mattino.
Poi Emilio Fede alla Stampa.

E il povero ex-fidanzato è mezzo smontato.

Stai a vedere che alla fine il buon Silvio riesce a ribaltare il tavolo anche stavolta.
I sondaggi intanto lo danno sopra il 40%: non male per un premier che sta sulla graticola…

PS: ho notato che anche Ferrara si è cimentato nel gioco delle risposte alle 10 domande di Repubblica e sono sorprendetemente simili a quelle date anche da me in questo post

…da tagliare ci sarebbero anche le province, Cavaliere.
Se lo ricorda? L’aveva promesso.
Ora colga l’occasione e riformi lo Stato come tutti si aspettano che faccia.
Non ha più scuse.

“Sfrutti il suo consenso”…!

Sul “giro d’Italia“, ma anche sul “grand prix d’Europa“.

I tempi in qualifica sono simili e attestano i primi classificati alle precedenti corse in un rage tra 40,3 e 40,4; molto più indietro gli ex giardinieri, che parrebbero confermare il periodo di affaticamento registrato nei giri di prova fatti in questi mesi: per loro tempi lontanissimi da quelli passati, tra 26 e 26,1; in netta crescita, al terzo posto, si piazzano i corridori del nord, fermando il cronometro a 9,6; in miglioramento anche gli amici dei giudici (di gara) che volano tra 7,5 e 8.
Dallo specchietto si intravedono quelli che vogliono sempre partire dal centro dello schieramento: per loro tempi bassissimi, tra 5,6 e 5,9!
Per gli altri non c’è speranza, dal momento che sono tutti sotto il minimo indispensabile per salire sul palchetto dei vincitori…

Una sfida appassionante di cui aspettiamo i prossimi rilevamenti cronometrici…

Roma, 22 mag (Velino)Giovanni Brusca, ex braccio destro di Totò Riina, collaboratore di giustizia ha saputo del “papello” leggendo Repubblica. Lo ha rivelato ai giudici di Palermo in trasferta nell’aula bunker di Rebibbia impegnati nel processo in cui sono imputati l’ex generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, accusati di aver favorito Cosa nostra e la latitanza di Bernardo Provenzano. Chiamato a testimoniare dai piemme dell’accusa Nino Di Matteo e Antonio Ingroia, Brusca non ha fornito molte indicazioni e anzi ha confermato che sia Mori sia Obinu sono stati considerati dei nemici della mafia. All’avvocato difensore di Mori, Pietro Milio, che gli ha chiesto quale fosse la sua fonte di informazione relativa al “papello”, il presunto documento nel quale Riina avrebbe avanzato alcune richieste allo Stato per far cessare la fase stragista della mafia siciliana, Brusca candidamente ha risposto: “L’ho letto su Repubblica. Suscitando qualche ilarità.

AZZ!!

Travaglio

Travaglio

Quando ieri sera ho acceso la televisione, nonostante mi fossi ripromesso di lasciar perdere (viste le condizioni del mio fegato dalla scorsa settimana) mi è venuto istintivo schiacciare il tasto due.
Sapevo che ad AnnoZero si sarebbe parlato (male) di Berlusconi e si sarebbe condotto un processo mediatico proseguendo quello giudiziario che aveva coinvolto il premier di riflesso assieme all’avvocato inglese David Mills…
Non avendolo seguito dall’inizio non pretendo di criticare la trasmissione, ma solo un passaggio.
Dedicato, come si può capire dal titolo, al condannato in primo grado Marco Travaglio.
Prima del video però, una premessa: non ricordo bene in quale momento della puntata, tra Travaglio e Maurizio Lupi  si stava consumando un siparietto istruttivo.
In pratica, l’onorevole del PdL rinfacciava al “signor Travaglio” di essere un pregiudicato (se non ricordo male). Travaglio si difendeva correttamente sostenendo di non essere un pregiudicato perchè su suo conto non erano mai state formulate sentenze irrevocabili di condanna.
Quando perciò stamattina ho aperto il blog di Camelot e ho letto il suo ultimo post dedicato al megafono-delle-procure mi sono precipitato a correggerlo.
Ancora non sapevo come fosse proseguita (o cosa fosse successo prima) la trasmissione.

Maurizio Lupi, infatti, lamentandosi del fatto che ci siano personaggi del calibro del “signor Travaglio” che da pulpiti pubblici lanciano strali su persone condannate in primo grado giudicandole colpevoli “senz’appello”, forzando così il principio garantista dell’innocenza fino a sentenza irrevocabile, sancito in Costituzione (art 27 comma 2) nonchè esprimendo una cultura forcaiola da cui scappare più lontano possibile, mette alle corde il giornalista torinese mostrandogli le TRE condanne per diffamazione che lo hanno visto soccombere negli altrettanti processi contro Del Noce, contro Previti e contro Confalonieri.

La sbalorditiva risposta di Travaglio è stata: “MAI! sono incensurato! la mia fedina penale è pulita, non c’è scritto niente!”.

Ohibò.
Che è stato condannato si sa. Perchè lo nega?
Che la sua fedina penale sia pulita è vero. Com’è vero che lo è anche quella del Cavaliere.
Eppure i suoi (di Travaglio) sono atteggiamenti squilibrati: ipergarantista quando si tratta di lui e iperforcaiolo quando si tratta degli altri.
Due pesi e due misure.
Come volevasi dimostrare.
Il metodo Travaglio colpisce ancora.

il blog di DAW

il blog di DAW

Mentre Berlusconi, a modo suo, rilancia le riforme istituzionali, le opposizioni imbracciano i fucili della demagogia e sparano pallottole di antiberlusconismo finendo però col difendere “La Casta”.
Fortuna che per il Cav quei proiettili sono a salve.
E infatti alle elezioni…

Il mio post su DAWcontinua a leggere!

Siccome non credo che Napolitano perderà mai tempo dietro a cialtroni come Grillo e compagnia cantante, alle 5 domande che il comico rivolge al Presidente della Repubblica dalle colonne del suo blog rispondo io.

PRIMA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano che consente l’impunità a Silvio Berlusconi nel processo Mills?

PRIMA RISPOSTA:
intanto il lodo Alfano non consente alcuna impunità, ma rinvia soltanto il processo al termine del mandato istituzionale del soggetto imputato; e comunque evidentemente il presidente Napolitano non ha trovato validi motivi per opporsi alla firma di quella legge.
SECONDA DOMANDA:
Perché non si è auto escluso dal Lodo Alfano dato che non risultano reati a Lei imputati?

SECONDA RISPOSTA:
perchè al lodo Alfano si può rinunciare, ma solo in presenza di un procedimento a proprio carico.
E comunque non era possibile escludere LA più alta carica dello Stato da quelle coperte da questo tipo di immunità. Non lo dico io, ma la corte costituzionale che aveva bocciato il lodo Schifani anche perchè non era sufficientemente ampio come avrebbe dovuto per rispettare la ratio di garanzia che si prefiggeva.

TERZA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano in un solo giorno quando invece poteva rimandarlo alle Camere?

TERZA RISPOSTA:
e perchè avrebbe dovuto rimandarlo alle Camere? Evidentemente non ha trovato validi motivi per farlo.

QUARTA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano senza consultare la Corte Costituzionale per un parere preventivo?

QUARTA RISPOSTA:
perchè un parere preventivo della Corte lo aveva già: la sentenza di incostituzionalità del lodo Schifani.
In quell’occasione la Corte Costituzionale aveva indicato i punti da modificare della legge per poterla considerare compatibile con la Carta.

QUINTA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano sapendo che in precedenza era stato bocciato dalla Corte Costituzionale il Lodo Schifani che del Lodo Alfano è una fotocopia?

QUINTA RISPOSTA:
perchè il lodo Alfano non è la fotocopia del lodo Schifani, ma al contrario è un testo di legge che accoglie i rilievi fatti dalla Corte Costituzionale.

SEGNALAZIONI:

Il ritorno del lodo Schifani: come superare le questioni di costituzionalità.

Possibile che in Italia non solo si debba andare a caccia della notizia, ma si debba poi pure esser costretti a ricostruirla dal momento che una versione integrale e non equivoca è praticamente impossibile ottenerla?
Questa frammentarietà dell’informazione non è un problema di regime di questo o di quel colore, bensì proprio di cultura giornalistica!

Esempio: il discorso con cui oggi Berlusconi ha arringato la platea di Confindustria.
Ebbene, bisogna leggere i singoli reportage fatti dai singoli media online per avere un quadro d’insieme da cui estrapolare il succo più verosimile di quanto realmente accaduto.

Insomma: a leggere i titoli sembrerebbe di essere sull’orlo di una crisi democratica.
“Berlusconi contro i magistrati e il Parlamento”, “Fini replica a Berlusconi”, “l’ANM: democrazia a rischio”.

Perciò ti tuffi nei vari articoli e cosa scopri?
Che Berlusconi si riferiva ai magistrati politicizzati indicando in quel tipo di magistratura una patologia del sistema da sdradicare al più presto; che ha in mente una riforma della giustizia con cui separare le carriere di giudici e pm così da garantirne una maggiore imparzialità; che vorrebbe un Parlamento più efficace ed efficiente dove non si rimbalzano la palla da una Camera all’altra, perchè solo con un legislatore più snello si possono produrre riforme in tempi brevi e dare nuovo slancio al Paese.

Ora, se credete che queste siano parole sconclusionate o addirittura antidemocratiche allora vi consiglio un ottimo psicologo. O meglio ancora uno psichiatra.
Stessa cosa quando vi riempite la bocca di un presunto regime che non esiste. NON ESISTE!
Le prove sono sotto gli occhi di tutti e stanno lì da tempo ormai.

Onestamente: vi fareste giudicare da un giudice che ha parlato male di voi in più di un’occasione, definendovi un pericolo per la democrazia?
Onestamente: sareste sereni nel farvi giudicare da un giudice che dopo aver più volte parlato male di voi, definendovi un pericolo per la democrazia, vi nega l’ammissione in dibattimento delle prove che ritenete fondamentali per scardinare l’accusa e dimostrare la vostra innocenza?
Onestamente: vi fareste processare da un giudice che non solo ha più volte parlato di voi come di un “pericolo per la democrazia”, ma che è anche iscritto ad una corrente politicizzata del sindacato delle toghe, avversa alla vostra idea di politica?
Onestamente: sareste  convinti di potervi fidare delle decisioni di un giudice che ha parlato male di voi definendovi un pericolo della democrazia e che fa parte di una corrente del sindacato delle toghe che più volte vi ha palesemente osteggiato?
Onestamente: vi rimettereste silenziosamente al verdetto di un giudice che ha parlato male di voi definendovi un pericolo per la democrazia e che è palesemente schierato politicamente dalla parte opposta alla vostra e che non potendo condannarvi giudiziariamente è disposto a stralciare la vostra posizione per poi condannare  il coimputato cui ha negato le stesse possibili prove a discarico che voi pretendevate venissero accolte, tutto pur di giudicarvi mediaticamente a pochi giorni da elezioni a cui vi presentate in vantaggio secondo tutti gli istituti demoscopici?
Onestamente: credereste ancora in una Giustizia come questa?
Onestamente: non pensereste anche voi che a rischio ci sono le istituzioni democratiche del Paese, messe a dura prova dalle bordate di una magistratura politicizzata che le prova tutte pur di colpire (addirittura si accontentano del rimbalzo)  il capo del governo in carica?

A me sembra maturo il tempo della riforma tanto attesa.
In questo Paese in troppi si vantano di un’indipendenza fittizia della magistratura rispetto al potere politico.
Fittizia, perchè certi giudici e certi pubblici ministeri sono intrisi dell’ideologia a loro più congeniale e non la mettono da parte, come dovrebbero, quando si trovano a giudicare personaggi che loro considerano antagonisti.
Fittizia, perchè mascherata dietro tante parole, ma palese nei fatti.
Non può essere Giustizia Giusta quella che oggi sta in mano a magistrati parziali.

Questa non è la Giustizia in cui credo.
Questa è la Giustizia che va cambiata alla radice.

E forse, questa è la volta buona!

Grande clamore per la pubblicazione delle motivazioni (già notorie da almeno tre mesi) della condanna a 4 anni e 6 mesi ai danni dell’avvocato inglese David Mills in cui si fa esplicito riferimento al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.

Tutte le considerazioni son buone, ma mi preme giusto ricordare alcune cose.

Art 27 comma 2, Costituzione: “l’imputato non è considerato colpevole fino a condanna definitiva”.

Mills (non Berlusconi) condannato in primo grado (mancano Appello e Cassazione) per corruzione in atti giudiziari.

Di Pietro: “Non ci voleva Mandrake per capire che la condanna di Mills non poteva che comportare anche la condanna morale e giuridica di Berlusconi”. “Dimissioni!”.

Condanna giuridica? Dimissioni?

Poi si stupiscono se gli danno di giustizialisti forcaioli.
Poi si stupiscono se Berlusconi vuole con tutte le sue forze tutelare il governo voluto dai cittadini con libere elezioni con una legge, il lodo Alfano, che argini i possibili attacchi alla Repubblica di una magistratura politicizzata che non riesce proprio a fare a meno di intervenire a gamba tesa sulle vicende istituzionali italiane.

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Ciao Scandicci,

Niccolò Torrini per Scandicci

Niccolò Torrini per Scandicci

mi chiamo Niccolò Torrini e ho deciso di candidarmi nella lista del PdL per mettere al servizio della città tutto il mio entusiasmo di giovane studente appassionato di politica, da sempre convinto liberale che ha trovato nel Popolo della Libertà la sua casa ideale.

Sono nato a Firenze, ho 27 anni e sono laureando in Giurisprudenza.
Tifosissimo Viola, gioco a basket da quando avevo 9 anni ed inoltre da un anno alleno la squadra dello Scandicci Basket categoria UISP.
Imitatore per diletto, giornalista per svago, faccio dell’ottimismo il mio maggior pregio e vorrei trasferire questo mio entusiasmo in campo politico.

Iscritto a Forza Italia dal 2004, innamorato della Rivoluzione Liberale avviata dalla discesa in campo del presidente Silvio Berlusconi!

Sostengo con forza e convinzione la candidatura a sindaco di Paolo Marcheschi per trasformare Scandicci da dormitorio di Firenze a vera e propria città: viva, interessante ed all’altezza delle aspettative dei suoi abitanti.
Per troppi anni le precedenti amministrazioni l’hanno ridotta a satellite di Firenze, costretta a subire le pessime decisioni di Palazzo Vecchio e frustrata nelle sue grandi potenzialità.
Pensate che Scandicci con i suoi circa 50mila abitanti potrebbe competere con realtà non solo provinciali, ma addirittura regionali per prestigio e rilevanza strategica.

Niccolò Torrini per Scandicci

Niccolò Torrini per Scandicci

Propongo, in particolare, di snellire la macchina burocratico amministrativa ormai inadeguata ai tempi, attraverso la digitalizzazione dei servizi al cittadino e la liberalizzazione della connessione internet per un libero accesso alla rete da parte di tutti.

Fidati, Scandicci!

Vota PdL, scegli MARCHESCHI, scrivi TORRINI.

Link: Paolo Marcheschi, “perchè mi sono candidato a sindaco“.

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