A vederli così abbarbicati sui loro sedili di governo, qualcuno potrebbe perfino pensare che vi sia stata un’eruzione del Vesuvio che li ha fossilizzati in quelle posizioni e che nessuno se ne sia accorto.
Tant’è…per smuovere il ticket Bassolino-Iervolino ci vuole ben più di un terremoto politico-giudiziario. Ci vuole ben più di un terremoto…e basta, a questo punto.
Si sono proclamati intoccabili e succeda quel che succeda loro restano al loro posto. Solidi come la roccia. Granitici. Inscalfibili nè dalle inchieste, nè dalle richieste politiche dei loro superiori o colleghi di partito.
Veltroni è stato umiliato a tal punto che sul “caso Napoli” ci si sta addirittura impiccando.
Ma che aspetta il PD a liberarsi di un timoniere così impedito?
Dopo aver regalato Roma ad An e l’Abruzzo a Forza Italia, a sinistra sono talmente generosi che sono pronti a perdere la Sardegna, la Campania, Napoli e a mettere perfino a rischio lo stradominio di Firenze e Toscana. Aggiungiamoci che Calabria e Puglia scricchiolano. E che le Europee non sono poi così lontane.
Insomma: se il 2008 è stato un annus orribilis, il 2009 potrebbe trasformarsi in tragedia.
Il partito è allo sbando: si sono rotti tutti gli accordi di pace interni (tra DS e Margherita) ed esterni (Di Pietro li sta massacrando – politicamente parlando, s’intende – e la magistratura “amica” ora è diventata la spina nel fianco che ha fatto saltare il coperchio e squarciato il velo dell’ipocrita questione morale dietro cui si celavano fino a ieri) e non v’è traccia di una guida forte che rimetta a posto le cose. Perchè quella che si supponeva essere una leadership incontrastata è stata invece bersaglio delle correnti, in particolar modo di quella dalemiana (lasciando da parte Rutelli…).
Il tutto, mentre dall’altra parte della barricata il PdL può permettersi di navigare a vista e seguire le ondate di consenso che guidano l’azione di governo e tengono alto sulla cresta dell’onda un Berlusconi mai così popolare.
Tra meriti concreti e demeriti mascherati dal populismo con cui la maggioranza sta guidando il Paese, il centrodestra s’è messo dietro le spalle un 2008 che migliore non si poteva: in più, una volta tanto, perfino una situazione sfortunata come la crisi economica internazionale in atto si è paradossalmente trasformata in un motivo di coesione tra il popolo ed il suo leader.
E il nuovo anno si è aperto con la messa a fuoco degli obiettivi primari: federalismo e riforma della giustizia. Passando ovviamente dal completamento di quella riforma della scuola a tutti i suoi livelli che tanto è stata osteggiata ma che ha finito per trovare l’appoggio della maggioranza degli italiani.
In questo clima in cui sembra di poter osare di tutto sicuri che l’opposizione è pressochè inesistente, c’è chi come il ministro Brunetta ha azzardato l’impossibile: una riforma delle pensioni con l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne.
Se il PD vuol recuperare consenso, fiducia nel suo popolo e soprattutto le energie necessarie per contrarstare lo strapotere di Berlusconi e della sua maggioranza (verso cui si comporta come una sorta di Cesare, ma d’altra parte questo si era già intuito nel momento in cui sceglieva i nomi dei ministri) deve assolutamente correre ai ripari e cominciare a cacciare senza troppi ringraziamenti quelli che l’hanno ridotto in queste condizioni.
Veltroni in primis. E a seguire tutti gli altri alti dirigenti, compresi quel Bassolino e quella Iervolino stanno dando il colpo di grazia ad un partito mai nato davvero ma già pressochè defunto.

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