Dopo aver moltiplicato i numeri del Circo Massimo (dicevano di essere in 3 milioni, ma eran meno di 300mila), Veltroni non ha perso l’occasione di moltiplicare le ansie degli abbonati Sky: “il governo vi raddoppierà il canone”. Ah.
Niente di vero, tranne gli occhi di Veltroni e compagni letteralmente iniettati di sangue. Invidia e livore a livelli di guardia.
Il governo, dopo il mese di sbandamento dovuto alla discussione del decreto Gelmini, è tornato ad essere apprezzato dagli italiani, mentre il PD è andato ad infrangersi, passato l’entusiasmo della cavalcata di piazza, coi soliti problemi di leadership e di orientamento al suo interno, come all’esterno. E tutto questo ha pesato anche in termini di punti percentuali nelle preferenze accordate nei sondaggi.
Così, intanto che il Berlusconi IV varava il pacchetto anti-crisi, tra il plauso degli elettori, i democratici di Walter si accapigliavano tra di loro: gli spifferi delle correnti incalzano e lasciano il PD al palo perfino in Europa, dove veti contrapposti lo pongono in mezzo al guado rispetto alla sua collocazione, mai così incerta nel PSE.
Niente di meglio allora che attaccarsi al primo appiglio possibile e riprender fiato.
Stavolta la mano gliela tende nientepopòdimenoche Sky, la tivù satellitare di Murdoch.
Il fatto è ormai arcinoto: tra le misure previste dal governo c’è una norma che adegua (alcuni vorrebbero si dicesse aumenta, se non raddoppia) la percentuale d’IVA che dovrà essere pagata allo Stato. Dal 10 al 20%.
Apriti cielo. Riecco il conflitto d’interessi.
Tutte cazzate.
Ma Veltroni e soci non potevano fare altrimenti.
Loro, quelli del PD, in crisi profonda. E costretti pure dall’esterno ad adattarsi all’agenda Di Pietro, per non lasciargli troppo campo libero.
Il direttore d’orchestra molisano suona il LA e ovviamente è impossibile non andargli dietro.

Eppure, ci avevano detto che la manifestazione del Circo Massimo avrebbe rappresentanto la svolta; che quella era la dimostrazione che leadership di Veltroni era salda; che volevano impegnarsi per “salvare l’Italia”.
Beh, le cose non sono andate proprio come se le aspettavano.
Ora hanno tirato fuori anche questa storia dell’IVA a Sky, ricamandoci sopra l’inflazionatissimo conflitto d’interessi.
Il tutto, senza dire che già nel 2006 il governo Prodi voleva fare ciò che oggi è riuscito a Berlusconi, ma il Professore non riuscì per mancanza di numeri.
Anche Prodi voleva favorire Mediaset? Anche Prodi era in conflitto di interessi con Berlusconi?

Il fatto è che, al di là di come si voglia giudicare questa mossa da parte del centrodestra, la sinistra ci sta facendo una pessima figura: lo dimostrano anche i sondaggi che approvano la misura voluta dal governo.
Ma questi strepiti isterici che partono dall’IdV e arrivano fino al PD sono il segno di una difficoltà politica non irrilevante.
Se a questo ci mettete che Napoli è in bilico, Firenze pure, l’Abruzzo è lì lì per cambiar casacca e le europee si avvicinano…beh, sembran tanto lontani i tempi di “Treno è il nostro Ohio”.

Aggiungo il video che Sky, evitandosi tanta ipocrisia (visti gli aumenti ingiustificati fatti pagare nel tempo ai suoi abbonati) avrebbe dovuto mandare in onda al posto di quello che invece si può vedere sui suoi canali.

Fonte: DAW.