Il governo taglia i fondi per le nuove tecnologie e la sinistra si preoccupa dei privilegi di pochi che vogliono guardare le partite di pallone.

Lasciatemelo dire: è incredibile!
E’ incredibile come questa sinistra, dal PD all’IdV, si stia facendo mettere nel sacco dal solito Berlusconi.
Come si diceva qualche post più sotto, hanno imbracciato le armi per una battaglia sbagliata, incompresa da tanti italiani (elettori e non) e con ostinazione andranno a sbattere dolorosamente contro un muro.
Il tutto, quando potrebbero puntare su ben altre questioni, discutendo delle quali getterebbero il governo nell’angolo e farebbero qualcosa di buono come opposizione.
Mi spiego e lo farò con freddezza e franchezza: Veltroni e Di Pietro dovrebbero lasciar perdere Sky e il conflitto d’interessi (che a mio parere in questo caso c’entra poco e nulla) e dedicarsi invece ad una “guerra” per l’eliminazione dei tagli alle detrazioni sul risparmio energetico.
In tutto questo bailamme il cittadino viene rincoglionito dalle chiacchiere su cose futili come l’iva su abbonamenti che la gente paga per guardar film e partite di calcio (e 2 o 4 euro in più son spiccioli, poca roba per imbastirci tutta sta polemica), mentre nulla sa (e lo scoprirà presto) del fatto che gli incentivi dello Stato a coloro che installano, hanno installato o installeranno apparecchi fotovoltaici (et similia) passeranno dal 55% al 36% con conseguente svantaggio se non addirittura perdita di denaro per privati e imprese che intendevano o che hanno voluto investire sulle nuove teconologie eco-compatibili (in questo articolo del Sole24Ore tutte le complicazioni del caso).

Domanda: perchè la sinistra, tutta, sta facendo di tutto per rendersi ridicola mentre sorridente avanza verso la trappola del Cavaliere?
Domanda 2: perchè il governo non ha speso neanche una parola per giustificare una misura obiettivamente incomprensibile e che tutto fa meno che preoccuparsi di rilanciare sviluppo ed economia in un momento in cui si dovrebbe fare l’esatto contrario?
Domanda 3: non sarebbe meglio se la sinistra la smettesse di inseguire Berlusconi ogni volta che dice cazzate (cui non sa replicare, peraltro) o fa una cazzata (cui non sa dare spiegazioni)?
Domanda 4: dove sono i liberali della maggioranza? Possibile non abbiano niente da dire?

Annuncio finale: AAA…opposizione cercasi.

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Comments
15 Responses to “Il governo taglia i fondi per le nuove tecnologie e la sinistra si preoccupa dei privilegi di pochi che vogliono guardare le partite di pallone.”
  1. Alvin scrive:

    Luigi ma nel passaggio

    Ma a svelare la nuova strategia politica di Cosa Nostra, il nuovo schema di “internalizzazione” che si ripete anche in altri casi, è il rapporto fra “i Mandalà” e Francesco Campanella. Quest’ultimo è considerato dal gup “uomo ponte” fra le cosche e il mondo politico. “Al suo matrimonio sono suoi testimoni il leader dell’Udeur Clemente Mastella e l’onorevole Salvatore Cuffaro”.

    Clemente Mastella e’ mica quello che proprio nel 2006 divenne Ministro di Grazia e Giustizia nel Governo Prodi? Certo che lanci accuse pesanti! Capperi, ho sempre considerato Prodi un ex democristiano incapace… Chissa’ che qualche giudice non faccia chiarezza…

    Certo che il resto dei commenti sono veramente vomitevoli. Uno che tira fuori i 5 milioni di famiglie che pagheranno di piu’ l’abbonamento al satellite (sono soldi tolti all’erario visto che si tratta di un regime AGEVOLATO, regime che solitamente dovrebbe avere delle finalita’ sociali); un altro che parla del settore sano ed in espansione (grazie al cazzo, é un MONOPOLIO). Ma non e’ che l’antiberlusconismo militante nuoce ai neuroni?

  2. giuschet scrive:

    Scusa, Marco B., ma il tuo discorso non lo capisco. Non contesto che siano pagati profumatamente, ma che non facciano il lavoro che sono chiamati a svolgere e lo siano.
    Opposizione e Maggioranza non parlano lingue diverse. Il testo tecnico che scrive l’una è nello stesso linguaggio comprensibile ai tecnici dell’altra.
    Esistono tempi tecnici per tutto, è vero. Per questo il parlamento si prende del tempo per valutare e i parlamentari sono tenuti a leggere (sia chi vota a favore che chi vota contro) quello che è in discussione.
    Non so quanti siano i deputati dell’opposizione…ma se fossero 200, 600pagine non sono poi tante.
    Che non lo facciano è un altro dicorso. Ma non è colpa di alcun nano.
    Chi teme per il rallentamento dei lavori parlamentari puo’ sbuffare quanto vuole…hanno qualcosa di più importante da fare?

  3. Quando hai tempo, sempre se non sei troppo occupato a scrivere di Grillo o Travaglio scrivi di Forza Italia e la mafia:

    “Un patto tra Cosa nostra e la politica
    I boss scelsero candidati di FI e Udc”

    di ALBERTO CUSTODERO
    PALERMO – Cosa Nostra di Bernardo Binnu Provenzano è “lobby o partito?”. S’intitola così, nella motivazione della sentenza che spiega le condanne a 430 anni di carcere di 40 boss, il capitolo più delicato dedicato ai rapporti fra il vertice della mafia siciliana e la politica. Il giudice dell’udienza preliminare Piergiorgio Morosini – che ha depositato ieri le 1000 pagine della motivazione – lascia aperto questo interrogativo. Perché la mafia può essere l’uno o l’altro, lobby o partito, a seconda dei tempi.

    Quel che è certo, scrive il gup, è che i capimandamento di Cosa Nostra “fin dal 2005 iniziano a tessere la trama” per le future elezioni del 2006. “Vogliono essere pronti per il momento cruciale in cui si giocherà la partita. Pretendono posti nel consiglio comunale e in quello provinciale. Scelgono i candidati per le elezioni ormai prossime e si attivano per affiancarli a uomini influenti dello schieramento del Polo delle Libertà. In particolare di Forza Italia e dell’Udc”.

    Il gup Piergiorgio Morosini traccia la storia di quei “reticoli politico-clientelari e reticoli del potere mafioso” partendo dalla seconda metà degli anni Ottanta, quando, “crescendo la disillusione nei confronti della Dc, Cosa Nostra cerca un nuovo veicolo politico per i suoi interessi”.

    Alle elezioni politiche del 1987 “delle avance furono fatte al Psi”, ma è dopo le condanne del ’92 al primo maxiprocesso – scartato il progetto di creare il movimento separatista “Sicilia libera” – che il boss Bernardo Provenzano “punta all’immersione” e “suggerisce di cercare rapporti e offrire sostegno a nuove forze politiche nazionali che stanno nascendo sulle rovine del vecchio sistema dei partiti”. Provenzano, va detto, è diffidente nei confronti dei politici che definisce ora “truffaldini”, ora “sprovveduti”. Ma sempre “calcolatori”.

    E allora il leader corleonese arrestato a Montagna dei Cavalli decide di “creare una “cordata riservata” che studi il modo di interagire con la politica”. A partire dagli anni Novanta, nella “cordata Provenzano” entra a far parte “un gruppo ristretto di consiglieri e di persone lungimiranti chiamato a raccolta dall’anziano boss per le questioni più delicate”. “Quel trust di cervelli – scrive il gup – deve aiutarlo a tessere la trama per recuperare consenso e intrecciare nuovi legami dopo le stragi del ’92 e ’93″. Di questo gruppo fa parte “pure l’onorevole regionale Giovanni Mercadante, eletto nel 2001 nelle liste di Forza Italia”.

    Ma è il 2006 l’anno che vede Cosa Nostra “in stato di fibrillazione: cambiano Camera e Senato, si rinnova l’Assemblea regionale, i consigli comunali. “Gli uomini di Provenzano – annota il giudice Morosini – sono in stato di allerta. Il gotha mafioso è chiamato a scelte importanti che lasceranno il “segno” per gli anni venturi”. L’Italia bipolare, osserva il gup, “probabilmente è a un bivio. Ma in Sicilia il Polo delle Libertà è ancora forte di quel 61 a zero del 2001, con una componente Udc che, oltre ad esprimere il presidente della Regione, costituisce quasi un terzo dell’elettorato nazionale di quel partito”.

    “La decisione sulla coalizione da votare sembra scontata, c’è una netta preferenza per il Polo della libertà”. Provenzano, il reggente di Cosa Nostra dopo l’arresto di Totò Riina, sceglie di “internalizzare la rappresentanza politica, ossia mobilitare il proprio peso elettorale in favore di membri interni alla associazione da presentare come candidati, appoggiando persone legate da stretti vincoli di amicizia o parentela al capo o ai capi delle cosche”.

    Ma a svelare la nuova strategia politica di Cosa Nostra, il nuovo schema di “internalizzazione” che si ripete anche in altri casi, è il rapporto fra “i Mandalà” e Francesco Campanella. Quest’ultimo è considerato dal gup “uomo ponte” fra le cosche e il mondo politico. “Al suo matrimonio sono suoi testimoni il leader dell’Udeur Clemente Mastella e l’onorevole Salvatore Cuffaro”.

    Nel 2000 è segretario nazionale dei giovani Udeur, quindi resta consulente del sindaco di Villabate, Lorenzo Carandino, di Fi, che lo stesso Campanella indica alle cosche come candidato ideale a primo cittadino. Furono quei due politici, utilizzando di notte gli uffici anagrafici comunali, a confezionare il documento d’identità falso utilizzato da Provenzano per recarsi a Marsiglia a farsi operare. “Non collateralismo, dunque, ma leadership, è questo l’orientamento prevalente di Cosa Nostra”.

    “Internalizzare la rappresentanza – spiega ancora il gup – significa essere più forti nella costituzione di lobby politico-mafiose da utilizzare in posizioni chiave della vita economica, politica e istituzionale”. Il quartier generale politico di Cosa Nostra è ricavato in un box di lamiera che, però, la polizia ha imbottito di microspie. Rinchiusi là dentro, è Antonino Cinà a parlare con Nino Rotolo “del deputato regionale Giovanni Mercadante: in cambio dell’appoggio elettorale per il rinnovo dell’Assemblea regionale, Mercadante dovrà sostenere al consiglio comunale di Palermo il prescelto dei boss, Marcello Parisi, nipote dell’associato mafioso Angelo Rosario Parisi”. E Mercadante si dà subito da fare, promettendo di “attivarsi con l’onorevole Francesco Musotto, presidente della Provincia di Palermo, proveniente da Fi, nella sponsorizzazione del candidato del Corleonesi” al palazzo delle Aquile.

    http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/mafia-5/patto-cosa-nostra-politica/patto-cosa-nostra-politica.html

  4. **********
    “quando qualcuno se ne accorge”??
    **********

    Non è sempre facile individuare la “perla” all’interno di un testo molto lungo e scritto in caratteri tecnici, tra l’altro molto spesso ben nascosta.

    Poi, il fatto che siano pagati profumatamente, che contestazione è?
    Ciascuno fa il proprio dovere, fa ciò che è possibile fare, non quello che non è possibile. Esistono tempi tecnici di realizzazione per qualsiasi cosa.

    ~/|/|arco

  5. lm scrive:

    a parte l’esilarante spunto dialettico sul Veltroni che si fa infinocchiare, il post è una bella riflessione sulle ridotte agevolazioni alle spese per il risparmio energetico.

    quindi, pensato’, meno male che come dice il buontempone, non hai un “cazzo da fare”

    chi lo sa, un blogger dovrebbe parlare di passera e non dei problemni del giuorno…

  6. Anonimo scrive:

    “quando qualcuno se ne accorge”??
    I parlamentari dell’opposizione (stiamo parlando di centinaia di persone) sono pagati profumatamente per accorgersene immediatamente.

  7. Anonimo scrive:

    “quando qualcuno se ne accorge”????
    I parlamentari dell’opposizione (stiamo parlando di centinaia di persone) sono pagati profumatamente per accorgersene immediatamente.

  8. **********
    Veltroni e Di Pietro dovrebbero lasciar perdere Sky e il conflitto d’interessi (che a mio parere in questo caso c’entra poco e nulla)
    **********

    Questo mi fa pensare che tu non sappia cosa sia il “conflitto di interessi” in quanto tale. :-)

    **********
    In tutto questo bailamme il cittadino viene rincoglionito dalle chiacchiere su cose futili come l’iva su abbonamenti che la gente paga per guardar film e partite di calcio [...] mentre nulla sa (e lo scoprirà presto) del fatto che gli incentivi [...]
    **********

    Questa è l’essenza del modus operandi di Berlusconi: quando ci sono provvedimenti di emergenza, ecco che ci si trova infilata nel mezzo qualche norma che, guarda il caso, fa comodo alle sue aziende (vedi “Salva Rete 4″, vedi la norma per allungare i tempi di patteggiamenti, vedi attuale questione dell’Iva sulle paytv).

    Quando qualcuno se ne accorge – ammesso che se ne accorga leggendo in poco tempo il testo da 600 pagine che deve votare il giorno dopo – non può fare a meno di segnalare la “magagna”, il solito tentativo di intrufolamento di Berlusconi, ed ecco che tutti si lamentano con il segnalatore di turno, perché reo della colpa di rallentare i lavori parlamentari (se possiamo usare questo termine, visto che a forza di decreti e fiducie c’è ben poco da dibattere) per affrontare questioni che sono invece più importanti.

    Interessante la tua opinione sulla questione degli incentivi, ma non si può pretendere che quando salta fuori l’ennesima berlusconata si debba sempre lasciar correre, o applaudire, per il benestare della discussione di argomenti che sono senz’altro ben più importanti dell’aumento dell’Iva verso Sky, anzi questo metodo costituisce ogni volta un pretesto per poter introdurre vantaggi per se stesso (mi riferisco sempre al Presidente del Consiglio) potendo liquidare la contestazione che ne scaturisce nel solito “ecco, ce l’hanno con me”, oppure “ecco, ci sono tante questioni importanti, e loro si occupano di questa inezia che riguarda solo marginalmente me” (il marginalmente è sempre da valutare, in ogni caso).

    Vogliamo discutere di argomenti seri? Non è Pd-IdV che devono smetterla di lamentarsi dell’ennesima legge “ad personam”, ma è chi fa queste leggi che deve darci un taglio una buona volta.

    ~/|/|arco

  9. pippo io scrive:

    questo lo trovo allucinante! un settore in espansione, potenzialmente “sano” nel senso che non è gestito da grosse lobbies, artigianale perchè fatto da piccoli imprenditori, molti giovani anche che si sono buttati sul fotovoltaico investendo proporzionalmente ai loro mezzi parecchio, con prospettive ottime poichè tanti piccoli risparmi energetici individuali avrebbero potuto generare un buon risparmio globale, un giro di soldi a medio termini importante, beh, insomma…si va a toccare questo giochino che silenzioso si stava generando.
    E’ proprio sintomo di ottusità mentale, sia dalla maggioranza scajoleggiante, sia dall’opposzione che spero stia in silenzio per studiarsi a fondo la questione, dal momento che non si parla di culi e tette calcio o tv ma di fonti energetiche rinnovabili, un concetto che evidentemente è troppo elevato per il livello d’istruzione dei nostri politici.
    E a farsi l’impianto fotovoltaico o solare termico sono spesso giovani famiglie che con la casa nuova investono su un risparmio enrgetico in prospettiva ad emissione praticamente zero. MAVAFFANCULO!

  10. Matteo Maratea scrive:

    Don Silvio diceva:
    Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani!!

    Murdoch dice:
    Se il Parlamento approverà questo provvedimento, a partire dal primo gennaio ogni cliente di Sky avrà un aumento delle imposte sul suo abbonamento pari al 10%.

    In Italia sono abbonati a Sky 4.7 Milioni di famiglie.

  11. Matteo Maratea scrive:

    L’Iva Sky al 20%, Silvio al settimo cielo
    Dicembre 1st, 2008 di
    Daniele Martinelli
    GIORNALISTA
    http://www.danielemartinelli.it

    “La norma su Sky che penalizza Sky è l’anomalia dell’onorevole Berlusconi contemporaneamente capo del governo e proprietario dei un monopolio televisivo“. Parole di Massimo D’Alema, lo stesso buffone che qualche anno fa diceva che Mediaset è patrimonio degli italiani. La stessa Mediaset controllata dal piduista violento calunniatore che intima a Walter Veltroni di rompere col “calunniatore e violento” Antonio Di Pietro. Ridere o piangere non cambia: ci vorrebbe che qualcuno spiattellasse sui connotati rifatti dell’emulo di Mangano che lui è l’unico a vedere quell’alleanza. Di Pietro naviga da solo nel mare della politica italiana corrotta. Con una mano imbarca consensi di migliaia di pidini pentiti e con l’altra lancia l’àncora al Partito Derelitto di Uolter Veltralema con un semplice “Decidetevi“. Altro che forza riformista, come dice il pidino Andrea Orlando rifacendosi al popolo del Circo Massimo. Quello è stato soltanto un circo. La politica di opposizione è un’altra cosa.

    Intanto Rupert Murdoch sta a Silvio Berlusconi come il sole sta alla luna. Murdoch è editore in tutto il mondo di televisioni satellitari e giornali, Berlusconi è un golpista barricato nei palazzi piantonato a turno da D’Alema-Amato-Prodi nella salvaguardia dei 6 canaletti televisivi che irradiano lo stivale. Da almeno 15 anni impone la legge marziale per dare a Publitalia ciò che sottrae alla Sipra Rai. Insiste al capezzale delle televisioni morenti il Berlusconi che si gira per non vedere la recessione e la crisi montante delle famiglie che lo travolgeranno. Vede soltanto il suo mercato privato delle televisioni. Con un decreto legge su misura raddoppia l’Iva agli abbonati Sky nella speranza di sottrarre qualche abbonato a Murdoch. Raggiunto l’obiettivo finisce anche il ruolo politico di questo brigante in cravatta e della sua consorteria asservita di ministri ombra.

    I fatti del 2003 sembrano preistoria. Dimenticati i tempi in cui Murdoch entrava nella concorrenza televisiva italiana con la fusione di Stream e Telepiù, dopo le inutili scorribande di Berlusconi che intestava a suoi prestanome quest’ultimo canale, per non dare nell’occhio di superare contro la legge la quota di proprietà del canale fissata al 10%. Non so quanti ricordano la vendita forzata di Telepiù da parte di Berlusconi alla francese Vivendi, successivamente rilevata da Murdoch sempre nel 2003. L’anno in cui il magnate oceanico definiva il piduista “uomo moderno e di ampie vedute che certamente non distruggeremo“. L’anno in cui Murdoch negava l’evidenza del conflitto di interessi dicendo che “in Italia c’è pluralismo, Mediaset fa poca informazione a favore di Berlusconi poiché i suoi giornalisti vogliono dimostrare indipendenza”. L’anno in cui Murdoch bollò la Rai “anti berlusconiana come la gran parte dei media“.

    Oggi, dopo 5 anni, il Berlusconi moderno e liberale risponde alle sviolinate col raddoppio dell’Iva sugli abbonamenti Sky, portandola dal 10 al 20%. Perché -Ahilui – nel frattempo sono raddoppiati anche gli abbonati alla pay tv, diventati 4 milioni e 600 mila (quasi 10 volte quelli di Mediaset premium) per un’azienda che raccoglie pubblicità per 250 milioni di euro.

    Sky ha invaso l’eldorado del piduista col quale ha costruito il suo impero economico e politico. La televisione. E’ come toccare i cuccioli alla leonessa. L’Iva al 20% è una scorrettezza istituzionale degna da dittatura colombiana che graverà sulle famiglie, in un settore, quello televisivo, che nell’Europa della grande recessione è oggetto di sgravi fiscali. Il governo inglese ha ridotto l’Iva sugli abbonamenti televisivi di 2 punti e mezzo. Nell’Italia di Berlusconi si pagherà l’Iva al 20% se ci si abbona a Sky, ma si continuerà a pagare soltanto il 5% se si comprano i giornali e il 4% se si paga il canone Rai. Mentre i governi di Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna attuano misure a sostegno dei redditi più bassi e dei lavori precari, il governo italiano dei piduisti differisce il pagamento dell’Iva per le imprese e non i consumatori. Gli stessi che tra un po’ saranno del tutto consumati assieme alla lingua dell’esercito di lustranatiche ad personam che votano le leggi del brigante.
    Finiremo male.

  12. Marco Caruso scrive:

    scherzi? è durissima la vita dello studente universitario…epperò ti lascia un sacco di tempi morti se sei bravo…e io sono bravissimo… :-)

  13. Caposkaw scrive:

    Ma te durante il giorno non c’hai un cazzo da fare?

    Comunque, per quanto in linea di massima sia valido il concetto di lotta sbagliata, in quanto sarebbe più giusto pensare al discorso dell’energia che a qualche pallone dipendente, è pure vero che gli Italiani, essendo una massa di coglioni (non si spiegherebbe il nano al potere altrimenti) sono maggiormente attratti da argomenti futili. La P2 ha lavorato benissimo fino ad ora con il suo programma di lavaggio del cervello, che credi…

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  2. [...] Berlusconi, pacchetto anti-crisi, Politica interna, risparmio energetico Meno male. Perchè non ero affatto d’accordo a come si erano messe le cose. La norma resta, ma non sarà più retroattiva. E questa è una cosa [...]



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