Istruttiva puntata di Matrix ieri sera.
Se mai ve ne fosse ancora bisogno, mi è stata data l’ennesima occasione per capire meglio le (s)ragioni e (gl)i (s)ragionamenti di quella che si è autodefinita un’Onda e che come tale ne sta patendo le conseguenze: ovvero, si sta infrangendo contro scogli più duri di quanto si aspettasse e che sta pian piano diventanto una semplice ondina, onduccia, ondicella…

Tornando a Mentana e il suo programma.
Ho detto ch’è stato istruttivo perchè la principale tesi della ragazza che doveva rappresentare il popolo anti-Gelmini, per ore ha ripetuto la medesima proposizione, cantilenata in tutti i modi al mondo conosciuti: bisogna investire nell’Università affinchè sia dato a tutti il diritto allo studio.
Fin qui tutto bene.
Ma in cosa consiste per la nostra studentessa il diritto allo studio?
Nel dare a tutti la possibilità di ottenere una laurea.
E la meritocrazia?
Secondo la signorina sarà poi il mondo del lavoro a fare la selezione. Tutti però hanno diritto, secondo lei, ad avere IL pezzo di carta in mano.

Insomma, se le mire dell’Onda (anomala) sono queste, beh…Dio ce ne scampi: vogliono proseguire nel progetto che fino ad oggi ha fallito e che ha fatto fallire tutto il sistema; quell’Università di massa che ogni anno sforna un popolo di disoccupati che benignamente chiama “laureati”.
Ma questa massificazione della cultura ha condotto verso un abbassamento della qualità e ad una svalutazione del titolo stesso di laurea, che ormai nel mondo del lavoro vale praticamente zero.

Eppure, i ragazzi dell’Onda difendono questo; anzi…vorrebbero maggiori garanzie.

La meritocrazia però, quando si parla di università, non dovrebbe accertarla solo il mondo del lavoro: quello è lo step finale.
Perchè l’unico modo per garantire a tutti (a partire dai meno abbienti che però hanno voglia di vedersi promuovere socialmente), e davvero, le stesse possibilità di riuscita nel futuro è proprio quello che passa dalla selezione delle eccellenze.

Non l’università PER tutti, ma l’università DI tutti.
Tutti dovrebbero avere il diritto di potervi accedere e di mantersi agli studi, ma certamente nessuno dovrebbe sentirsi garantito di un diritto che invece dovrebbe guadagnarsi.

Ma nonostante gli interlocutori della giovane antropologa le mettessero in luce le contraddizioni dei suoi (s)ragionamenti, non c’è stato niente da fare: ella si rifugiava in vaniloqui privi di ogni contatto non solo con la realtà ma anche con la logica. Tornava sempre al solito fallimentare sillogismo: quantità uguale qualità.

Non è così: la qualità si raggiunge solo selezionando e facendo prevalere chi veramente lo merita e chi veramente ne ha voglia.
Sostenere che basti investire nell’istruzione e lasciare tutto com’è, non è e non può essere la soluzione, ma l’esatto contrario: la preseveranza nell’errore.

E di questi atteggiamenti diabolici, onestamente, ne abbiamo le tasche piene.

Ecco perchè quest’Onda è anomala ed ecco, soprattutto, perchè questi ragazzi non vanno presi troppo sul serio……………..sono già le loro proposte a non essere serie……….