Il bersaglio grosso è sempre e comunque lui, Silvio Berlusconi.
Non c’è manifestazione o consesso sinistrorso che inizi senza il solito adagio strillato a tutta gola: “Berlusconi pezzo di merda!”
Già lì ti verrebbe voglia di rimetterti lo zaino sulle spalle e mostrare le terga a quel gruppo di esagitati coi calzoni indecentemente sbracati e le loro sciarpette palestinesi avvolte al collo, alla faccia dei 100 gradi percepiti all’interno della stretta aula “occupata”; epperò se molli prima che tutto cominci sai già che ti perderai il meglio, quindi…sopporti e rimani immerso nella bolgia.
La stanza è troppo piccola però: non se l’aspettavano tanta partecipazione. Non fraintendiamo…saranno 1000 persone!
Ma confinate come sono state in un’aula da 200 posti sembrano polli in una mega stia.
Ad un tratto l’ideona: perchè aspettare di chiedere il permesso di essere spostati in un aula più grande: OCCUPIAMO L’AULA MAGNA!!!!
Grida, strepiti, giubilo.
Parte la marcetta e venti metri più là è già alle porte dell’aula magna, dove ignari professori e studenti vengono sfrattati nel bel mezzo della lezione.
Nemmeno il tempo di finire i soliti cori contro governo, Berlusconi e famiglia e pure l’aula magna è ricolma.
Basta perder altri minuti preziosi…c’è una protesta da coordinare e un’assemblea da condurre!
Si comincia.
“Questo governo vuole distruggere la scuola pubblica: taglierà 1,5 miliardi di euro dal fondo per l’università; vuole trasformare gli atenei da statali in privati e farà così pagare rette esose: chi non potrà permettersi 10000 euro l’anno per la propria istruzione dovrà andarsene all’estero; sarà una nuova fuga di cervelli!”
Ovazione!
“Fa tutto parte di un progetto che intende rendere gli italiani un popolo di ignoranti!”
Altra ovazione!
Parola ad un ricercatore.
“Non sono un ricercatore…sono un precario: questi tagli ci penalizzeranno”.
Ovazione.
In tanti si segnano per intervenire…
In sala ci sono i giovani di Studenti per le Libertà (ed io sono tra loro).
C’è mormorio: “che ci fanno qua?” dice uno dei ragazzi con le magliette con una croce barrata come un divieto; “questa è un’assemblea di quelli che sono contro il governo e contro la 133, non dovrebbero aver diritto di parlare! Facessero un’assemblea per quelli che sono a favore, questi stronzi!”
Uno dei rappresentanti del gruppo dei giovani di Forza Italia si appresta a parlare.
Selva di fischi. Cori.
“Mafiosoooo…stai zitto…”; “Fanculo…”; “Bastardo….”
Intrepido si avvicina al microfono e cerca di spiegare.
“I tagli sono necessari; sarebbe meglio si potessero evitare, ma non si può…”
Viene interrotto…cori, fischi, fanculo, mafioso…eccetera eccetera…il repertorio “democratico” è sempre lo stesso…
Continua.
“I tagli sono necessari, ma quelli proposti non sono così devastanti: 1,5 mld di euro in 5 anni rappresentano il 4% del totale dei fondi messi a disposizione delle università: niente di eclatante quindi. Oltretutto saranno organizzati in maniera graduale. Non solo: saranno compensati dal blocco del turn over, per cui ogni 10 insegnanti che andranno in pensione saranno assunti 2 ricercatori.”
Ora, io ho scritto tutto di filata, ma per dire queste poche parole ci son voluti più di 10 minuti.
A parte i soliti cori, stavolta qualcuno s’è addirittura alzato e gli ha strappato il microfono di mano intimandogli che non aveva diritto a parlare in quell’assemblea, che, per inciso, era PUBBLICA (così l’avevano pure definita gli organizzatori), quindi non si capisce il motivo di quella aggressione.
Istruisce la platea uno dei “capipopolo” del collettivo: “secondo me…io penso che dovremmo lasciarlo parlare…lasciamogli dire le sue stronzate e poi critichiamolo: questi di Forza Italia vogliono proprio questo…che non li facciamo parlare, così si fanno pubblicità e possono dire che non li fanno parlare”.
Qualcuno (io) grida che quelli non dovrebbero essere “suoi pensieri o sue concessioni”, ma che in un dibattito pubblico tutti hanno il DIRITTO di parlare liberamente perchè tutelati dalla Costituzione e motivati dal senso civico che li anima.
Ma come al solito, i fischi e le offese impediscono ogni sorta di confronto dialettico…
E ripartono i cori, i Berlusconi merdoso, i fanculo, i mafioso eccetera eccetera…
Son passati altri 5 minuti.
Alla fine riesce a riprendere la parola il giovano forzista.
“Per quanto riguarda la trasformazione in fondazione privata è necessario capire che intanto questa è posta come una POSSIBILITA’ e non un obbligo e che quindi questa facoltà dovrà essere deliberata dal senato accademico (dove per giunta bivaccano parecchi di quelli che oggi erano dietro al microfono per protestare contro questa eventualità, ndr) e il fatto di diventare una fondazione privata non significa perdere i finanziamenti pubblici, ma solo affiancarli da altri privati…”
Fischi, cori…”basta…hai parlato troppo”…
Situazione insostenibile…
Il giovane si alza e si defila sommerso dai fischi.
Riparla il capopopolo: “Ragazzi, lui ha parlato e ha detto le sue stronzate, ora rispondiamogli!”
Ovviamente non è stata in alcun modo dibattuta nessuna delle sue osservazioni portate all’assemblea.
In compenso s’è presentata la rappresentante sindacale dei lavoratori presso l’ateneo (bidelli, segretari e quant’altro, per capirsi) che si scagliava contro Brunetta.
Dice: “non è vero quello che dice il ministro: qui a Firenze non ci sono stati tutti quei casi di assenteismo”.
Qualcuno le fa notare che in quel momento però lei non si trova a lavoro, ma ad un’assemblea che certamente non ha i canoni di quella sindacale cui lei potrebbe partecipare grazie ad un permesso, ma una selva di fischi la protegge invitandola a non curarsi di tanta arroganza…

Per finire: il drappello di giovani di Forza Italia è stato invitato ad abbandonare l’aula magna e il consiglio è stato accolto, visto il movimento che si stava agitando alle nostre spalle e davanti a noi.
Altra chicca: siccome alcuni discutevano animatamente fuori dall’aula, alcuni dei fotografi che erano presenti si erano affacciati dalla porta pronti a scattare qualche foto, ma molto democraticamente sono stati intimati di allontanarsi…

Viva la Costituzione, viva la libertà di parola e di manifestazione di pensiero…