Com’era prevedibile, il presidente Schifani ha querelato Travaglio, per il siparietto che il giornalista torinese gli riservò davanti a milioni di telespettatori dal palco di Fabio Fazio, Che tempo che fa.

Com’era altrettanto prevedibile, il presidente Schifani ha optato per un’azione di tutela meramente civile del proprio onore, citando Travaglio davanti al Tribunale Civile di Torino.
La richiesta del danno patrimoniale e non è fissata in 1,3 milioni di euro. Pazzesco.
Ma fu pazzesco anche ciò che disse il Travaglio durante la trasmissione di Rai 3 in cui definì Schifani il punto di arrivo di una parabola “a precipizio” dell’onorabilità di coloro che nel tempo hanno ricoperto la carica di presidente del Senato: “cioè, dopo c’è solo la muffa probabilmente…il lombrico come forme di vita…(incomprensibile)” e ancora: “…si curava con la penicillina (riferito alla muffa, evidentemente, ndr) quindi ho fatto un esempio sbagliato”; da lì, poi il racconto di alcuni fatti che hanno visto protagonista il presidente Schifani ai tempi delle sue consulenze col comune di Villabate.

QUI il video dell’intervista.

Ma siccome non c’è più martire di chi martire vuol essere a tutti i costi, eccotelo lì, il Nostro (Travaglio) che con quel suo ditino indice puntato rimprovera a Schifani la “sproporzione delle forze in campo”; uno “squilibrio che diventa abissale in conseguenza della Sua sopraggiunta invulnerabilità”.

Insomma: caro Schifani, perchè non pensa agli affari di tutti gli italiani e non si lascia insultare come ognuno meglio crede di poter fare?
E poi, si vergogni: se Travaglio volesse querelarLa per le infamanti accuse che Lei muove nel Suo atto di citazione, non avrebbe alcuna speranza di ottenere giustizia in tempi ragionevoli, perché il Lodo Alfano La mette al riparo da qualunque conseguenza penale delle Sue parole e azioni, imponendo la sospensione degli eventuali processi a Suo carico.

Ora, è evidente il delirio di onnipotenza da cui è stato da tempo colto il Travaglio.
Vorrebbe, in pratica, poter offendere chiunque senza patirne le conseguenze, supponendo che quelli che lui giudica “da evitare” non abbiano diritto ad alcuna onorabilità. Li ha già giudicati lui dei gran pezzi di merda: come si permettono di volersi tutelare nell’immagine?

E per finire…il lodo Alfano.
Come dire, lo zucchero sulla pizza.
Che c’azzecca, direte voi?!
Appunto…niente, non c’azzecca niente.

Il lodo Alfano, infatti, tutela le quattro più alte cariche dello stato dalle cause PENALI, imponendo una sospensione di quelle per non compromettere il regolare svolgimento delle attività istituzionali.
Non tutela invece (e affatto) dalle eventuali cause civili.

E siccome (come dimostrato dallo stesso Schifani) le cause circa le diffamazioni o le ingiurie possono essere perseguite anche attraverso tutela civilistica, se Travaglio non vorrà ricorrervi pur sentendosi offeso dalle infamanti accuse (quali????) ad egli rivolte dal presidente del senato, beh…sarà solo e soltanto una scelta sua.
A meno che, Travaglio non volesse sperare in una condanna PENALE, con conseguente incarcerazione (comunque improbabile) della seconda carica dello Stato.

Ripeto: non c’è martire peggiore di chi vuol per forza passare per tale.
Anche se poi finisce per fare la figura del fesso…