I campi nomadi sono dei lager, dei campi di concentramento all’interno dei quali si auto-ghettizzano le comunità Rom.
Alcuni di essi godono degli aiuti dei comuni in cui si stanziano e ottengono gli allacciamenti (gratuiti) alla rete idrica e a quella elettrica. In altri casi, le amministrazioni locali provvedono a realizzare dei piccoli villaggi abitati dove le ruolotte e i camper lasciano il posto a piccoli appartamenti (sempre a costo zero…per i Rom, non per le comunità che li ospitano).
Ci sono poi i casi limite, quelli che destano maggiore preoccupazione e perplessità, ovvero i campi abusivi, le bidonville di cui abbiamo notizia dai telegiornali quando se ne incendiano grandi porzioni con abitanti annessi o quando le retate delle forze dell’ordine li costringono a sbaraccare.

In tutti e tre i casi, comunque, rimangono situazioni di fondo che non si modificano: varcati i cancelli l’igiene è azzerato, la promisquità è diffusa, l’alcolismo è dogma e il dolce far niente la religione più accreditata. Nell’ozio ubriacante più totale i bambini non hanno alcuna istruzione scolastica, ma sono seguitissimi dai loro genitori nell’addestramento all’accattonaggio e al furto con destrezza.
I piccolissimi sono abbandonati a loro stessi ai semafori e sui marciapiedi con un obiettivo ben definito, fallito il quale la risposta è il maltrattamento e la violenza sugli indifesi.

I “grandi”, nel frattempo, si dedicano allo svaligiamento degli appartamenti, alla guida in stato di ebrezza, agli abusi sessuali, allo sfruttamento dei mezzi pubblici privi di ogni biglietto e quant’altro di peggio si possa immaginare.

Sono isole fuori controllo, Stati nello Stato, parassiti della società.

Lo so, sono parole forti che probablimente scambierete per razziste, ma la realtà parla chiaro: NON TUTTI, ma purtroppo sono MOLTI, TROPPI, i Rom che trasgrediscono le regole e si nascondono dietro al dito della totale mancanza di identià.
Fermati, lasciano false generalità e dopo pochi giorni sono di nuovo in libertà per commettere gli stessi identici reati coperti dall’impossibilità di essere assicurati alla giustizia perchè continuamente irriconoscibili.

A chi invoca lo stravolgimento del principio di uguaglianza, quindi, vorrei chiedere perchè (PERCHE’ !!!!!!????) milioni di cittadini italiani devono sottostare alla legge penale e ottemperare ai propri doveri di fronte lo Stato e la Comunità (con annessi e connessi) e alcune migliaia invece possono pretendere solo diritti costringendo lo Stato a rinunciare alle proprie prerogative di Sicurezza nei confronti della collettività?
Perchè i bambini Rom devono essere diversi dai bambini italiani istruiti?

Sono loro stessi a discriminarsi autonomamente, perchè sono loro stessi a porsi in situazioni di difetto nei confronti di tutti gli altri cittadini.

Ora, in questo contesto di dilagante irregolarità, lo Stato che si ripropone di raddrizzare la barra, di ripristinare la legalità o almeno di aver chiaro con chi ha a che fare, per tutelare tutti gli altri cittadini, non può essere giudicato razzista.

Il problema allora è il pregiudizio politico.
Pregiudizio che spinge taluni (una minoranza nel Paese, secondo i sondaggi) a considerare l’azione dell’attuale governo una ventata di fascismo di ritorno.
Certo, se si comincia ogni santissima giornata dicendo che siamo alle porte di un nuovo regime, che Berlusconi è un novello Mussolini e che la maggioranza degli elettori che lo sostiene è una manica di imbecilli nostalgici del ventennio, beh…questo è il minimo che ci si possa aspettare.

Così, un censimento si trasforma in una schedatura etnica; dimenticando però che A) i Rom, che piaccia o no sono una specifica etnia; B) rappresentano un problema su cui non si può più soprassedere; C) i campi nomadi che ci sono in Italia, sono un’anomalia all’interno di una società che aspira a vivere civilmente.

Non si può giudicare razzista la volontà di uno Stato di ottenere un segno di riconoscimento da chi, ad oggi, al 99,9% è un perfetto signor nessuno che per questo motivo la fa sempre franca. (sempre alla faccia dell’articolo 3 della Costituzione)

Allo stesso modo, è più che ovvio che le impronte digitali siano prese anche ai piccolissimi del gruppo Rom, perchè solo così si può avere un sistema di riconoscimento e di attribuzione delle responsabilità non tanto del bimbo, quanto dei suoi genitori, che così verrebbero più facilmente individuati.

Il tutto, fermo restando quanto detto qualche post più addietro su queste pagine e su questo argomento: le impronte si devono prendere a tutti…
E QUESTA notizia non può che trovarmi d’accordo.