Eccovi un altro assaggio delle mirabolanti arti illusorie del prestigiatore più famoso d’Italia: no, non sto parlando di Silvan, il re dei maghi, ma dell’inesauribile Travaglio.
Un personaggio, come più volte dimostrato, da prendere con le pinze, da non promuovere senza averlo prima ben esaminato.
Si dirà: perchè tanto accanimento nei suoi confronti? Anche altri giornalisti bluffano, sbagliano, sono imprecisi, dicono fandonie…ma, c’è un MA e consiste nel fatto che a differenza di tutti gli altri, Travaglio si è conquistato un posto di primo piano nei cuori di una numerosa cricca di giovani e meno giovani, tutti dediti al culto della sentenza e dell’intercettazione trascritta dal bel Marco, tutti appessi alle sue labbra da profeta delle verità inconfutabili (purchè siano scagliate contro Silvio Berlusconi).
Dalla sua viva voce e dalla sua vibrante penna abbiamo letto e sentito dire a Borsellino parole mai dette, abbiamo letto e sentito di un Berlusconi che finanzia la mafia, mentre in realtà era vittima di un’estorsione, come tutti quelli che cadono nella trappola del pizzo siciliano, abbiamo letto e sentito imprecisioni incredibili su leggi e decreti targati Silvio IV; ma NON abbiamo, infine, nè letto nè sentito della “scomparsa dei fatti” relativi alle Mercedes o alle svariate centinaia di milioni che sono rimbalzati dal suo ormai intimo amico e sodale Di Pietro e alcuni indagati di Tangentopoli.

Un personaggio che ha fatto fortuna giocando sul dilagante antiberlusconismo e che ha guadagnato migliaia di euro raccontando balle che da sole sarebbero bastate per declassarlo a “giornalista qualunque”.
Lui però è rimasto lassù nell’Olimpo dei martiri della libertà d’informazione, anche se spesso si è dedicato più che altro alla disinformazione, se non alla disinformatja.

L’unico motivo per cui, quindi, si racconta di lui su queste pagine e non di altri è che degli altri non ci frega un cavolo, perchè gli altri non si auto-celebrano come onnipotenti santoni dell’indipendenza giornalistica e soprattutto perchè gli altri non hanno usato il loro ruolo per costruirsi le loro fortune economiche giocando sui sentimenti politici di chi odia il proprio avversario e tutto si beve purchè parli male di quello.

Ecco perchè vi propongo un altro, l’ennesimo, caso di “balla spaziale” in cui si sostanzia al meglio l’ormai appurato “metodo Travaglio”.

dal blog di Andrea G. (lo trovate anche su quello di Gabriele Mastellarini)

In una lettera aperta pubblicata sull’Unità (e ripresa nel blog “Voglio Scendere”) per discolpar sé stesso, Beppe Grillo e Sabina Guzzanti dalle accuse di aver «insultato” e addirittura “vilipeso” il capo dello Stato italiano», il popolare giornalista Marco Travaglio scrive:

«In Francia, la tv pubblica ha trasmesso un programma satirico in cui un attore, parodiando il film “Pulp Fiction” in “Peuple fiction”, irrompe nello studio del presidente Chirac, lo processa sommariamente per le sue innumerevoli menzogne, e poi lo fredda col mitra».

Travaglio, insieme a Peter Gomez, aveva già trattato di questo programma nel libro “Inciucio”:

«In Francia, quando il programma “Nul par ailleurs” di Karl Zero inscenò una parodia di Pulp Fiction, «Peuple fiction» (la finzione del popolo), con il killer che rinfaccia a Chirac le bugie raccontate agli elettori e lo giustizia a colpi di mitra, la trasmissione fu sospesa per un giorno, poi tornò in onda».

In entrambi i casi l’informazione non è corretta.
Il video di Karl Zéro non è andato in onda nel programma “Nul part ailleurs” (sui trampolino di lancio), ma in “Le Vrai Journal”. In entrambi i casi non si tratta di programmi delle reti pubbliche, ma di programmi di Canal+, tv satellitare e privata (che una volta possedeva Tele+). (aggiungiamoci anche il fatto che i killer non usano mitra ma pistole)

Ma la cosa più importante è questa: nel dicembre 1996, dopo la trasmissione dello sketch, il programma “Le Vrai Journal” fu bloccato (diciamo anche “censurato”) dal Consiglio superiore dell’audiovisivo (CSA) per “diffusioni di programmi il cui contenuto sarebbe contro le leggi e l’ordine pubblico”*. Successivamente la trasmissione di Karl Zéro fu sospesa per un mese, e non un giorno come scritto su “Inciucio”.

La colpa però non è di Marco Travaglio, ma potrebbe risalire a Sabina Guzzanti, autrice del documentario (a mio modesto parere pessimo) “Viva Zapatero”, stando a quanto riportato su Wikipedia:

«In questa veste viene intervistato da Sabina Guzzanti per il suo film Viva Zapatero! e per evidenziare come ciò che in Italia le era vietato in Francia invece è una consuetudine viene trasmesso un brano di una scena di Zéro, andata in onda regolarmente in Francia, in cui il comico, truccato come Travolta in Pulp fiction (il titolo della sketch è infatti Peuple fiction), uccide un sosia del presidente Jacques Chirac» (in realtà si tratta di un fotomontaggio e non di un sosia, nda).
Nel documentario della Guzzanti non si fa menzione al fatto che il programma sia stato sospeso dopo la messa in onda dello sketch.

Sarebbe simile al caso di censura di Raiot, trasmissione bloccata dopo la prima puntata, anche se per motivi meno gravi di quelli del programma francese.

Fonti:
*Comunicato del CSA

Insomma, amici cari, qui si vuol fare anche un servigio per Marco, che se continua così si rovina con le sue stesse mani.
Certo è che non si può più tacere sul fatto che se le fonti preferenziali di Travaglio per la ricostruzione dei fatti sono Wikipedia o gli altri suoi amichetti come la Guzzanti, beh…non riesco proprio immaginare dove potrà mai andare a finire.
Per ora, la sua credibilità è decaduta ai minimi storici…