In poche ore, Napolitano ha confermato alcuni dubbi e certezze che anche qui su questo blog erano già stati espressi sulle questioni più attuali e a cui in molti, sempre qui, su questo blog (ma non solo), non hanno mai dato peso, anzi…, dall’opportunità di un parere costituzionale ad opera del CSM sulle leggi in approvazione dalle Camere, alla compatibilità del “lodo Schifani bis” (oggi lodo Alfano) con la Costituzione, sottolineando come dalla sentenza con cui la Corte Costituzionale bocciò la legge 140/2003 emergessero rilievi favorevoli al principio della immunità delle più alte cariche dello stato.

Ieri, infatti, il Capo dello Stato, in una lettera inviata al vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e letta durante il plenum in cui si discuteva del parere sulla “blocca-processi” ha ricordato all’organo di autogoverno della Magistratura che non può esservi “dubbio od equivoco sul fatto che al Csm non spetti in alcun modo quel vaglio di costituzionalità cui, com’è noto, nel nostro ordinamento sono legittimate altre Istituzioni”.
Esattamente ciò che si diceva QUI qualche giorno fa.

Oggi, altra doccia fredda per i più intransigenti sostenitori delle “travagliate” battaglie dipietriste a difesa di una fantomatica violazione dell’articolo 3 della nostra Carta.
Autorizzando il Lodo Alfano, infatti, Napolitano ha ritenuto che la norma che ora passerà all’esame del Parlamento, tiene conto dei rilievi espressi nella sentenza 24 del 2004 con cui la Corte Costituzionale aveva bocciato il lodo Schifani.
In pratica: la Corte non sancì che la norma di sospensione di quei processi dovesse essere adottata con legge costituzionale, giudicò inoltre “un interesse apprezzabile” la tutela del bene costituito dalla “assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche”, rilevando che tale interesse “può essere tutelato in armonia con i principi fondamentali dello Stato di diritto, rispetto al cui migliore assetto la protezione è strumentale”, e stabilendo a tal fine alcune essenziali condizioni.
Esattamente come si diceva QUI qualche giorno fa.

Ora, la domanda sorge spontanea: chi aveva torto? e chi ragione?

Ai posteri l’ardua sentenza…