Domani, martedì Primo luglio, è stata convocata una seduta straordinaria del Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura.
All’ordine del giorno: il parere sulla costituzionalità del decreto legge in materia di sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri di Napoli e in via di conversione in Parlamento, dove ha però ha recepito un emendamento, il “salva-premier” o “stoppa-processi”, che prevede la sospensione per 12 mesi dei processi per i reati “meno gravi” commessi prima del 2002 per accelerare l’iter di quelli “più gravi” commessi oltre quella data.
Tra i procedimenti che resterebbero fermi un anno, anche quello “Mills”, in cui Berlusconi è imputato di corruzione in atti giudiziari (avrebbe corrotto un testimone per essere reticente).

Premesso che:

  • non è prerogativa del CSM fornire pareri NON richiesti su questioni di legittimità costituzionale (oltretutto di una legge ancora in fase di discussione alle Camere);
  • c’è stata fin troppa pubblicità, da parte degli stessi relatori, di questo parere NON richiesto, che è stato così gettato nell’agone dello scontro / confronto politico prestandosi a strumentalizzazioni partitiche;
  • il CSM è organo di autogoverno amimnistrativo e non anche Consulta sostitutiva o paritetica a quella Costituzionale;

caro Presidente le scrivo:
in qualità di Presidente dello stesso Consiglio Superiore della Magistratura, fermi questo golpe togato.
Nell’interesse del Paese fermi questo scontro tra Poteri: fermi il governo e la maggioranza politica, se lo ritiene opportuno, ma recida prima che sia troppo tardi ogni ambizione politica di questa magistratura lottizzata, che si sta preparando a compiere un’aggressione all’ordine democrato della nostra Repubblica arrogandosi poteri e diritti che non Le spettano, per rispondere in modo anomalo ad una altrettanto esasperata anomalia tutta italiana, che però ha trovato, nonostante tutto, l’appoggio consensuale di milioni di elettori.
Nell’interesse della credibilità delle istituzioni indipendenti, quale dovrebbe essere la Magistratura, tempio della Giustizia e non della Politica, ordini uno stop perentorio a questo tentativo del Consiglio Superiore della Magistratura di autotutelarsi infrangendo perfino le regole sulla giurisdizione e le competenze che spettano ai suoi vari organi: è la Corte Costituzionale a potere e dovere agire per sancire la compatibilità dell’azione del Legislatore con la Carta e non altri.
Ma le scrivo anche nel suo interesse: perchè una volta avviata la seduta, qualunque decisione venga presa, essa la coinvolgerà direttamente e la porrà agli occhi dell’opinione pubblica come il Presidente garante istituzionale e super partes che ha però consentito un abuso di poteri da parte di uno dei poteri schierato contro gli altri. Per dirla in altri termini: “se lo approva rinuncia ad una sua prerogativa costituzionale (e non può), se chiede sia respinto accetta che il Csm debordi dalle sue funzioni, ma lo richiama alle necessità politiche (e non può), se non ci va e se la batte rimedia una figura meschina”.