Per chi già era sufficientemente convinto che a sinistra nessuno avesse davvero analizzato la sconfitta elettorale dello scorso aprile, il discorso di Veltroni non apparirà certo una novità, anzi…semmai sarà da intendersi come una conferma di quanto sospettato finora.
Ma a questo punto, dovrebbe esser chiaro anche a chi l’aveva semplicemente intuito che il PD e l’opposizione in generale è decisamente distante dal paese reale, a cui da troppo tempo ha preferito un paese irreale cui dedicare tutte le proprie attenzioni. Ovviamente sbagliando.
La chiamata alle armi del leader democratico per questo autunno è un po’ come l’apposizione in calce della firma al testamento del progetto politico del partito che doveva raccoglie le anime margheritine e diessine, ma che ha finito per essere l’ennesimo cartellino elettorale, troppo simile a quelli che si trovano in periodi di saldi appesi ai capi che fino al giorno prima costavano qualcosa in meno e che per renderli più invitanti li hanno scontati dopo aver aumentato il prezzo. Una fregatura insomma.
Non serve nemmeno ripercorrere le tappe fondamentali e fallimentari del PD e di Veltroni, delle sue finte alleanze, per arrivare all’ottuso inseguimento dell’antiberlusconismo rispolverato da Di Pietro.
E’ tutto già abbastanza evidente.
Alla luce degli ultimi sondaggi legati ai provvedimenti licenziati dal governo non ci sono molte interpretazioni sul modo in cui l’elettorato sta valutando la maggioranza.

Perchè parlo di suicidio politico?
Beh, perchè Veltroni e compagni hanno buttato, come già facevano un tempo, il dibattito politico sul piano dello scontro personale contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, disinteressandosi di tutto il resto.
E come al solito la risposta in termini di fiducia e consenso smentisce le Cassandre del progressismo.
Quello che a sinistra non capiscono è che ormai la gente ha preso a cuore ben altre vicende, che non sono quelle del privato cittadino Berlusconi (verso cui pure in tanti a questo punto sospettano un accanimento giudiziario).
La maggioranza degli italiani non valuta i fatti come fanno Di Pietro o Travaglio o Grillo o chi per loro, sempre dal punto di vista dell’antiberlusconismo, ma vanno al sodo delle questioni, cercando di capire se e quanto convengano a loro stessi e al Paese.
Ma mentre le intellighentie “progressiste” ancora si affidano alle letture sbagliate della realtà delle loro amate Sibille, la gente apprezza l’azione decisa e decisionista del governo.

Parlo di suicidio, proprio per questo: annunciare una manifestazione contro l’esecutivo che oggi può vantare un consenso quasi plebiscitario e trasversale mette praticamente fuorigioco l’intera dirigenza politica del PD che corre il serio rischio d’esser ritenuta a giusta ragione lontanissima dalla realtà.

Intanto però il governo approva in 9 minuti un piano di finanza che nei prossimi tre anni potrebbe cambiare il voto del Paese.
Copio/incollo da Kagliostro: questi i punti fondamentali.

ROBIN TAX. L’imponibile Ires torna al 33% dal 27%. Verranno colpite banche, assicurazioni e compagnie petrolifere.
CARO-PETROLIO. Il meccanismo di sterilizzazione dell’effetto degli aumenti del petrolio sul prezzo dei carburanti, previsto dalla scorsa Finanziaria, sarà automatico e non più discrezionale. La diminuzione delle accise sia sempre adottata quando il prezzo internazionale del greggio aumenta in misura pari o superiore, nella media trimestrale, a due punti percentuali rispetto al valore indicato del Dpef, che sarà in via esclusiva quello di riferimento.
PESCA E AGRICOLTURA. In arrivo una proroga al 31 dicembre prossimo per l’aliquota Iva agevolata, al 5%, sul gasolio per agricoltura e pesca.
PIANO CASA. Verranno agevolate nell’acquisto della prima casa giovani coppie a basso reddito, particolari categorie sociali, ed anche gli immigrati regolari. È ancora da decidere se potranno rientrarvi anche le famiglie monoreddito, al di sotto di una certa soglia.
CUMULO PENSIONE-LAVORO. Sarà interamente cumulabile il reddito da pensione – di vecchiaia, anzianità, invalidità – con quello da lavoro dipendente ed autonomo. Misura che sarà applicata anche nei confronti dei trattamenti pensionistici liquidati in precedenza.
CARD ANZIANI. Per i pensionati al minimo, in arrivo una carta prepagata per le spese di prima necessità, come gli alimentari e bollette.
MENO CARTA NELLA P.A.. Dal primo gennaio 2009 le amministrazioni pubbliche ridurranno del 50%, rispetto a quelle del 2007, le spese per la stampa delle relazioni e di ogni altra pubblicazione prevista da leggi e regolamenti e distribuita o inviata ad altre amministrazioni. Confermato l’addio della Gazzetta Ufficiale stampata a partire dal primo gennaio 2009.
SERVIZI PUBBLICI LOCALI. Si avvia la loro liberalizzazione, attraverso l’affidamento della loro gestione a società di capitali individuate mediante gare pubbliche o a società a partecipazione mista pubblica e privata, nella quale il socio privato detenga una quota non inferiore al 30% a condizione che quest’ultimo sia selezionato attraverso procedure pubbliche.
LOTTA AI “FANNULLONI”. Tempi duri in arrivo per gli statali fannulloni. Previsti controlli più stringenti (si parla di un allungamento della fascia oraria per le visite di controllo) e anche tagli alla busta paga per i «finti malati». Fare finta di stare male per non andare al lavoro avrà un costo carissimo: il reato diventa quello di truffa aggravata.
RICETTE ON-LINE. Certificati e ricette del medico di famiglia verranno trasmessi su Internet.
SCUOLA, ARRIVA L’E-BOOK. Dal prossimo anno sarà possibile scaricare i libri di testo scolastici da Internet. I libri saranno prodotti a stampa e on line ed è ancora allo studio se imporre al collegio dei docenti di adottare esclusivamente libri utilizzabili nelle due versioni sin da subito o rinviare l’obbligo sino all’anno scolastico 2011-2012.
UNIVERSITÀ. Le Università pubbliche e quelle legalmente riconosciute potranno trasformarsi in fondazioni di diritto privato.
TRASFERIMENTI IN CONTANTE. Previsto il ritorno della soglia massima dei 12.500 euro per i trasferimenti in contante e per gli assegni non trasferibili.
CARTA D’IDENTITÀ. La sua durata passa da 5 a 10 anni.
IMPRESA IN UN GIORNO. Attraverso una semplificazione delle procedure burocratiche, sarà possibile avviare un’impresa in un giorno.
CENTRALI NUCLEARI. Entro il 2008, verranno individuati i criteri per localizzare le nuove centrali.
BANCA DEL MEZZOGIORNO. Viene costituita una nuova spa, con un capitale iniziale di 5 milioni (da restituire entro 5 anni).
CDA NON QUOTATE. Dovranno ridurre i componenti degli organi di amministrazione (a 5 o 7) e anche i compensi in misura del 25%.
TRACCIABILITÀ PAGAMENTI. Salta l’obbligo di ricorrere ad assegni non trasferibili o sistemi di pagamento elettronico, per gli importi superiori a 100 euro.
TICKET SANITARI. Non è stato ancora specificato se verrà confermata la loro abolizione dal 2009. Il mancato gettito sarebbe pari a 834 milioni.
LIBRO UNICO DEL LAVORO. Il datore di lavoro privato – ad eccezione di quello domestico – dovrà istituite e tenere il libro unico in cui iscrivere tutti i lavoratori subordinati, i collaboratori coordinati e continuativi e gli associati in partecipazione con rapporto lavorativo. All’interno vi dovrà essere riportata ogni annotazione relativa alle prestazioni in denaro o in natura, compresi rimborsi spese,trattenute, detrazioni fiscali, dati relativi agli assegni per il nucleo familiare ed eventuali premi o straordinari.
STATALI, SE DICONO NO AL TRASFERIMENTO. Il personale che oppone un reiterato rifiuto, pari a due volte in 5 anni«, alla richiesta di trasferimento »per giustificate e obiettive esigenze di organizzazione dell’amministrazione si considera in posizione di esubero«.
P.A., «OPERAZIONE TRASPARENZA». Tutte le amministrazioni pubbliche dovranno pubblicare sul »proprio sito internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici dei dirigenti».
JOB ON CALL E LAVORO A TEMPO DETERMINATO. Torna il lavoro a chiamata e sarà possibile prorogare più di una volta i contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi.
LAVORO, ARRIVA LA DEREGULATION. Incoraggiare le imprese ad assumere attraverso la de-regolazione della gestione dei rapporti di lavoro e promuovere una agevole regolarizzazione di tutti quei rapporti di lavoro o spezzoni lavorativi che oggi sono quasi sempre irregolari.
ADDIO AD ENTI «INUTILI». Sono quelli con meno di 50 dipendenti, e che non saranno confermati dai ministeri vigilanti entro la fine dell’anno.
MISTER PREZZI. Più poteri al Garante dei prezzi, che potrà fare indagini in settori specifici con il supporto delle Fiamme Gialle.
EXPO 2015. Stanziate le risorse per le opere in vista dell’appuntamento di Milano.
FISCO, GUERRA AL «GRANDE FRATELLO». Multe salatissime da 5.000 a 30.000 euro per chi pubblica le dichiarazioni dei contribuenti.
TAV. Abrogata la revoca delle concessioni disposta nel 2007 ai contraenti generali che avevano avuto l’assegnazione senza il ricorso a bando di gara.
BANDA LARGA. Arrivano 800 milioni per il periodo 2007-2013 attinti dai fondi del Fas.

Ora, capite perchè è davvero stupido accanirsi contro Berlusconi attaccandosi ai suoi guai giudiziari mentre il Cav stupisce gli italiani con provvedimenti che vanno tutti nei loro interessi e che sono tutti nella direzione del mantenimento delle promesse elettorali?