Ma che gli prende a Berlusconi?
Si rimangia tutto sull’immigrazione?
Dite la verità, son domande che da ieri vi rimbalzano nella testa eh?!
Lo so, anche a me son passate per un attimo davanti agli occhi come interrogativi, ma è stato giusto il tempo di leggere bene le dichiarazioni del Presidente per capire che si trattava solo dell’ennesimo castello di sabbia costruito ad arte dai giornalai italiani che, con l’estate alle porte, hanno bisogno di far cassa ora col sensazionalismo di cui proprio non vogliono fare a meno.

Ricostruiamo un attimo la faccenda.
Cos’ha detto Berlusconi?
Testuali parole: “Il Parlamento e’ sovrano, decidera’ secondo coscienza e secondo buonsenso. La mia personale visione e’ che non si possa pensare di perseguire qualcuno per una permanenza non regolare nel nostro paese, arrivando a condannarlo per questo reato con una pena. Invece  la  situazione della clandestinita’ puo’ essere un’aggravante nei confronti di chi commette reati previsti come tali dal codice penale

Bene.
Prima pagina di Repubblica.it: Berlusconi, “Deciderà il Parlamento, ma meglio non definire reato l’immigrazione clandestina“.

Nel frattempo, la Lega e Maroni si scaldano: “la clandestinità è già prevista come aggravante…

Ok, avete notato qualcosa?
Ci provo: si parla di tre cose assolutamente diverse.
Berlusconi parla di “permanenza”, su Repubblica si parla invece di “ingresso”, Maroni parla di “aggravante”.
E dove sarebbe la contraddizione?
Al vaglio del Parlamento c’è un disegno di legge in cui è proposto il reato di ingresso clandestino nello Stato e non altro! Nel decreto approvato al consiglio di Napoli, poi, veniva ipotizzata l’aggravante della condizione di clandestinità per coloro che commettevano reati.
Domanda: chi ha mai parlato di clandestinità come reato?

A questo punto è necessario chiedersi cosa significhi questa dichiarazione da parte del Premier, primo firmatario del ddl assieme a tutti gli altri componenti del Consiglio.
Provo ad offrire la mia libera interpretazione: è un modo per smorzare i toni e raffreddare gli animi di una comunità internazionale che è saltata troppo presto a conclusioni esagerate, anche perchè son tutti provvedimenti ancora non resi operativi, ma demandati alle alutazioni dell’Organo Sovrano del nostro Paese.

E il caso si sgonfia facilissimamente, quindi.

PS: qualche giorno fa, lo stesso Travaglio ed altri nel centrosinsitra, si sforzavano nel sottolineare come il governo avesse bleffato nel senso di non inserire una vera e propria norma contro l’immigrazione clandestina, ma solo contro l’ingresso illegale nello Stato. Di lì i dubbi su come poi gestire gli immigrati già presenti sul territorio o sfuggiti ai controlli alle frontiere.
Ergo, se la logica non m’inganna, non c’è niente di nuovo sotto il sole…

E il governo e la maggioranza tutta farebbe bene a non farsi trascinare in questi trappoloni organizzati con maestria da una certa stampa.

Detto questo, comunque, resta un’altra considerazione da fare: Berlusconi si è sempre dimostrato in grado di distinguere le proprie opinioni personali da quelle politiche. Ne è conseguito che spesso ha lasciato amplissimi margini di manovra al Parlamento.
E così ha fatto anche stavolta.
Non ha opposto veti, ma ha lasciato che fosse il confronto tra maggioranza e opposizione a generare la migliore delle norme possibili.

Si tratta davvero di una marcia indietro allora?
Macchè…