A chi stasera volesse assistere al processo che Santoro e Travaglio hanno organizzato ad Andreotti, su Rai2 a partire dalle 21, consiglio vivamente una vaccinazione preventiva che lo protegga dal germe giustizialista che viene covato nella redazione di AnnoZero.

Col solito piglio suadente, il “megafono delle procure” e il “martire del giornalismo militante”, cercheranno di arrivare là dove la magistratura non si è potuta spingere.
Attraverso le immagini del film vincitore del Gran Premio della Giuria di Cannes, Il Divo, proveranno a raccontare la “vera” storia del sette volte presidente del consiglio, lo “zio Giulio”.
Ovvero, faranno il possibile per instillare in voi un dubbio così convincente da trasformarlo in realtà. Nonostante le sue molteplici contraddizioni.

Qui ed ora non voglio certo affrontarle tutte, ma sicuramente, viste le polemiche che scatenerà la trasmissione di Santoro, potremo approfondirle nei prossimi giorni.

Detto questo, il vaccino consiste nel conscere poce cose, ma di una certa rilevanza. Chiamiamoli anche spunti di riflessione…

Dunque: la vicenda giudiziaria di Giulio Andreotti va scissa in due.
Da una parte le accuse di partecipazione a Cosa Nostra.
Dall’altra, la partecipazione, in quanto presunto mandante, dell’omicidio del giornalista Carmine (detto Mino) Pecorelli.

Gli anni novanta furono la stagione dei pentiti eccellenti e dei maxi-processi.
Andreotti fu trascinato nella spirale.

Senza passare dal via, andiamo subito all’arrivo. Che è molto recente.
Nel 2003 l’assoluzione nel processo Pecorelli.
Nel 2004 la sentenza più controversa: la Corte di Cassazione, rigettando le richieste di accusa e difesa, conferma le decisioni della Corte d’Appello: l’onorevole Giulio Andreotti è assolto. Con formula piena per i fatti commessi dopo il 1980 e con la cosiddetta “formula dubitativa” per quelli antecedenti alla primavera di quell’anno: il reato infatti era prescritto.
I giudici però stabilirono comunque come accertato che ci fu un comportamento da parte dell’imputato che poteva far ipotizzare gli estremi del reato di concorso nell’associazione mafiosa.

Una conclusione a dir poco paradossale.
Soprattutto se corroborata da personaggi del calibro di Travaglio.
Mi spiego.
Innanzitutto c’è da chiedersi come sia possibile che in uno stesso processo si venga dichiarati per metà totalmente incolpevoli e per l’altra metà non del tutto innocenti (che, tradotto in travagliesco significa, colpevoli…).
Insomma: com’è possibile che una persona sia mafiosa un giorno e quello dopo no?
Direte: allora lo vedi che Travaglio ha ragione quando dice che uno è mafioso sempre?
Beh, la questione è un po’ più complessa, ma a questo punto sarebbe da chiarire perchè non può valere il contrario, ovvero, come mai una persona considerata innocente dopo, non può esserlo stata anche prima.
Oppure, perchè non si è riusciti a dimostrare la continuità necessaria del comportamento illecito anche successivamente al 1980 in modo da procastinare i termini di prescrizione?

Seconda riflessione: sempre secondo il metodo Travaglio, un personaggio anche solo in odore di mafia non sarebbe da avere come amico. Chi lo diventasse ne pagherebbe le conseguenze, sebbene innocente (vedi caso Schifani).
A tal proposito, verrebbe da chiedersi come mai Travaglio è stato strenuo sostenitore di Prodi che pure nel 1978 (quindi, secondo i giudici, in pieno periodo di affiliazione a Cosa Nostra di Andreotti e un anno prima dell’omicidio Pecorelli in cui fu sempre coinvolto Andreotti) fece parte del governo dello Zio Giulio.
Da lì, l’amicizia (anche all’interno della DC) è durata fino ai giorni nostri.
Eppure, in quel caso, non ci furono storture di naso sul fatto che Prodi fosse diventato due volte presidente del consiglio.

Ma questa è un’altra storia.

Ultimo appunto: i pentiti.
Andreotti è finito nel vortice del maxi-processo, per le dichiarazioni di alcuni pentiti.
Gli stessi che lo accusavano di essere il mandante dell’omicidio Pecorelli. Avevano mentito. Ma furono ritenuti comunque credibili…

Bah…

Vabbè, queste le prime considerazioni, in attesa che il processo mediatico venga celebrato.

Quindi…a domani per i prossimi sviluppi!