
Collocare politicamente il bel Marco è operazione ardita. Forse impossibile.
Ma di lui si sanno alcune cose che nel tempo lo hanno caratterizzato, mettendo così in luce alcune di quelle che possono apparire come contraddizioni.
E’ il presente, però, il padre di tutti i dubbi.
Cosa fa, con chi sta, cosa dice, a chi lo dice…sono questi i punti da cui partire, perchè solo da essi e con essi è forse possibile capire chi è Marco Travaglio.
Dunque.
44 anni portati benissimo; lavora e collabora con l’Unità, Repubblica, Micromega, l’Espresso; vota l’Italia dei Valori dell’ex magistrato Antonio Di Pietro; sale e scende dai palchi di tutta Italia accompagnando Beppe Grillo, evangelizzando il Paese sui mali del berlusconismo, profeta e idolo delle folle della sinistra conservatrice (cioè comunista) che lo hanno reso benestante acquistando ogni libro da lui scritto e dato alle stampe (praticamente tutti o quasi contro Berlusconi) dal 1993 ad oggi; bandiera dell’antimafia; spina nel fianco di destra (CdL o PdL che sia) e sinistra (epocale lo scontro con d’Alema).
Questo, il quadro odierno.
Eppure…
Eppure guardando il passato di Marco Travaglio, “il megafono delle procure”, ci si stupisce di come sia arrivato dov’è (non si discutono i meriti, intendiamoci subito) e più ancora ci si stupisce di cosa ci faccia lì e con quella gente.
Andiamo un passo alla volta.
Come giornalista deve molto, se non tutto, al suo maestro, quell’Indro Montanelli che come direttore de Il Giornale (il cui editore era proprio Berlusconi) lo volle come collaboratore.
Da lì, sempre con Indro, a La Voce, da cui ha spiccato il definitivo volo in solitaria.
La sua posizione al tempo? Liberal-montanelliana. E’ lui stesso a definirsi così. Un liberale. Montanelliano. Cosa voglia dire è difficile dirlo, già che di Montanelli si sa ch’è stato fascista, poi che nel dopoguerra sognava una destra ideale e che per tutta la sua lunga vita è sempre stato anticomunista e si è sempre speso (culturalmente, mai politicamente) contro la cultura di sinistra e in particolare di quella della sinistra borghese e radical chic: epperò Travaglio ha preso una strada ben diversa.
A sciogliere ogni dubbio, potrebbe essere un’intervista apparsa su La Stampa (ma che trovate un po’ più organica QUI) in cui è Travaglio stesso a dire: “In Francia voterei a occhi chiusi per uno Chirac, un Villepin. In Germania voterei Merkel sicuro. Mi piacevano molto Reagan e la Thatcher”.
E poi: “Se non fosse Berlusconi il capo della destra, io starei lì!”.
Non solo: “Il Travaglio di destra c’è già, sono io.”
Insomma il problema è il Cavaliere Nero. Altrimenti…
Altrimenti cosa, verrebbe da chiedersi?!
Va bene non provare alcuna simpatia per il capo del proprio schieramento di appartenenza; va bene definirsi genericamente “liberali”, ma…
…come si concilia tutto questo con le scelte fatte in questi anni?
Politicamente distante da Berlusconi, ma anche dalla sinistra (pseudo) “liberal” che si riempie la bocca di Kennedy e scimmiotta il Partito Democratico americano.
Tant’è che sostiene Di Pietro che raccoglie i voti della sinsitra massimalista cacciata dal parlamento e che è appoggiato dal popolo di Beppe Grillo che a sua volta mantiene vertiginosamente alte le vendite degli scritti del Travaglio stesso.
Va bene non credere in certi personaggi, ma chi è fermamente e intimamente convinto delle proprie idee liberali non le rinnega a tal punto da andarsi a cercare il politico meno liberale sulla piazza (dopo quelli comunisti duri e puri).
Non solo: difficile anche conciliare il liberalismo col giustizialismo di cui si è fatto propulsore in questi tempi.
Non è un caso che le sue fortune comincino in coincidenza con la fine di tangentopoli e l’avvio di una “collana” di libri fitti fitti di inchieste sui rapporti tra politica ed economia.
Per non parlare del fatto che scrivere su L’Unità, La Repubblica, L’Espresso, Micromega eccetera sono espressione di quella cultura radical-chic di cui evidentemente Travaglio non ha ereditato l’antipatia montanelliana.
Anzi…
Lampante la contraddizione quindi.
Ma guardiamo e passiamo oltre.
D’altra parte, le persone non vanno giudicate per le loro convinzioni politiche.
Per ora, comunque, sappiamo che Travaglio si dice di destra ma non disprezza nè gli uomini di sinistra nè il popolo della sinistra meno liberale e più conservatrice che ci sia: i comunisti.
La politica, però, ritorna per far luce su un’altra contraddizione su cui proprio non si può glissare.
Marco Travaglio è spesso in groppa al cavallo dell’antimafia.
Si possono trovare migliaia di citazioni e di siti che le riprendono in cui si leggono il massimo disprezzo per la mafia, verso chi la aiuta e pure per chi non la ostacola.
Eppure, è lo stesso Marco Travaglio, quello che vorrebbe un Parlamento pulito, che si preoccupa di far conoscere alla gente inconsapevole quali sono le persone da cui dovrebbero guardarsi prima di concedergli il voto, quello che mette al primo posto l’uomo rispetto alle idee, ebbene, è sempre lui che si batte contro gli amici degli amici, che celebra in ogni occasione Falcone e Borsellino come esempi di uomini e di magistrati che sacrificarono le proprie vite contro la malavita organizzata, è sempre lui, dicevo, a sostenere il solito Di Pietro, la solita Italia dei Valori che candida tra le sue liste e come sindaco di Palermo (e prima ancora Presidente della Regione Sicilia) quel Leoluca Orlando (il quale pure aveva procedimenti giudiziari a carico, anche per vicinanze pericolose ad alcuni mafiosi) che tanto fece contro Giovanni Falcone che lo accusò di connivenze con politici in odore di mafia, di tenere nascosti i documenti che lo provavano, finendo con lo spingere l’intera sinistra sulle barricate contro il pool antimafia (assieme a Violante, non dimentichiamoci nemmeno di lui)…e sappiamo come andò a finire, col pool sciolto e solo successivamente ricomposto grazie ad una fortissima pressione dell’opinione pubblica.
Ha il sapore amaro dell’incoerenza anche questo fatto.
Ma come: per gli altri vale sempre il legittimo sospetto che siano persone sgradevoli e poi, nella foga, ci si dimentica che ve ne sono anche tra quelli che si sostengono con tanto appassionato fervore.
Ma andiamo avanti.
Marco Travaglio nasce come cronista di giudiziaria.
Si appassiona così tanto dell’argomento che praticamente vi si occupa a tempo pieno.
Se lo si sente parlare, anche davanti le telecamere dei programmi di Santoro (o, quando fu, di Luttazzi) sembra di aver a che fare con un magistrato.
E invece no.
Quel campione di legalitarismo ha fatto di nuovo la scelta sbagliata.
Non si può dire di lui che sia un amante della Giustizia, mentre in realtà è correttissimo parlare di lui come di una bandiera del giustizialismo.
Si spiega così, ancora una volta, la sua partigianeria nei confronti di Antonio Di Pietro, il pubblico ministero che si è fatto apprezzare dall’opinione pubblica ai tempi di Mani Pulite, ma che giuridicamente parlando ha perso più volte di quante non se ne sappia, senza che mai abbia chiesto scusa per tutte quelle persone che aveva ingiustamente accusato e messo alla gogna mediatica e che aveva portato al suicidio.
Che pensare allora di Marco Travaglio?!
Che considerazione avere di lui?!
Beh, se volete sapere come la penso…credo che Travaglio sia un ragazzo davvero intelligente. Che ha capito in fretta che in Italia si può far carriera attestandosi solo su certe posizioni. A Sinistra, e puntando tutto sull’emotività del popolo che più di tutti gli altri ha bisogno di un Masaniello che lo aizzi e mobiliti.
In definitiva, però, è un personaggio altamente deludente.
Non foss’altro, appunto, per le contraddizioni che incarna.













































117 comments
Comments feed for this article
21 Maggio, 2008 a 3:20 pm
fede
Deludente è questo pezzo,veramente molto.
21 Maggio, 2008 a 3:28 pm
ilpensatore
Beh, Fede…perchè invece di limitarti a queste 6 parole non hai speso qualche secondo in più per farmi capire come mai?! e dove sbaglio?!
21 Maggio, 2008 a 3:28 pm
Anonimo
Se credessi nella censura farei di tutto per impedirti di scrivere. Purtroppo non sono come te.
21 Maggio, 2008 a 3:30 pm
a zozzo
ammazza che schifo di uomo ’sto pensatore…ma scrive ’ste cazzate tutti i giorni? Non basta quel fallito rispescato tra i rifiuti chimici di Filippo Facci? Mo pure ’sto ragazzino che chiosa con un linguaggio da terza media?
21 Maggio, 2008 a 3:30 pm
a zozzo
http://www.youtube.com/watch?v=ntLJzJ_aFLs
21 Maggio, 2008 a 3:35 pm
a zozzo
definire conservatrice la sinistra è una contraddizione in termini.
21 Maggio, 2008 a 3:46 pm
ilpensatore
@ Anonimo: io non credo nella censura e poi…che avresti da censurare!?
@ A zozzo: ce sarai te! premesso questo…e lasciando perdere cosa penso del tuo di linguaggio, devo dedurre dal tuo ultimo commento che tu la testa la usi giusto per dividere le orecchie.
la sinistra può benissimo essere conservatrice, se la riesci a vedere come quella forza che ostacola il progresso globale ed economico anteponendovisi coi suoi ideali ottocenteschi impregnati del comunismo granitico che tutela certi privilegi e sfavorisce la diffusione delle conquiste del capitalismo!
21 Maggio, 2008 a 3:47 pm
ilpensatore
@ A zozzo: non capisco poi che vorresti dimostrare con quel link.
il filmato non dice niente, se non che fosse, come da me detto, amico e delfino di Montanelli!
PS: a me Facci piace, ma preferisco rimanere me stesso!
21 Maggio, 2008 a 4:03 pm
magetrony
bè consentici di dissentire!
>la sinistra può benissimo essere conservatrice, se la >riesci a vedere come quella forza che ostacola il >progresso globale ed economico
Il conservatorismo è una corrente politica che, in linea con il tradizionalismo, diffida dei cambiamenti improvvisi (la cui massima espressione è il concetto di rivoluzione) e sostiene la necessità di preservare un determinato stato politico, sociale e religioso.
In questo senso la sinistra, propugnando cambiamenti più o meno improvvisi (idealmente tramite la cosiddetta “rivoluzione”) è per definizione collocabile in antitesi con il termine “Conservatore”. Questo stando ai significati delle parole “da vocabolario”. Poi pensatore se vuoi impegnarti nella ridefinizione neologisica degli ambiti politici…in bocca al lupo!!!
>impregnati del comunismo granitico che tutela certi >privilegi e sfavorisce la diffusione delle conquiste del >capitalismo!
Inoltre…quali “privilegi” e di chi, il comunismo tutelerebbe? riguardo la diffusione delle conquiste del capitalismo oserei ricordare che Adam Smith è morto da qualche secolo, e che le sue idee pare siano state ripetutamente e autorevolmente confutate. Aggiungo il mio commento finale: il comunismo è un’ideologia muffita e arrugginita, tutavia parte da basi ideologiche non diprezzabili (d’altronde la stessa destra si serve appieno di comunismo e socialismo nei suoi presupposti programmatici e ideologici, basti vedere i primi programmi elettorali di mussolini) e non è certo identificabile come “forza conservatrice” di alcuno schieramento politico.
21 Maggio, 2008 a 4:15 pm
ilpensatore
@ Megatrony: non ci siamo! non sto parlando di conservatorismo, ma di forza conservatrice. Che è l’esatto contrario del termine “progressismo”. Ora, qualunque fazione politica che si schieri in contrapposizione col riformismo progressista (o liberale) è logicamente conservatrice.
ma se vuoi la possiamo pure chiamare “restauratrice”…
comunque, non sono stato io ad usare per primo questo termine accostandolo alla sinistra, ma alcuni esponenti della sinistra stessa, della parte diessina per la precisione (o democratica, che dir si voglia).
non è che voglio ridefinire gli ambiti politici…ho solo adoperato un termine che ritengo corretto per definire quel particolare ambito politico!
prendi il sindacato: per la triplice non si dovrebbe toccar nulla, ma solo integrare. Nessuna riforma è possibile perchè tutto deve restare come ormai è!
se permetti, comunque, il comunismo, ovunque si sia sviluppato è poi morto, facendo morire assieme a sè quei paesi; il capitalismo invece…beh…la Storia mi pare parli chiaro!
21 Maggio, 2008 a 4:24 pm
tommy54
ma ti pagano?no?allora mettiti in politica così risolvi il problema del precariato.PS “portati Facci
21 Maggio, 2008 a 4:26 pm
ilpensatore
@ Tommy: che palle co’ ’sto Facci!
ma poi…perchè non riuscite ad essere un po’ più argomentativi?
21 Maggio, 2008 a 4:45 pm
Luigi
Oddio a leggere questa cosa:
“la sinistra può benissimo essere conservatrice, se la riesci a vedere come quella forza che ostacola il progresso globale ed economico anteponendovisi coi suoi ideali ottocenteschi impregnati del comunismo granitico che tutela certi privilegi e sfavorisce la diffusione delle conquiste del capitalismo!”
Non so se piangere o ridere. Premesso che non sono di sinistra ma tu mi sembri un buon parto di uno spot pubblicitario del Berlusca su rete4.
Bello sto Blog… sembra il sito di forza italia ihihih… sei molto obiettivo e poco di parte pensatore. Complimenti
21 Maggio, 2008 a 4:51 pm
Luigi
Pensatore poi ce lo dedichi un post al tuo leader Berlusconi, a tutti i suoi processi, a tutte le volte che si è salvato per prescrizione che lui stesso ha accorciato, a tutte le volte che si è auto assolto grazie a leggi fatte da lui (Commenta il caso SME - Falso in bilancio depenalizzato)… magari lasciaci due riga pure sul ex tessere della loggia p2 la quale è stata condannata per aver inquinato le prove della strage di bologna e non solo. Parlaci del conflitto di interessi e di come mai l’italia è posizionata al 70esimo posto al mondo con paesi africani in quanto a libertà di stampa (classifica fatta da freedomhouse istituto americano mica comunista). Magari parlaci anche di Mangano e dei rapporti con l’unto del signore… parlaci di previti… di dell’ultri.. delle condanne per mafia… parlaci delle condanne per reati fiscali… parlaci ANCHE di queste cose…. o vuoi che cominciamo a pensare davvero che tu sia di parte e poco obiettivo? ihihih… sottolineando quanto il tuo nick sia paradossale, ti saluto.
21 Maggio, 2008 a 5:01 pm
ilpensatore
@ Luigi: da parte loro, i comunisti sono i conservatori del socialismo!
ora, se vuoi continuare a far polemica sul termine (che io comunque non ho usato in senso assoluto politco) fa pure, ma per me si chiude qui!
mi chiedi: perchè non scrivo un post su Berlusconi?
beh, perchè non si deve necessariamente essere imparziali nella vita, anzi…è più che giusto esser parziali.
a me piace Berlusconi.
c’è già chi ne ricostruisce vita morte e miracoli.
io mi occupo degli altri e quando mi va anche di chi lo critica.
non vedo perchè, per dimostrare capacità intellettive dovrei per forza criticare Berlusconi.
peraltro, il mio punto d’osservazione è quello destrorso, cattolico e nazionalista.
se non piace non vuol dire non sia comunque corretto.
altra cosa su cui sfotti ma sbagli (secondo me) è che “pensare” vuol dire usare il cervello.
si può usarlo in mille modi.
io ho scelto il mio.
tu, invece? che intendi per “pensare”?
la tua è una scorrettezza bella e buona.
io faccio il mio…come tutti del resto.
per questo non credo che sia paradossale il mio nick.
o forse credi di essere uno di quelli che possono dare la patente di chi pensa bene e chi pensa male, e quindi non pensa?
21 Maggio, 2008 a 5:02 pm
shadang
Azz!! C’è l’hanno proprio con te!
Unico appunto, non avrei perso tutto questo tempo, per uno come Travaglio, non ne vale la pena! Ciao 
21 Maggio, 2008 a 5:06 pm
Luigi
Io sono convinto che pensare e usare il cervello voglia dire prima di tutto essere coerenti ed obiettivi. Non si possono criticare le cazzate degli altri quando poi il partito che si difende è pieno di merda. Vuol dire prendere in giro se stessi e gli altri. Vuol dire essere un puro tifoso da stadio. Ed è questo che ammazza la politica in Italia.. qualsiasi cosa combina il proprio partito si ci gira di spalle e si va contro gli altri perché la mia squadra politica ha sempre ragione. Questo non è fare politica questo è tifare. Ed è alla base di questa malapolitica italia..
21 Maggio, 2008 a 5:38 pm
Teste Pensanti
Beh, la sensazione è che siano tifosi pure i commenti che insultano l’autore di questo blog. Chi parte dal presupposto che chi sostiene la parte politica che a lui non piace, come forza italia, è “poco obiettivo”, che cos’è se non un tifoso?
Più leggo i commenti di certi “commentatori”, più trovo conferme a quel vecchio motto che diceva sempre la mia mamma: “chi insulta gli altri lo fa sempre in una maniera che descrive se’ stesso”.
Abbiate un po’ di rispetto. Consiglio di leggere post “guida dell’auto e demovrazia nel mio blog e di rifletterci su un paio di minuti, ok?
21 Maggio, 2008 a 5:40 pm
Simone82
Pensatore, è veramente una cosa straordinaria. Se fossimo nella Giudea del I secolo avremmo Travaglio come nuovo Messia “dde noantri” con tanto di esercito al seguito. È straordinario come la gente si sia affezionata a questo giornalista d’assalto: mai che si possa mettere in dubbio la sua capacità di essere obiettivo e coerente, perché se lo fai subito una folla di assatanati è pronta a sbranarti.
Ti accusano di essere incoerente e parziale, come se Travaglio fosse il campione del contrario!!! Ma per favore!!!
Riempiono i siti internet del loro livore antiberlusconiano, poi quando hanno il sedere “rosso” tappezzato dai calci potenti e vigorosi che prendono alle elezioni, cominciano a menarla con la storia del fascismo, dell’antidemocrazia e vaccate varie, tanto che alla fine perfino Pansa mi si è ribellato, uomo tutt’altro che tifoso di Silvio, anzi direi.
Insomma, in Italia per avere diritto di parola o sei antiberlusconiano o al massimo che ti va bene ti considerano uno “zozzo”, altrimenti ti affibiano aggettivi quali “merda”, “mafioso”, “imbecille” et similia. Poi ti fai un giro a Napoli e ti chiedi: ma non è che questi sinistrorsi dicono così perché ci sono abituati sul serio a vivere in certi ambienti?
Eppure è stato lo stesso TorqueMarco, quelle rarissime volte che ha distolto il suo feroce sguardo da Berlusconi, a dimostrare quanta MERDA alberga in quel covo di incapaci che è la sinistra tutta e che i suoi adepti in massima parte adorano inginocchiati (oppure a novanta) sui ceci. Se non erro, fu Grillo a dividere la politica in “peggio” e “leggermentemenopeggio”: basta non avere i prociutti rossi sugli occhi per capire dove, in questo momento storico, vada l’uno aggettivo e dove vada l’altro… Che persone come quelle ivi intervenute vengano a darti lezioni di democrazia e di buona politica, questa sì è cosa da “Barzelletta International Award 2008″!!! :D:D:D
A rileggerti, sempre con piacere…
21 Maggio, 2008 a 5:41 pm
Teste Pensanti
@ Luigi: se fosse vero che “Non si possono criticare le cazzate degli altri quando poi il partito che si difende è pieno di merda”, allora praticamente in Italia dovrebbero stare zitti tutti, inclusi sostenitori dell’IDV. (Il nome di quel partito non ricorda un virus?
scherzo, scherzo, non siate permalosi….)
21 Maggio, 2008 a 5:53 pm
Teste Pensanti
A dimostrazione di quanto siano faziosi coloro che accusano Pensatore di essere fazioso, ricordo solo anOmino, il giornalista (?) che dopo essersi lamentato per 2 giorni filati che Berlusconi è criminale e mafioso, di fronte alla mia offerta di fornirgli materiale su un articolo (su argomento ahimè poco noto, ma in cui ho toccato con mano la mafiosità della “brutta politica”, che favorisce gruppi privati a danno del benessere pubblico), si è guardato bene dal chiedermi maggiori informazioni su quello che avrebbe potuto diventare l’articolo che finalmente gli avrebbe dato notorietà (facendolo uscire dall’Anonimato…). Il motivo? Ovviamente il fatto che si capiva benissimo che i politici che qui stanno commettendo cose vergognose fanno parte dello schieramento di centrosinistra.
Complimenti. Bel democratico. Perfetto esempio di questi tempi “travagliati”. Pronto a fare tutte le polemiche di questo mondo contro gli avversari politici, ma anche lui totalmente disinteressato del bene di questo paese e invece più sensibile alla “utilità” di quello che scrive. Degno quindi di essere inserito virtualmente nella “casta”, per merito onorario acquisito, anche se in realtà non scrivesse neanche una riga su alcun giornale.
21 Maggio, 2008 a 6:01 pm
ilpensatore
@ Luigi: io invece continuo a credere che si possa usare il cervello anche senza dover rimanere in equilibrio tra due posizioni inconciliabili tra loro.
a me non serve essere obiettivo.
l’obiettività non esiste in politica.
può darsi esista sui numeri, ma in politica, dove regnano le idee…beh…è un po’ difficile.
tesi e antitesi: la sintesi non sempre sta nel mezzo!
ci sono migliaia di siti e blogs su cui Berlusconi viene messi alla berlina solo perchè ALTRI hanno detto che funziona così.
io, da par mio, cerco sempre di elaborare i concetti coi miei criteri, mettendoci dentro le mie sensazioni…e questo, ne sono certo, mi distingue da tutti quelli che invece non sanno far altro che copiare ed incollare nei loro post come nelle loro teste, concetti espressi da altri.
ora, trovami un solo passaggio nei miei articoli in cui riprendo, lasciandola com’è, una tesi da cui traspaia la mia totale indifferenza al fatto che sia più o meno valida.
questo è pensare, amico mio: non dire sempre la cosa giusta.
si può anche sbagliare, ma comunque è importante usare la propria testa!
fatta questa lunga premessa, ti dico: non è vero che non si può parlare degli altri senza guardare dentro se stessi…si può, eccome. Magari ci si espone alle critiche. Ma questo non deve pregiudicare la dialettica. Anche perchè io sono io e non Berlusconi. Io prendo le parti, laddove mi trovo d’accordo. Altrimenti, ce me sono tanti che criticano Berlusconi e tutto quello che fa la destra.
ognuno fa il suo gioco: chi la tesi e chi l’antitesi. La sintesi ognuno la trova da sé!
21 Maggio, 2008 a 6:03 pm
Teste Pensanti
Altro esempio del ragionare storto: tommy54 chiede “ma ti pagano?”
Ragioniamo: pensatore fa discorsi politici pro-centrodestra e viene accusato del peggio del peggio, come se non fosse capace di ragionare, addirittura si invoca la censura.
Qualche anno fa invece Jovanotti - fino ad allora universlmente considerato un cretinetti, il cui vertice poetico è l’immortale frase d’amore “tu sei come la mia moto” - dichiara di votare per la sinistra. Improvvisamente viene portato sugli altari e diventa un maitre a penser. Jovanotti. Ci rendiamo conto?
Quindi invito a non pensare di avere sempre la verità in tasca e ad avere più rispetto delle opinioni altrui, ok?
21 Maggio, 2008 a 6:03 pm
ilpensatore
@ Shadang e Simone82: grazie per gli attestati di stima…
@ Teste Pensanti: ringrazio anche per te per la difesa d’ufficio.
corro a leggere il tuo post, finalmente visibile sul tuo blog…
ah, su Anonimo…sai, deve un bel po’ di risposte e dimostrazioni anche a me, ma…chissà, avrà trovato altro da fare…
21 Maggio, 2008 a 6:38 pm
aXx
Continuo a pensare che in qualsiasi nazione democratica quello che dice Travaglio sarebbe considerato normale, anzi doveroso, per come la vedo io ce ne dovrebbero essere molti altri di giornalisti documentati che fanno un minimo di inchiesta, anche faziosi, ammetterai che i libri di Travagli sono abbondantemente documentati.e che comunque il lettore leggendoli si fa una sua idea sui fatti, al di là dell’eventuale commento o forzatura dell’autore.
Le sue simpatie politiche sono chiare da tempo immemorabile, ha sempre detto che se non ci fosse Berlusconi a guidare il cdx lui voterebbe li, comunque le considero ininfluenti, e la svolta verso il legalitarismo anche se non la condivido è ampiamente giustificata dal grado di impunità presente in questo paese che ha un sistema giudiziario che sembra costruito ad hoc per proteggere alcune tipologie di delinquenti.
21 Maggio, 2008 a 6:55 pm
Simone82
aXx, sono pienamente d’accordo con te. Il problema non è cancellare Travaglio o impedire che altri agiscano come lui. In Italia ci sono giornalisti e scrittori antimafia sotto scorta perenne, sono pochi ma ci sono e pubblicano ciò che la gente dovrebbe sapere (ma non legge). Quello che Travaglio dice di Schifani non l’ha scoperto lui ma è stato ampiamente sviscerato in libri e articoli di giornale apparsi su Repubblica, a più riprese e in tempi meno sospetti degli attuali. Ciò che fa la differenza è il modo con il quale si pongono “i fatti”, quando cioè li orchestri per fare in modo che la gente pensi quello che non è la verità. Ma questo l’ha scritto molto bene D’Avanzo proprio su Repubblica… Schifani non è stato mai indagato, neanche dopo che di lui si scrisse su “I complici”, come si può anche solo dire o lasciar o far pensare che fosse colluso con la mafia? La gravità dell’affermazione, supportata soltanto dalla propria idea FAZIOSA E NON OBIETTIVA, dovrebbe far riflettere maggiormente: anche per Travaglio dovrebbe valere quel codice non scritto che si chiama “responsabilità delle proprie parole” soprattutto nei confronti dei cittadini. Ci siamo già dimenticati tutti di quello che successe ad Enzo Tortora?
A proposito, tanto che la destra è piena di merda, la giunta di Genova, di centrosinistra, è attualmente indagata per tangenti… Ecco, quando la gente prova ad apparire superiore e più bella, toc toc che arriva il bel magistrato a ricordarci che la politica è tutta uguale…
Se potessi concludere con uno spot, più Travaglio ma meno Travagli, cioè più cronaca e meno interpretazione se non basata su sentenze passate in giudicato.
21 Maggio, 2008 a 7:00 pm
ilpensatore
@ Axx: guarda, il fatto che i suoi libri siano documentatissimi non è sinonimo di veridicità. Dei documenti si può fare l’uso che più pare utile.
tant’è che nelle sentenze per dimmafazione vinte da Travaglio contro gli attori di quelle cause, i giudici si sforzano nel ripetere che il reato non sussiste essendo quella di Travaglio manifestazione del diritto di cronaca, ma anche che i documenti presenti sono oggetto di interpretazione forzata, tale da esprimere giudizi politici su di essi e per questo (e solo per questo) insindacabili.
ma è un fatto anche che quelle fonti, pur essendo veritiere, perchè documentali, non esprimono necessariamente verità inconfutabili.
travaglio fa il suo mestiere, ma se permetti lo critico per i metodi e soprattutto per le sue finalità politiche.
poi, dispiace che tradisca i suoi ideali per meri scopi veniali!
21 Maggio, 2008 a 7:16 pm
aXx
Siamo in perfetto accordo Simone sul più cronaca e meno interpretazione, ma non troverai inchieste in cui non si cerchi di sostenere con i fatti qualche tesi e Travaglio propone le sue, l’importante è che vengano da fatti certi, poi ogni lettore si farà una propria idea. Le tesi di Travaglio vengono contestate ampiamente con altre letture dei fatti a volte convincenti e a volte meno, quello che contesto è il tipo di proteste che si sono levate dal mondo politico, tipo ventilare la chiusura di programmi o la sparizione dal video, e comunque quasi tutti di tipo intimidatorio e non contestando i fatti.
21 Maggio, 2008 a 8:06 pm
lm
che palle.
i fatti sono non che Schifani abbia fatto società con persone che dopo 18 anni i giudici hanno dichiarato essere mafiosi.
i fatti sono che gli stessi giudici non hanno minimamente coinvolto Schifani.
i fatti sono che Travaglio ha chiesto a mezzo TV che Schifani spieghi perchè ha fatto società con ste persone.
i fatti sono che Travaglio ha fatto una elencazione dei presidenti del senato secondo un suo personale ordine di credibilità ed esponendo Schifani all’ultimo gradino, come l’ultimo dopo il quale ci sarebbe il diluvio, cioè muffa e lombrichi.
i fatti sono che questa, coram populo, è diffamazione.
i fatti sono che Schifani è stato artefice della trasformazione in norma a tempo indeterminato del 41-bis e che per le minacce ricevute per questa sua fermezza, è dovuto stare due anni con la scorta.
Quindi il problema che il giudice della querela dovrà esaminare non è se Schifani aveva fatto la società ma se Travaglio, nel riproporre l’argomento in quel modo ed in TV abbia fatto diffamazione.
un messaggio di simpatia per il pensatore.
21 Maggio, 2008 a 8:53 pm
Simone82
@aXx
Ma infatti, è verissimo che se non fai mera cronaca cronologica, comunque fai interpretazione. Io di mestiere faccio lo storico dell’antichità, l’interpretazione dei fatti (quelli riportati nelle fonti antiche ovviamente) è il mio pane quotidiano. Però ho anche imparato che se opero artificialmente sui fatti, tagliandoli e cucendoli come meglio credo, non faccio informazione ma disinformazione. E a nulla vale “pararsi il culo” dicendo che tanto poi è il cittadino a decidere… Questa è una BUFFONATA, perché il cittadino non ha i mezzi per decidere, si beve quello che viene scritto e giudica in base a quello. Se poi il cittadino è naturalmente prevenuto… Il nostro compito non è lasciare che il lettore si faccia la sua idea (semplicemente perché non è in grado), ma guidarlo offrendogli gli strumenti migliori: altrimenti, non si avrà mai una base elettorale cultural-politicamente preparata, ma soltanto una massa che continuerà a votare per la propria ideologia.
Quindi, d’accordissimo sul fatto che certe sparate anti-Travaglio sembravano più da censura che di contraddittorio, ma ciò non toglie che certe persone, i quali hanno acquisito una determinata posizione nei confronti del popolo, non abusino del loro status e anzi agiscano nella piena coscienza del loro ruolo mediatico. Infatti, perché Travaglio nel paragonare Schifani ai lombrichi mafiosi non ha anche ricordato la sua lotta alla mafia menzionata da lm?
Vuoi la mia opinione su questo evento e su quello che è successo in questi ultimi giorni? Qualcuno, segato fuori dal Parlamento italiano, sta tentando in tutti i modi, leciti e illeciti, di tornare ad alzare lo scontro fazioso e politico. Quale ministro si è mai permesso in Europa di dire ad un capo del Governo di un altro Paese che ha bisogno dello psichiatra? Se l’avesse fatto Berlusconi come avrebbe reagito l’opinione pubblica? In quale occasione il Parlamento Europeo avrebbe indetto una riunione “straordinaria” per accusare velatamente il Governo del nostro Paese di razzismo prima ancora che tale Governo presentasse le sue proposte di legge? A troppa gente, ripeto segata dal Parlamento, sta cercando di ritrovare visibilità pubblica alzando in ogni modo i toni dello scontro politico, rigettando l’Italia indietro alla fine del secolo scorso. Il Paese ha bisogno di riforme, tante riforme e presto, non di gente che dalla mattina alla sera passa la vita ad insultarsi e a trovare l’accordo soltanto quando si tratta di intascare più soldi in busta paga…
22 Maggio, 2008 a 9:17 am
Alessio in Asia
“scrivere su L’Unità, La Repubblica, L’Espresso, Micromega eccetera sono espressione di quella cultura radical-chic di cui evidentemente Travaglio non ha ereditato l’antipatia montanelliana.
Anzi…
Lampante la contraddizione quindi.”
Sarebbe strano che Berlusconi gli permettesse (a Travaglio )di scrivere sul suo giornale di famiglia (”Il Giornale”) che il suo (di Berlusconi) braccio destro Dell’Utri e’ un mafioso, che il suo (di Berlusconi) “eroe” era invece un narcotrafficante mafioso assassino, che il suo (di Berlusconi) braccio sinistro Previti e’ un corruttore, che il suo (di Berlusconi) Presidente del Senato se la faceva coi mafiosi, che tanti suoi (di Berlusconi) parlamentari sono dei poco di buono e cosi via.
Visto che Travaglio un giornale suo non lo possiede ancora, mi sembra logico che scriva sui giornali che gli permettono di scrivere, che sia L’Unita’ o “La Repubblica”.
22 Maggio, 2008 a 9:35 am
ilpensatore
@ Ale: beh, un giornalista può scegliere dove scrivere. E Repubblica, l’Unità o Micromega sono tutto meno che testate libere e indipendenti.
quantomeno, lasciami pensare che sia un personaggio che facilmente è disposto a mettere da parte le sue idee per altri scopi…
22 Maggio, 2008 a 1:56 pm
Andrea Sferrella
Volevo solo dire che su Montanelli hai omesso, volontariamente, due o tre dettagli fondamentali, tipo il fatto che ebbe non pochi dissidi con il regime, ma soprattutto che ebbe non pochi dissidi con Berlusconi dopo la discesa in campo del Cavaliere.
Inoltre Montanelli accettò l’entrata nella società di Berlusconi perché Il Giornale era pieno di debiti, ma quando Berlusconi decise che si doveva “cambiare aria”, in pratica si doveva fare come diceva lui, Montanelli non accettò e rassegnò le dimissioni.
Lo stesso Montanelli affermò molto tempo dopo: “La scoperta che c’è un’Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L’Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L’Italia del 25 luglio, l’Italia dell’8 settembre, e anche l’Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l’avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo”.
Dunque Montanelli era di destra ma come molte persone di destra- Travaglio e Di Pietro in primis, ma ne conosco tante anche personalmente- era assolutamente un antiberlusconiano. Montanelli è stato il maestro di Travaglio quando Marco era molto giovane, quindi è normale che Travaglio sia di destra ma si consideri, come lui stesso ha più volte affermato, uno che ha trovato asilo politico a sinistra.
A proposito di video su Montanelli, questo è decisamente interessante.
http://www.youtube.com/watch?v=xy6EHGs2X2Y&feature=related
22 Maggio, 2008 a 2:16 pm