Per certi aspetti sono incredibili le parole con cui alcuni esponenti del governo Spagnolo nei giorni scorsi hanno apostrofato prima le proposte avanzate su leggi non ancora scritte per fronteggiare l’immigrazione clandestina e poi l’azione di contrasto alla criminalità eseguita nel nostro Paese la settimana appena passata.
Per altri invece, è chiaro che ci si trovi davanti ad una operazione di “soccorso rosso” nei confronti di una sinistra italiana completamente allo sbando e tenuta per le palle dall’odiato Berlusconi.

Mossa della disperazione: attaccare da subito il governo. E farlo fare dall’estero assume toni ben più autorevoli…

Razzisti, xenofobi, incompetenti…dicono che in Italia sarebbero addirittura a rischio i diritti umani…

Wè! Un moto d’orgoglio mi fa saltare dalla sedia tutte le volte che leggo simili stoltezze o le sento ai tigì!
Berlusconi o non Berlusconi, l’Italia non merita lezioni di sorta dalle verginelle di Zapatero, che oggi saccentemente si ergono sui loro piedistalli mentre ieri ne facevano di cotte e di crude attirandosi addosso gli occhi sgranati dell’intera comunità internazionale per le schioppettate che partivano dalla Guardia Civil su marocchini e senegalesi in fuga da Melilla e Ceuta e in cerca di un posto al sole della costa iberica del sud!

(ricordate? era il 2005 e questi sono i muri che Zapatero fece alzare per frenare i “flussi” migratori)

Oltretutto, dell’Italia si può dir tutto, meno che non si adoperi al rispetto dei diritti umani.
Siamo anzi così solerti nel tutelare il prossimo dagli abusi delle autorità, che addirittura ci tiriamo spessissimo la zappa sui piedi proprio nella gestione del fenomeno immigrazione.
Non ci permettiamo nemanco di accompagnare un clandestino o un criminale extracomunitario alla frontiera: prima glielo chiediamo, fidandoci addirittura che adempia a quella intimazione; poi…beh, ci pensa qualche giudice ad impietosirsi di fronte alle condizioni di disagio economico del poverello e a farlo rimanere definitivamente a piede libero nel nostro Paese. Quello, logicamente, ringrazia e si dà alla macchia.

Ma la cosa più intollerabile è doversi sentire rimproverati da chi non capisce la differenza che passa tra repressione della delinquenza (soprattutto quella legata appunto all’immigrazione clandestina) e razzismo o, peggio, criminalizzazione dello straniero.
Ebbene, sarebbe il caso di ricordare al governo Zapatero che la lotta all’immigrazione clandestina la si fa anche andando a caccia di quelli che ne hanno fatto un business.
E cortesia vorrebbe che prima si lasciassero elaborare e votare decreti o disegni di legge e poi li si valutassero anche sulla base della loro applicapibilità e capacità di incidere sul problema.

Di parole in libertà ci bastano quelle delle nostre sinistre, quelle di chi chiede la chiusura dei CPT e di chi vorrebbe finanziare a spese dello stato l’integrazione di nomadi e abusivi.

In ogni caso, è fuor di dubbio che, clandestino o regolare, straniero o italiano, prima di tutto viene la sicurezza del cittadino onesto.

Gli psichiatri, forse, servono a qualcun’altro

Must read: il Senatore!

Ma Zapatero è d’accordo? La pensa veramente come i suoi ministri? Quel Zapatero che fu il primo a chiamare Silvio Berlusconi per congratularsi della vittoria elettorale parla poco, lascia che i suoi sottoposti insultino, che si diano alla totale libertà di espressione, contro ogni regola di buon vicinato e di prudenza politica.

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