Al di là dei provvedimenti che saranno adottati (e che quindi valuteremo una volta che saranno proposti) per fronteggiare il fenomeno rom, continuo a chiedermi, senza ispirazioni razziste, come può lo Stato accettare che all’interno dei suoi confini si sedentarizzino popolazioni nomadi che però:

  • occupano il suolo pubblico
  • pretendono allacciamenti a luce, acqua e gas in maniera gratuita
  • vivono in baraccopoli dalle condizioni igieniche deprimenti
  • sfruttano minori obbligandoli alla prostituzione e all’accattonaggio
  • non versano alcun contributo
  • vagabondano liberamente privi di ogni documentazione
  • sono praticamente autoghettizzati nei loro campi
  • e che hanno come uniche fonti di sostentamento economico la microcriminalità e i sussidi statali.

Alla luce di tutto questo appare evidentemente urgente intervenire per sanare questi crogioli di delinquenza.
Non c’è razzismo in questa analisi. Ma solo l’incredulità per come lo Stato (come spesso accade) si spende troppo nell’accogliere chi già sa porterà con sè una notevole quantità di problemi di ordine pubblico, piuttosto che per proteggere i suoi cittadini.
E’ un po’ il principio per cui non sempre si capisce perchè son tutti lì a difendere Caino e si dimenticano di Abele.
Oggi (ma si può ben dire, da tempo ormai) i rom, che non sono solo romeni, nè possono essere identificati col popolo romeno, sono un problema a sè stante rispetto ad ogni altro fenomeno migratorio. Per questo è necessario affrontarlo con la dovuta specificità.

Aspetto di vedere quali saranno le soluzioni a difesa dell’onesto cittadino.

Nel frattempo però, se la gente si sente esasperata e chiede a gran voce prese di posizione radicali, non dategli addosso come fossero tornati i nazisti!
Perchè non è una questione di razzismo, ma di sicurezza !

(Spero…)