Me lo sono chiesto spesso.
Con tutto quel che dice o pensa di saperne di diritto (l’ipotetica è d’obbligo visto che non si capisce ancora bene di quale diritto si stia parlando) la laurea in giurisprudenza dovrebbe essere solo una formalità. Una barzelletta. Da lì alla magistratura è giusto il tempo di pubblicare un altro paio di libri contro Berlusconi e i suoi sodali.
Il ragazzo è ancora giovane, ha soli 44 anni.
Ha tutta la vita davanti per perseguire chi già oggi sta praticametne perseguitando.
Me lo voglio immaginare, con la tonaca indosso che spiega al giudice come mai è impossibile non giudicare Tizio colpevole perchè aveva festeggiato le nozze del figlio di Caio colluso vent’anni dopo con Sempronio. Gliel’ha detto Filano, collaboratore di giustizia dopo che era stato arrestato mentre era al soldo di Mevio.
Un teorema accusatorio così limpido non potrebbe mai venire archiviato o rigettato da alcuna giuria.

E invece no!
Ce lo dobbiamo sorbire così.
Semplicemente laureato in lettere moderne e storia contemporanea, che ha trasformato la cronaca giudiziaria in gossip politico/criminale.
Potrebbe creare un settimanale tutto suo: invece di Novella2000 potrebbe chiamarlo “art530cp”, il suo preferito, quello con cui trasforma le prescrizioni in condanne sfiorate (o assoluzioni per poco), quindi condanne.
Così potrebbe raccontare agli italiani chi era amico di chi e a quali feste ha partecipato su invito di quell’altro.

E invece no! Non fa neppure quello.
Per Travaglio la giustizia è una cosa seria, mica da roba da copertina patinata.
Tanto seria che si è convinto di essere un magistrato, non solo inquirente, ma anche giudicante, pur senza esserlo.
Peccato in questo modo si ribalti lo stato di diritto.

Rimango fedele al principio (Costituzionale peraltro) che una persona debba essere giudicata innocente fino a prova contraria e fino all’ultimo grado di giudizio.
Ciò che fa Travaglio (e il suo amichetto Peter Gomes) è l’esatto contrario.

Non solo: loro buttano nel calderone anche chi inquisito non è.

Ora, per esempio, è la volta del Presidente Schifani: incensurato; fedina penale cristallina; nessuna pendenza.
Non importa: per Travaglio e sodali “Renatino” è colpevole in quanto i suoi soci di vent’anni fa vent’anni dopo sono stati dichiarati collusi con la mafia.
Nessun giudice però ha mai sentenziato niente di simile. Nessun magistrato Pubblico Ministero si è nemmeno mai sognato di aprire un’inchiesta su accuse del genere.
Ma Travaglio si.
E vorrebbe che tutti gli italiani diventassero giuria inappellabile del tribunale televisivo che lui stesso ha deciso di erigere, in contrasto però con ogni regola di diritto, del diritto che vige nella realtà (ovviamente).
Il suo è un gioco.
Lui accusa e…affari di chi è perseguit(at)o, se vorrà potrà contraddire.
Si, ma di fronte a chi? E rispetto a quali accuse?

Ecco, il problema è tutto qui!
Travaglio (e chi lo sostiene) vorrebbe che un uomo libero (chiunque esso sia) rendesse conto a lui (che non è nessuno) su fatti e questioni su cui nessun magistrato gli ha mai chiesto di far luce, perchè inesistenti o inconsistenti.

Da qui il mio suggerimento.
Caro Travaglio, studia, laureati, ottieni l’abilitazione e…smettila di giocare, ma prova a lavorare.
Fa’ il magistrato.
Vedremo allora quante volte riuscirai ad arrivare davanti a un giudice in dibattimento e soprattutto, vedremo quante volte l’avrai vinta.

Altrimenti…dice bene chi ti descrive come un cialtrone…