In compenso esistono i propagandisti.
C’è Travaglio, c’è Santoro, c’è Chiesa…sono in tanti e mettere in fila tutti i loro nomi occuperebbe un server intero da alemeno 200 Giga di capienza; per non parlare delle cazzate che dicono e per le quali hanno il seguito che hanno.
Ci sono questi, dicevo, e non ci sono invece i liberi giornalisti, anzi, informatori, che si prendono la briga di smentirli.
Il perchè è presto detto: perchè non sanno come farlo.
Non fraintendetemi: non è che non possano farlo perchè il Verbo non si può confutare; piuttosto, non lo fanno perchè sarebbe troppo faticoso ricostruire le vicende per come sono successe veramente; e non lo fanno anche perchè vorrebbe dire esporsi sui media come “collusi” con quel regime che Travaglio e compagni citano ogni qual volta vengono contestati o silenziati.
Diciamoci poi la verità: non c’è nemmeno poi tanta voglia di zittire lorsignori.
In fondo, un Travaglio in trasmissione garantisce sempre ascolti con relativa pubblicità nei giorni a seguire.
E per l’audience si fa di tutto ormai!

Il problema è dunque serissimo.
La libera informazione non c’è più.
Ma a decretarne la morte sono quelli come Travaglio, sostenuti da quelli come Di Pietro, che distorcono la realtà piegandola a specifici scopi propagandistici. Che usano pezzi arbitrariamente scelti di realtà per infondere dubbi e sospetti, per alludere e diffamare o calunniare senza tema di smentita.
Perchè come dice oggi Facci nel suo editoriale scritto oggi per Il Giornale, è difficile scegliere la posizione giusta da tenere di fronte a questi novelli inquisitori.

Una cosa però è ormai certa: c’è chi confonde la libertà d’informare con la libertà di dire ciò che gli pare e di poterlo fare senza preoccuparsi di un confronto che sfuggono scientificamente.
Questa, però, ripeto, non è informazione, nè libertà, ma solo propaganda e schiavitù ideologica!