Che dietro Hezbollah ci sia Teheran è cosa nota.
Ora resta da chiedersi chi ci sia dietro l’Onu e la Nato o, se vogliamo, generalizzando, dietro il multilateralismo.
Ovunque sia stato applicato i risultati sono stati l’esatto ribaltamento delle cose in cui si poteva sperare.
Basti guardare le situazioni in Darfur e, appunto, in Libano.
Allora, se multilateralismo significa semplicemente stare a guardare (e in alcuni casi peggiorare le cose) perchè non si riesce a mettersi d’accordo da che parte stare…beh…tanto vale affidarsi a chi le idee chiare le ha già, anche se magari le afferma in maniera unilaterale.
Ma vorrei anche vedere…
Un motivo in più per accelerare la più radicale delle riforme di queste organizzazioni internazionali, che più che risolvere i conflitti non fanno altro che acuirli a causa della loro insita incapacità decisionale.
Ormai è chiaro che ciò che conta veramente in questi consessi è l’equilibrio politico tra le grandi potenze e non invece il bene dei piccoli popoli seviziati dalle più tragiche ingiustizie!




















































3 comments
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11 maggio 2008 a 12:13
Gwath
…oppure è semplicemente mancanza di spina dorsale….
12 maggio 2008 a 09:53
Silvio forever
Porta il suo nome, e quello del senatore dell’Ulivo Antonio Maccanico, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro Silvio Berlusconi: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le “cinque alte cariche dello Stato” (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004. L’ex ministro della Giustizia, il palermitano Filippo Mancuso, ha definito Schifani “il principe del Foro del recupero crediti”, anche se Schifani risulta più che altro essere stato in passato un avvocato esperto di questioni urbanistiche. Negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta
12 maggio 2008 a 10:04
Silvio forever
“Disposizioni per l’attuazione dell’articolo 68 della Costituzione nonché in materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato” ovvero: legge proposta dall’on. Boato, emendata dal senatore Schifani con il “lodo” ideato dall’onorevole Maccanico. Prevede, oltre l’improcessabilità per le “alte cariche” (art. 1), la licenza di dire, sostenere, imprecare qualunque cosa per un parlamentare senza che un cittadino possa difendersi querelando (art. 3); la distruzione di prove (intercettazioni) ove compaia (anche soltanto in terza persona) un eletto alle camere (art. 4); l’immediata entrata in vigore della norma, ripetiamo: immediata (art.9).