UPDATE 3: QUI il video di Porta a Porta con Fini. (la puntata è “I due Presidenti”)

UPDATE 2: più teste vuote che teste rasate. Dal tg5: chi sono i cinque del “branco”.

Clicca sul video.

UPDATE: su La7 c’è il video delle puntualizzazioni di Gianfranco Fini.

clicca sul video.

Quando ieri scrivevo questo post, non avevo ancora letto le dichiarazioni fatte da Fini a Porta a Porta e le relative polemiche da queste innescate.
Poi c’è stato il martellante lancio di commenti sui vari siti dei quotidiani online.
Dal Corriere a Repubblica, passando per La Stampa e mille altre fonti, su ognuno di essi risuonavano le affermazioni del neo presidente della Camera: “Fini: più grave a Torino”.
Non vi dico quante reprimenda ho letto in pochissime ore.
E sono rimasto basito.
Totalmente stupito.
Conoscendo il livello dei “giornalai” italiani ho deciso comunque di aspettare di sentire con le mie orecchie la puntata di Porta a Porta, sospettando che le cose non potessero stare come venivano sbattute in prima pagina.

Come volevasi dimostrare!
Spero che sia messa prestissimo in rete la registrazione della trasmissione di Vespa, perchè così saranno meglio fugati i possibili dubbi, ma già le ricostruzioni apparse sui giornali stamattina rendono maggiore verità, SEBBENE gli editoriali, i commenti e le interviste fatte ricamando su quelle citazioni continuino ad essere del tutto fuorvianti la realtà.

Mi spiego.
Il presidente della Camera aveva già abbondantemente espresso la sua riprovazione circa gli eventi accaduti nella città di Verona.
Ditetro di lui e agli altri ospiti era fino a poco prima campeggiata la scritta sul video-wall: i naziskin…a Verona.
Da lì, si è passati ai fatti di Torino: “L’estrema sinistra…a Torino”.
A quel punto, interrogato anche su quelli, Fini ha voluto puntualizzare: “Non sono paragonabili”; “L’aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi sono due fenomeni che non possono essere paragonati”.
Perchè?
Perchè uno non ha alcuna matrice politica, mentre l’altro si.

Non si è mai messa in discussione la gravità sociale del pestaggio veronese: “Quel gruppo neonazista va preso, messo in galera e rieducato, non ci può essere nessun tipo di solidarietà”.

Ovviamente c’è da rispondere a diversi interrogativi circa il disagio di giovani ormai svuotati di ogni punto di riferimento, ma la violenza gratuita è ben altra cosa rispetto a quella che ha come sfondo una ideologia politica.
Di qui, l’affermazione di Fini.
Cuturalmente parlando, sono molto più gravi i fatti di Torino perchè ad essi è sotteso un imprinting politico che trova solidarietà e sponde in gruppi politici ben identificati.

Non dimentichiamo, tra l’altro, che prima di Fini, ad innescare una sterile polemica era stato Veltroni, che aveva appunto calato la vicenda di Verona nell’agone politico.

Giusta la puntualizzazione del presidente Fini allora.
Perchè volere a tutti i costi paragonare i due episodi?
Non sono la stessa cosa!

Perchè stranirsi di fronte a tanta ovvietà?

Round Up: QUI trovate chi, invece, la pensa diversamente.