Dicevano che invece di strapparli, i programmi degli avversari li leggevano.
Mica vero…
Altrimenti non si spiegherebbe come mai Di Pietro ha impiegato due mesi di campagna elettorale ed i quasi venti giorni successivi alle elezioni per capire che Berlusconi aveva ragione.
Si, il Cavaliere, sono già quasi tre mesi che dice ciò che solo il 30 aprile è stato compreso da Di Pietro: cioè che per rilanciare l’economia delle imprese è necessario sciogliere (parole di Di Pietro) “il cappio dell’IVA anticipata“.
Ovvero, impegno numero uno, pagina 4, terzo e quarto punto del programma elettorale del Popolo della Libertà.
Anche se Di Pietro mantiene la faccia di tolla che lo ha da sempre distinto, facendo intuire che questo sarà il primo provvedimento che l’Italia dei Valori chiederà di attuare al prossimo venturo governo (come se non fosse già all’ordine del giorno dei primi interventi del nuovo esecutivo), beh…
…benvenuto Tonino…













































No comments
Feed dei commenti di questo articolo